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    Guida Vini di Altissimo Ceto – Piemonte. I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d’Alba

    By EnoCentrico | luglio 17, 2009

    Articolo a cura di Ivano Antonini-EnoCentrico.
    Curatore Guida dei Vini e Referente regionale del Piemonte.

    Aggiornamento del 17 Luglio 2009.

    In seguito a quanto già annunciato nell’articolo riguardante la degustazione dei Barbaresco, della nostra Guida dei Vini on-line, anche il post riferito ai Langhe Nebbiolo, subisce un restyling e viene riaggiornato alla luce delle ultime introduzioni. Così, oltre a Gaja, troviamo Vajra e Edoardo Sobrino. Vediamo com’è andata…

    Articolo del 29 maggio 2009.

    Dopo tanti mesi passati sul PC a stabilire contatti, preparare, organizzare, modificare piani e coordinare strategie, finalmente lasciamo che sia il contenuto dei nostri bicchieri a parlare e a comunicare le loro sensazioni. Inizia così ufficialmente il debutto della nostra Guida dei Vini on-line, dedicata alle eccellenze. Lo facciamo parlando di vini, ottenuti da un vitigno per certi versi difficile, ma che da sempre suscita un suo fascino e stimola interesse, sia per chi lo beve, sia per chi ne scrive.

    Per prima cosa una piccola legenda su come orientarsi. Al primo punto troverete la graduatoria finale con i soli punteggi, che è scaturita al termine delle nostre sessioni. Tale graduatoria è suddivisa per annate, punteggio e, in caso di medesima valutazione, per ordine alfabetico riferito ai produttori. In rosso sono segnalati i vini che hanno ricevuto il premio speciale, dato all’unanimità dal nostro panel, ovvero l’ Altissimo Ceto.
    Al secondo punto, sarà ripresa la medesima graduatoria, questa volta integrata con relativa foto all’etichetta e le note di degustazione. Ai nomi di ciascun produttore è “linkata” la propria scheda aziendale, dove potrete accedere a dati, recapiti e, a breve, alle categorie con i prezzi possibili in enoteca e le corrispondenti schede tecniche. Tutto questo al fine di avere il massimo delle informazioni relative al vostro vino interessato.  Al terzo punto vengono inserite ogni volta, le considerazioni finali emerse e che sono state espresse sempre dal nostro panel, al termine di ogni sessione.

    Non ci resta che augurarvi buona lettura…

    1)  LA GRADUATORIA:

    Annata 2008

    85/100 – Langhe Nebbiolo Martinenga Ten. C. A. dei Marchesi Di Grésy

    Annata 2007

    87/100 – Langhe Nebbiolo Enzo Boglietti
    87/100 – Langhe Nebbiolo Ginestrino Conterno Fantino
    87/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Giacomo Grimaldi
    87/100 – Langhe Nebbiolo Manzone
    87/100 – Langhe Nebbiolo G.D. Vajra
    87/100 – Langhe Nebbiolo Eraldo Viberti
    86/100 – Langhe Nebbiolo Cascina Nuova – Elio Altare
    86/100 – Langhe Nebbiolo Azelia
    86/100 – Langhe Nebbiolo Parusso
    86/100 – Langhe Nebbiolo Pelissero
    86/100 – Langhe Nebbiolo Josetta Saffirio
    86/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Sandrone
    86/100 – Langhe Nebbiolo Sottimano
    85/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Giacosa
    85/100 – Langhe Nebbiolo Vigneto Starderi La Spinetta
    85/100 – Langhe Nebbiolo Poderi L. Einaudi
    85/100 – Langhe Nebbiolo Coste Principiano
    84/100 – Langhe Nebbiolo Comm. G.B. Burlotto
    84/100 – Langhe Nebbiolo Moccagatta

    Annata 2006

    93+/100 – Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo Gaja
    93/100 – Langhe Nebbiolo Sorì Tildìn Gaja
    89/100 – Langhe Nebbiolo Costa Russi Gaja
    88/100 – Nebbiolo d’Alba Vigna di Lino Cascina val del Prete
    88/100 – Nebbiolo d’Alba Vigna Carzello Edoardo Sobrino
    88/100 – Langhe Nebbiolo Roberto Voerzio
    87/100 – Langhe Nebbiolo Pio Cesare
    86/100 – Langhe Nebbiolo Deltetto
    86/100 – Langhe Nebbiolo Surisjvan Icardi
    86/100 – Nebbiolo d’Alba Sorì Ornati Tenuta Rocca
    85/100 (?) – Nebbiolo d’Alba Monti
    85/100 – Langhe Nebbiolo Angelo Mauro Veglio
    84/100 – Nebbiolo d’Alba Bric Merli Malabaila
    84/100 (?) – Nebbiolo d’Alba Occhetti Prunotto

    Annata 2005

    92/100 – Langhe Nebbiolo Sperss Gaja
    90/100 – Langhe Nebbiolo Conteisa Gaja
    85/100 – Langhe Nebbiolo Massolino
    85/100 – Nebbiolo d’Alba Flavio Roddolo

    2) LE NOTE DI DEGUSTAZIONE:

    Annata 2008

    85/100 – Langhe Nebbiolo Martinenga Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Di Grésy

    Pulizia, correttezza ed equilibrio sono tre elementi alla base di questo vino.  Scarico nel colore, naso delicato ed abbastanza intrigante con un quadro aromatico nitido, contenuto e non di grandissima ampiezza. Al palato si riscontra acidità ed un tannino vivace.  Prodotto da una realtà solida in campo enologico, come la Marchesi di Grésy, della quale avremo modo di parlare ampiamente in occasione della descrizione dei suoi Barbaresco, in uno dei prossimi post.

    Annata 2007

    87/100 – Langhe Nebbiolo Enzo Boglietti

    Un naso improntato sulla freschezza di frutto, di buona complessità e con un legno finalmente integrato. Finalmente, in quanto questo è proprio uno dei produttori, citati ad esempio nel cappello introduttivo, perché in passato (speriamo che appartenga davvero al passato…) presentava vini dai profili aromatici frequentemente “disturbati” da legni eccessivi. Anche al palato appare regolare e di buona lunghezza.

    87/100 – Langhe Nebbiolo Ginestrino Conterno-Fantino

    Un Langhe Nebbiolo di buon impatto quello prodotto da Claudio Conterno e Guido Fantino. Caldo e polposo già al naso, in linea con le principali caratteristiche date dall’annata. In bocca risulta di buona morbidezza e con un tannino più integrato, rispetto ad altre versioni del passato.

    87/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Giacomo Grimaldi

    Un Nebbiolo d’Alba che presenta le sue carte aromatiche più giocate su una versione verso lo speziato ed il fume’. Al primo impatto, la nostra giuria era orientata su di una valutazione più bassa, ma poi il vino, a contatto con l’ossigeno si è aperto, ed il frutto è uscito alla lunga, mostrando un carattere di tutto rispetto.

    87/100 – Langhe Nebbiolo Manzone

    Una cantina che sta’ compiendo degli ottimi e regolari progressi. La buona valutazione data a questo Langhe Nebbiolo di Giovanni Manzone, potrebbe rappresentare un buon biglietto da visita su quello che saranno le annate di Barolo in divenire. Staremo a vedere… Adesso accontentiamoci delle peculiarità di questo vino e aspettiamo di valutare i suoi Barolo ‘05.

    87/100 – Langhe Nebbiolo G.D. Vajra

    Molto più floreale del solito è la versione 2007 del Langhe Nebbiolo presentata da Aldo Vaira. Così com’è insolita anche la delicatezza aromatica e la sottigliezza data l’annata. Non che i vini di Aldo abbiano mai impressionato per la forza o la potenza, ma sicuramente pensavamo a qualcosa in più sul piano del peso, se paragonata a quella dell’annata precedente, che ne conserva l’eleganza e la grande bevibilità.

    87/100 – Langhe Nebbiolo Eraldo Viberti

    Progressi anche per questo piccolo “storico” produttore di la Morra. Dicono che i suoi vini siano un po’ come lui. Abbastanza silenziosi all’inizio, quasi “sonnecchiosi”, poi si aprono quando incominci a prendere confidenza.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Cascina Nuova – Elio Altare

    Sicuramente una prova più contenuta e meno esuberante rispetto alla versione precedente. Certo quella brillava di una sua luce propria. Lo faceva attraverso quella freddezza, quasi glaciale, data metaforicamente dal respiro dei chicchi di grandine sprigionati sull’Arborina. In questa versione, dicevamo, tutto viene proposto in maniera molto più contenuta, anche se lo fa’ con quel mix di calore, affetto ed energia elargiti da quel vulcano di Elio Altare. Poteva anche ambire ad una valutazione più alta, se non fosse stato per un tannino abbastanza in evidenza.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Azelia

    Un vino sempre in linea con lo stile di Luigi Scavino. Un quadro aromatico che gioca su di un frutto dolce, sempre molto floreale e con una speziatura che in apparenza lo rende abbastanza evoluto. Quella stessa “evoluzione” che Luigi spesso ci ha abituato, constatando poi che questo timbro viene portato nel corso di molti anni in bottiglia. Progressi anche sul piano dell’uso dei legni.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Parusso

    A partire dall’annata 2004 è iniziata una nuova vita in casa di Marco Parusso. I vini si sono snelliti, appaiono meno “ciccioni” e si sono spogliati di quei sentori di legno che spesso risultavano esibizionisti. Ora troviamo vini più agili ed articolati, anche nel frutto, capaci di tenere anche per più giorni a bottiglia aperta. Se poi, in questa versione, vi dovesse capitare di percepirlo dotato di un frutto molto caldo, la conseguenza è da ricercare nel fatto che Marco decida di applicare una filosofia, estesa su tutte le uve, che lo porta a raccogliere le uve al limite della vendemmia tardiva.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Pelissero

    Sinceramente ci piacerebbe trovare, in un prossimo futuro, nei vini di Giorgio Pelissero, più articolazione e più dinamismo. Vini che esprimano frutti meno “dolciastri” e con un bagaglio aromatico meno giocato sui legni. Parliamo quindi di questo Langhe Nebbiolo, che se non fosse stato per un palato che ci ha riconquistati per la sua vivacità e freschezza, lo avremmo trovato sicuramente in alcune posizioni più in basso.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Josetta Saffirio

    I vini di Josetta Saffirio hanno sempre questa impronta docile, femminile, delicata. Quasi “aromatici”… Anche al palato, questo Langhe Nebbiolo entra in punta di piedi, quasi senza volere disturbare, salvo poi lasciare una buona scia sul finale ed un tannino che si lascia piacevolmente ricordare.

    86/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Sandrone

    Buona riuscita nel complesso per il Valmaggiore di Sandrone. Anche in questo caso si registrano dei progressi sotto lo slogan “meno legno per tutti!” , offrendo così una versione abbastanza originale. Diremmo anche fortunatamente visto che spesso siamo stati abituati ad uno stile valido, ma alcune volte reso troppo omogeneo, dando vita a vini buoni nel complesso ma che mancavano di quel colpo di pedali, che gli avrebbe permesso di vincere qualche volata sul piano della personalità. Al palato, troviamo un vino pieno, equilibrato e con una trama tannica vivace, anche se non troppo pronunciata.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Sottimano

    Sinceramente ci saremmo aspettati qualcosa in più dal Langhe Nebbiolo di Rino ed Andrea Sottimano. Forse perché gli manca di quella vivacità e quella dinamicità regalata in annate più “classiche”? O forse perché ora da questa cantina, conoscendo il loro validissimo modo di lavorare e la loro filosofia produttiva, ci si aspetta sempre il meglio? E quando troviamo un vino buono nel complesso, ma che rimane un po’ seduto, lo possiamo rimproverare? Eccoci, quindi di fronte al classico alunno che ha buoni voti in tutte le materie, ma poi la sua valutazione in condotta gli può abbassare la media.

    85/100 – Nebbiolo d’Alba Valmaggiore Casa Vinicola Bruno Giacosa

    Fa’ un po’ impressione trovare il Valmaggiore di Giacosa in questa posizione. Il vino è nei canoni abituali, non particolarmente dotato di grande spessore ma comunque intrigante. E quindi? La caratteristica che lo ha fatto ”ridimensionare” è il naso che sfodera in quest’annata. Elegante ma alquanto atipico ed “esotico”.

    85/100 – Langhe Nebbiolo Vigneto Starderi La Spinetta

    Avremo modo di parlare in maniera più ampia di questa cantina, quando affronteremo il post dei Barbaresco. Intanto, concentriamoci nel bicchiere di questo Langhe Nebbiolo, registrando un frutto che appare subito dolce, cioccolatoso e molto immediato. Al palato, sfodera potenza e sostanza, finendo però con l’offrire una trama tannica non particolarmente integrata.

    85/100 – Langhe Nebbiolo Poderi L. Einaudi

    Un vino sicuramente espressivo, complesso, possiede un bel frutto croccante. Al palato è ampio, di buona lunghezza dove l’agilità è frenata da un’acidità un po’ troppo contenuta e da un tannino che risulta un po’ asciutto.

    85/100 – Langhe Nebbiolo Coste Principiano

    Ferdinando Principiano è un ottimo vigneron, per certi versi “storico” anche se la sua nuova identità vinicola è abbastanza recente. Perennemente alla continua ricerca di vini che siano sempre più coerenti con quello che vorrebbe che fosse la sua filosofia produttiva. Ecco spiegato il motivo se vi doveste trovare spiazzati, quando davanti a a voi avete vini profondamente diversi tra loro e che sono in continua evoluzione, evidenziando profonde divergenze da annata ad annata. Tornando a questo Langhe Nebbiolo (e poi parleremo anche quando affronteremo Barbera e Barolo), non gli si può riconoscere la bontà qualitativa del prodotto. Se ci possiamo permettere un consiglio, vorremmo dei vini che siano più compatti, più nitidi, di maggior definizione aromatica e gustativa e con tannini più minuti.

    84/100 – Langhe Nebbiolo Comm. G.B. Burlotto

    I vini della Comm. G.B. Burlotto sono affascinanti ma sempre di complicata interpretazione. Uno stile che li rende paragonabili ai vecchi motori diesel di una volta. Quei motori che dovevi scaldarli prima di cominciare a prendere confidenza e prima di poter spingere sull’acceleratore ed avere finalmente un po’ di ripresa.  Ecco, in questo Langhe Nebbiolo, dovete dargli tempo, fargli prendere confidenza dopo aver assunto la sua dose massiccia di ossigeno e riconoscergli un vino piacevole, pieno e con una buona trama tannica. Ma quello che ha disorientato la nostra giuria è il suo naso che, a seguito di tutto questo però si esprime aromaticamente con accenni di note un po’ “polverose”.

    84/100 – Langhe Nebbiolo Moccagatta

    Ecco, questo è un vino che vorremmo che i fratelli Minuto lo registrassero più sul frutto. Conoscendoli, sappiamo che saranno in grado di farlo, in quanto molte volte in passato ci hanno abituati, sfoderando vini emblematici. Questo Langhe Nebbiolo è uno di quei vini dove preferiremmo che il legno si notasse di meno, anche perché la materia prima è presente, dotato di un frutto sempre appuntito e croccante. Anche al palato ci piacerebbe trovare una maggiore agilità gustativa.

    Annata 2006

    93+/100 – Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo Gaja

    Altissimo Ceto

    Per gli amanti dei punteggi, di statistiche e graduatorie possiamo dire che il Sorì San Lorenzo ha avuto la “meglio” sul Sorì Tildìn per un niente, tanto che c’è voluto il photofinish per decretare chi stava davanti tanto da inserire il segno + vicino alla valutazione. Se invece vogliamo analizzare il vino in maniera più ampia ed evidenziare quelle che sono le caratteristiche non traducibili soltanto in un punteggio dato in centesimi, allora possiamo dire che il Sorì San Lorenzo ha mostrato un carattere tutto mascolino, a cominciare da un frutto più mordente, integrato da un legno con una tonalità più pungente. Seguito da una speziatura con note di pepe nero e foglie di tè nero in infusione. In bocca è risultato più avvolgente del Sorì Tildìn, ma più contratto ed un tannino più rigido. Nel conteggio dei secondi sulle sensazioni in uscita invece, come detto, photofinish per il San Lorenzo…

    93/100 – Langhe Nebbiolo Sorì Tildìn Gaja

    Non dovete pensare al Sorì Tildìn 2006, come ricordato sopra, paragonando Massa quando ha perso il mondiale con Hamilton all’ultima curva. Perchè il Sorì Tildìn, può essere preferito al San Lorenzo, se siete amanti dell’essenza femminile del nebbiolo, un carattere più docile e mansueto, un frutto meno polposo ma più croccante ed un palato che si sviluppa tutto sul piano della delicatezza e la morbidezza, data sicuramente da un tannino meno rigido è più articolato. Resta comunque il fatto che questi due “mostri” escono con la stessa valutazione del Barbaresco 2006. E questo la dice lunga…

    P.S.: Sul Barbaresco 2006…

    89/100 – Langhe Nebbiolo Costa Russi Gaja

    Abbiamo parlato di Sorì Tildìn e di Sorì San Lorenzo, ma il Costa Russi? Diciamo che nella versione 2006, lo stacco da suoi due “fratelli” è molto evidente. E’ palese che siamo davanti ad un grande vino, ma  il naso del Costa Russi “soffre” di un periodo di chiusura del frutto in virtù di un legno abbastanza evidente in questa fase. La ciliegia e la viola fanno fatica a fiorire da un terreno dove troviamo molta vaniglia, cacao e caffè. Anche in bocca risulta abbastanza frenato nella progressione, mostrando anche un tannino più scontroso dei due citati sopra. Sicuramente da dimenticare in cantina ed attenderne gli sviluppi futuri.

    88/100 – Nebbiolo d’Alba Vigna di Lino Cascina Val del Prete
    Altissimo Ceto

    Ecco! Questo è uno di quei vini che rende particolarmente omaggio a quell’interpretazione dello spirito da Altissimo Ceto che ci piace trovare in un vino. Un vino che non si vuole imporre con la sua imponenza. Anzi, si mantiene sui binari della solidità e dell’equilibrio, un frutto polposo che non si avvia su note dolci che potrebbero renderlo stucchevole. Ma che in mezzo a tutte quelle caratteristiche qualitative che potrebbe sembrare quasi un’ovvietà per un produttore di livello, tira fuori dal cilindro delle caratteristiche aromatiche che lo rendono ancor più intrigante.

    88/100 – Nebbiolo d’Alba Vigna Carzello Edoardo Sobrino

    Un bellissimo vino questo Vigna Carzello 2006 del bravo Edoardo Sobrino. Un nome che non è nuovo, ma che potrà ancora dire molto di sè in futuro. E quando pubblicheremo i risultati delle valutazioni dei Barolo, avremo modo di parlarne in maniera più ampia. Intanto godiamoci questo vino, dotato di un frutto croccante e vivace e dove, al palato, mostra tutto il suo carattere come se fosse un Barolo, sfoderando un tannino mordace e ben articolato.

    88/100 – Langhe Nebbiolo Roberto Voerzio
    Altissimo Ceto

    Etichetta non disponibile

    Vi vedo neh…so’ che siete lì a dire: ” ‘ettepareva se l’EnoCentrico non dava l’Altissimo Ceto a Roberto Voerzio… addirittura sul Langhe Nebbiolo poi…”. Ma stavolta vi sbagliate, perché la media del punteggio e la valutazione dell’AC è stata data in maniera unanime da tutti i membri della giuria. Sicuramente siamo di fronte a un vino più “concentrato” e più “muscoloso” rispetto al vino descritto appena sopra, ma il lato magico di Roberto è sempre quello di andare in bottiglia, mantenendo equilibrio, eleganza ed… emozione.

    87/100 – Langhe Nebbiolo Pio Cesare

    Possiamo reputarla una sorpresa, quella di trovare qui, il Langhe Nebbiolo di questa storica casa di Alba. Ma tanto sorpresa non è… vi posso anticipare che la batteria di vini che è arrivata, e che abbiamo già avuto modo di degustare mentre vi sto’ scrivendo,  è di livello molto alto. Si è registrato un cambio di denominazione (prima era un Nebbiolo d’Alba) perché è entrata in produzione una vigna situata nel comune di La Morra. Consideratelo quasi come un buon biglietto da visita, per le descrizioni in divenire… Il naso è stato uno dei più belli incontrati in questa denominazione. Pulito, pieno, croccante con il giusto mix fruttato/floreale/speziato. Ci aspettiamo in futuro solo qualche “Kg” in più di “ciccia”…

    86/100 – Langhe Nebbiolo Deltetto

    Un Langhe Nebbiolo che si presenta con un bel bagaglio aromatico ma che viene disturbato da una nota “vegetale” che lo rende un po’ sgraziato. Al palato è dotato di buon spessore, supportato da una buona acidità e articolato da una buona combinazione, con sensazioni sapido minerali che lo ha risollevato nel punteggio.

    86/100 – Langhe Nebbiolo Surisjvan Icardi

    Diamo merito al Langhe Nebbiolo targato 2006, presentato da Claudio Icardi, come sempre (e come tutti i suoi vini) sono dotati di grande pulizia aromatica, ma in questa versione ha qualcosa in più. Si sta’ abbandonando l’impronta del tutto-frutto, che in alcuni vini spesso sciorinavano verso lo “stucchevole”, in virtù di una maggiore incisività, sia aromatica che gustativa.

    86/100 – Nebbiolo d’Alba Sorì Ornati Tenuta Rocca

    Un vino che è partito sui binari della correttezza, dell’equilibrio, ricco al naso, anche se con poca sostanza, ma che poi in bocca ritrova slancio e sfodera un tannino agile che gli prolunga il ricordo.

    85/100 (?) – Nebbiolo d’Alba Monti

    Nei vini di Paolo Monti non cercate opulenza e sostanza perché rimarrete delusi. Piuttosto ripiegate se siete alla ricerca di vini snelli, dotati di un frutto croccante e pungente, ma soprattutto se cercate quella nota minerale che li rendono particolarmente piacevoli. Diamo una valutazione abbastanza contenuta, e che ci accorgiamo essere anche un po’ severa, solo in virtù di una previsione incognita nell’evoluzione che potrebbe essere positiva. A questa aggiungiamo l’annata, che in queste tipologie stilistiche, tendono a frenare l’articolazione ed il dinamismo di alcuni vini. Si potrebbe avere in futuro un ritocco del punteggio, ma che ora ci risulta difficile nella sua valutazione.

    85/100 – Langhe Nebbiolo Angelo Mauro Veglio

    Il Langhe Nebbiolo Angelo di Mauro Veglio, anche in questa versione, si presenta opulento, concentrato e prolungato sulle note vanigliate. Anche nel caso di Mauro, ci possiamo permettere (vista la confidenza che abbiamo), di consigliare nel caso di questo vino,  ad iniziare a “giocare” più sul frutto. Cosa che gli è riuscito molto bene, (vedremo…) con i suoi cru di Barolo.

    84/100 – Nebbiolo d’Alba Bric Merli Malabaila

    Un vino sicuramente lineare, sottile e fresco nel frutto, senza alcun cedimento nell’evoluzione o nelle note date dal legno, ma che si presenta abbastanza slegato e non proprio nitido. In bocca lo troviamo di buona ampiezza, piacevole ma con un tannino abbastanza rigido.

    84/100 (?) – Nebbiolo d’Alba Occhetti Prunotto

    La giuria ha deciso di dare una valutazione, per certi versi abbastanza severa, ma di inserirlo con il punto interrogativo e la stappatura della bottiglia di riserva ha confermato le nostre perplessità. Il vino è di chiara matrice fruttata, snello e con una florealità riguardevole. La controversia nasce però dalla non compattezza e dal fatto che in questo momento, la fase gustativa, è alquanto scomposta. Dubbi, da ritenersi assolutamente di natura attuale, perché si potrebbe registrare un miglioramento con il soggiorno in bottiglia.

    Annata 2005

    92/100 – Langhe Nebbiolo Sperss Gaja

    In questo vino ci troviamo in tutto è per tutto un modello, dove da una parte abbiamo la sintesi della filosofia di Casa Gaja, con quel suo mix di potenza, signorilità ed eleganza e dall’altra troviamo il carattere balsamico, terroso e potente di Serralunga. Se poi aggiungiamo che complessivamente, l’annata 2005 ha dato dei vini con dei tannini più marcati, ecco fatto che il risultato dell’operazione matematica, lo trovate  nel bicchiere dello Sperss 2005. Chiaramente un vino che ha ancora bisogno di molto affinamento.

    90/100 – Langhe Nebbiolo Conteisa Gaja

    Se prima abbiamo trovato nel vino un carattere del terroir di Serralunga, ecco che quì passiamo alla delicatezza e alla setosità del terroir di La Morra. La viola appassita trovata nello Sperss, ha lasciato il posto alla rosa canina, la ciliegia al lampone, il balsamico al tabacco dolce e al palato, il tannino si è fatto più docile, in un finale giocato molto sull’eleganza. Più di quella mostrata al naso.

    85/100 – Langhe Nebbiolo Massolino

    Ci aspettavamo la versione 2006 dai fratelli Massolino ed invece ci hanno voluto mandare ancora la 2005. Si trascina le caratteristiche dell’annata. Sottile, cruditè al naso,  con al palato, una trama tannica alquanto rigida su se stessa e senza quel dinamismo che si poteva trovare in una 2004. Comunque lo stile Massolino c’è tutto. Pulizia aromatica, eleganza, frutto spiccato e grande equilibrio gustativo.

    85/100 – Nebbiolo d’Alba Flavio Roddolo

    Chiudiamo con il Nebbiolo d’Alba prodotto da uno dei vigneron che più ci affascina maggiormente. Flavio, difficilmente lo troverete con la valigia in mano in qualche check-in, in attesa di prendere un aereo. Lui, ha il carattere e la passione che lo tiene sempre radicato nella sua cantina, in cima al Bricco Appiani, in quel di Monforte d’Alba. Così, se vi dovesse capitare di andarlo a trovare, non aspettatevi di trovare una cantina stratosferica ed ipertecnologica. La sua cantina invece è molto semplice. Come lui. Persona dal carattere riservato, di grande intelligenza, di spirito e molto disponibile. Perchè vi dico questo anziché raccontarvi il vino? Perchè conoscerlo di persona vi aiuterà che talvolta si può andare al di là di un semplice 85, di un buon 88 o di uno stratosferico 92 e capireste che esistono vini che le valutazioni non rendono merito alla reale qualità intrinseca che trovate nel bicchiere. Perchè in quel vino si respira anche un’anima. L’anima del vigneron…

    3) LE CONSIDERAZIONI FINALI:

    Da questi assaggi sono emersi degli input abbastanza significativi. Il primo, abbastanza scontato a dire il vero, riguarda una descrizione sulle caratteristiche delle annate. Escludendo la 2008 e la 2005 per il numero esiguo di campioni al fine di poter esprimere delle indicazioni ben precise, tutta la nostra concentrazione sarà rivolta verso la 2007 e la 2006.

    Primo input. La 2007 ha dato come risultati dei vini che già a livello visivo colpiscono, in quanto dotati di buona concentrazione cromatica. Personalmente constatiamo che gli aspetti e le tonalità risultano essere meno profonde che in passato, con il pregio di guadagnare in vivacità nelle loro sfumature, attraverso tratti e rimandi più luminosi. In linea generale appuriamo che il frutto “centrale”, sia ammaliante per i più proprio per la sua dolcezza. In molti bicchieri si vede inoltre assumere dei profili fatti da caratteri fin troppo “polposi” (a volte anche “stucchevoli”…), ma tutti comunque dotati di buone ricchezze. Al gusto, avvolgono ed aggrediscono per potenza ed alcol. Malgrado ciò l’equilibrio e l’acidità sembrano riassettare il palato in chiusura, così come i tannini risultano spesso integrati e non troppo scomodanti. La 2006 invece, si presenta con colori meno scuri e cupi, forniti di frutti più pungenti, più longilinei e dotati di caratteri meno caldi e speziati rispetto alla 2007. In bocca sono più slanciati, meno opulenti e con dei tannini che, per articolazione, si fanno sicuramente ricordare di più.

    Secondo input. Riflessione che è sorta al termine della sessione e che ha visto alternarsi nei bicchieri i più svariati stili aziendali. Da registrare sicuramente un apprezzamento generale sul fatto che molti vini, riconducibili a produttori che in passato ci avevano abituati a stili ben diversi, si siano resi più seducenti, nel loro charme tutto “acqua e sapone”, spogliandosi e pulendosi dalle esuberanze del legno. Anche se, secondo noi, la strada è ancora in salita e sono ancora molti i vini che offrono caratteristiche di tutt’altro genere. Quando poi si ha sempre più a che fare con annate tipo la 2007, queste caratteristiche sembrano per finire con l’essere accentuate, imbattendosi così in vini “caldi”, dolci, opulenti. Vini che potrebbero impressionare per la loro potenza in una sessione di degustazione alla cieca, ma che invece, se le stesse bottiglie le portassimo in sede di abbinamento sui tavoli di un ristorante, si correrebbe il rischio di avere prodotti privi di verve, piacevolezza di beva e taluni risultare anche un po’ “seduti”.

    Il terzo input è più un auspicio…, con la facoltà di considerarlo tranquillamente un leit-motiv da poter estendere anche ad altre denominazioni. Si percepisce che la crisi abbia colpito sensibilmente anche il mondo della produzione enologica. Saranno molti i produttori ( e non mi riferisco solo a quelli presenti in guida…) che si troveranno a fine anno con vini che non sono stati “smaltiti” dalle loro cantine. Forse questo li farà meditare sulla possibilità di ristudiare le loro strategie di marketing, di rivedere le scelte in vigna in virtù di una concreta riduzione delle rese (molte volte spesso citata solo a parole) ed infine di valutazioni sulle decisioni enologiche in cantina. Sarà forse arrivato finalmente il momento che ci si dovrà fermare e chiedersi veramente cosa il consumatore vuole? Sarà probabilmente sopraggiunta l’occasione di fare marcia indietro e capire che i fiumi di capitali spesi per pagare enologi consulenti alla ricerca spasmodica di fare il miglior vino del mondo, delle cattedrali fatte da architetti à la page, di bottiglie con etichette, diamanti, orpelli e del chi più ne ha più ne metta, sono da ritenersi fallimentari se poi non sono seguite da qualità tangibili e dimostrabili, di ciò che è contenuto al suo interno? E vogliamo parlare ancora, adesso che sembra ormai acqua passata, delle operazioni talvolta illegali, che si dice, siano state fatte in zone acclamate, volte a cercare di fare vini per un certo gusto? Dettato magari da non si sa chi? Cari produttori (e qui invece ci rivolgiamo soprattutto ai produttori presenti in Guida…), voi che dovreste rappresentare l’eccellenza dell’enologia italica, sapete che avete la grande chance di cambiare in bene, una volta per tutte, il mondo del vino? Volete insomma tendere le vostre orecchie e capire che oggi il consumatore chiede aiuto a gran voce? Sissignori, proprio quel consumatore che molte volte si è sentito prendere in giro, che spesso si è visto propinare “miscele” che poco hanno a che fare con la nostra bevanda prediletta. Quel consumatore che per poter imparare qualcosa ha frequentato corsi per degustatori, per sommeliers, per pseudo-degustatori o pseudo-sommeliers. Quelle persone che ogni volta che si girano sono bombardate continuamente da notizie che arrivano continuamente dai media e da internet. O che magari avete visto più di una volta pendere dalle labbra di qualche finto santone che fingeva di proclamare il giusto verbo in nome di Dio Bacco? Loro, i consumatori, ora vogliono delle risposte concrete! E voi potete fornirgliele! Tutti noi possiamo ritrovare nuovamente il significato del termine di tipicità. Vogliamo vini che ritornino a respirare i profumi della loro terra di origine e reclamano di ritornare a degustare vini che oltre a “sapere” di nebbiolo, ma che i vostri Barolo o Barbaresco possano portare in dote le caratteristiche regalate dalla Bussia, di Cannubi, di Rabajà, di Gallina, piuttosto che della Ginestra. Bene signori, questo è il momento di dare una scossa e di iniziare a dare dei segnali forti!

    Avremo sicuramente modo di ritornare a discuterne e oggi siamo in grado di dare la possibilità proprio partendo prima dai nostri lettori, che potranno dare dei cenni di orientamento su come arrivarci. Date spazio alla vostra voce. Come fare? Attraverso la sezione “commenti” che trovate in fondo alle schede di ciascun produttore. Sarà poi nostra premura di recapitare il vostro messaggio al produttore in questione.

    NON ABBIAMO POTUTO DEGUSTARE…

    Scorrendo le schede aziendali potreste trovare delle mancanze per quei vini delle relative denominazioni, che vengono prodotte da quella cantina, ma che per svariati motivi non abbiamo potuto degustare e quindi valutare.

    - Il Nebbiolo d’Alba Marne Brune Fontanafredda ed il Langhe Nebbiolo di Nada Fiorenzo, perché si trovano ancora in affinamento.

    - Altri come il Nebbiolo d’Alba Bric du Nota Scarpa, il Langhe Nebbiolo G.D. Vajra (Degustato in occasione per l’aggiornamento del 17 Luglio) e il Langhe Nebbiolo di Beppe Rinaldi perché purtroppo sono arrivati in sede a sessioni già ultimate e quindi non sono state potute mettere in degustazione, in quanto non esisteva più la possibilità della comparazione con gli altri campioni.

    Ringrazio i componenti del panel di degustazione del portale Viaggiatore Gourmet-Altissimo Ceto per aver preso parte alle sessioni di assaggio.

    Articolo redatto da:

    Ivano Antonini alias EnoCentrico

    Curatore Guida dei Vini e Referente regionale del Piemonte

    ivano.antonini@altissimoceto.it

    Per chiudere, un particolare ringraziamento per la loro disponibilità, allo staff del:

    RE CARLO Cafè
    21100 Varese (VA)
    Piazza Motta, 8
    Tel. 0332.242056
    Fax 0332.238006

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