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Ristorante Sadler – Milano (MI) – Chef Claudio Sadler
By ViaggiatoreGourmet | settembre 19, 2008
Provato a Cena Mercoledì 17 Settembre 2008
Archivio storico reportage:
-> Reportage del 26 novembre 2010
-> Meeting del 9 Marzo 2011
Le guide cartacee
Ebbene si! Sollecitati da numerosi lettori esterni ma anche “interni” a Sadler stesso, ci siamo diretti nel bistellato Milanese ahimè aperto solo a cena, per collaudare il Menù più ambio disponibile, affidandoci al giovane Sommelier Alberto Piras per i relativi abbinamenti al calice…
Da segnalare altresì che a fianco del Ristorante Sadler , sempre dello stesso patron una “Trattoria Moderna” denominata Chic’n Quick aperta anche per pranzo (che sarà oggetto di una nostra prossima “incursione”) .
Ma torniamo a Sadler…
Le guide cartacee;
Michelin assegna due prestigiose stelle (top 29) ristoranti d’Italia
Espresso 15,5/20
Gambero Rosso 84 (Cucina 51)
Touring Club Una medaglia (Top 129)
La Squadra;
Chef Patron: Claudio Sadler
1°Chef: Maurizio di Prima
Chef Antipasti: Lorenzo Lavezzari
Chef Primi: Michele Biassoni
Chef Secondi: Stefano Giovinazzi
Pasticcere: Diego De Amici
Maitre Direttrice: Paola Grattapaglia
Sommelier: Alberto Piras
Chef de Rang: Stefano Savoja
Chef de Rang: Vittorio Mora
Commis de Rang: Pradeep Mohotti
Il locale nella nuova sede affacciata al naviglio, si presenta davvero molto ben curato, elegante e decisamente attuale, con una luce diffusa davvero calda e coinvolgente che predispone al meglio gli ospiti.
Menù
GLI ANTIPASTI
Carpaccio di astice, maionese di bianco di pomodoro, riccioli croccanti di sedano bianco € 43 ( ‘08 )
Insalata di scampi di Mazara del Vallo con melone e prosciutto iberico € 43 ( ‘08 )
Varietà di pesce crudo ai sapori del Mediterraneo € 42 ( ‘06 )
Cannoncino di polipo al tè al gelsomino farcito di fagioli di Pigna, maionese di banane con pane nero e bottarga € 35 ( ‘08 )
Crema di melanzane fredda con dadini di salmone affumicato in casa, caviale rosso, pisellini, gelatina di birra rossa € 35 ( ‘04 )
Salame di coniglio al pistacchio e tartufo nero, misticanza di verdure e funghi porcini ( secondo disponibilità) € 35 ( ‘05 )
I PRIMI PIATTI
Strascinati di pasta fresca ripassati in padella con ragù di scorfano ai sapori mediterranei € 26 ( ‘06 )
Risotto di cipolla rossa di Breme con riduzione di birra doppio malto e crema di Pecorino Crotonese € 24 ( ‘08 )
Ravioli farciti di stufato d’anatra con crema di zucca e funghi porcini trifolati ( s. d.), foglioline di maggiorana fresca € 25 ( ‘08 )
Crema di zucchine all’olio di acciuga, cips di patate ratte, tartufo nero e Burrata € 22 ( ‘08 )
Tagliolini di pasta fresca, ragù di coniglio e funghi porcini estivi ( s.d.) e tartufo nero scorzone € 26 ( ‘06 )
I PESCI
Padellata di crostacei con crema di zucchini, croquettes al limone, patate cristallo e pomodori secchi € 54 ( ‘96 )
Cotoletta di tonno di Carloforte , insalata di mele verdi e senape con verdure al vapore € 38 ( ‘08 )
Scaloppina di gallinella “Lucerna” in casseruola con il suo sughetto alla livornese con purè di piselli, lime e peperoncino € 36 ( ‘08 )
Rombo in crosta di pane al nero di seppia , gelatina di peperone rosso e giallo con tartara di seppia € 38 ( ‘08 )
Noci di cappesante in crosta croccante di farina di carrube, fagiolini e crema di latte di mandorle, polvere di caffé € 38 ( ‘08 )
Spezzatino di aragosta rosa con patate ratte dorate, pesto leggero e funghi porcini, foglioline di maggiorana € 46 ( ‘08 )
LE CARNI
Lombatina di vitello sanato piemontese in crosta di pane dorato alla milanese, insalata di pomodori sardi ,
zucchine e olive € 38 ( ‘86 )
Tartare di filetto di puledro (Macelleria Pellegrini) in biscotto di parmigiano, bagnetto giallo piemontese
e tartufo nero scorzone € 34 ( ‘08 )
Lombo di coniglio in porchetta al finocchietto al forno glassato alla birra rossa, funghi porcini trifolati € 36 ( ‘08 )
Alcuni prodotti di difficile reperibilità vengono da noi conservati a – 18° per garantirne la naturale freschezza.
IL MENU’ DEL MESE
Chupa chupa di foie gras d’oca, croccante di pistacchio con cioccolato bianco e fichi confit ( ‘08 )
Coni di tartare di scampi , dadini di cetriolo e gelato di bianco di pomodoro ( ‘08 )
Alici in crosta di pane con terrina di pomodori canditi, mousse di melanzane e menta croccante, polvere di capperi ( ‘08 )
Ravioli di razza nel loro brodetto alla romanesca , leggermente piccante ( ‘08 )
Filetto di ricciola in padella con salsa di fasolari al lime e fagiolini ( ‘08 )
Crespella di patate, porcini (s.d.) e tomini al pesto ( ‘08)
Arrosto di anatra muta, laccata al miele di acacia con finferli alla clorofilla di cerfoglio con riccioli di cioccolato amaro puro ( ‘08 )
Ravioli di ananas farciti di sorbetto al lime con crema di cocco e gelatina di tequila ( ‘08 )
Menù € 165 con vini in abbinamento
Il menu’ degustazione per la sua complessità di preparazione
si intende possibilmente per tutto il tavolo
IL MENU’ DEL MERCATO
Il menu di fantasia e ricerca, studiato da Claudio Sadler e dallo chef Maurizio Di Prima,
una proposta di piatti fatta scegliendo prodotti di nuovo arrivo al mercato,
un menù fatto giorno per giorno per sfruttare la piena stagionalità degli alimenti.
Un percorso di 4 portate: un antipasto, un primo piatto, un piatto principale e un dessert.
Menù € 110 vini esclusi
I DESSERT
Cioccolato di alta qualità di Cuba, Santo Domingo, Tanzania e Madagascar
in varie forme, sapori e temperature
€ 20
Tarte tatin di albicocche, croccante di cioccolato, sorbetto di melone,
pere e prugne rosse
€ 16
Fragoline di bosco al pepe lungo del Bengala, croccante all’arancia e zenzero, gelato al mango
€ 16
Semifreddo al cocco, ananas caramellata, sfere di cioccolato bianco e Pinacolada
€ 16
Cremino solido di fichi e zabaione, biscotto al pistacchio e gelato al caramello
€ 16
Pesche gialle in terrina con semifreddo all’amaretto, granita di mandorle
€ 16
I GELATI E I SORBETTI
Vaniglia, cioccolato, pistacchio, mango Limone , mirtillo e grappa, mela verde e calvados, melone
€ 10
Abbinamenti consigliati al calice:
Sherry Triana € 16
Sauternes 1996 Ch. Suduiraut € 14
S.Bertilla passito 2006 Le Pignole € 12
Beerenauslese 2006 Kracher € 12
Aleatico 2006 Tenute Rubino € 10
Birra Yeti Great Divide € 12
Carta dei vini; Curata dal giovane e talentuoso Sommelier Alberto Piras (21 anni) , ampia e ricca di “Chicche” , profondità di millesimi in progress… segnalo altresì una bella carte delle Birre con tra le altre ; ViaEmilia, New Morning (Birrificio del Ducato), St. Bernardus Tripel (St. Bernard – Belgio), Quintine Ambree (Ellezelloise - Belgio) , Old Foghorn (Anchor Beer – USA) , Yeti (Great Divide – USA) .
Abbinamento Vini;
Andremo al calice piatto per piatto, seguiti con attenzione e grande padronanza nell’esposizione oltre che nella collocazione/giustificazione dei numerosi abbinamenti.
Pane [+++++]
E focaccine… tutto davvero ottimo (quel filone alle olive verdi poi) , fragrante , notevole, come non capita davvero neppure dal pluridecorato panettiere milanese.
Piattooo ! (MC@senigallia)
Stuzzi (apribocca) eddirsivoglia… rotolini di salmone marinato, tramezzini di pane, bocconcini in crosta di polenta
Franciacorta Brut 1999 – Cornaleto

Scampo di Mazara del Vallo con anguria e prosciutto iberico in abbinamento cetrioli e gelatina di bordeaux rosso [16,5/20]


Abbinamento…
Asti Driveri Metodo Classico Dolce 2004 – Cascina Fonda

Varietà di pesce crudo ai sapori del mediterraneo [17/20]


Dal tonno (in pellicola) , Spiedino di gamberi, carpaccio di astice con maionese bianca e sedano , calamari avvolti nel lardo, cappesante aromatizzate con funghi porcini.
abbinamento doppio…
Gin Hendrick’s – Ambonnay Grand Cru Rosè – Bernard Bremont

Alici in crosta di pane con terrina di pomodori canditi, mousse di melanzane e menta croccante, polvere di capperi, bagnetto di maionese [17/20]

abbinamento…
Fiano 2006 – Milavuolo

Ravioli di razza nel loro brodetto alla romanesca , leggermente piccante [17/20]


abbinamento…
Blanc Fumè de Pouilly 2006 – Didier Daguenau

Riso (grande passione di Sadler come per il sottoscritto) Carnaroli mantecato al nero di seppia, foglia d’oro, tagliatelle di calamari e contrasto di mango [17/20]


abbinamento…
Riesling Cuvèe Prècieuse 2004 – Pierre Frick

Spezzatino di aragosta rosa con patate ratte dorate, pesto leggero e funghi porcini, foglioline di maggiorana [17,5/20]


abbinamento…
Colli Berici Tocai Rosso 2006 – Le Pignole

Foie gras cotto a bassa temperatura con mosto d’uva e cioccolato amaro, banane e fragole glassate [16,5/20]

Quintine Ambrèe – Ellezelloise


Arrosto di anatra muta, laccata al miele di acacia con finferli alla clorofilla di cerfoglio con riccioli di cioccolato amaro puro [17/20]

abbinamento…
Chateau Rahoul 1998 Bordeaux

Tartare di filetto di puledro (Macelleria Pellegrini) in biscotto di parmigiano, bagnetto giallo piemontese e tartufo nero scorzone [16/20]

abbinamento…
Charmes Chambertin 2005 – Rène Bouvier

Lombo di coniglio in porchetta al finocchietto al forno glassato alla birra rossa, funghi porcini trifolati [16,5/20]

Barolo Vigna Colonnello 1998 – Bussia Soprana

Pre-Dessert – Gelatina di uva fragola, granita di anguria, spuma di cioccolato bianco e cioccolato gianduia. Con l’anguria abbiamo iniziato e con l’anguria concludiamo…

Tarte tatin di albicocche con croccante di cioccolato, sorbetti di melone, pere e prugne rosse [16/20]

Recioto di Soave Vigna Marogne 2004 – Tamellini

Coccole finali; Baci di dama quadrati, Sfogliatine ricotta/arancia, Lingue di gatto ripiene di cioccolato bianco , lecca lecca di cioccolato e menta.

Un ottimo Caffè Blue Mountain (disponibile infatti una ricca carta dedicata)

Note Positive; Cucina di livello internazionale eseguita con mestiere, attenzione e cura maniacale al più piccolo dettaglio. Ne risultano preparazioni millimetriche sempre intriganti basate su materie prime ineccepibili. Si potrebbe osare di più a nostro parere per emozionare e stupire con maggiori contrasti e giochi al palato , ma evidentemente si è scelto di lavorare in perfetto equilibrio, “limitandosi” a non sbagliare mai un piatto…
Note Negative; Dettagli
Nulla da segnalare.
In foto da Sinistra; Francesco Palumbo (Direttore Ristorante Chic ‘n Quick), Alberto Piras, Paola Grattapaglia, Claudio Sadler , Maurizio di Prima, Vuggì.

Conclusioni;
Un ristorante di grande nome e ottimo livello su Milano, che propone una cucina rivisitata a partire dai classici a tutto pesce. Un giovanissimo Sommelier bravo ed appassionato abbinato all’ottima regia e governo di sala della brava Paola, fanno di questo locale una delle nostre tappe consigliate.
Altissimo Ceto per Claudio e tutta la sua squadra di giovani e bravi collaboratori!
SADLER
Via Ascanio Sforza, 77 (MI)
tel. 02/58104451 fax 02/58112343
Chiuso a Pranzo e domenica tutto il giorno.
www.sadler.it - sadler@sadler.it



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22 Responses to “Ristorante Sadler – Milano (MI) – Chef Claudio Sadler”
Comments
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Locale Convenzionato "






















settembre 19th, 2008 at 18:42
tanto per dare un hint, un calice di yeti a 12 euro parlaimo di ricarichi del 400%. e se fosse la bottiglietta da mezzo litro a 12 euro saremmo comunque oltre il 250%.
per il vino sarebbe osceno, perche’ per la birra no?
settembre 19th, 2008 at 18:52
Ostì Pippocchio…
Perchè forse siamo in un due stelle michelin con 6 persone in sala + 7 in cucina e gli stipendi da pagare ? Sono sicuro che da appassionato se ti bevi quella birrozza a casetta godi uguale anche senza la necessità di 13 persone che lavorano per te… ma se vuoi berla da Sadler non è solo il costo nudo della bottiglia che devi considerare ma il costo che quella bottiglia comporta come “gestione” …
Per il vino osceno !? Mai visti i ricarichi di Pinchiorri ? Ma anche li “mantenere” 4 Sommelier professionisti e una delle prime cantine al mondo per ampiezza e profondità di millesimi , sono costi…
VG.
settembre 19th, 2008 at 19:16
Finalmente da Sadler!
Bella recensione, che scatena invidia dal primo piatto fino all’ultimo.
Ottima anche la spiegazione sui ricarichi.
settembre 19th, 2008 at 20:42
Sono d’accordo che un ristorante, di qualsiasi livello, debba far pagare i costi fissi e gli ammortamenti. In questo caso il livello di servizio fa sì che questi siano più alti, rispetto ad altri.
Ma attenzione a non spalmare questi costi sulla produzione effettiva, perché si rischia di posizionare male il proprio prodotto, facendo pagare le inefficenze al cliente.
Marco
settembre 20th, 2008 at 01:55
beh, qua di ampiezza e profondita’ di millesimi delle birre non ne ho visti, solo qualche etichetta (tra l’altro poteva pure scegliere meglio, soprattutto per le belghe) con ricarichi degni di pinchiorri.
offrire birra in questo modo non richiede investimenti come per il vino (una yeti costa 2.3 euro per 35cl, ero stato ottimista, diciamo che sul calice potremmo essere sul 600%-1000%?) ne’ tantomeno presenta problemi di magazzino ecc…di sommelier ce n’e’ soltanto uno…
comunque hai ragione tu, forse e’ giusto tenere i prezzi a questi livelli, meglio scoraggiare i clienti a prendere birra in un 2 stelle, se no come la svuoti la cantina??
settembre 20th, 2008 at 09:32
@Pippocchio
Apprezzabile a mio parere anche la sola presenza di un “abbozzo” di carta delle birre. Detto questo posso capire che pagare 10-12 euro la tua Yeti rispetto ai 2.3 che sei abituato a pagare per il consumo casalingo ti sembra fuori dal mondo… ma purtroppo anche una lattina di coca cola in stazione centrale a Milano a bordo treno se la vuoi costa “almeno” 10 euro … e ribadisco il bicchiere di cristallo dove la bevi e le persone che te la servono a mio modesto giudizio quegli 8-10 euro di differenza in questo caso li valgono proprio tutti…
Ciao.
VG.
settembre 20th, 2008 at 11:37
sono stato da Sadler un paio di anni fa. Esperienza abbastanza anonima tanto che non mi ricordo praticamente nulla… poi vista anche la stroncatura dell´Espresso 2008 non ho piu´avuto il coraggio di tornarci visto anche l´investimento! Grazie VG perche´magari adesso tornero´a farci un giro
settembre 20th, 2008 at 13:17
Che bello…
Ma non dovevo guardare le foto della cucina eccezionale di Claudio Sadler, che io non posso assagiare ora!
Ciao, sono giapponese,tokionese,un’appassionata del “fine dining”.
Oggi poco fa ho trovato qui, il sitoweb bellisimo, ma l’untimo articolo e’ da SADLER!!
Sono stata gia anche a questo locale nuovo di Sadler l’anno scorso, poi sempre sogno di visitgare l’altra volta…
Non so se conoscete ma fino a gennaio ‘07 ci era Sadler anche qui a Tokyo.
Stiamo aspettando che Sadler ritornera’ ancora al centro della nostra citta’.
Vi ringrazio dell’informazioni dettagliate.
Ora mi interessa anche quel Chic ‘n’ Quick, fate per favore il report.
Mmm…il risotto nero con le foglie d’oro…mi manca…questo era uno degli piu’ preferiti da me.
Poi quel piatto di aragosta mi sembra come si fosse un’opera d’arte…
(scusate della mia lingua povera, sono autodidatta)
settembre 21st, 2008 at 21:51
coplimenti micia!!!
settembre 22nd, 2008 at 01:17
Caro mirkoronz-sama,
Grazie infinie!
Sono cosi lontana da Italia,non ho i amici italiani, l’unica cosa che mi consola al mio cuore pieno della curiosita’ verso la cucina Italiana, soprtatutto da SADLER, e’ fare la ricerca sulla rete.
Come tanto ero contenta di trovare questo articolo, perche’ e’ veramente l’ultimissima informazione dal ristorante che adoro.
Quindi, grazie mille anche a VG!
Ma che ne pensa lei, caro mirkoronz, dal nuovo SADLER?
Lei e’ stato gia anche a Chic ‘N’ Quick??
Arigatou gozaimasu
Micia
settembre 22nd, 2008 at 15:38
Ciao, scusa ma è un po’ che voglio chiederti se L’Antica Osteria Del ponte devi ancora recensirla o se l’hai già recensita, perchè non appare sulla sinistra…
Aspetto notizie
gennaio 18th, 2009 at 18:23
Pippocchio, sono d’accordissimo con te!
Ma sai qual’è il vero problema? Che c’è gente che ci va e che spende quei soldi per un calice di vino o di birra, magari anche da una bottiglia aperta uno o due giorni prima…
Loro fanno bene a mettere quei prezzi!
I pazzi non sono loro ma siamo noi!
marzo 13th, 2009 at 11:58
Ci ero stato qualche anno fa ancora nella vecchia location e non mi aveva entusiasmato. Ci sono ritornato stimolato dal bellissimo servizio. Purtroppo il mio giudizio è negativo e capisco la parziale tromabatura de L’Espresso 2009 mentre ritengo inspiegabili le **Michelin. Il nuovo locale è bellissimo. Nulla da dire. Belle luci, bei colori, bell’atmosfera, belle tovaglie, bei bagni, tutto bello… forse i tavoli un attimo vicini a voler essere pignoli.
Aperitivo. Champagne non millesimato di piccolo produttore: eccellente. Stuzzichini buoni alcuni mentre quelli fritti sono un pò unti. Claudio Sadler viene personalmente a prendere la comanda è molto gentile e alla mano. Ottima impressione. Ordiniamo come sempre alla carta. Salamino di fegato grasso: buono, buonissime le mostarde di accompaganmento e il pan briosche di accompagnamento. Mia moglie piglia un antipasto di mare con capesante cozze e canocchie gratinate. Buono ma il gratin risultava un pò untuosetto. Al limite dell’unto anche i grissini (comunque buoni) ed il filone alle olive molto decantato nella vostra recensione ma in realtà solamente modesto, poco fragrante e, appunto, untuosetto! Meglio quello del famoso panettiere di Milano di cui non facciamo il nome…
Primi: risotto al franciacorta rosee con cipolle rosse. Arriva un bicchiere con il risotto sormontato da una spuma. Voglia di stupire ma sostanza non molta. La cottura è al limite, il sapore non dice molto e la cipolla è forse un pò troppo forte. Francamente credo che un risotto vada servito in un piatto in modo da poterlo “stendere” e raffreddarlo. Ma il peggio è il mio primo. Tortellini alla milanese con animelle panate. Ottime le animelle. Il resto, scusatemi, disgustoso. Non sono un rompipalle e comunque per rispetto non manderei nulla indietro in cucina ma questa volta avrei dovuto rimandare indietro il piatto. Bellissimo agli occhi (come tutti i piatti da Sadler del resto) ma i tortellini non erano tortellini in quanto (forse) si erano disfatti in cottura. Pertanto il ripieno (doveva essere di risotto alla milanese) non c’era più! Insomma dei pezzetti di sfoglia conditi con zafferano, molto acquosi e privi di consistenza e sapore. Pessimo, pessimo e ancora pessimo! Secondi: vitello sanato impanato per mia moglie. Consiglio per Claudio Sadler: vada a imparare da Aimo come cucinare al rosa il vitello sanato. Panatura spessa ma troppo sapore di burro. Alla fine un piatto discreto perchè comunque la carne era buona. Per me: costata di manzetta. Nulla da dire. Ottima carne, buona cottura però non un piatto da bistellato! Ottima piccola pasticceria. In tutto questo quasi disastro, faccio invece i complimenti al giovanissimo sommelier che ci ha accompagnato splendidamente al calice con proposte validissime ed originali. Il conto un pò mi è rimasto sul gozzo e ancora una volta devo dire che se uno vuole mangiare veramente bene a Milano con una cucina creativa ma concreta non ha altra meta che Via Montecuccoli sede della fam. Moroni. In subordine da Berton al Trussardi.
Credimi VG, mi spiace molto scrivere male di un ristorante soprattutto quando il patron/chef è simpatico e gentile… Mi spiace inoltre rilevare che purtroppo la vostra recensione non è del tutto oggettiva e che mi trovo (per la prima volta) in completo disaccordo.
Credo che l’errore sia quello di una cucina in cui gli accostamenti sono buttati lì in cui mi si porta una alice (peraltro ottima) su di una fetta di melone gelida creando un incomprensibile mix di sapori. Si lavora molto sull’estetica del piatto ma bisognerebbe lavorare sui sapori ripartendo dalla materia prima. Soprattutto rimuovere da quasi tutti i piatti la sensazione di unto. Il servizio è rapido e cortese.
marzo 13th, 2009 at 21:08
mio caro Micsea, sono Claudio sadler, ho letto la sua recensione, e mi dispiace che il mo locale/ servizio/cucina non siano stati di suo gradimento, che dire??
Avrei preferito che me lo dicesse di persona, dato che mi ha trovato alla mano e disponibile, le avrei saputo rispondere con cortesia e a modo appropriato, in ogni caso, e avrei avuto l’opportunità di rifarmi sempre che la sua posizione non fosse stata troppo rigida.
Internet, è un’arma comoda e facile da usare, per sparare colpi di cannone quando un colpo di fioretto è più che sufficente..
E’ ovvio che se non le piace la mia cucina, rispetto la sua opinione, come a me non piace la cucina di moda in questo momento,ma questo è un altro discorso, ma che se vuole io posso motivare approfonditamente, dato che fa parte delle mie scelte, io so cosa faccio e come, fra le cose da lei elencate, e che non sono state di suo gusto ho notato la costante dell’untuosità…e la nota stonata dei tortellini,(possibile dato che è un piatto in via di definizione ) oltre che la crosta di pane della lombatina, onestamente cerco di sensilizzare i miei cuochi nell’uso del grasso, ma se lei non tollera l’untuosità a prioiri, poteva dirmelo io le avrei consigliato altro, magari cotture a vopore delle amrinature a freddo…. per precisare , la lombatina in crosta di pane, la cuciamo sia io che il amico Aimo nel burro chiarificato e in padella di rame, io non sono certo più bravo di Aimo, che stimo e che mi vanto di avere come amico, ma mi creda la carne che acquisto, da Danilo Agazzone è di ottima qualità, magari lei non la sa riconoscere, ma anche queasta è un’altra situazione , che mi permetto di sottolineare, dato che non si è qualificato ne prima ne durante ne dopo la sua visita la mio, ormai, ventennale ristorante…
Io non dico non aver, involontariamente sbagliato, ma le sue parole mi hanno profondamente turbato, e mi dispiace, pensare di essere così poco apprezzato con tutto l’impegno che il mio lavoro impilca..e penso che questo pensiero sia comune per tutti quelli che come me dedicamo la vita a questo lavoro/missione .
Ritorno a dire che se lei si aspettava una cucina di stile avanguardista e molecolar/spagnolo…ha sbagliato inidirizzo..
Io non ho mai fatto segreto di essere uno chef di cucina Italian/regionale e modernista….se ama la stupore a tutti costi, sa dove andare, io sono per una filosofia diversa.
In ogni caso, capisco che sempre più frequentemente chi giudica non sa scindere le differenze, e si pensa che la cucina sia protesa solo verso la sperimentazione o la spregiudicatezza, io apprezzo e rispetto chi la fa, ma non la amo, io sono più per una cucina di impronta solida e legata alle radici, ma comunque evolutiva.
Io viaggio molto, sopratutto in oriente, e ho capito che se si perdono i confini, la nostra cucina che è buona e ricca di sapori, e che è apprezzata per la sua semplità, si confonderà nella globalizzazione e nella avulsa e interscutaile interpretazione di qualche cervellotico chef, che per stupire inventa cose che sono d’effetto ma che abbisognano di una decodificazione filosofica che non appartiene alla buona cucina.
Sia più proteso a diversificare e a comprendere le differenze, oggi c’è ne di bisogno in tutti i campi…
se vuole io sono disponibile a un confronto diretto il tel. del ristorante è 02.58104451..sono qui dalle 10,00 del mattino alle 01,00 della notte dal lunedì al sabato..con tutto il mio staff..
cordialità Claudio Sadler
marzo 14th, 2009 at 03:11
Ma Chef Sadler,veramente lui ha lasciato il commento, che bello!!
Quasi 3 settimane fa sono tornata dal viaggio a Roma/Milano.
Questa volta sono stata 3 ristoranti stellati.
A Roma,Imago’ e La Pergola. A Milano, Sadler.
Ora scrivo un po’ dalla mia impressione personale.
Scusate dalle mie povere parole,non sono capace di scrivere (neanche parlare) bene italiano.
La Pergola e’ varamente il ristorante del servizio perfetto, elegante ma accogliente.
La cucina era molto buona fino al’ultimi mignardies carini.
Anche Imago’, con il giovane chef, la cucina non era male, mi e’ piaciuta abbastanza.
Solo quel arredamento con le luci di multi colori,a me mi sembrava non e’ chic, ma e’ la mia impressione privata.
Allora,dopo sono andata a Milano e ho fatto la cena a SADLER…era buonissima!!
Mi spiace tanto per caro miscea, veramente non capisco, perche’ io non ho trovato niente dei piatti sbagliati a Sadler anche questa volta.
Abbiamo preso tipo del menu degustazione.
Tutti piatti sono belli, bellissimi, poi la cucina non era pesante, come posso dire…mi fa sentire il gusto dei ogni ingrediente, poi arriva la “harmony” che mi porta la gioia della bella sorpresa.
Indimenticabile,la cucina di Sadler per me.
Si si, sono d’accordo, il giovane sommeliere e’ bravo,il servizio cortese e gentile, nell’atmosfera artistica.
A proposito,ho visto che una copia stavano mangiando nella piccola sala particolare molto molto romatica…mi domando,come possiamo prenotare quel spazio??
Una cosa mi mancava era,neanche questa volta non avevo il tempo di provare Chic’N'Quick by Sadler…la prossima volta devo andare assolutamente.
Mentre sto scrivendo questo, mi ritorna ancora la voglia di godere i piatti di Sadler.
Beata la gente a Italia, perche’ ora sono a Tokyo, non riesco andare proprio stasera!
marzo 14th, 2009 at 16:56
Sig. Sadler, ho molto apprezzato la sua replica che denota grande attenzione verso ciò che gli avventori del suo locale dicono. Solamente questo dettaglio fa si che la verrò a trovare ancora anche perchè non è vero, come lei scrive, che non mi è piaciuto il locale/cucina/servizio. Del suo locale inteso come ambiente e design mi pare di aver parlato più che bene, del servizio mi pare anche tanto da aver lodato apertamente il suo ottimo sommelier ed un servizio comunque rapido e cortese. Quanto alla cucina mi pare di aver apprezzato il salamino di fegato grasso così come la bontà delle carni. Quello che rilevo è la stonatura dei tortellini (capisco che sia un piatto “in fieri”) e un abuso dei grassi. Preciso che non ho problemi con i grassi, digerisco bene e che non sono un salutista! Non cerco una cucina ad effetto ne mi esalta la cucina molecolare… tutt’altro! mi piace una cucina che parte dalla materia prima (e qui lei va benissimo per quanto mi riguarda), con cotture e condimenti che la esaltano (e qui esprimo una perplessità sui grassi a mio parere superflui e un pò coprenti). I miei appunti non volevano essere offensivi e se lei gli ha colti in questi termini me ne dispiaccio perchè rispetto il suo lavoro e la sua esperienza. Certo nella valutazione di una esperienza culinaria il lato soggettivo vale parecchio tuttavia nella sua cucina ho colto qualche accostamento forse più di maniera che di sostanza. Questo a mio personale parere. Le do infine ragione sul fatto che avrei potuto esprimerle direttamente queste mie perplessità e quando ritornerò a trovarla non mancherò di farle avere un mio commento a caldo qualora ne sentissi il bisogno. Grazie ancora e mi creda che tutto volevo tranne essere scortese e tanto meno offensivo. Buon lavoro!
marzo 19th, 2009 at 19:02
Visito per la prima volta questo interessante e molto utile blog.
Sono impressionato dall’accuratezza e dalla mole delle informazioni contenute nelle recensioni.
Veramente un ottimo lavoro
Molti sentiti complimenti.
luglio 2nd, 2009 at 12:55
Sono una “vecchia” cliente di Saddler, non di Milano. L’ultima volta che ho cenato nel suo ristorante è stato a Settembre 08, e devo confermare che la sua cucina ha virato verso qualcosa di diverso rispetto al passato: più unta e sapori di una cucina spersonalizzata. Il giorno dopo oltre all’unto non ricordavamo più il menù, e questo è un fatto grave. Questo mi spiace, perchè per anni ho parlato bene del suo ristorante a tutti i miei amici in giro per l’Italia. L’augurio è che torni presto ad essere quello che è stato per moltissimi anni, il miglior ristorante di Milano.
ottobre 14th, 2009 at 20:20
[...] (MI) – Chef Pietro Leemann Carlo Cracco Ristorante in Milano (MI) – Milano – Chef Carlo Cracco Ristorante Sadler – Milano (MI) – Chef Claudio Sadler Il Luogo di Aimo e Nadia (MI) – Chef Aimo e Nadia Moroni Ristorante Il teatro del Four Seasons [...]
dicembre 17th, 2009 at 13:10
Una pessima espereienza ed una grande delusione!
già gli antipastini serviti sono ordinari e a volte addirittura cattivi, come il Maki di salmone, davvero immangiabile.
Ho mangiato le Cappesante in padella con uova di quaglia all’aria di tartufo: buonine, ma davvero anonime!
Buono invece il Raviolo con l’uovo, ma oramai datato.
Un disastro invece la sella di cervo con i funghi! Funghi di gomma e carne tutt’altro che tenera.
I dolci pure una delusione (ho mangiato il cioccolato cucinato in varie maniere).
Esperienza da non ripetere e valutazione di questo ristorante da rivedere.
novembre 24th, 2010 at 23:42
Fino a Tokyo e’ arrivata la bella notizia che Sadler e’ confermato con 2 stelle!!
)
Ma e’ naturale… mi sto ricordando le mie esperienze meravigliose a Sadler.
Il 23, due giorni fa, il tavolo di 5 giapponesi, i miei amici tutti sianno stati contentissimi, grazie al Chef geniale! (Quel tavolo che hanno bevuto Ornellaia
A proposito, ieri anche qui in Tokyo ci era la presentazione della guida Michelin 2011 per “press”—- 14 ristoranti d 3 stelle!?
Mmm… ma non ci sono i ristoranti italiani stellati con il chef italiano neanche questa volta , che strano!
Comunque non vedo l’ora di assagiare il nuovo menu di Sadler, tanti aguri!!
marzo 12th, 2011 at 10:30
[...] -> Reportage del 17 Settembre 2008 -> Reportage del 26 novembre 2010 [...]