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Ristorante JOIA (Alta Cucina Naturale) – Milano (MI) – Chef Pietro Leemann
By ViaggiatoreGourmet | ottobre 30, 2006
Provato a Pranzo Mercoledì 25 Ottobre 2006
E’ il terzo passaggio nel Ristorante dello Chef Pietro Leemann, un Ristorante “unico” nel suo genere. Il preferito indubbiamente da mia moglie che mi ci vorrebbe a pranzo tutti i giorni. Ci troverete una cucina vegetariana ma anche a base di pesce, davvero “cerebrale” sempre ricercata e mai banale.
Per Le Guide ; Michelin gli assegna una “stella” , Gambero 84 (Cucina 50) , Espresso 2007 16/20 (15,5 – 2006).
Proprio in questi giorni Pietro ha inaugurato una nuova sala, sono infatti in corso una serie di “ampliamenti”, anche la cucina ha “raddoppiato” la sua capacità.
Mise en place
Essenziale.
Posateria Sant’andrea, cristalli Spiegelau
Menù
Ci sono una serie di interessanti Menù Degustazione da 100€ (13 portate)
70€ (8 portate) , 60€ (5 portate)
Prezzi alla carta tra 18 e 30€ , segnalo altresì anche un menù di mezzogiorno che prevede un piatto unico (Quadro) a 15 euro ed altre opzioni interessanti a 25-30€.
Non è un caso che per pranzo ho trovato il locale che pian piano si è “riempito”.
La mia scelta andrà sul Menù da 5 portate definito “La Scoperta” , nella tradizione del Joia una sequenza leggera ma soddisfacente di sapori vicini alla natura.
Carta dei vini;
Un Sommelier in sala davvero bravo e una carta importante e completa (nazionale ed internazionale) (17,5/20).
Pane
Solodue qualità, ma discreto.
Abbinamento Vini; (sceglierò al bicchiere)
Ci sono due opzioni 15€ per tre vini nobili di medio corpo, 30€ per tre vini pregiati di grande struttura.
Sceglierò i 3 vini in degustazione a 15€ ;
- Colline Teatine Yare 2004 Il Feuduccio
- Le Fraghe Garganega “Camporengo” 2004
- Podernovo 2003 Castello delle Regine
Dessert
- Recioto Angiolino Maule (nel conto a parte)
Si parte!
Entree
Crema vegetale , zucca e mandorle tostate.
Un sasso rotola
Sfera croccante di cavolo rosso e fonduta, salsa allo zafferano e contrasto di vino rosso. Sul piatto in accompagnamento due quenelle di finocchi con pinoli e uva sultanina.
Un piatto anche “divertente” per un buon inizio.
(16/20)
Il piatto viene “portato” e appoggiato , la Sfera Croccante viene lasciata cadere con il piatto leggermente inclinato per creare l’effetto.. “rotolamento” che vedete in foto.
Per terminare il piatto viene servito in accompagnamento un brodo allo zenzero.
Blub
Crema delicata di verza profumata allo zenzero con verdure scottate all’orientale.
Un gioco di temperature , nel bicchiere “freddissimo” (le verdure) vi viene servita la crema “caldissima”
dopo circa 30-40 secondi assisterete all’effetto “Blub” (miscelazione) … viceversa se avete fretta partite voi con il cucchiaio . Occhio alla Bolla!
(16/20)
Bicchiere “miscelato” dopo.. il “Blub”
Il quinto gusto che mi piace (amaro)
Cannelloni grigliati e farciti di indivia, radicchio trevigiano e ricotta
Un piatto interessante e ben eseguito amaro + amaro
(16,5/20)
Sotto una coltre di foglie colorate
Sottobosco con finferli, zucca, scorzonera dolce, fiori e erbe.
Spume di lemongrass e lampone.
Piatto divertente, stimolante la “ricerca” nel sottobosco.
(17/20)
Il Ricordo
Soufflè al gianduiotto, gelato di latte ridotto, tuorlo d’uovo e zucchero, schiuma di latte e Plasmon, zabaione .
Davvero una serie di dolci ottimamente eseguiti in una “rappresentazione” davvero originale. Si ritorna Bimbi!
Caffè con “coccole”.
Il Conto;
Acqua 3€
Degustazione Vini 15€ 3 Calici
Vino Dessert 10€
Caffè 4€
Menù La Scoperta 60€
Totale 92€
Note Positive;
Una cucina leggera, che ti consente anche una fase di “riflessione” e distacco dal “clima” Milanese. Per Pietro Leemann solo complimenti, una bella persona e un professionista davvero attendo ad ogni dettaglio.
Note Negative; Dettagli
Uscendo mi avvicina un “lettore” (con consorte) del Blog che si era appena “sparato” il menù da 100€ euro . Vi riporto la “sua” riflessione; VG la seguiamo sempre! Ma certo che il locale oggi era davvero “strapieno”, io e mia moglie quando usciamo per le nostre “esperienze” Gourmand , scegliamo il pranzo in quanto cerchiamo anche un “momento” di serenità e tranquillità , la sera oramai spesso diventa difficile prenotare, e ci sono tempi di servizio “rallentati” oltre che grande confusione, poi oramai alle 21 andiamo a letto… e quindi ci “dedichiamo” più volentieri spesso come alternativa un Pranzo “importante” . Certamente questa scelta di molti locali del menù “aggressivo” di mezzogiorno, riempie il locale per il buon business del ristoratore, ma viceversa tempi di servizio e qualità della prestazione inevitabilmente si riducono, costringendoci alla fine a recarci sempre nei soliti “noti” spesso “deserti”.
Una riflessione interessante, al buon Pietro (e non solo a lui) che ora dispone di tre Sale diverse consiglierei sulla base di questo feedback di “suddividere” gli avventori, operando le “assegnazioni” alle sale preliminarmente per quanto possibile in fase di prenotazione, o in ogni caso avendo modo di gestire uno spazio di “transizione” all’ingresso. Trovo coerente infatti che chi si vuole dedicare un pranzo di due , tre ore… non debba subire (due “rimpiazzi” di tavoli “lampo” vicini che pranzano in 40-50 minuti).
Conclusioni;
Una pausa pranzo “diversa” , in un ambiente elegante con una cucina “leggera” un servizio svolto da ragazzi giovani ma molto preparati , per una sensazione di “governo” presente e rassicurante.
Altissimo Ceto! Per Pietro Leemann e tutta la sua squadra!
Ristorante Joia di Pietro Leemann
Via P. Castaldi, 18
20124 Milano
Tel. 02.2049244
Chiuso Sabato a Pranzo, e Domenica tutto il giorno
www.joia.it



Vi segnaliamo, che questo Ristorante è convenzionato con il Circuito Amici Gourmet e quindi i titolari della nostra esclusiva Card riservando con il proprio codice personale possono ottenere una serie di condizioni di privilegio (es: Miglior Tavolo, Aperitivo di Benvenuto, Piatto in più, NO costo Coperto e Servizio).
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Topics: Milano e provincia, Recensioni Lombardia | 52 Comments »
52 Responses to “Ristorante JOIA (Alta Cucina Naturale) – Milano (MI) – Chef Pietro Leemann”
Comments
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Locale Convenzionato "












novembre 29th, 2006 at 5:39 PM
Il joia di Leemann meriterebbe non una ma due altre stelle di quelle che sappiamo! E’ un unicum della ristorazione continentale e non solo italiana.
Definirlo “vegetariano” è riduttivo, anche perchè dieteticamente l’avanguardia è quella che limita le carni animali prediligendo quelle ittiche e i vegetali.
Con il recentissimo ampliamento post-nicla nardi e il non trascurabile decoro artistico delle sale ( by Stefano Medaglia, come mi viene riferito…), Leemann è al top !
dicembre 1st, 2006 at 12:03 PM
Il ‘Joia’ costituisce il vertice di un triangolo che comprende ‘La Francescana’ di Modena e il ‘Combal Zero’ di Rivoli (TO):ma dei tre, Bottura & Scabin gli altri due, Pietro Leemann è il più originale; se infatti Scabin gioca col packaging e Bottura con Adrià,Leemann è sempre unicamente e autenticamente sé stesso !
dicembre 4th, 2006 at 3:57 PM
NB.’viaggiatore g’, qui ti rileggo e trovo un aggettivo: “celebrale” (sic!); “cerebrale” ? Perdona la ‘corrigenda’,comunque la valutazione è accettabile:ma non, nel caso di Pietro Leemann, nel senso di “cervellotico”;Leemann è cerebrale in quanto, con l’uso del cervello,”ripensa” la cucina e non cita passivamente quella altrui!Creatività è non copiare: e quella messa nei piatti del ‘Joia’è creatività autentica e non scopiazzutara o semplice trovata fatta solo per stupire.
dicembre 4th, 2006 at 4:11 PM
Gentile Maurizio,
Me Culpa! Corretto “cerebrale”! In ogni caso ne condividiamo la definizione, siamo assolutamente allineati sull’intendimento.
Un Caro Saluto.
VG.
dicembre 5th, 2006 at 10:21 AM
Per me, invece, un pò ‘cervellotico’… Poi,perchè non proporre una buona carta di birre artigianali,bio,con simili menù ?
dicembre 5th, 2006 at 12:46 PM
OK per due stelle, ma tre… A Milano comunque due le vale! Meglio adesso che con la Signora che c’era prima qualche anno fa (mancavo da tempo)e che ha aperto un suo ristorante vegetariano dalle parti di Piazzale Lodi (non lo consiglio, forse è nuovo e non ancora a regime!).Bello l’ambiente di questo Stefano Medaglia al Joia (ho cenato nella saletta più rinnovata).Ma Maurizio Medaglia e Stefano Medaglia nei commenti:mica saranno la stessa persona?! Parenti?
dicembre 5th, 2006 at 5:27 PM
Il ‘VG’ perdoni l’invadenza ma v’è un ‘anonimo’ che scambia lo spazio comment per un forum:il sottoscritto, che non ama l’anonimia,si firma e dichiara senza tema che sì,è fratello allo Stefano Medaglia e solo omonimo al maurizio m. che come l’anonimo apprezza il rinnovo degli ambienti del ‘Joia’. Un ultimo commento che spero venga commentato:rispetto alla costellazione in cui brilla con la sua unica stella (una sola ma di grande magnitudo…), il nuovo ‘Joia’ di Leemann non è limitabile a una sia pur fondamentale esperienza enogastronomica: il ‘Joia’ è eutonologia!Ricerca profonda di un benessere psicofisico in un ambiente esperienziale.
dicembre 20th, 2006 at 11:57 AM
Il ristorante dell Nicla Nardi,che prima curava la sala di Leemann,è un cubetto di ghiaccio in tutti i sensi!Il Joia è gioia!!!
dicembre 20th, 2006 at 5:50 PM
Nuovo Joia : bella, calda e accogliente la prima sala, calda e un pò scuretta la seconda, freddina e poco accogliente l’ultima arrivata con la finestra sulla megacucina.Senza la Nicla il Joia è più gioioso!Hai ragione anonimo:il Nectar è un antipatico pezzo di ghiaccio.
dicembre 20th, 2006 at 6:08 PM
Sono una vegetariana-mediterranea stanca di ristoranti vegetariani per modelle anorresiche e dove il mediterraneo non lo vedi manco col binocolo: posti come il Nectar di Milano per non parlare degli altri coi loro acquosi beveroni. Non sono ancora stata da questo Joia ma i tuoi succulenti commenti, caro V.G., ed il fatto che ci porti tua moglie,sono uno stimolo in più per andarci.Ma cosa vuol dire alta cucina naturale ? Puoi spiegarmelo meglio ? Le foto dei piatti sono stupende ma forse in certi casi togli un pò di sorpresa : non trovi ?
Gaya
dicembre 21st, 2006 at 11:17 AM
é vero,con una cucina così di pesce-verdure ci manca una buona carta di birre,soprattutto in estate: perdipiù,girato l’angolo in via Palazzi c’è anchela Casa della Birra,vicinissimo al Joia.meglio ancora quelle artigianali non pastorizzate-al Joia ho visto che è tutto bio-dei microbirrifici.con una noticina negativa:al Joia una si aspetta dei caffè migliori…
dicembre 21st, 2006 at 12:46 PM
Menù invernale al Joia : freschezza e calore !!! Mai provato sensazioni di benessere così.Sala governata eccelsamente!!!Un risotto con radicchio,crema di cacio affumicata e zafferano da fine del mondo(che solo da Marchesi e non so dove altrimenti).Ma davvero ha solo una stella???A Milano ne merita tre!!!Era la prima volta:non sarà l’ultima!!!Grazie “Altissimo Ceto”!!!Resto anonimo perchè mi vergogno di non essermi accorto prima dell’esistenza di un simile luogo che consideravo limitato a zucchine e carote.Mi sa che diventerò vegetariano dopo una simile esperienza!!!
dicembre 27th, 2006 at 12:28 PM
Per Gaya,
Alta cucina Naturale va da intendersi letteralmente nella logica di una Cucina ricercata d’autore. Sul naturale.. diciamo che al Joia mangi Pesce e Vegetariano non ci troverai mai carne.
Riguardo le foto… il mio è un Diario di Recensioni fotografiche, mi spiace “rovinarti” la sorpresa, ma le foto sono il mio asse portante, foto sulle quali sto ancora lavorando.. nel 2007 frequenterò un paio di corsi dedicati e finalmente abbandonerò la piccola digitale per qualcosa di più serio come meritano del resto i piatti bellissimi dei nostri Chef.
Considerato che molti piatti di cucina d’autore dei nostri Chef sono spesso delle vere e proprie opere d’arte, e c’e’ chi fa foto migliori delle mie con macchine professionali da 5.000€ e macro completamente automatizzate, semplicemente rappresentando piatti e ricette di casalinghe “disperate”..
VG.
gennaio 10th, 2007 at 12:01 PM
Una cena al ‘Joia’è un’esperienza che ti ricorda che l’uomo non vive di solo pane ma può vivere bene,anche se onnivoro,senza esagerare con le carni ovine e bovine…Lo chef è persona sensibile e intelligente, oltre che erudita,e ha saputo e sa attrarre nel suo ristorante persone consimili:basta osservare l’ambiente(sobrio e raffinatissimo)!Meriterebbe più attenzione e apprezzamento anche da parte della critica e non solo di quella strettamente eno-gastronomica.
gennaio 18th, 2007 at 3:26 PM
I piatti del Joia tolgono il fiato ma non l’appetito!Non è roba da “grassi”(nel cervello).Bisogna essere magri(nel cervello) per capire e gustare!I”critici” attuali del gastronomico qui non capirebbero.E’ più avanti di Adrià!
gennaio 18th, 2007 at 5:48 PM
Ho sentito che a Leemann non vanno più giù certi pesci,tipo il tonno o il polpo, per questioni etiche (personali,soggettive) e oggettive (over fishing,nel caso del tonno sostituito di recente con altre qualità di pesce meno saccheggiate):sperò però di trovare da lui anche in futuro il “menù d’acqua”!!!E’ troppo buono…Sulle remore oggettive ok, su quelle personali no (il polpo sarà anche intelligente ma non è un nostro simile al punto da sentirsi dei cannibali ad addentarlo):le rinunce di uno chef non devono e non possono tradursi in rinunce imposte anche agli altri,anche se il ristorante è suo e uno è libero di andarci o meno a seconda delle scelte di chi lo gestisce.
gennaio 18th, 2007 at 6:41 PM
Non sono d’accordo che il Nectar sia un antipatico pezzo di ghiaccio.
Io – vegetariana non anoressica – mi ci sono trovata benissimo
gennaio 19th, 2007 at 6:16 PM
FANTASTICO !!!!!!!!!!!
gennaio 23rd, 2007 at 4:40 PM
In Cina,nella immensa Cina,da millenni si imitano le carni con le verdure…Mia nonna faceva il caffè con la cioria:dicesi “cucina dei miracoli”(quella di quando non c’è niente da mettere sotto ai denti e si fa quel che si può).A uno della mia età,che sa cos’è la fame,la cucina di questo chef del Joia mi pare davvero snob e mi ricorda situazioni che non auguro a nessuno di vivere…Ma questo è solo un parere personale condizionato da un vissuto soggettivo.Forse ai giovani che non conoscono la Cina della fame disperata e non hanno vissuto in tempi di guerra e carestia,l’astice o il patè “apparenti” risulteranno divertenti novità… Ottimi i formaggi! Ottimo l’ambiente e il servizio! Ma non potrò mai fare a meno di un poco di carne…
Cesare
gennaio 24th, 2007 at 3:52 PM
Quanti commenti positivi ed entusiastici sul ‘Joia’ di Pietro Leemann:dimostrano che sta crescendo la maturità delle persone che vanno al ristorante…Trovo molto interessante quello di Cesare:ma gli consiglierei di leggersi i commenti di Pietro sulla cucina del gastronomo e letterato cinese del XVIII sec. Yuan Mei,con prefazione di Carlo Petrini(”Il piacere della tavola nella cucina antica e oggi”,Electa Ed.,2006;lo si trova in libreria o direttamente al ‘Joia’ a 30.00 euro);concordo in parte con un anonimo (troppi anonimi!…)sulla eccezionalità del “menù d’acqua” e sul fatto che l”over fishing’ sia un motivo più che valido per escludere il tonno o il caviale dai piatti;eccessivamente severi i giudizi su una ex del ‘Joia’ e sul suo’Nectar’:anche se effettivamente qualità e convivialità del ‘Joia’ sono di gran lunga più amabili;nella risposta del “viaggiatore g” a Gaya avverto una certa freddezza o distanza nei confronti dell’”Alta cucina naturale” di Leemann (o sbaglio ?…);Camilla B. sta per Baresani ?…In tal caso ci piacerebbe avere da lei qualche nota di costume sul ‘Joia’ e su chi lo frequenta,dato che lei s’occupa principalmente di questo sul Sole 24ore.
Arrivederci agli insostituibili “martedì del Joia” prossimi venturi,che Pietro saprà proporre anche nel 2007 con tutte le bontà bio di questa nostra Terra.
gennaio 26th, 2007 at 12:30 PM
Ma lo sapevate che la carne allevata consuma e inquina più della benzina (dati 2006 della FAO )? E che da onnivori la carne nelle nostre diete occidentali dovrebbe avere un posto molto più limitato di quello che ha ? Due validissimi e scientifici motivi per frequentare un ristorante come il ‘Joia’ di Leemann: a dei posti simili il futuro riserverà sempre più posto ! Buon appetito,buona salute e buon ambiente a tutti.
gennaio 26th, 2007 at 3:16 PM
D’accordo con te viaggiatore gourmet su quasi tutto:il pane infatti è poco per varietà ma molto più che discreto:eccellente direi!!!Visto che ci vai con la tua saggia consorte abbastanza di frequente,riprovalo e poi sappici dire…(chiedi a Pietro come lo fa!).Sul caffè anch’io ho qualche perplessità:anche perchè per coltivare il caffè,anche quello bio, si consuma un sacco di energia e di acqua! Eccezzionali i commenti dei Medaglia e di Contini!!!(che conosco anche di persona…)
gennaio 26th, 2007 at 3:54 PM
Non c’è la consueta foto del VG con lo chef,Leemann in questo caso.Come mai ??? Vogliamo i retroscena…Anche perchè ho sentito in giro chef che non sono mica stati troppo contenti delle tue foto scattate senza permesso:ti torna?Questioni di copy righ???
gennaio 26th, 2007 at 4:06 PM
Gentile Anonimo,
Nessun retroscena, Pietro quel giorno non c’era e non credo che sarà un problema inserirla successivamente.. Se proprio ci tieni
Riguardo gli Chef che si sono lamentati con te… invitali a farlo pure con il sottoscritto, sono proprio curioso di sapere chi sono.
Per il diritto di cronaca testi o foto non fa differenza…
Non mi risulta che ispettori o critici delle principali guide cartacee tradizionali chiedano permesso per scrivere…
VG.
gennaio 26th, 2007 at 5:14 PM
Carissimo VG:sacrosanta risposta all’”innominato” che pone,di sponda,la vetusta e ‘vexata questio’ del copy right gastronomico… Premesso che sono per il copy left,la questione del diritto autoriale si pone eccome anche in questo ambito:però,non stressiamo/ci oltre misure su simili questioni;il piacere innanzitutto,a tavola e non solo.Che poi certi chef,provocatoriamente,brevettino il ricettario:bontà loro…(se non erro il bravo Bottura insieme ad Heinz Bech…).
PS.gradirei conoscere anch’io i nomina degli chef a cui fa rif. l’innominato (innominabile?…).
Caro VG:ho letto in giro nel tuo blog che qualcuno mi considera un “prezzemolino”;spero di non risultare invadente oltre misura e di non togliere spazio ai commenti altrui.
gennaio 26th, 2007 at 5:21 PM
Non sono un delatore e rivendico la libertà di rimanere innominato!Per correttezza aggiungerò che a lamentarsi non è Leemann;un indizio:sul costone di un monte…
gennaio 26th, 2007 at 6:12 PM
Per carità Innominato è un tuo diritto.
Messaggio ricevuto…lo chef in questione a suo tempo fece direttamente le sue rimostranze…
Le sue foto e la sua recensione sono ancora lì…
Un caro saluto.
VG.
febbraio 7th, 2007 at 4:00 PM
Caro “Altissimo Ceto” – ma cosa significa questa tua definizione ? – per me “Alta Cucina Naturale” nel caso del Sig. Leemann e del suo “Joia” significa principalmente una cosa : cucina preventiva, per la salute; ossia una cucina vegetale prima ancora che vegetariana, perchè a differenza dei fanatici del vegetarianismo non t’impone una dieta ma ti propone una riflessione su come e cosa mangiare,suggerendoti di trasformare carni e derivati animali in un contorno,di non farne più componente centrale delle nostre diete.
Il “Joia” è salutare e non salutista!
febbraio 12th, 2007 at 12:58 PM
Concordo con Cinzia: la “carne come contorno” è un benefit che ti porti via dal Joia senza dover diventare vegetariano ed è una realtà presso la tradizione culinaria vietnamita.
Ismaele.
febbraio 14th, 2007 at 10:25 AM
Messaggio ai naviganti e ad “Altissimo Ceto” : con le cene del martedì sera di Pietro si cresce!!!E sono accessibilissime!!!
Cedro
febbraio 14th, 2007 at 3:33 PM
I prossimi martedì di marzo 2007 su una vericale di vertiginosi vini francesi e sull’India!Non mancate…
Stefano M.
febbraio 15th, 2007 at 4:19 PM
Uella,quanti bei commenti…VG per cortesia se rinnovi anche il Joia come altri locali rivisitati,trova il modo di non buttarli tutti!Ci vuole un archivio per i più interessanti.
Very Victoria.
febbraio 23rd, 2007 at 12:42 PM
Messaggio per il dott.Maurizio Medaglia:trovo molto interessanti e profondi i suoi commenti nel blog di “VG” che con le sue esplorazioni ci delizia e ci sazia di buone informazioni sul buono e il meno buono… Spero di conoscerla personalmente in occasione di uno dei martedì del ‘Joia’! Mi spiace d’essermi persa quello che inaugurava gli interventi dell’artista Stefano Medaglia da Pietro Leemann, che solo ora apprendo essere suo fratello,e a cui presenziava anche l’amico Davide Paolini.
Betta S.
marzo 9th, 2007 at 10:16 AM
Cibarsi di sangue raffermo è meno preferibile che nutrirsi di linfe vitali:l’uomo all’inizio mangiava di tutto per necessità e con scarsa consapevolaezza;oggi anche le scienze della nutrizione consigliano di limitare il consumo delle carni rosse…Non è questione esoterica:chi non rinuncia al fois gras et similia lo fa a proprio rischio e pericolo,come fumare o consumare sostanze psicoattive…Personalmente da quando ho limitato le carni nella mia dieta e ho cominciato a preferire il Joia ad altri ristoranti iperproteici (da proteine nobili e…gottose !) il mio umore e il mio benessere è migliorato!!! Grazie anche alla cultura e saggezza di Pietro Leemann.
marzo 28th, 2007 at 3:36 PM
Martedì 16 marzo 2007:cena e serata memorabile con il Prof. Ferrini sull’India vedica e i piatti di un veggente come Pietro Leemann : molto più di uno chef !!!Dopo un simile evento ti rendi conto che il 99.9 % dell’attuale alta ristorazione nel mono tanto “alta” poi non è !!!
marzo 29th, 2007 at 9:02 AM
La serata col Prof. Ferrini è la dimostrazione che in certi ristoranti l’uomo non vive di solo pane !… Per questi ristoranti nessuna stella è sufficiente per classificarli! Pietro Leemann è un saggio in cucina e nella vita !
aprile 17th, 2007 at 2:49 PM
Quella del Joia mi sa tanto di “cucina metabolica”:il Sig. Leemann farebbe bene ad incrementare un pò l’offerta ittica:avete mai visto del caviale o delle ostriche?Inoltre i menù,nonostante le creative variazioni stagionali,mi sono parsi un pò fermi.Non essendo un assiduo mi piacerebbe che qualche habituè confermasse o smentisse questa mia impressione.Qualcuno mi risponda.Grazie.
Nome De Plume 01
giugno 7th, 2007 at 11:28 AM
Metti una serata al ristorante con un gruppo di amici: al ‘Joia’ ci siamo divertiti una cifra,meglio che al cine o a teatro e a costi inferiori di “quelli che il calcio”!!!Complice un cerasuolo di Vittoria Pithos di Cos,bio e anforato come quelli di Gravner,che ha funzionato inaspettatamente in abbinamento su tutto il menù degustazione deciso dallo chef ( bravissimo!!!!!geniale!!!!),nonostante l’ossidazione…Roba da non credere!Bravo anche il sommelier a proporcelo(poi scopriamo a posteriori che è un vino da meditazione???).
Ciao,
Nino, Paolo, Stefano, Monica, Mau, Patrizia.
luglio 4th, 2007 at 4:49 PM
martedì 3 luglio 2007 : Pietro Leemann ed Edi Kante in due fanno quattro metri d’altezza; due vette della ristorazione e della vinificazione nel mondo! Meraviglie !
luglio 5th, 2007 at 11:51 AM
A tavola con Edi Kante davanti ad una schiera di vini suoi e di piatti di Pietro Leemann ; esperienza inenarrabile,unica ed…EdifiKante !!!
luglio 12th, 2007 at 6:36 PM
Un plauso particolare per la scelta di offrire a pranzo un menù con 2 piatti a scelta dalla carta e il dolce a solo 30 euro; penso sia il pranzo con il miglior rapporto qualità prezzo del nord italia!
Alberto
agosto 27th, 2007 at 2:49 PM
Un posto in crescita rispetto a sette anni fa.Bravissimi Leemann e la sua brigata sempre più giovane.Erano anni che non passavo più di qui e non trovare la signora che c’era prima in sala è stato un sollievo.
Enric
settembre 3rd, 2007 at 4:59 PM
Mai letto tante cose intelligenti in una volta sola.Un ristorante come il Joia li richiede!
settembre 6th, 2007 at 9:50 PM
Ristorante perfetto, cucina perfetta, abbinamenti perfetti. Ho la fortuna di essere nipote di Leemann… si é mio zio. È sempre un’avventura mangiare nel suo ristorante.
settembre 27th, 2007 at 4:52 PM
Oggi 27 settembre 2007 ho appena letto una vergognosa rece sul Joia di uno del Corriere Della Sera che mi vergogno di citare ! Meno male che ci sono blog come questi del bravissimo VG che fanno giustizia di certi cervelli di gallina che si spacciano per persone competenti; e si vergogni pure la redazione del Corriere che pubblica certe schifezze indegne della sua tradizione e attendibilità giornalistica.
Nome de plume.
PS Tanto il Joia e il suo successo non hanno bisogno di essere difesi da nessuno, men che meno da certa gentaglia.
settembre 28th, 2007 at 5:11 PM
Caro Nome de Plume (o de plombe…)hai ragione:ho letto anch’io;facciamo pure i nomi e i cognomi:Valerio M.Visintin del Corriere Della Sera per Milano;vergognoso!Ma come dici tu Pietro Leemann non ha bisogno di difensori,si difende benissimo già da sé con la sua reputazione di grande chef divenuto anche gran patron del Joia.
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novembre 12th, 2008 at 5:52 PM
Cucina fatta di emozioni. Sono i concetti che mi hanno colpito più del gusto. Tutto eseguito correttamente, certo, ma la cosa che mi fa dire “altissimoceto” è l’esperienza vissuta. Si esce dal locale sazi, sazi nell’anima.
Non mi sono mai divertito così tanto ad una cena e sono uscito con il sorriso che ancora stenta ad adar via. Vivo di ricordi.
Alessio
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