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Santa Barbara
By EnoCentrico | gennaio 1, 2009
(SPAZIO PER VALUTAZIONE AZIENDALE)
Anno di Fondazione: 1984
Proprietà: Stefano Antonucci
Enologo: Pierluigi Lorenzetti
Agronomo: Pierluigi Lorenzetti
Addetto al ricevimento: n.d.
Ettari di proprietà e/o affitto: 40 ha
Produzione annuale in bottiglie: 650.000
Vendita diretta in Cantina: SI
Vendita dei vini On-line: NO
Visite in cantina: SI. Su appuntamento.
Caratteristiche principali di gestione nel vigneto: Sistemi di allevamento a Cordone Speronato e Guyot.
Utilizzo di lieviti selezionati: SI
GUIDA DELLE ECCELLENZE ENOLOGICHE
EDIZIONE 2010/2011:
Vini bianchi
80/100 – Bianco IGT Passerina 2009 (Cat. A)
L’azienda Santa Barbara è un vero fiore all’occhiello di questa regione: con la sua azione da un lato indirizzata all’esaltazione degli autoctoni Verdicchio e Montepulciano e dall’altro produttiva di vini dal gusto internazionale ed estremamente peculiari e riconoscibili (Maschio da Monte docet), è ormai una realtà associata immediatamente al nome “Marche”. Bicchiere giallo paglierino, con un bagaglio di aromi che comprende fiori dolci, frutta delicata e un tocco di zucchero finale. All’assaggio subito percepiamo lo spostamento sulle parti morbide, è un vino gustoso, certamente semplice e non concepito per riposare lungamente in cantina, ma vogliamo rimarcare che il naso ci indica un lavoro dell’azienda mirato a realizzare un vino certamente non ordinario, ma riconoscibile.
88/100 – Verdicchio dei C. di J. Class. Stefano Antonucci 2008 (Cat. B)
Altissimo Ceto
Ecco un bicchiere che ci ha emozionato e che siamo sicuri delizierà molti palati. La livrea giallo paglierino bordata di bagliori dorati racchiude uno scrigno di profumi ampio ed intenso, che libera inizialmente sentori floreali di mughetto e narciso, ma che poi virano al frutto, con soffi di bergamotto, buccia di mandarino, e frutto della passione, senza tralasciare un tocco di papaia fresca: siamo di fronte ad un naso davvero elegante e raffinato. L’approccio gustativo è speculare a quello olfattivo, con rimandi cedrati spiccati che in prima battuta ammantano il palato per poi lasciare il primo piano ad una decisa e suadente avvolgenza, impreziosita da una rimarchevole persistenza.
85/100 – Verdicchio dei C. di J. Class. Tardivo ma non Tardo 2007 (Cat. E)
Prodotto con uve sovramaturate sulla pianta, come il nome facilmente ci suggerisce, si presenta all’esame visivo con una bella cromaticità giallo paglierino segnata da forti riflessi dorati. Il bagaglio aromatico è imperniato da un lato sulla frutta esotica (mango, papaia, una punta di ananas sopra tutti), dall’altro su note erbacee come di sottobosco. L’assaggio ripropone la frutta tropicale, con il finale leggermente amaricante da manuale. E’ un vino molto versatile per quanto riguarda gli abbinamenti, in quanto si può sposare con piatti a base di pesce, ma anche con formaggi di media stagionatura.
Vini Rossi
89/100 – Phatos 2008 (Cat. F)
Soglia della super-eccellenza appena sfiorata, per il taglio Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah targato 2008 di Stefano Antonucci. Tonalità cromatica rosso rubino pieno e carnoso da cui vengono rilasciati profumi come pout-pourrì di fiori rossi, e poi frutti neri come prugna e mirtilli polposi e maturi accompagnati a striature di grafite e e pennellate leggere di eucalipto. La spiccata alcolicità trova una freschezza ben dosata ed un tannino con un certo mordente a fare da contraltare, unitamente ad una discreta persistenza. Dopo l’acuto dell’annata 2007, che ha centrato vette di eccellenza conferendo notevoli emozioni fin dal primo sorso, ammettiamo che le aspettative di fronte a questo calice erano davvero elevate: siamo di fronte ad un vino certamente ben fatto, ma che per quest’annata si è espresso con un tono più dimesso rispetto alla precedente.
86/100 – Rosso Piceno Il Maschio da Monte 2008 (Cat. D)
Si presenta con tonalità rosso rubino con sprazzi porpora guizzanti. Il quadro olfattivo rivela un vino non perfettamente terso al naso, con toni animali che sono caratteristici di questa etichetta, ma che in questa occasione abbiamo riscontrato come eccessivi, limitandolo nel punteggio finale. Soprattutto se paragonato alla versione degustata lo scorso anno. Il quadro olfattivo non è certamente avaro, essendo cesellato da fiori rossi tipo geranio e da un insieme di frutti tipo mirtilli e prugne, e poi alchermes e terra bagnata. Però, il sentore “savage” sopracitato mantiene un’ eccessiva rilevanza e non accenna a diminuire, lasciando –ahimè- in secondo piano un tannino che avrebbe tutte le carte in regola per poter essere definito di buona qualità. E magari dare maggiore persistenza in chiusura.
84/100 – Stefano Antonucci 2007 (Cat. C)
Manto rosso rubino scuro e fitto con bagliori con rimandi porpora che dichiarano subito la presenza del vitigno Montepulciano. Il corredo aromatico di frutti rossi è declinato su sfumature di ciliegia ed amarena, ed accanto a questa composizione succosa si stagliano note grigliate ed anche terrose. Al palato l’alcol si manifesta nella sua larghezza, ed emerge un tannino alquanto giovane ed ancora non disteso accompagnato da una persistenza segnata dal legno e da una chiusura di bocca screziata da un tocco amaricante. Attendiamo che il tempo faccia il suo corso e che magari provveda a smussare le asperità foriere dell’acerba giovinezza che abbiamo riscontrato adesso.
GUIDA DELLE ECCELLENZE ENOLOGICHE
EDIZIONE 2009/2010:
Vini bianchi
89/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Stefano Antonucci 2007 (Cat. A)
Altissimo Ceto
Chapeau signori! Questo è un grande vino. Che si colloca giusto ad un soffio dalla soglia dei 90 punti. Ma è la mole imperiosa di molti vini di questa azienda a colpire e lo vedremo anche la prossima volta con i rossi. Tornando a parlarvi di questo Stefano Antonucci, che porta il nome del titolare aziendale, ha un colore paglierino brillante con riflessi dorati. Dal ricco richiamo floreale, aprendosi a note esotiche che rimandano alla papaya e ai frutti della passione, note di miele e di burro fuso. Ampio bouquet di bocca, caldo, persistente che richiamano i sentori percepiti al naso. Di grandissima lunghezza, gratificante, sfuma in chiusura con piacevoli sensazioni “dolci”. I complimenti si aggiungono inoltre per essere riusciti a trovare una corretta interazione tra il vino ed il legno, senza snaturare le caratteristiche del vitigno.
82/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Le Vaglie 2008 (Cat. A)
Il Le Vaglie di Santa Barbara è un vino dal facile approccio e adatto ad un pubblico più su larga scala. Elargisce naturalità, classicità, pulizia e nitidezza, in ogni fase organolettica. Il colore è chiaro, pulito, netto e molto luminoso. Al naso si presenta già da subito con integrità nella proposta con note di fiori bianchi freschi, tiglio, mughetto ed una scia fruttata esotica che richiama la papaya. In bocca è avvolgente e inquadrato in una nota sapida. Tende magari a congedarsi presto, ma lo fa con una piacevole nota floreo-salmastra di chiusura.
82/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Tardivo ma non Tardo 2006 (Cat. E)
Il Tardivo ma non Tardo di Santa Barbara sta attraversando una fase abbastanza problematica nella facilità di approccio. Potrebbe apparire un po’ scorbutico nell’immediato, perchè ha sicuramente bisogno di uno sviluppo in bottiglia per alcuni anni. All’olfatto si presenta con note non particolarmente intense, il profilo aromatico gioca maggiormente sulle sfumature sottili e soffuse, con sentori fruttati di pesca gialla, pera, lasciando spazio ad un piacevole floreale di mimosa e arricchito con buoni accenni minerali. In bocca il vino è di netta avvolgente, di buon dinamismo e notevole morbidezza. Di grande eleganza il richiamo gusto-olfattivo, non particolarmente lungo ma fedele con quanto espresso al naso.
Vini rossi
88/100 – Rosso Piceno Il Maschio da Monte 2007 (Cat. D)
Altissimo Ceto.
L’azienda Santa Barbara è adagiata sulle colline del comune di Barbara a soli 25 km dal mare Adriatico. Condotta magistralmente dal suo patron Stefano Antonucci, inesauribile motore di un’azienda che viaggia sempre sul filo della tradizione e della modernità. I suoi vini, i nomi e le etichette evocano sempre qualcosa di moderno e di futuristico, ma evidenziano altrettanto bene come siano veicoli di un’espressione fatta di grande personalità e capaci di lasciare il segno, dopo ogni loro passaggio. Questo Maschio da Monte è un Montepulciano in purezza, dal colore porpora inpenetrabile. Il profilo olfattivo mostra evidenti note di fiori freschi, in particolare la rosa ed un carattere fruttato, fresco nell’indice di maturazione, con segnali di ribes e mirtillo. Tocchi balsamici, speziati e caramellati, note smaltate con sentori nel finale che chiudono in maniera più evoluta. Di notevole struttura in bocca, con una persistenza decisamente lunga. Dal nome fortemente evocativo, viene facile e scontata la battuta, ma mai come in questo caso, è segnale di un carattere di un vino che scalpita e che avrà bisogno di molto tempo, prima di sedare i suoi istinti.
92/100 – Phatos 2007 (Cat. F)
Altissimo Ceto.
Impenetrabile e scuro al colore. Ci apre e ci concilia con il mondo in tutti i sensi. Non ci si riesce a capacitare come ci sia leggiadrìa e precisione esecutiva in cotanta consistenza, mantenendosi sui binari dell’eleganza e senza perdere una virgola di un discorso che fila via liscio fino in fondo, senza colpire con inutili volgarismi. Prima di tutto l’olfatto. Stupefacente di come il naso riesca a prendere confidenza da subito con il vino e scodinzolare come un cane quando ha piacere di incontrare il suo padrone. Il quadro olfattivo si muove in lungo ed in largo, con una varietà di sensazioni che colpiscono dai frutto di bosco, dove predominano il lampone ed il mirtillo, facendo spazio ad un enorme bouquet di sole rose rosse e poi via verso l’infinito… pepe, tabacco, cardamomo, cacao, una dose vanigliata che danza da perfetto equilibrista e chiudere con una nota minerale di grafite. Al palato, la colonna portante, è la sua trama tannica, prestante ed attiva e perfettamente integrata in un notevole spessore gustativo, sostenuto da una grande freschezza, che non lo fa sedere su se stesso. Vino entusiasmante che entra di diritto tra le grandi “bocce” italiche.
85/100 – Stefano Antonucci 2007 (Cat. C)
Colore rosso rubino dai riflessi porpora. Tensione nel bicchiere di grande consistenza, si concede al naso con splendide note di frutta rossa fresca, ricoscibili nelle sfumature, i vitigni nternazionali usati, che apportano sentori erbacei non invadenti, peperone e una splendida speziatura data dal pepe in grani. In bocca è pieno, la trama tannica è fitta e ben integrata nel vino. Il tutto supportato da una buona freschezza. Elementi che danno una visione godibile immediata di questo vino, capace di essere proiettato anche nel medio-lungo termine.
I prezzi sono indicati per categorie in funzione della variabilità che potete trovare da enoteca ad enoteca:
Categoria A Fino a 14,00
Categoria B Tra Euro 12,00 e 17,00
Categoria C Tra Euro 15,00 e 20,00
Categoria D Tra Euro 18,00 e 25,00
Categoria E Tra Euro 23,00 e 30,00
Categoria F Tra Euro 28,00 e 50,00
Categoria G Tra Euro 45,00 e 70,00
Categoria H Oltre i Euro 70,00
Recapiti:
Santa Barbara
Borgo Mazzini, 35
60010 Barbara (AN)
Tel: +39 071 9674249
Fax: +39 071 9674263
Skype: -
Sito Web: www.vinisantabarbara.it
Indirizzo posta elettronica: info@vinisantabarbara.it
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Topics: Guida dei Vini, Marche | No Comments »
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