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Ristorante Miramonti L’altro – Concesio – (BS)
By ViaggiatoreGourmet | luglio 10, 2006

Provato a Pranzo Sabato 8 Luglio 2006
Su indicazione di un collega appassionato, mi sono recato presso questo “tempio” (Bistellato Michelin) della buona cucina in quel di Concesio (BS) tra Brescia e la Valtrompia , sito in una insospettabile villetta in stile neoclassico in piena zona residenziale.
Archivio storico reportage:
-> Meeting del 10 Dicembre 2008
-> Meeting del 15 Dicembre 2010
Qualche indicazione “stradale” considerato che non è molto presente a livello di segnaletica “locale…”
autostrada MI-VE uscita Ospitaletto, direzione Concesio prendendo una piccola tangenziale per 13 km, all’unico semaforo arrivati a Concesio girare a sinistra e ad un concessionario della Suzuki (appena lo si vede a SX) girare SUBITO a sinistra, si entra in Via Crosette, avanti e poi a destra e arrivate al nr. 34.
Appena arrivato ottima accoglienza del Patron Mauro Piscini , davvero un uomo di grande classe e dai modi professionali e garbati.
In Cucina il talento di Philippe Leveillè per una cucina di grande tradizione ed emozione.

Uno “scorcio” della sala, fuori da poco più di tre settimane
è stato realizzato uno spazio “estivo” nel bel giardino.

In Sala ad occuparsi del mio “servizio” (in qualità di Maitre & Sommelier) il validissimo Luca Zanotti da 8 anni al Miramonti.
Carta dei vini interessante e completa (voto 7,5)
Dal Menù, diversi Degustazione e piatti alla carta , meriterebbe almeno altri due viaggi per completare la “degustazione”.
In verità io sono venuto per tre “portate” di culto del Miramonti.. Risotto formaggi dolci di montagna, Crescendo di Agnello e Gelato del Miramonti..
spiegato questo al sapiente Mauro non faccio che mettermi nelle loro mani per il “contorno”
a questi tre “piatti”.
E sarà un bel farsi coccolare e viziare.
Vini in accompagnamento (mi faccio guidare da loro in un abbinamento al Bicchiere);
Berlucchi Cellarius Brut 2002 Aperitivo
Pinot Bianco Collio Toros 2003
Gatti Rosso Sebino 2001
Sicuramente vini che non sono a livello dei piatti… del resto con (15€ costo finale) non si poteva chiedere di più.
A certi livelli sarebbe meglio proporre degustazioni (al bicchiere) di vari prezzi, affinché ognuno possa comporre la propria degustazione, a seconda del “budget” che vuole “allocare” anche sulla componente “beveraggio” . Certamente in questo caso abbiamo riscontrato una grande cucina supportata da vini onesti ma decisamente “modesti”.
Si Parte!

Prima Entree
Uovo di quaglia con emulsione di parmigiano
equilibrato e corretto (voto 6,5)
Caldo-freddo di cavolfiori e aringa affumicata con le sue uova
gustoso e stimolante (voto 7)
Zuppetta di rane e lumache al franciacorta , scalogno e dragoncello
al crescione
Piatto emozionante, di grande gusto al palato (voto
Sfogliatina di “sot l’y laisse di faraona e fantasia di funghi
non ho ricevuto particolari emozioni (voto 6)

Risotto ai funghi e formaggi dolci di montagna
cosa da dire…un grande risotto! Saporito, Cremoso , un risotto “impegnativo” ma decisamente appagante.
(voto 7,5) insieme all’Agnello (che segue) meritano da soli il viaggio…

Intermezzo Gelatina di Piccolit

Farfalle con frattaglie di capretto e tartufo nero
Un altro piatto di “culto” … veramente emozione di gusto (voto 7,5)

Crescendo di Agnello con finale di suo Carrè
Cosa dire… qui abbiamo un piatto “unico” volendo, di grande impatto e di grande emozione
Perfette le cotture che denotano grande padronanza di tecnica.
(voto 8,5)
Arriva il piatto con il carrè poi il tutto viene terminato con un crescendo di pentolini di rame con le varie preparazioni(”il Crescendo”) dell’agnello stesso. Molto piacevole, anche se oggettivamente si potrebbe pensare anche a “contornare” con delle verdurine o altro .. per equilibrare il piatto così ricco di carne.

Foto agnello dettaglio ;
Abbiamo …
Cervella fritte e panate
Animelle e funghi
Trippa
Lingua
Groppetti
Guanciale
Piedino disossato e gratinato
Rognoncino
Carrè
Cosa aggiungere… una degustazione indimenticabile… prendetevi tutto il tempo che serve.

Formaggio
Un paio di carrelli davvero ricchi e di vasto assortimento…
qui mi sono limitato a qualche assaggino..
(voto 7,5)
Pre-Dessert e piccola pasticceria
Grande qualità e qualche prodotto “sfizioso”
(voto 7,5)
Gelato alla crema con salsa calda alle fragole (tiepidina, ma bene così)
Un altro piatto “culto” Miramonti , davvero un gelato di altri tempi..
molto leggero e mantecato al momento , affogato con la salsa calda alle fragole.
La foto NON gli rende sufficiente onore.
Il gelato, presentato nella classica “torre” su un piatto , viene messo nella coppetta di servizio, e una volta servito, inondato delle fragole calde. Un piacere da gustare al volo!
(voto 7,5)
Il Conto;
Antipasti 22€ (4 portate)
Risotto 20€
Crescendo di Agnello 35€
Selezione di Formaggi 10€
Dessert 14€
Vini in abbinamento 15€
Aperitivo 8€
Caffè 3€
Acqua 3€
Liquori offerto (Digestivo Armagnac ‘73 )
Totale 130€
Note positive;
Cucina con piatti di grande tradizione ed emozione.
Sarebbe interessante verificare anche altri piatti della carta, merita sicuramente altri “passaggi”.
Un altro pregio di questo ristorante l’abbinata di cucina tradizionale a idee molto innovative.
Riprendo testualmente e condivido inoltre le parole per il Bretone Philippe di un mio collega “recensore” …”grande rispetto per Philippe che si trasferisce da noi infischiandosene dello “stereotipato sciovinismo” dei suoi compatrioti ed assorbe non solo il gusto italiano ma anche le tradizioni del territorio che ha scelto” …
Note negative (dettagli) ;
Solo un particolare, mi hanno fatto accomodare su un tavolo “circolare” , una delle gambe del tavolo era in diretta corrispondenza del mio ginocchio destro, mi sono “ruotato” il tavolo di 15 cm e tutto si è sistemato.
Conclusioni;
Sicuramente un locale meno noto di tanti altri nomi più “valutati” e considerati , un locale di grande “sostanza” con alcuni piatti di sicura “emozione” e dal discreto rapporto qualità prezzo.
Altissimo Ceto per Mauro, Luca e Philippe!
Miramonti L’altro
Indirizzo: Via Crosette, 34
Loc. Costorio – 25062 – Concesio – BS
Telefono: 030.2751063
www.miramontilaltro.it
Topics: Backstage Eventi Enogastronomici | 12 Comments »
12 Responses to “Ristorante Miramonti L’altro – Concesio – (BS)”
Comments
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Locale Convenzionato "


















agosto 15th, 2006 at 14:00
ciao ViaggiatoreGourmet
la tua conclusione non potrebbe essere piu appropriata.
Io sono stato diverse volte in questo locale e sono sempre stato molto contento. La qualita dei piatti é costante, il rapporto prezzo qualita é in confronto ad altri locali superosannati (e meno buoni) molto buono e il servizio é molto curato e professionale.
La carta dei vini é ottima e i prezzi pagabili.
Lo posso consigliare a tutti che capiteranno da quelle parti.
Ciao a tutti
ottobre 27th, 2007 at 09:58
[...] – Mornago (VA) Provincia di Brescia; Gualtiero Marchesi – Erbusco (BS) – Chef Gualtiero Marchesi Miramonti L’altro – Concesio – (BS) – Chef Philippe Leveille Il Gelso di San Martino – Cazzago San Martino (BS) – Chef Nicola Silvestri Provincia di Pavia; Le [...]
gennaio 11th, 2008 at 10:40
[...] – Mornago (VA) Provincia di Brescia; Gualtiero Marchesi – Erbusco (BS) – Chef Gualtiero Marchesi Miramonti L’altro – Concesio – (BS) – Chef Philippe Leveille Officina Cucina – Brescia – (BS) – Chef Andrea Mainardi Il Gelso di San Martino – Cazzago San [...]
aprile 8th, 2008 at 08:44
[...] Salmoiraghi Provincia di Brescia; Gualtiero Marchesi – Erbusco (BS) – Chef Gualtiero Marchesi Miramonti L’altro – Concesio – (BS) – Chef Philippe Leveille Officina Cucina – Brescia – (BS) – Chef Andrea Mainardi Il Gelso di San Martino – Cazzago San [...]
giugno 18th, 2008 at 13:52
condivido moltissimo le vs considerazioni.vado almenodue volte all anno da circa 7.8.anni.Ho visto crescere negli anni la qualità della cucina,trovo piu ferma la carta dei vini …senza guizzi o slanci innovativi. Lo considero un locale del cuore per le capacità di Philippe e la sua compagna in sala.Ultima visita 21 febbraio 2008 menu degustazione ,4 commensali,4 bottiglie di vino sui 35 euro cadauna piu 1 sauternes da 75 euro per i formaggi e la meditazione succesiva visto che il dessert era il meraviglioso gelato della casa.costo 937euro.senza distillati offerti
agosto 25th, 2008 at 11:22
Che dire… non si rimane delusi e soprattutto si esce molto contenti anche per un rapporto qualità/prezzo imbattibile.
Cenato in giardino in una splendida sera d’estate. Ottima accoglienza, servizio non asfissiante ma attento e veloce. Sono arrivato sapendo già cosa mangiare: farfalle con sugo di frattaglie, risotto funghi e formaggi e crescendo di agnello. Dopo buono stuzzichino a base di pesce arriva il pane. Non mi è piaciuto perchè troppo ricco di grassi animali (lardo, strutto, pezzetti di mortadella, ecc). Qui però è questione di gusti.
Le farfalle con frattaglie di capretto e tartufo nero sono MERAVIGLIOSE tanto che persino mia moglie che non mangia interiora ne è rimasta colpita. Il risotto ai formaggi invece non mi è poiaciuto molto perchè troppo pesante tanto che quasi non sentivo il riso e mi pareva di mangiare solamente formaggio fuso. Questa è stata una delusione perchè mi aspettavo molto da questo piatto. Mia mogli piglia un guanciale brasato splendido ed io il carrè di agnello in crescendo. Piatto favoloso. Grandioso il rognone, la cervella, ecc. Cottura del carrè perfetta.
Terminiamo con un altro classico: il gelato di vaniglia con fragole… golosissimo! Eccellente la piccola pasticceria con delle meringhe alla panna montata da svenire.
Bevuto al calice un buon rosso. Forse questo è il lato debole del ristorante perchè mi è parsa -ma potrei sbagliarmi non essendo un grande intenditore- una certa debolezza nella sezione vini e lp’assenza di un vero e proprio sommelier.
E quando arriva il conto si è ancor pù contenti per la ragionevolezza della cifra pagata. Oltretutto le porzioni sono molto generose… Da ripetere assolutamente. Peccato il risotto ed il pane…
gennaio 4th, 2009 at 18:45
Sperando di fare cosa gradita, alleghiamo una nostra recensione.
Io e Giulia decidiamo di festeggiare il nostro anniversario tornando a cenare in questo locale bistellato del bresciano, già visitato qualche mese prima.
Prenoto con una settimana di anticipo (siamo in periodo natalizio) e chiedo di riservare un tavolo per 2 in una delle tre verandine presenti nel locale.
Arriviamo con un po’ di ritardo alle 21:15, il locale, una villetta in stile moderatamente neoclassico, è già pieno ed un giovane cameriere ci accoglie e ci fa accomodare al nostro tavolo. L’ambiente, molto caldo alla vista grazie ai numerosi tappeti, al confortevole parquet e alla soffusa illuminazione, contrasta con la temperatura, invece abbastanza fredda a causa della nostra vicinanza (ripeto, da me richiesta) con la vetrata (non si tratta infatti di una vera e propria veranda) che dà sul giardino, offrendoci peraltro una vista assai gradevole di un praticello innevato e suggestivamente illuminato. Basteranno i primi assaggi per farci dimenticare l’aria frizzante alle nostre spalle.
Per la comanda arriva la direttrice di sala in questa serata, la Signora Daniela, come sempre molto cortese e disponibile. Diversamente dalla nostra prima visita, oggi abbiamo le idee molto chiare avendo visitato il sito internet del locale comprendente menu e prezzi: ordiniamo 2 gran menu del goloso curioso, il più “corposo” presente in carta, dicendo però di non poter rinunciare al tortino di patate ratte, tartufo nero e capesante alla curcuma che era rimasto indelebile nella nostra memoria dopo la precedente visita. Ci viene chiesto se lo desideriamo in aggiunta al menu (credo a pagamento) o se preferiamo optare per una sostituzione. Io lo sostituirò al “Caldo-freddo” di cavolfiori e aringa affumicata con le sue uova, Giulia alle Lumache di vigna al Franciacorta. Chiediamo inoltre di seguire il percorso di vini in abbinamento da loro proposto nel menu. Preferiamo rinunciare all’aperitivo per affrontare con maggior tranquillità la cena che si preannuncia imponente.
Si comincia con un tris di apetizer: delizioso assaggio di tartare di tonno, seppioline su un letto di polenta (buono, la polenta è molto particolare e ci ricorda il gusto del semolino) e per finire un cubetto di tonno scottato da un solo lato servito con una delle tante salsine spumose che assaggeremo durante la serata e della quale non ricordo i dettagli. Anche questo terzo assaggio mi pare buono, per Giulia un po’ salato.
Contemporaneamente viene servito il primo vino. Premetto di non essere un intenditore, ma mi è parso che questo bicchiere, uno chardonnay trentino del quale non ricordo il produttore, fosse decisamente al di sotto del livello della cucina. Bisogna dare atto del fatto che i vini abbinati alla cena saranno 3 al prezzo di soli 25 euro a testa, e che i bicchieri saranno continuamente rabboccati nel corso di tutta la serata: le bottiglie sono interamente a nostra disposizione. Personalmente siamo contenti di poter contenere la spesa, ma penso che una cena di questo livello meriti ben altri abbinamenti, magari con una seconda proposta diversamente prezzata che in carta non è presente. Sono certo comunque che, su richiesta, sia possibile seguire un percorso di livello superiore.
Primo piatto del menu: intorno di fegato d’oca. Questo si compone di 4 assaggi presentati come se fossero pezzi di piccola pasticceria: una caramella da mangiare in un sol boccone perché liquida e calda al suo interno, davvero eccellente, un cannolino ripieno di fegato e cipolle rosse di primissima scelta, 2 cubetti di patè di fegato d’oca intervallati da un pomodorino confit da spalmare su un rettangolino di pan brioche e infine un bicchierino contenente fegatini da pescare sul fondo affogati in un’ altra delle deliziose spume assaggiate. Straordinario.
Secondo piatto: tortino di patate ratte, tartufo nero e capesante alla curcuma per me, “Caldo-freddo” di cavolfiori e aringa affumicata con le sue uova per Giulia. Ricordavo molto bene il mio piatto, assolutamente delizioso, tre gusti e tre consistenze molto distinte e progressive che una alla volta si presentano al palato sorprendendolo ed emozionandolo. Il piatto di Giulia viene composto davanti a noi versando la crema di cavolfiore calda sui 4 pezzi di aringa affumicata e sue uova già disposti nel piatto; si tratta di un abbinamento di sapori tradizionale, rivisitato dallo chef in una formula vincente grazie anche al contrasto caldo-freddo.
Terzo piatto: zuppetta di pesce alla zafferano, latte di mandorla e spezie dolci. Diversi tipi di pesce con varie cotture, comunque tutte molto semplici, accompagnate da un gradevole intingolo nel quale individuiamo erba cipollina, sedano oltre ovviamente allo zafferano e al latte di mandorla. Buono.
Si continua con un piatto straordinario, il migliore sin qui: composta di astice confit e hamburger di scampi con topinambur croccanti. Risultato di sicura e forte emozione, abbinamento perfetto, niente da aggiungere.
Ma le sorprese non sono certo finite: difficilmente avremmo pensato di poter assaggiare un piatto di livello ancora superiore, ma così è stato: tagliolini di pasta fresca con tartare di gamberi rossi al profumo di cedro: splendida presentazione consistente in una torretta di sottilissimi tagliolini avvolti a spirale poggiati su una base circolare di tartare di gamberi, il tutto circondato da una spuma di cedro. A malincuore distruggiamo la composizione e mescoliamo il tutto per gustare questo piatto assolutamente superbo per gusti, abbinamenti e consistenze. Indimenticabile.
Gin fizz: simpatico e utile per spezzare un ritmo fin qui alto ma sostenibile: la successione dei piatti ci è stata servita con pause assai brevi, ma guardando l’orologio ci accorgiamo che 2 ore sono già trascorse. Siamo comunque ancora sicuri di arrivare tranquillamente fino in fondo: le portate sono tante ma le porzioni del menu sono decisamente più piccole ed abbordabili rispetto a quelle relative agli stessi piatti ordinati alla carta.
Questa pausa ci consente di guardarci intorno: i primi tavoli cominciano a svuotarsi, il servizio è sempre molto efficiente e la Signora Daniela si aggira per la sala tenendo perfettamente in pugno la situazione. Solo in un paio di occasioni uno dei giovani camerieri è risultato eccessivamente frettoloso nel ritirare i piatti dal nostro tavolo.
Si riparte: tortino di capesante, patate ratte e tartufo nero per Giulia e lumache di vigna al Franciacorta, salsa di acetosella, scalogno e dragoncello per me. Molto buono anche questo piatto di terra, con una presentazione dagli abbinamenti cromatici d’effetto. Bene.
Con questa portata ci viene proposto un merlot del quale ancora non ricordo il produttore. Un vino di qualità sicuramente superiore rispetto al precedente, ancora non eccelso ma senz’altro discreto.
Ultimo piatto in carta: insalata di quaglia al miele in salsa agra di timo e maggiorana. Ci avviciniamo a questo piatto con più di una remora, non essendo esattamente due amanti della cacciagione, tanto che Giulia ha a lungo pensato se chiedere una sostituzione. Ci viene portato un grande piatto quadrato con 3 o 4 pezzi di carne abbinati a 3 uova di quaglia rispettivamente all’occhio di bue, in camicia e sodo. Al primo boccone siamo felici di aver dato fiducia allo chef anche per questo piatto, buonissimo ed anche un po’ impegnativo rispetto ai precedenti per quantità. Al termine di questa portata siamo entrambi decisamente sazi.
Prima dei formaggi, ci viene offerta una sorta di crema catalana dove la crema pasticcera è però sostituita da una crema al gorgonzola. Io ho una personale avversione per questo formaggio e dunque assaggio soltanto il piatto non gradendolo, Giulia invece rimane colpita e pienamente soddisfatta da questo ardito ma assolutamente riuscito abbinamento.
Senza tregua ci vengono portati i 2 carrelli di formaggi e il terzo di confettura, mostarda e pane all’uvetta che circondano letteralmente il nostro tavolo. Di fronte a tale assedio chiediamo una selezione di 5 diversi formaggi morbidi a testa. Anche qui livello elevatissimo e gamma di scelta davvero ampia: un’offerta assolutamente perfetta.
Passiamo al dolce: famoso il gelato alla crema portato su un vassoio d’argento simile a una montagna di purè, quindi spatolato in una coppa. Ottimo, anche se non abbiamo molto gradito l’accostamento al cioccolato fuso che viene versato sulla coppa e che erroneamente non abbiamo rifiutato. Insieme al gelato offertaci una gran quantità di piccola pasticceria che invade il nostro tavolo, alcuni assaggi davvero buonissimi, e un bicchierino con salsa di fragole sul fondo e yogurt in superficie intervallati da un sottile strato di aceto balsamico. Particolare e gradevole.
Viene servito con il dolce un vino passito non più che discreto del quale ancora una volta non ricordo i dettagli.
Chiediamo a fine cena, con locale rimasto deserto a mezzanotte ormai trascorsa, di salutare il simpatico chef Philippe Leveille che chiacchiera amabilmente con noi, e scoperte le origini viareggine di Giulia parla con affetto di due ristoratori di quelle parti, Romano a Viareggio e Lorenzo a Forte dei Marmi dai quali si reca spesso perché, dice, “lì non si sbaglia”. Ribatto che anche i due ristoratori toscani dovrebbero essere soliti andare in vacanza in quel di Concesio perché anche qui pare si sbagli assai poco…
Per finire un altro dei punti di forza del Miramonti: il conto.
Menu 110×2
Vini 25×2
Acqua 4
Totale 274 euro, decisamente pochi rispetto alle offerte di altri locali di questo livello. Credo sia sostanzialmente impossibile assaporare altrove un menu così buono e vario a queste cifre.
Complimenti.
Antonio e Giulia
giugno 17th, 2009 at 09:47
Difficilente si rimane delusi. Personalmente trovo alcuni piatti troppo carichi di burro, mio gusto personale, ma sempre alta in generale la qualità. Grande accoglienza, dovrebbe essere normale ma assicuro che sono pochi i locali ti fanno sentire bene.
luglio 20th, 2009 at 19:17
Finalmente provato a pranzo domenica 19/07/09 !!
Che dire: decisamente una conferma, un bistellato di tutto rispetto e (particolare non da poco) con un rapporto QUALITA’ / PREZZO eccellente.
Sicuramente da consigliare !!!
luglio 27th, 2009 at 13:48
Ci sono ritornato! Una conferma assoluta, un rapporto prezzo qualità imbattibile, una grandissima cucina, un servizio perfetto e cordiale. Una delle migliori cucine in Italia. Bravissimi
luglio 10th, 2011 at 19:31
d’accordo sia con la recensione che con i vari commenti. abitando a verona ci vado almeno un paio di volte all’anno per il buon rapporto qualità/prezzo, l’ambiente, l’accoglienza e… il carrello dei formaggi! (fino a un paio di anni fa erano addirittura 3).
mai rimasto deluso, se non dalla scarsa qualità dei vini proposti al bicchiere, come giustamente evidenziato dalla recensione.
dicembre 14th, 2011 at 08:12
[...] Reportage del 10 Luglio 2006 -> Meeting dell’11 Dicembre [...]