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    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
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    Cascina I Carpini

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    LOMBARDIA

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    Bellavista

    Berlucchi

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    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

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    La Montina

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    Majolini

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    Poggio Scalette

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    Tenuta Argentiera

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    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

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    Colonnara

    Conti di Buscareto

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Dezi

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Moncaro

    Monteschiavo

    Moroder

    Oasi degli Angeli

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

    Tenuta di Tavignano

    Umani Ronchi

    Vallerosa-Bonci

    Valter Mattoni

    Valturio

    Velenosi

    Veneranda Vite

    Vignamato

    ABRUZZO

    Anfra

    Barba

    Buccicatino

    Cataldi Madonna

    Col del Mondo

    Collefrisio

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    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

    Montori

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    Strappelli

    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

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    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

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    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio del Cristo di Campobello

    Baglio di Pianetto

    Benanti

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    Donnafugata

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    Feudo Principi di Butera

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    Palari

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    Le Giare Ristorante – Montenovo di Montiano (FC) & Villa del Mare Spa Resort – Cervia (RA) – Famiglia Amadori, Patron Claudio Amadori, Chef Omar Casali

    By ViaggiatoreGourmet | febbraio 8, 2012

    NB Lo chef Omar Casali ha lasciato il ristorante, pertanto questo reportage è da intendersi come memoria storica.

    Ristorante Gourmet in collina e splendida dimora sul mare, una doppietta consigliatissima per i nostri titolari, Viaggiatori esigenti, golosi e curiosi…

    Le guide cartacee
    Michelin assegna tre coperti (novità)
    Espresso assegna 15/20
    Gambero Rosso non segnala

    La squadra

    Lo staff di cucina

    Omar Casali – 1975 – chef
    Daniele Tonni -1983 – sous chef
    Valeria Deutsch – 1966 – pasticceria
    Sonny Amadori – 1995 – commis ai primi
    Matteo Zignani – 1994 – commis

    Lo staff di sala

    Claudio Amadori – 1967 – sommelier e patron
    Alex Baldassarri – 1990 – maitre di sala
    Irene Garova – 1991 – commis di sala

    Il Villa del Mare Spa.Resort

    Roof Garden Suite

    Risorse download:

    -> Le tipologie di camere e le tariffe (italiano, inglese, tedesco)

    Il benvenuto della direzione

    Sala da bagno

    Aperitivo di benvenuto sul terrazzo privato con tanto di Jacuzzi…

    Bollicine e frutta fresca

    Champagne Brut – Thienot

    È ora di cena… Ci muoviamo in  direzione Montenovo di Montiano

    L’ingresso delle Giare

    Una location davvero mozzafiato

    La vista sul castello

    Sala e mise en place

    Scorci suggestivi per un ambientazione di gran classe.

    Menu
    Riportiamo, come sempre, il menu degustazione e quello alla carta.

    I piatti alla carta

    Strabattuta di manzetta romagnola con maionese di prugne € 15
    Bollito croccante quinto quarto, giardiniera fatta da Noi, salsa verde  € 15
    Costoletta di maialino nero del brisighellese  € 15
    Sottobosco passeggiata nell’entroterra quota 1000 metri € 15

    Crostacei: tiepido di crostacei e molluschi  € 15
    Lupini & Lupini: umido di lupini con umido di lupini  € 15
    Triglia, erbette uso casa mia, versione 2050  € 15
    Calamaretti alla punta affumicati, battuto di gratèn € 15

    Lunghetti: strozzapreti di olive cacio e pepe  € 15
    Passatelli carciofi e latte € 15
    Minestra con le seppie e tortellini mignon  € 15
    Omaggio a Napoli: fusilloni lunghi di semola, pelati del vaso, puttanesca di mare  € 15
    Tranci di pesci d’altura - grigliata versione 1967 € 15

    Agnellino, Sangiovese chinato e sambuco  € 20
    Costata di manzetta razza bianca romagnola € 20

    Castagnata: castagne, cachi, profumi di terre di confine € 10
    Mand’arancio: studiando colore sapore ed abbinamento  € 10
    Cioccolato perfetto  € 10
    Black is Black € 10

    Coperto, servizio, acque minerali e il nostro pane fatto in casa: € 5,00

    I fornitori

    Lievito: lievito madre proveniente da fermentazione di due grappoli di uve Sangiovese e uno di Pagadebit. L’anno della sua nascita coincide con l’anno di nascita del fondatore del progetto Le Giare.
    Farine: Azienda Agricola Vischia, Sogliano (RN)
    Pesci, crostacei, molluschi: Ad Novas Pesca, Cesenatico (FC)
    Olio: Tenuta Pennita, Terra del Sole (FC)
    Legumi, verdure e patate: orto del locale curato dalla signora Nicoletta
    Uova, galletti, quaglie, conigli, piccioni: Azienda Agricola Vischia, Sogliano (RN)
    Carni: maiale Mora Romagnola e manzi Bianca di Romagna dall’Azienda Agricola Vischia, Sogliano (RN)
    Pecorino di fossa e i formaggi freschi e stagionati: La Fossa Dell’Abbondanza, Roncofreddo (FC)
    Cioccolato: Valrhona, tramite Selecta
    Squacquerone, ricotte e latticini del territorio: Caseificio Mambelli, Bertinoro (FC)
    Erbe aromatiche e fiori eduli: Az.Agr. Pizzi, Gattolino di Cesena (FC)
    Caffè, derivati, tisane e infusi: Leonardo Lelli, Bologna (BO)

    Carta dei vini [16,5/20] (dettaglio)

    Tra le bollicine più rappresentative segnaliamo: Champagne Demi Sec Grand Cru 1994 Beaufort; Champagne Brut “S” 1997 Salon; Spumante Brut Piero Coppo Riserva del Fondatore 1998 Coppo. Tra i vini bianchi: Friuli Breg Anfora 2001 Gravner; Bienvenues Batard Montrachet Grand Cru 2005 Louis Jadot; Friuli Jakot 2004 Radikon (da 0,5 lt). Tra i vini rossi: Barbera d’Alba Riserva Pozzo dell’Annunziata 2004 Roberto Voerzio; Amarone Classico Superiore 1998 Quintarelli; Ribera del Duero Vega Sicilia Unico 1995 Vega Sicilia. Tra i vini da dessert: Hidalgo Pedro Ximenez Emilio Hidalgo; Albana di Romagna Passita Fattoria Zerbina. Curiosità: la bottiglia meno cara è Trebbiano di Romagna Vigna del Rio 2008 Tre Monti (16,00 €), quella più costosa è Vosne Romanée La Tache Grand Cru Domaine de La Romanée Conti (900,00 €).

    Abbinamento Vini
    Optiamo, come di consueto, per il servizio al calice.

    Pane [+++++]

    Tipologie di pane: grissino di semola stirato a mano; cracker croccante al rosmarino; focaccia alle olive nere dei nostri tenimenti; pane ai cereali sgranati a pietra; filone bianco rustichello a fette; sflogliata al sale di Cervia.

    Piattooo!

    Amaranto… crudo di gamberi rossi con amaranto, rape rosse, aceto di lamponi [+++++]

    Un piatto giocato su poche corde ben pizzicate. Oltre le cangianti sfumature di rosso, abbiamo una gradualità sul dolce moderato che si evolve da quello marino dei gamberi, attraverso l’erbaceo delle rape, fino all’acidulo dell’aceto.

    Riesling Spätlese Wehlener Sonnenuhr 2007 – Dr. Loosen

    Un riesling della Mosella con media maturazione, proveniente da un terreno roccioso e scosceso sulle rive del fiume. La mineralità, acida e tagliente dello scisto blu è la nota caratteristica di questo intrigante vino.

    Pomodoro gusto conserva… Pomodoro in olio cottura con palamita e basilico rosso [+++++]

    L’illusione è riuscita: l’impressione che si ha è in effetti quella di mangiare una conserva di pomodoro, quando in realtà si tratta di quello fresco. Il trucco si cela proprio nell’olio cottura, che ha scaldato il pomodoro mantenendone il sapore intenso. Il basilico rosso si presta alla finzione cromatica, mentre la palamita sembra evocare proprio uno scenario gustativo da sugo classico: tonno e pomodoro.

    Thai foods… maracuja, riso selvaggio & ricciola [+++++]

    La ricciola in veste quanto mai esotica e conturbante. Una sorta di sushi mancato, con il gusto più marcato del riso selvatico e la componente dolce del maracuja, o frutto della passione, che nel complesso ricorda la logica abbinativa di diverse cucine del sud est asiatico.

    Franciacorta Francesco I Brut  Degorgiato a Gennaio 2011 - Uberti

    La Franciacorta ha raggiunto la ribalta nel mondo del vino da alcuni decenni, ma l’azienda Uberti è da fine settecento che qui produce vino. Il Francesco I è il tipico uvaggio del territorio a base chardonnay con integrazione di pinot nero e pinot bianco. Buona la struttura che fa risaltare bene il frutto.

    Mio sandwich di triglia in farcia di galletto con spuma di pancetta, croccante di nocciole e caffè [16/20]

    Ci sono i panini e i panini d’autore: questo sandwich non è né uno né l’altro, ma sta in un livello superiore tutto suo. Triglia e galletto sono sullo stesso piano di delicatezza e si completano vicendevolmente nel gusto. La saporita spuma di pancetta si vede invece opposta al caffè e nel mezzo di questi due ingredienti trova la giusta allocazione il croccante di nocciole.

    Studiando la seppia: tartare, ventresca e cotechino di seppia [16/20]

    Lo studio anatomico ha dato i suoi frutti: uno spaccato di seppia che è un elogio a questo prodotto, declinato in tre forme una più buona dell’altra. Un piatto quasi morboso, che è riuscito a estrapolare il meglio con delle variazioni di un solo strumento.

    La ricetta

    Ingredienti:
    250 gr. di seppia intera
    50 gr. di lardo
    3 cipollotti
    50 gr. farina di mais
    1 peperone
    1 carota
    1 scalogno

    Procedimento

    Pulire la seppia. Tritare fine l’imbuto e il ventre. Tagliare a dadi molto piccoli il lardo. Lavorare insieme i due ingredienti e con la pellicola arrotolare a forma di cotechino. Cucinare a 64° per 12 ore. Far rosolare nell’olio la cipolla tritata, versare le teste tagliate a dadini, rosolare, unire l’alloro e il nero di seppia, bagnare con il brodo vegetale e cucinare per un’ora. Con parte di questa salsa fare una polenta “dura”, far raffreddare e tagliarla a dadi. Tagliare tutte le verdure a dadini e mettere in un tegame con lo zucchero, l’aceto, l’olio e il nero di seppia. Appena raggiunge il bollore, versare in un contenitore ermetico e conservare in frigorifero. Sul piatto mettere poca giardiniera al nero, una fetta di cotechino condito con piselli sbucciati, il dado di polenta alla seppia e un seppiolino arrostito. A lato del piatto accompagnare con un battuto a crudo di seppia. Condire con poco olio emulsionato con il fegato della seppia.

    COCCIO
    con guancia di mora romagnola

    Coccio con guancia di mora romagnola [16/20]

    Il coccio è un pesce molto gustoso, noto probabilmente ai più come gallinella. Qui lo troviamo accompagnato rispettivamente con due rondelle di patate arrosto e due di tartufi, per una versione più sostanziosa e per una più aromatica. A dividere i due un prelibato separé di mora romagnola.

    Zuppa di canocchie, borlotti estivi e tortellini mignon in farcia di molluschi profumati al pane [16/20]

    La versione super gourmet dei tortellini in brodo. La zuppa delle pregiate canocchie, o cicale di mare che dir si voglia, basta da sola insieme ai fagioli a fare il piatto. Una volta però che in questo sughetto succulento si provano i tortellini, ci si rende subito conto che la loro è una presenza indispensabile.

    Avolane & Avolane: rockford contro blù dei Malatesta e animella dorata al tarfufo nero dell’Alta Valle del Tevere [16/20]

    Tutto è pronto per accogliere la tenzone, un classico della tavola e non solo, la sfida Italia – Francia. Si contende sul formaggio, due erborinati poco conosciuti: il rockford, simile al più celebre roquefort, ma fatto con latte di capra invece che di pecora, e il blù dei Malatesta, un esemplare nostrano prodotto con latte vaccino e affinato in vinaccia di sangiovese da Renato Brancaleoni. Pronti a innescare la sfida, abbiamo due elementi belli importanti come tartufo e animella per tenere il passo con l’intensità dei formaggi. Da italiani sarebbe fazioso volere giudicare quale dei due sia al migliore, possiamo però dire che il piatto è davvero riuscito.

    Cappelletto di squacquerone liquido, con mousseline di squacquerone e fricò espresso [16/20]

    Una triade tutta romagnola: il cappelletto, monolitico in mezzo al piatto, lo squacquerone, ancora più cremoso del normale grazie alla mousseline e infine il fricò, una tipica composizione di melanzane e peperoni saltati in padella. L’abbinamento è davvero armonico e provandolo viene da chiedersi del perché la tradizione romagnola, che li ha fieramente partoriti, non li abbia anche accoppiati: meno male che ci ha pensato Omar.

    Valturio Marche rosso Igt 2006 - Azienda Agricola Valturio

    Un’aziende al top delle Marche, tanto più meritevole quanto giovane, con i vigneti posti tra le scoscese colline del Montefeltro. IlValturio è un sangiovese in purezza, fermentato e affinato in barrique per un anno. Dopo cinque anni appare davverosuadente, con tannini ben levigati e un portamento elegante sopra l’agnello, grazie in parte al sambuco che fa risaltare la parte floreale e più delicata del bouquet.

    Coniglio: prima parte… costoletta in frittura sbagliata e maionese di lamponi [16/20]

    Il nostro primo secondo è in due tempi: la prima parte, minimalista, prevede la coscetta impanata insieme a una provvidenziale salsa ai lamponi, che addolcisce e alleggerisce la carne.

    Coniglio: seconda parte… alla brace di Mamma Teresa nei suoi tagli più pregiati [16/20]

    Ecco la seconda parte del coniglio, ovvero la coscia restante e i bocconi più gustosi, preparati divinamente alle brace e da adorare mangiando.

    Agnellino marinato al Sambuco [16/20]

    Niente avrebbe potuto essere più ideale del sambuco per la marinatura di un agnello tenerissimo. Il profumo floreale dolce e pieno avvolge la carne come se fosse una sua emanazione. Un piatto dal finissimo charme, che chiude i secondi con gentile autorevolezza.

    Gin Tonic [+++++]

    Hidalgo Pedro Ximenez – Emilio Hidalgo

    Uno sherry di uva Pedro Ximenez prodotto, naturalmente, a Jerez de la Frontera con il classico metodo Solera. Impareggiabile per densità e concentrazione della materia. Le sue intense note tostate sono perfettamente in linea con il pistacchio.

    Bianco Forlì Tregenda – Villa Papiano

    Con la maggiore delicatezza del white chocolate ci fa piacere chiudere la cena in casa, grazie a una vendemmia tardiva di Albana di Romanga 100% invecchiata un anno in barrique.

    Strapistacchio [16/20]

    Non si poteva scegliere nome migliore per questo dessert, che è una piccola rassegna di dolci al pistacchio: gelato al pistacchio di Bronte, parfait al pistacchio, salsa al cioccolato bianco, pistacchio e rhum; pan di Spagna al pistacchio imbevuto al rhum, croccante al pistacchio e infine praline di pistacchio grattugiate. Da far girare la testa!

    White chocolate [16/20]

    Può la dolce bontà del cioccolato bianco essere eguagliata? A quanto pare sì in questo dessert dal nome fuorviante, visto che di cioccolato qua proprio non ce n’è. Il piatto è basato tutto su latte e panna infatti, trasformati con le sfumature più adatte a raggiungere il perfetto equilibrio gustativo. Abbiamo un fiordilatte strepitoso che prova a imporsi, ma viene rimesso al suo posto dall’acidità lieve di una cagliatina di panna e dalla robustezza di una crema bianca al rhum. Un po’ tutti i sensi, a cominciare dalla vista ipnotizzata da tutto questo candore, gridano in coro: paradisiaco!

    La ricetta

    Panna Gelato
    Portare a 85° 500 gr di latte fresco con 120 gr di manna miscelata con 2 gr di farina di carrube. Spegnere, versare 200 gr di panna e versare nel contenitore del pacojet.

    Panna cagliata
    Portare a 67° 250 gr di panna con 55 gr di manna e la bacca di vaniglia. Versare 5 gr di colla di pesce ammollata in acqua. Togliere dal fuoco e unire 30 gr di succo di limone e 50 grammi di kefir. Far rapprendere in frigorifero.

    Zuppa di panna
    Lavorare 300 gr di mascarpone, 200 gr di panna, 80 gr di rhum, 200 gr di sciroppo di acqua e manna a 30° baumè.

    Cialde al latte
    Portare a 85° 2 l di latte fresco. Spegnere e lasciar riposare fino a quando la “pelle” che si forma in superficie non si riesce a sollevare con l’aiuto di una schiumarola. Conservare una parte di pelle in frigorifero. Stendere su un silpat la pelle rimanente e far seccare a 40°.

    Montaggio
    Mettere la zuppa sul fondo del piatto, due punti di panna cagliata, la pelle di latte morbida e una quenelle di panna gelato con una cialda di latte sopra e una spolverata di latte in polvere.

    Caffè e coccole finali [+++++]

    Tipologie della piccola pasticceria: bignè caramellati al bergamotto; mini macaron al gianduia e pepe; chupa chupa al cioccolato bianco e canditi; cannolino al fondente.

    Caffè… Nell’oscuro Oriente, sull’isola di Giava, coloni olandesi, iniziarono coltivazioni di caffè fuori dai territori islamici. Qui, ancora oggi, con processi di lavorazione a umido, si raccoglie il 12% di tutto il caffè indonesiano. Da circa 500.000 sacchi di Java, si ricavano poco più di 300 sacchi di ciò che può essere definito la selezione top del Java Large Bean. Forte e sciropposo, intenso e amaro, soddisfa palati che ricercano corposità. Si consiglia aggiunta di zucchero.

    Il nostro conto

    85 € per il menu degustazione Viaggio Spettacolare 2011 (fuori carta) più 30 € di abbinamento al calice per un totale di 115 €.

    La colazione al Villa del Mare [+++++]!

    Cucina

    Una cucina di grande impatto, mare e territorio, ottimi riscontri al palato per una serie di preparazioni davvero intriganti.

    Servizio

    Esemplare, sotto la regia attenta del Patron Claudio Amadori.

    Accoglienza

    Un hotel moderno e attuale per concept e design. Colazione sontuosa.

    Conclusioni

    Cena e pernottamento consigliati oltre che convenzionati per il nostro circuito di Viaggiatori esigenti, golosi e curiosi.

    Valutazioni: [* * * * *]

    Cucina – Servizio – Location – Cantina – Coccole

    Viaggiatore Gourmet

    Ristorante Le Giare
    47020 Montenovo di Montiano (FC)
    Via al Castello, 368
    Tel. 0547.51430
    Fax 0547.51707
    Chiuso il lunedì e il martedì. Dal mercoledì alla domenica dalle ore 20. Domenica e festivi aperti anche a pranzo.
    E-mail: info@legiare.com
    Sito internet:
    www.legiare.com

    NB Lo chef Omar Casali ha lasciato il ristorante, pertanto questo reportage è da intendersi come memoria storica.


    Visualizzazione ingrandita della mappa

    Villa del Mare Spa.Resort
    48015 Cervia (RA)
    Lungomare G. Deledda, 84
    Tel. 0544.971200
    Fax 0544.970054
    E-mail: info@villadelmaresparesort.com
    Sito internet:
    www.villadelmaresparesort.com/


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    Vi segnaliamo che questo Ristorante è convenzionato con il Circuito Amici Gourmet e quindi i titolari della nostra esclusiva Card riservando con il proprio codice personale possono ottenere una serie di condizioni di privilegio (es: Miglior Tavolo, Aperitivo di Benvenuto, Piatto in più, NO costo Coperto e Servizio).

    Sei un appassionato Gourmet? Un addetto ai lavori? Un nostro affezionato lettore? E non sei ancora titolare della Nostra Card esclusiva Viaggiatore Gourmet? Sostieni la nostra Guida e in cambio ricevi coccole e privilegi scopri come… QUI. Ti aspettiamo!

    Topics: Cesena e provincia, Forlì e provincia, Recensioni Emilia Romagna, Relais&Hotel, Reportage Ristoranti | 1 Comment »

    One Response to “Le Giare Ristorante – Montenovo di Montiano (FC) & Villa del Mare Spa Resort – Cervia (RA) – Famiglia Amadori, Patron Claudio Amadori, Chef Omar Casali”

    1. CM Says:
      giugno 25th, 2012 at 09:04

      Sono stato a “Le Giare” giovedì 21/6/2012 a cena con la mia compagna e devo dirvi che è stata una esperienza ASSOLUTAMENTE DISASTROSA, e non certo per la cucina, lo dico subito, poiché Omar Casali è chef preparato, di buona tecnica e con qualche idea interessante; ma purtroppo di questo passo temo possa essere travolto dall’ambiente che lo circonda, non continuare a crescere, sperimentare e restare nell’ordinario come hanno fatto molti altri giovani promettenti prima di lui.
      Ammetto che le mie aspettative erano alte, dopo quanto letto su riviste specializzate, guide e blog non ultimo la recente recensione di VG che alla voce Servizio così si esprimeva: “Esemplare, sotto la regia attenta del Patron Claudio Amadori”.
      Arriviamo all’ora di cena insieme ad altre due coppie e veniamo accolti nella bella struttura da un giovane cameriere, che poi si rivelerà l’unico in servizio, ed accompagnati a turno ad eleganti tavoli rotondi apparecchiati con cura a bordo piscina. Subito però non possiamo non notare a poca distanza una chiassosa tavolata quadrata di gente in bermuda, T shirt ed infradito che sta cenando con taglieri di formaggi e salumi e qualche bottiglia di vino: tra loro, con stesso abbigliamento diciamo “informale”, il patron Claudio Amadori, impegnato in familiare conversazione; non un saluto, non un cenno agli ospiti appena arrivati. Imbarazzato e un po’ stupito incrocio lo sguardo attonito della mia compagna che pare dirmi “ma dove mi hai portato? In un pizza-chic?”. Ci raggiunge il cameriere con il menù e subito ci dice che non c’è disponibilità di pesce quindi la degustazione può essere solo Territorio Vintage; ok può succedere che a volte non trovi tutti gli ingredienti per comporre il tuo menu degustazione pesce, ma proprio zero vuol dire che non ti sei curato minimamente di comprare ciò che potevi trovare di giornata e dato che anche alla carta un terzo dei piatti sono di pesce, la sua totale assenza impone una scelta obbligata: un ristorante che vuole essere gourmet non può permettersi scivoloni del genere; piuttosto modifichi la carta, cucini ciò che trovi e cambi o rivedi il menu, anche solo per una sera, occasionalmente.
      Iniziamo il nostro percorso (obbligato) Territorio e subito ci accorgiamo che il giovane, bravo e volenteroso cameriere da solo è un po’ in difficoltà nel gestire tre tavoli, con ordini diversi, vini diversi da servire in modi e temperature diverse, tempi diversi a seconda del numero e del tipo di portate; vi lascio immaginare gli intervalli morti, la mescita del vino che più volte ho dovuto versare da solo alla mia compagna, l’attesa anche solo per ottenere un pezzo di schiacciata che il vento si era portato via direttamente in piscina dal vassoio del pane: surreale.
      Intantanto “patron and friends” finiscono di cenare ed abbandonano incuranti di noi la loro tavolata che resta lì, con stoviglie, tovaglioli, bottiglie mezze vuote e resti di cibo, sotto gli occhi di tutti per il resto della serata (ndr una delle due coppie era tedesca, accompagnata da una signora italiana rivelatasi poi conoscente del patron: di questi tempi sempre belle figure con la Germania); ora, capisco che anche i gestori dei locali e i loro familiari ed amici debbano cenare, ma l’educazione è imprescindibile: se non vuoi mangiare in cucina o in un tavolo appartato all’interno del locale, fallo prima che arrivino i clienti o comunque, se proprio vuoi farlo in contemporanea con loro, un minimo di decoro nel vestire in pubblico, nel tono della voce e soprattutto nell’accoglierli almeno con un saluto.
      La nostra cena è filata via senza sbavature né acuti particolari (lo chef è bravo, i primi sono il suo pezzo forte, ma sui secondi deve osare di più e rinunciare all’uso reiterato di salse, salsine e affini che nulla aggiungono anzi tutto coprono ed omologano) ed infine è arrivato il conto: l’unica cosa in linea con le caratteristiche di un locale gourmet. Ecco, qui sta il problema: capisco ci sia la crisi, ma c’è per tutti; ciò che conta e come ci si regola in tempi di contingenze e cosa si vuole essere: non puoi mandare ai clienti mail con newsletter sull’alta cucina, gli incontri gourmet con altri chef più o meno decorati della zona, le cene tematiche con grandi servizi di vini ecc. se poi la realtà è quella di un ordinario ristorante carente nel servizio e con carta limitata non conforme a quanto stampato sul menu come ce ne sono molti ovunque nelle nostre città. Occorre avere l’onestà di ammettere chiaramente a tutti quali sono le tue scelte di marketing, come lo stesso patron si è lasciato sfuggire conversando all’uscita con la signora che accompagnava la coppia tedesca: banchetti, matrimoni, battesimi, cene di Slow Food ecc. ovvero grandi numeri che portano soldi (per carità, di questi tempi) ma da sempre non si accompagnano alla qualità ed alla finezza, le quali viaggiano con compagnie più ristrette. Suggerisco una attenta riflessione.

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