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    Fattoria San Lorenzo

    By EnoCentrico | gennaio 1, 2009

    (SPAZIO PER VALUTAZIONE AZIENDALE)

    Anno di Fondazione: 1995
    Proprietà: Famiglia Crognaletti
    Enologo: Natalino Crognaletti con la consulenza di Hartmann Donà
    Agronomo: Natalino Crognaletti
    Addetto al ricevimento: il titolare
    Ettari di proprietà e/o affitto: 31 ha di proprietà più 4 ha in affitto.
    Produzione annuale in bottiglie: 100.000
    Vendita diretta in Cantina: n.d.
    Vendita dei vini On-line: SI
    Visite in cantina: SI. Solo su prenotazione.

    Caratteristiche principali di gestione nel vigneto: Viticoltura di tipo biologico e biodinamico.

    Utilizzo di lieviti selezionati: n.d.

    GUIDA DELLE ECCELLENZE ENOLOGICHE

    EDIZIONE 2012/2013:

    Vini Bianchi

    92/100 – Bianco IGT Il San Lorenzo 2001 (Cat. F)

    Altissimo Ceto

    È un vero fuoriclasse questo “Il San Lorenzo” nella versione 2001. Un’espressione territoriale, caratteriale ed estrema del vitigno Verdicchio, reinterpretato dal genio indiscusso di Natalino Crognaletti. Trascorre ben 110 mesi di affinamento sui lieviti tra acciaio e cemento, più altri 10 mesi in bottiglia. Un vino raro che viene prodotto solo in annate di grande equilibrio, dove il tempo eleva tutte le particolarità del territorio. Il patron di Fattoria San Lorenzo si conferma ancora una volta tra i vigneron di maggiore personalità nel panorama della viticoltura marchigiana. Lo testimoniano i suoi vini che sono lo specchio del terroir, sempre sopra la media e capaci di garantire un sorprendente potenziale. Ogni anno è diverso, ogni anno si crea tanta suspance dietro a questo capolavoro enologico. Sappiamo che quelli di Natalino non sono vini immediati, vini anche difficili da capire per certi aspetti, ma sono assolutamente vini che fanno emozionare. Le “creature” di Natalino hanno uno stile inconfondibile che nascono da una base che va oltre al concetto della viticoltura biodinamica e che interessa l’animo più profondo e puro del vitigno Verdicchio. Il San Lorenzo 2001 è l’espressione di tutta questa passione. Il suo colore giallo dorato importante e brillante, è già preludio di un vino che ha stoffa da vendere. Il naso regala tante emozioni con note di frutta bianca ben evoluta ma non cotta, poi ricordi lontani di frutta secca e candita, inseguiti da sentori di canfora, eucalipto ed erbe fini. La nota minerale, inoltre, è traducibile attraverso il DNA di questo vitigno, quando viene esaltato e non abusato in fase di creazione. In bocca è austero, ancora integro, con l’attacco avvolgente della fase fruttata, seguita da una grande spinta data dall’acidità matura, capace di imprimere una forte accelerazione sino alla chiusura regale, lunghissima, memorabile, con una coda sapida e minerale. Un vino dal grande fascino.

    87/100 – Verdicchio dei C. di J. Class. Ris. Vigna delle Oche 2009 (Cat. B)

    Altissimo Ceto

    Oggi Fattoria San Lorenzo è un’anima sola con quella di Natalino Crognaletti. La storia recente di questa azienda di Montecarotto prende il via nel 1995, anche se le sue radici affondano più in là nel tempo: Enrico Crognaletti – un mastro bottaio – già vinificava e poi come lui Gino, rispettivamente il nonno ed il padre di Natalino, esperto potatore e selezionatore di cloni di verdicchio. Forse proprio quest’ultimo ha lasciato un’impronta indelebile in quello che oggi è San Lorenzo. Natalino ha infatti una interpretazione personalissima del verdicchio, lontana da qualsiasi stereotipo e diktat commerciale. Cloni selezionatissimi, vinificazione in acciaio e produzione biodinamica sono i pilastri della sua filosofia. Grazie alla sua creatività ed alla sua grinta Crognaletti ha “ideato” vini di gran carattere, cercando l’ estrazione nei rossi e lasciando i bianchi sui lieviti per molti mesi, anni talvolta, così regalando ai winelover prodotti veraci, forti, coinvolgenti. Questa Riserva ha fascino anche se un po’ lontana dalla mitica 2006 che ancora abbiamo stampato nella memoria. Il suo giallo paglierino brillante è accattivante. Al naso poi è un campione di complessità sui toni morbidi, incanta subito la nota fruttata, frutti maturi albicocca e pesca in primis, a ruota travolge il miele e la frutta secca. Tutto è rinvigorito da una punta di agrume e di erbe fini per poi scodare in una pungenza minerale di pietra e gesso. In bocca è straordinaria la corrispondenza gusto/olfattiva. Dilaga con un esplosione di aromi ma non è ruffiano, anzi, è un vino che ha molta struttura anche se quest’anno non troppo bilanciata da una spalla acida e fresca; è infatti piacevolmente sbilanciato sulle sensazioni morbide ed alcoliche. Il finale è lungo e incredibilmente persistente con una coda di arancia candita e miele di corbezzolo. Si conferma comunque un campione di classe ed eleganza.

    Vini Rossi

    90/100 – Il San Lorenzo Rosso 2001 (Cat. F)

    Altissimo Ceto

    Natalino Crognaletti, per chi non lo conoscesse ancora, è un fottuto genio. E noi che pensavamo di conoscere tutto su di lui e dei suoi vini ed invece ci sbagliavamo di grosso. Per ben 12 anni ci ha tenuto nascosto il coniglio dentro il cilindro ed oggi, con un abile mossa da incantatore, lo estrae lasciando il pubblico con il fiato sospeso. Questa ennesima magia del fattucchiere di Montecarotto si chiama Il San Lorenzo Rosso e porta dentro di se una bellissima storia. Natalino ci racconta come, quasi casualmente, ha ritrovato nei boschi adiacenti la sua azienda, delle marze imparentate con il Syrah e ne ha subito intuito un grande potenziale. Così ha deciso di lanciarsi in questo “nuovo” progetto. Un vino dalla carta d’identità un po’ complessa, frutto di una casualità “ammaestrata” dall’estro del nostro enologo: le marze sono state innestate su vecchi ceppi di Trebbiano con una radice di circa quarant’anni, con una resa per pianta di 500 grammi. La vinificazione avviene in tinozze con follature manuali per circa 50 giorni, a queste seguono 18 mesi di affinamento in tonneaux. Il vino viene messo per ben 9 anni in vasche di cemento. Il risultato è assai intrigante e già lo si intuisce dal colore, un rosso cupo, ematico nelle sfumature, quasi come le tende di un sipario che si stanno per aprire regalandoci un po’ di suspance prima dell’assaggio. Il naso inizialmente sfodera dei lampi caldi ed avvolgenti derivanti dal suo alto tenore alcolico, pronti poi a dileguarsi e lasciare spazio a sensazioni riconducibili ai fiori rossi appassiti, seguito a ruota da sentori di mora, ciliegia matura e prugna. A chiudere un piacevole mix di note speziate piccanti e dolci. In bocca si riscontra una bella corrispondenza gusto-olfattiva, con una grinta che deriva più dal timbro acido-sapido che non per quello dato dal tannino. Il vino è opulento, ricco e di grande fascino. La persistenza avrà bisogno ancora (!!!) di tempo prima di trovare l’apice dell’articolazione, ma è ben compensata dalla succosità del frutto che marca il finale e che ribadisce la sua personalità gustativa. Quindi non resta che dare il benvenuto alla versione in rosso del grande fuoriclasse San Lorenzo ed aspettare le sue evoluzioni future. La gara è aperta. Chi vincerà? il rosso o il bianco? A voi l’ardua sentenza!

    86/100 – Vigneto Solleone 2006 (Cat. C)

    Siamo in provincia di Ancona, in quell’enclave vinicola di grande spessore che è il territorio di Montecarotto. Seppur la sua prima vendemmia risalga al recente passato, l’agronomo ed enologo Natalino Crognaletti, col piglio di un autentico “vigneron”, ha provato da subito a realizzare vini che riflettessero consuetudini familiari e rispettassero i dettami della biodinamica, sicuro che da un simile mix non tardassero ad arrivare grandi risultati. In vigna le operazioni vengono ancora fatte a mano e la tradizione contraddistingue ogni gesto e ispira ogni disciplina, in accordo con i ritmi della natura. Il Solleone è un Montepulciano in purezza – con uve proveniente dall’omonimo vigneto con viti di quaranta anni – di rosso rubino impenetrabile, preludio di un vino di carattere. Al naso colpisce la nota balsamica e di china unitamente a sentori di terra bagnata, muschio e resina: ecco la carta d’identità di un vino “maschio”. Non tarda poi a farsi sentire il frutto maturo, non marmellatoso, di prugna e ciliegia rincorso da una velata coda speziata. In bocca è avvolgente e fresco, con una struttura agile nonostante la massa ed il tannino non ancora ben integrato. Scoda un po’ sul finale lasciandoci comunque ben sperare per il futuro, in previsione di una bella crescita evolutiva.

    GUIDA DELLE ECCELLENZE ENOLOGICHE

    EDIZIONE 2010/2011:

    80/100 – Rosso Conero Artù 2007 (Cat. B)

    La ricetta tipica del Conero “Montepulciano + Sangiovese” ci regala un bicchiere scuro, che dall’inizio sbuffa aromi di frutti neri maturi tipo amarena e prugna, arricchiti da note di cioccolato e tabacco che completano un quadro olfattivo “noir”. L’assaggio conferma una discreta intersezione tra impalcatura delle durezze e quella delle morbidezze, anche se la buona intensità con cui impatta il palato non si traduce in altrettanta lunghezza.

    84/100 – Rosso Conero Vigna La Gattara 2006 (Cat. B)

    Ecco la prima declinazione “rossa” dell’azienda di Natalino Crognaletti, raccontata in queste pagine, che anche in questa versione offre un vino vero e diretto, coerentemente con lo stile della maison. Il naso inizialmente emana delle note alcoliche forse un po’ troppo cariche, che poi si dileguono lasciando schiudere un mazzo di fiori rossi secchi, e poi si apre in note di mora di rovo, ciliegia matura e prugna. La bocca è ben calibrata, non stacca per lunghezza ma ha una propensione alla succosità del frutto che marca il finale di bocca e che ribadisce la sua personalità gustativa. Ora che la strada è imboccata, questo vino potrà ambire a più alti traguardi.

    79/100 – Rosso Piceno Vigneto Burello 2007 (Cat. A)

    Questa espressione “in rosso” della Fattoria San Lorenzo indossa una veste dal colore oscuro, quasi ematico, e propone uno spettro olfattivo che gioca marcatamente su note floreali e fruttate che potremmo definire quasi “didattiche” per questa tipologia, e anche al palato il buon attacco e la buona beva rilasciano una buona coerenza naso-bocca, anche se non sono però sorretti da una certa lunghezza. Vino certamente godibile, ma un po’ troppo frettoloso nel saluto.

    77/100 – Rosso Piceno Vigneto di Gino 2007 (Cat. B)

    Il bicchiere rimanda una tonalità rosso rubino e diffonde un corredo olfattivo marchiato da sentori di frutti rossi maturi e da tocchi boschivi variegati tra cui possiamo captare dei chiari richiami di muschio e foglie secche. In bocca si manifesta una certa piacevolezza, anche se l’insieme non spicca per persistenza, rivelandosi pertanto un vino che esprime la sua essenza in una beva che si affronta agilmente.

    85/100 – Vigna Paradiso 2007 (Cat. C)

    Altissimo Ceto

    Ecco un vino che ci ha regalato intense emozioni e che ci ha stupito per uno spettro olfattivo davvero inusuale: in principio, confettura di frutti neri tipo prugna e mora di rovo che cedono poi il palcoscenico a frutti completamente diversi per colore e tipologia, tra cui si staglia il diospero, e poi pennellate balsamiche e striature di tabacco ed un tappeto di foglie autunnali. Un naso inaspettato, che si ripropone in bocca con polposità, unitamente ad un tannino di pregevole fattura, preciso e cesellato. Bella la persistenza.

    86/100 – Vigneto Solleone 2005 (Cat. C)

    Ecco un’altra interpretazione dell’azienda di Natalino Crognaletti, la quale ha sposato fin dagli esordi una conduzione di tipo biologico e biodinamico e che con questo Montepulciano ci regala un vino dai toni cromatici impenetrabili, misteriosi, e contrassegnato da un bagaglio odoroso che ci parla di susina matura e visciole, unitamente a note di terra bagnata e muschio, bacche di cipresso e felce, con il sottofondo di un soffuso velo speziato. In bocca entra pieno ed avvolgente, mostrando un buon bilanciamento dell’asse calore-tannino ed una discreta persistenza. Vino che ci lascia intravedere ottime promesse per ulteriori miglioramenti negli anni a venire.

    GUIDA DELLE ECCELLENZE ENOLOGICHE

    EDIZIONE 2009/2010:

    Vini bianchi

    91/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Riserva Vigna delle Oche 2006 (Cat. B)

    Altissimo Ceto

    Natalino Crognaletti è uno dei personaggi più simpatici, disponibili e “originali” del panorama viticolo regionale. Persona che lavora in maniera seria, senza mai scendere a compromessi. Le sue bottiglie sono il frutto di quanto la terra gli ha donato in quel particolare millesimo. Non ci è mai capitato di vedere stravolto un vino, neanche di vederlo modificato, concentrato o “ruffianato”, magari alla ricerca di modificare le caratteristiche di una particolare annata. Ecco spiegato il motivo del continuo alternarsi delle peculiarità dei vini da un anno con l’altro. Quindi può arrivare di cogliere nel segno, in seguito alla bontà delle uve raccolte nella valida vendemmia 2006 e di arrivare a colpire in pieno al cuore, se sarete tra quei pochi eletti che riusciranno a mettere le mani su queste bottiglie, prodotte in maniera confidenziale. Oltretutto, sono vini longevi quelli ottenuti dalle uve che provengono dal famoso Vigneto delle Oche, raccolte al loro più alto picco di maturazione. Dalla veste color paglierino carico, il vino si muove lento nel bicchiere, in maniera suntuosa ed invitante. Con l’ossigenazione emergono fragranze di albicocche e pesche, seguite da un corteo di pomacee, “rinfrescato” da fiori di acacia e tiglio, dolcezze di miele e pungenze di minerale. In bocca è profondamente coerente con quanto espresso all’olfatto, con suoni e emozioni in una cassa di risonanza che arrivano in maniera diretta al cervello. Acidità e sapidità che proiettano questo vino ad una lunga vita.

    85/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Superiore Vigna delle Oche 2007 (Cat. A)

    Dicevamo di come i vini di Crognaletti esprimano in maniera fedele i valori dell’annata. Ecco quindi, come un’annata con le caratteristiche della 2007, riesca ad imporre il suo gioco, sulla versione “normale” del Vigneto delle Oche. Vista dal color paglierino intenso con riflessi dorati di buona vivezza, pur non sprigionando l’energia dell’annata precedente. Quadro olfattivo più diretto, immediato ed a largo raggio. Investe l’olfatto con copiosi spunti di frutta esotica matura , mango, papaia e impreziosito da bouquet floreale cesellato da minuziose sensazioni minerali. Al gusto continua ad esprimersi attraverso le sue sensazioni, allargandosi sulla freschezza e la sapidità, rispettando un bellissimo equilibrio perfettamente integrato nella sua struttura. Un prodotto comunque fuori dal comune.

    81/100 – Verdicchio dei C. di J. Classico Vigna di Gino 2008 (Cat. A)

    Altra interpretazione decisa, chiara, limpida ed immediata del vitigno Verdicchio, con la variante stilistica molto personale che hanno i vini della Fattoria San Lorenzo. Una veste paglierina con riflessi verdolini, si apre al naso con sensazioni di agrumi passando a un floreale bianco di gelsomino e acacia. Una leggera nota speziata e la classica grafite fanno tutto il resto. In bocca appare essenziale nella sua consistenza, dando molto spazio piuttosto all’espressività della freschezza.

    Vini rossi

    83/100 – Rosso Conero Vigna La Gattara 2004 (Cat. B)

    La Fattoria San Lorenzo, fondata nel 1995, si è imposta nel panorama marchigiano, grazie alla volontà, al carattere ed alla natura del suo patron Natalino Crognaletti che, come abbiamo più volte sottolineato nella degustazione dei vini bianchi a base Verdicchio, magari non potranno piacere a tutti, ma sono vini “veri” e pieni di personalità. Vini che nascono da uve provenienti da coltivazione biologica e biodinamica, sembrano marcare due precise e distinte volontà e intenzioni, una per quanto riguarda i vini bianchi e l’altra che concerne invece i vini rossi. Noi, prediligiamo di gran lunga il carattere dei primi, anche se per quanto riguarda i rossi, non si possono di certo imputare di non marcare il proprio passaggio. Passaggio che viene tracciato con un carattere certamente più evoluto, già a partire dal colore di questo Vigna La Gattara, in una veste colore rubino con eloquenti riflessi granati. All’olfatto si apre con aromi fruttati di mora e confettura di frutti di bosco, con aperture prima che imprimono sul carattere floreale appassito, per poi allargarsi e chiudere su una speziatura più dolce. Al palato offre uno spessore davvero lodevole, con un’avvolgenza di bocca che si può definire morbida e piena. Ottimo il finale fruttato che chiude sul finale.

    78/100 – Rosso Conero 2005 (Cat. B)

    Di diverso approccio e dimensione, rispetto al suo fratellone, anche per quanto riguarda la definizione aromatica, che in questo caso risulta un po’ offuscata e sembra discostarsi di un poco, da quello stile imposti dalla casa. Nel bicchiere si esprime attraverso un colore rubino intenso, con un profilo olfattivo che mostra i suoi evidenti segnali terziari. Sensazioni che si preannunciano di carattere terroso, animale e con un frutto con un indice di maturazione evideziato sulla frutta sotto spirito e di fiori appassiti. In bocca risulta di grande freschezza, con un quadro complessivo più spostato verso le durezze, grazie anche ad una qualità del tannino, leggermente scomposto.

    79/100 – Rosso Piceno Vigna Burello 2006 (Cat. B)

    Abbiamo già anticipato delle profonde differenze (non solo sul piano del colore) che evidenziano i due distinti caratteri e delle due differenti velocità di corsa, dei vini bianchi e rossi della Fattoria San Lorenzo. In effetti, dei due Rossi Piceno degustati, non possiamo ritenerci totalmente soddisfatti, a cominciare dai profili olfattivi che mostrano delle evidenti carenze a livello di definizione aromatica. Il Vigneto Burello possiede un colore rosso rubino, di matrice intensa e vivace nelle sfumature. Bocca sottile e asciutta e che si congeda precocemente.

    77/100 – Rosso Piceno Vigneto di Gino 2007 (Cat. B)

    Il Vigneto di Gino si propone nel bicchiere con un colore granato, decisamente più evoluto del precedente. Anche il naso marca delle corrispondenze di sensazioni di carattere terziario, terroso, con richiami al tabacco ed al pout pourri. La bocca si dipana in maniera semplice, molto essenziale, di grande freschezza, ma decisamente troppo rapido il saluto.

    81/100 – Vigneto Solleone 2004 (Cat. C)

    Vino ottenuto dalla vinificazione di sole uve Montepulciano. Rosso rubino di bella vivezza, all’olfatto si presenta fresco e croccante con sensazioni secondarie che si affacciano su un quadro in progressione verso l’evoluzione e note fumè molto marcate. Al gusto si presenta in punta di piedi, senza voler stupire, ma in maniera molto corretta e puntigliosa. Persistenza di media lunghezza.

    I prezzi sono indicati per categorie in funzione della variabilità che potete trovare da enoteca ad enoteca:

    Categoria A Fino a 14,00
    Categoria B Tra Euro 12,00 e 17,00
    Categoria C Tra Euro 15,00 e 20,00
    Categoria D Tra Euro 18,00 e 25,00
    Categoria E Tra Euro 23,00 e 30,00
    Categoria F Tra Euro 28,00 e 50,00
    Categoria G Tra Euro 45,00 e 70,00
    Categoria H Oltre i Euro 70,00

    Recapiti:
    Fattoria San Lorenzo
    Via San Lorenzo, 6
    60036 Montecarotto (AN)

    Tel: +39 0731 89656
    Fax: +39 0731 89656
    Skype: -
    Sito Web: www.fattoriasanlorenzo.com
    Indirizzo posta elettronica: az.crognaletti@libero.it

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    Topics: Guida dei Vini, Marche | 2 Comments »

    2 Responses to “Fattoria San Lorenzo”

    1. Guida Vini di Altissimo Ceto – Edizione 2013 – Marche – I vini rossi | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      aprile 20th, 2013 at 12:12

      [...] Fattoria Coroncino Fattoria Dezi Fattoria Laila Fattoria La Monacesca Fattoria Le Terrazze Fattoria San Lorenzo Fattoria Serra San Martino Fazi Battaglia Garofoli Lanari Moncaro Monteschiavo Moroder Oasi degli [...]

    2. Pagina non trovata. | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      aprile 20th, 2013 at 12:14

      [...] 2013 – Marche – I vini rossi | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) su Fattoria San LorenzoPagina non trovata. | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) su Fattoria DeziGuida Vini di [...]

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