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  • LETTURE CONSIGLIATE


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 8879288598
    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


    Ordina da I libri dell'Arancia

    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    Che cos'è la Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto e da chi è composto il panel di degustazione

    EDIZIONE 2012:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo Riserva

    VENETO

    -La Valpolicella

    -Soave

    -Breganze, IGT ed altre eccellenze regionali

    EDIZIONE 2010/2011:

    PIEMONTE

    -I Langhe Nebbiolo ed i Nebbiolo d'Alba

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo "top"

    -I Barolo Riserva

    -I Roero

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico

    -I Vini Bianchi (Prima parte)

    -I Vini Bianchi (Seconda parte)

    -I Vini Rossi

    -I Vini Dolci

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Le eccellenze regionali

    TOSCANA

    -I Rosso di Montalcino, Sant'Antimo ed i vini a IGT

    -I Brunello di Montalcino e le Riserve

    MARCHE

    -I Vini Bianchi

    -I Vini Rossi

    SICILIA

    -I Vini dell'Etna

    -Le eccellenze regionali

    EDIZIONE 2009/2010:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco.

    -I Barolo.

    -I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d'Alba.

    -I Langhe Rosso.

    -Le Barbere d'Alba.

    -Le Barbere d'Asti e altre Barbere.

    -I Roero.

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta.

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico.

    -I Vini Bianchi.

    -I Vini Rossi.

    -I Vini Dolci.

    VENETO

    -Soave.

    -I vini di Breganze, gli IGT ed altre eccellenze regionali.

    -La Valpolicella

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    -I Vini Rossi ed alcune "chicche" dolci.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Sangiovese di Romagna, Albana di Romagna passito e altre eccellenze.

    UMBRIA

    -Le eccellenze regionali.

    TOSCANA

    -Montalcino ed i suoi vini.

    -I Chianti Classico.

    -Le produzioni IGT del Chianti Classico ed alcune eccellenze di zone limitrofe.

    -Le eccellenze di Cortona e di Montepulciano.

    -Le eccellenze della "Costa" (prima parte): I vini bianchi, Bolgheri e Montecucco

    -Le eccellenze della "Costa" (seconda parte): Scansano, Val di Cornia e le produzioni ad I.G.T.

    MARCHE

    -Il vitigno Verdicchio nelle sue sfumature.

    -I Vini Rossi.

    ABRUZZO

    -I vini bianchi.

    -I Montepulciano d'Abruzzo

    CAMPANIA

    -I vini bianchi.

    -I vini rossi.

    SICILIA

    -I Vini bianchi e rossi dell'Etna.

    -I Vini bianchi e rossi della Sicilia.

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Cà di Cairè-Emanuele Rolfo

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Bruciata

    Cascina Ca' Rossa

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Cogno

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Michele Taliano

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Oddero

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Raineri Gianmatteo

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Rivetto

    Rizzi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Barone Pizzini

    Bellavista

    Berlucchi

    Ca' del Bosco

    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

    Ferghettina

    Gatti Enrico

    La Montina

    Le Marchesine

    Majolini

    Mirabella

    Il Mosnel

    Montedelma

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Togni-Rebaioli (Enrico Togni)

    Uberti

    Villa

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Allegrini

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Dal Forno Romano

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    Filippi

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    I Stefanini

    Le Battistelle

    Le Ragose

    Maculan

    Masari

    Montecariano

    Monte dall'Ora

    Nardello

    Novaia

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta L'Armonia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Tommaso Bussola

    Trabucchi d'Illasi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Balter

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Castelfeder

    Cesconi

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tiefenbrunner

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Drius

    Ermacora

    Giovanni Dri

    Grillo

    Jermann

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Calonga

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Paradiso

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    La Stoppa

    La Tosa

    Lusenti

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Terre della Pieve

    Torre Fornello

    Tre Monti

    Tre Re'

    Villa Bagnolo

    TOSCANA

    Agostina Pieri

    Amantis

    Antinori

    Avignonesi

    Baracchi

    Barone Ricasoli

    Bindella

    Biondi-Santi

    Boscarelli

    Brancaia

    Bulichella

    Caiarossa

    Ca' Marcanda

    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capanna

    Capannelle

    Caparzo

    Capua

    Carlo Gentili

    Casanova di Neri

    Case Basse-Gianfranco Soldera

    Castell'in Villa

    Castello dei Rampolla

    Castello del Terriccio

    Castello di Ama

    Castello di Cacchiano

    Castello di Fonterutoli

    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castel Pietraio

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

    Cinelli Colombini

    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Donna Olga

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Fuligni

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Le Macioche

    Le Potazzine-Gorelli

    Le Ragnaie

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Brizio-Roberto Bellini

    Podere Casanova

    Podere Il Palazzino

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Stella di Campalto

    Tenimenti Angelini

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

    Villa I Cipressi

    Villa S. Anna

    UMBRIA

    Adanti

    Antonelli San Marco

    Arnaldo Caprai

    Bocale di Valentini

    Cantina Novelli

    Casale Triocco

    Castello della Sala

    Castello delle Regine

    Castello di Corbara

    Cesarini Sartori

    Colpetrone

    Fattoria Colleallodole

    Goretti

    Lamborghini

    Lungarotti

    Perticaia

    Scacciadiavoli

    Tabarrini

    Terre de la Custodia

    MARCHE

    Allevi Maria Letizia

    Bisci

    Bucci

    Clara Marcelli

    Colonnara

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Moncaro

    Monteschiavo

    Moroder

    Oasi degli Angeli

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

    Umani Ronchi

    Vallerosa-Bonci

    Valter Mattoni

    Valturio

    Velenosi

    Vignamato

    ABRUZZO

    Anfra

    Barba

    Cataldi Madonna

    Collefrisio

    Fattoria La Valentina

    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

    Montori

    Nestore Bosco

    Pasetti

    Strappelli

    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

    Caggiano

    Colle di San Domenico

    Colli di Lapio

    Contrade di Taurasi

    De Conciliis

    Di Meo

    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

    Fratelli Urciuolo

    Guastaferro

    Marisa Cuomo

    Mastroberardino

    Montevetrano

    Qintodecimo

    Torricino

    Terredora

    Villa Diamante

    Villa Matilde

    Villa Raiano

    Viticoltori del Casavecchia

    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio del Cristo di Campobello

    Baglio di Pianetto

    Benanti

    Cottanera

    Donnafugata

    Duca di Salaparuta

    Feudo Maccari

    Feudo Principi di Butera

    Graci

    Gulfi

    Masseria del Feudo

    Miceli

    Morgante

    Occhipinti

    Palari

    Passopisciaro

    Planeta

    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

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    Az. Agr. COFFELE – Soave (VR).

    By EnoCentrico | settembre 5, 2008

    Azienda visitata il 21 Maggio 2008.

    Suona davvero strano sentire parlare di questa Cantina come di un’azienda giovane, dinamica e che rientra tra le “giovani promesse”, poichè sono davvero poche, in Italia, quelle che possono vantare una storia altrettanto antica, come la Coffele di Soave, Cantina “su misura” e a conduzione familiare. Da sempre condotta con grande volontà, passione e alla ricerca delle migliori scelte qualitative per il consumatore finale, dalla Coffele’s Family. Semmai un giorno avrete l’occasione di sentire il “patron” Giuseppe Coffele narrare, con trasporto ed umiltà, la storia della sua famiglia, avrete in voi la medesima sensazione di incanto di quando i vostri nonni vi raccontavano la favola della Buona Notte.

    Tutto cominciò dalla famiglia Visco, viticoltori antesignani di questa zona, che già a metà del 1800, portavano le uve in questa cantina per dare luogo a quel vino che, originariamente, si chiamava Bianco Soave. Ma tutto questo non è frutto della immaginazione di una fiaba con Hansel & Gretel protagonisti, perchè dei documenti datati 1874, sono lì a testimoniare la loro reale presenza radicata sul territorio.
    Ultima discendente di questa famiglia è Giovanna Visco, moglie di Giuseppe Coffele. La loro prima grande passione è stato per entrambi l’insegnamento, fino al giorno che il richiamo per la terra si fece sempre più forte, complice il DNA di famiglia, e decisero di orientare tutte le loro capacità di istruzione, non più verso i loro (ex)alunni, ma alle barbatelle di Garganega.
    Correva quindi l’anno 1971 quando nasceva ufficialmente l’azienda Coffele.
    Da qualche anno, la fiaba si è arricchita di un nuovo capitolo, che vede i figli di Giovanna e Giuseppe, Chiara e Alberto, che continuano, con la medesima passione, il lavoro tracciato da mamma e papà.

    Come vi è già stato anticipato nelle precedenti Cartoline di VG, io quel giorno non ho potuto unirmi a loro per la visita alla cantina e quindi per la prima volta, mi trovo nella situazione di raccontarvi la sua storia dall’esterno. Anche se posso tranquillamente affermare che, il solo fatto di seguirla da numerosi anni, pur non avendola mai visitata, sia un buon presupposto per conoscerla profondamente.
    Fu un certo Silvano Formigli, in una degustazione di Selezione Fattorie di alcuni anni fa’, che mi presentò Chiara, anticipandomi serenamente e con convinzione, che aveva inserito la Coffele nel suo “pacchetto” di piccole aziende, in quanto credeva molto nei loro vini e che potevano essere tranquillamente considerati, delle New Entry del panorama qualitativo italiano. Da allora sono stati numerosi i passi migliorativi compiuti da questa azienda. Storia che si è fatta via via più interessante, non senza alcuni incidenti di percorso (vedi versioni passate di vini con legni abbastanza evidenti…). Incidenti dovuti solo a dei peccati di inesperienza, ma che ben presto sono stati modellati, sempre verso quella ricerca qualitativa già accennata in precedenza. Da allora il successo è cresciuto, trainato anche dalla “conquista” dei fatidici tre bicchieri, dove quest’ultimi sono stati visti più che altro nell’ottica del premio che è arrivato per ripagare i notevoli sforzi e gli enormi sacrifici fatti da questa famiglia. La quale, bisogna riconoscerlo, si trova in una zona, dalle mille risorse ma, non facile dal punto di vista commerciale.

    Abbiamo parlato di tre bicchieri e quindi abbiamo introdotto il nostro ripasso “Guidaiolo”:
    Duemilavini: La guida dei Ricci’s Boys assegna 4 grappoli al Soave Classico Alzari 2005, al Soave Classico Ca’ Visco 2006, al Nuj 2004 ed al Recioto di Soave Classico Le Sponde 2005.
    Espresso: La guida di Rizzari-Gentili assegna i 17.5/20 al Recioto di Soave “Le Sponde” 2005. 16/20 al Soave Classico Alzari 2005 e 15.5/20 al Soave Classico Ca’ Visco 2006.
    Gambero Rosso-Slow Food: dopo tre anni consecutivi Il Soave Classico Ca’ Visco 2006, non raggiunge l’ambìto traguardo dei tre bicchieri e si ferma a quota due bicchieri rossi così come il Soave Classico Alzari 2005 ed il Recioto di Soave Le Sponde 2005. A quota due bicchieri neri il Soave Classico 2006.

    Per raggiungere l’azienda è facilissimo basta uscire al casello di Soave, percorrendo la A4, e seguire le indicazioni per il centro storico, la parte ricettiva dell’azienda si trova dentro alle mura di Soave.

    Presentazione della Squadra:

    Chiara Coffele…l’anima commerciale.

    Alberto Coffele…l’anima enologica.

    Giuseppe Coffele, semplicemente…il boss.

    Se eravate abituati anche all’intervista video con il produttore, penso che questa volta rimarrete delusi visto che ho lasciato il compito a VG di raccogliere le testimonianze scritte con il testo delle mie domande classiche…

    Proprio un peccato non aver potuto raccogliere, attraverso il video, gli scorci “storici” della loro casa…

    INTERVISTA.

    EnoCentrico: “Prima di tutto…ti chiediamo cosa significa, per la vostra famiglia, trovarvi a Soave?”
    Chiara Coffele: “La famiglia di nostra madre, dalla quale abbiamo ereditato i vigneti, era una delle famiglie storiche del paese. Imbottigliavano vino di qualità già nel 1870, possediamo infatti alcune analisi chimiche eseguite sui vini di quelle annate che non hanno nulla da invidiare alle analisi che vengono effettuate sui vini ai giorni d’oggi. Abbiamo una bellissima etichetta di un loro Soave che si chiamava “Bianco Soave”, direi che non potremmo essere più “soavesi” di così!”

    E’ proprio così…

    EC: “Qual è secondo te la situazione attuale della denominazione e quali sono gli sbocchi per il futuro?”
    CC: “Quando ho iniziato a vendere il nostro vino, mi arrabbiavo tantissimo quando chi assaggiava i miei vini mi diceva “questo è troppo buono per essere un Soave”! Allora credevo di avere la forza di far cambiare l’opinione dei degustatori di tutto il mondo…adesso, dopo 7 anni, mi capita (ahimè…) di sentire ancora la stessa frase! Quando qualcuno assaggia una cosa che non gli piace, non la vuole più riassaggiare. Non c’è niente da fare. Cerchiamo quindi di far bere solo dei buoni Soave, per il bene di tutti!”
    EC: “Cosa vorresti trovare maggiormente caratterizzato nei vini di questa denominazione?”
    CC: “Il nome! Non sono d’accordo con i produttori che hanno deciso di togliere il nome Soave dall’etichetta, anche se capisco la loro frustrazione.”
    EC: “Ci sono delle sintonie/sinergie tra i produttori di qualità?”
    CC: “Per fortuna, molte. C’è un bellissimo rapporto soprattutto fra i giovani produttori, io sono stata promotrice di una serie di incontri proprio con la nuova generazione di vignaioli, in modo da poterci conoscere meglio e soprattutto discutere delle problematiche comuni. È stato molto utile, come si suol dire “mal comune, mezzo gaudio”!”
    EC: “Ci dici, qual è il tuo rapporto con il vino?”
    CC: “Mi sembri Joly, quando mi ha chiesto quale fosse il mio rapporto con la terra! A volte degusto, a volte bevo, da sola o in compagnia; comunque più che il rapporto con il vino, mi piace il rapporto con i vignaioli. Alcuni di loro (quelli veri, però!) sono dotati di una sensibilità decisamente superiore alla media delle altre persone.”
    EC: “Tu e tuo fratello Alberto siete stati condizionati a proseguire la tradizione di famiglia? Oppure siete stati liberi di scegliere la vostra strada?”
    CC: “Mio fratello non è stato condizionato dai nostri genitori, ma, direi, dal “sistema”… non è facile crescere una famiglia/azienda e fare finta di niente…ricordo ancora quando lo abbiamo accompagnato a San Michele all’Adige…io piangevo di nascosto nei sedili posteriori della macchina!
    Per quanto riguarda me, quando dovevo scegliere se e quale università frequentare, mia madre mi ha detto: “scegli qualcosa che ti piace, intanto…poi si vedrà”. Così ho deciso di studiare Lingue e Letterature Straniere a Bologna. Ho avuto la fortuna di condividere l’appartamento con dei ragazzi marchigiani con i quali abbiamo avuto degli scambi enogastronomici che poco avevano a che fare con la cena dello studente… da allora non ho mai smesso di parlare di vino, fino alla tesi (sono riuscita a fare una tesi sul vino pur essendomi laureata in Lingue, vedete voi!). il 9 luglio 2001 mi sono laureata, l’11 ero già in ufficio…”

    EC: “Pregi e difetti di tuo padre…”
    CC: “Difetti????” :roll:
    EC: “…e quelli di tuo fratello.”
    CC: “Pregi????” :D
    EC: “Quali sono gli obiettivi futuri dell’azienda? E quale impronta vorrà dare la nuova generazione a questa azienda?”
    CC: “Mio fratello si occupa dell’azienda da quando aveva 19 anni. Io da quando ne avevo 25. Adesso ne abbiamo rispettivamente 34 e 32…credo di poter dire che l’impronta l’abbiamo già data. Per quanto riguarda invece gli obiettivi futuri, quello per me più importante è di andare sempre d’accordo con mio fratello. Nostra nonna ce lo ha ripetuto fino a poco prima di lasciarci, credo fermamente che il futuro della nostra azienda dipenderà in gran parte da quello.”
    EC: “Ci credete nella biodinamica?”
    CC: “Crediamo nel rispetto della natura seguendo possibilmente dei principi scientifici al passo con i tempi, visto che il clima sta cambiando, e si deve saper stare al passo anche con quello.”
    EC: “Cosa significa per te fare un vino di “territorio”?”
    CC: “Per me significa valorizzare innanzitutto IL territorio. La soddisfazione più grande che ho è quando porto qualcuno in campagna che mi dice “ non avete nulla da invidiare alla Toscana”.”
    EC: “Nella vostra introduzione dite “il vino si fa’ prima di tutto in vigna”. Con quali princìpi si può arrivare?”
    CC: “Nostro padre ha dovuto gestire un patrimonio viticolo di 27 ettari quando insegnava Lettere alle Scuole Medie di Soave. Ci dice sempre che quando aveva un’ora “buca” andava in campagna a controllare i lavori di terrazzamento. Per 15 anni ha fatto “solo” quello. Il principio su cui si è fondato maggiormente è stato farsi aiutare da chi ne sapeva di più di lui: ha collaborato con l’Istituto Agrario di Conegliano, e adesso Castel Cerino è diventato, grazie a lui in primis, uno dei migliori Cru della zona classica del Soave. Quando iniziò i lavori negli anni ’80, tutto il paese gli diceva che sarebbe andato incontro ad una rovina, che era inutile insistere in un terreno così… Direi che ha fatto bene a proseguire con le sue idee iniziali!”
    EC: “Avete mai pensato di introdurre le botti grandi al posto delle barriques?”
    CC: “Il nostro Soave Classico “Alzari” non affina in barriques ma in botti grandi, da 1500 l. Questo per quanto riguarda il Soave “in legno”. Il Recioto “Le Sponde” fermenta e affina in barriques, ma solo per dieci mesi.”
    EC: “Se non esistesse la Garganega, su quale vitigno puntereste per fare un grande vino?”
    CC: “Beh….io sono “patita” di Pinot Noir…Alberto mi ha detto che lui lo pianterebbe, ma poi lo dovrei vinificare io…”
    EC: “Vi diamo la possibilità, per un momento, di partire da zero con un’azienda al di fuori della denominazione del Soave? Dove andreste?”
    CC: “Il mio sogno da sempre è di andare in Australia. Credo che abbandonerei l’Italia per andare là.”
    EC: “Esiste invece, un’azienda che vi piacerebbe condurre al di fuori della vostra?”
    CC: “Lavorerei volentieri per un’azienda che produce un vino che non mi piace…per vedere se sono una brava venditrice o meno!”
    EC: “Vi diamo anche la possibilità di mettere la vostra firma sul vino migliore che abbiate mai bevuto, quale scegliereste?”
    CC: “Rispondo, ma ne voglio 12 in omaggio!! Qualche anno fa un ristoratore norvegese, che era appena stato in Piemonte, mi ha portato una bottiglia di Barbaresco “Rio Sordo” 1996 dei Produttori del Barbaresco; non è sicuramente il vino migliore del mondo…certo è che la sensazione che mi ha dato è stata indescrivibile, talmente forte da farmi tenere la bottiglia accanto al computer e berne un sorso ogni giorno fino a quando non l’ho finita!”
    EC: “Domanda classica…Secondo te, sono gli stili dei vini che influiscono sulle valutazioni di una guida, oppure sono le guide che influenzano lo stile di un vino?”
    CC: “Risponderei solo dicendo che ci sono troppe guide. E basta.”
    EC: “Come influisce oggi il mondo mediatico e soprattutto quello di internet sul commercio del vino oggi?”
    CC: “Non credo molto alla vendita di vino on line, in quanto il cliente torna con piacere in azienda per comprare direttamente il vino, cosa che vale anche per gli stranieri…per quanto mi riguarda, internet al momento lo uso di più come strumento di approfondimento e ricerca su argomenti riguardanti il nostro settore!”
    EC: “Altra domanda classica…a parte le solite cose come la standardizzazione, cosa non sopporti dell’enologia di oggi?”
    CC: “L’artificiosità che si è creata intorno a questo mondo. Nessuno parla più di quanto sia dura seguire un vigneto, prima che il vino. Alzarsi la mattina presto, patire il freddo o il caldo, pregare perché non piova troppo o troppo poco, perché non grandini…bisogna saper gestire la vigna, prima che la cantina, poi il vino, poi le vendite…credo che ci siano pochi imprenditori a 360° come lo siamo noi vignaioli…eppure la gente si aspetta che siamo sempre sorridenti, pronti ad accogliere le visite, i giornalisti, gli importatori; che sappiamo parlare un italiano perfetto, oltre che ad un impeccabile inglese…il tutto magari il giorno dopo che una grandinata ti ha rovinato un anno (ma anche più) di lavoro!”
    EC: “Ultima domanda. Perché i lettori di Altissimo Ceto dovrebbero scegliere (e bere…) i vini Coffele? Cos’hanno di speciale? O di diverso?”
    CC: “Se i lettori non li apprezzassero, sarebbero di “Altissimo Ceto”???” :D

    La visita aziendale inizia come al solito dai vigneti che si trovano fuori dal comune di Soave, in località Castelcerino, ad una altitudine compresa tra i 200 ed i 320 mt s.l.m.

    Gli ettari totali sono 27 coltivati in un unico corpo. Il vitigno Garganega la fa’ da padrone coprendo l’85% della superfice totale. Il resto è diviso tra Trebbiano di Soave, ci sono viti di Chardonnay e Sauvignon che sono stati piantati da Giuseppe 30 anni fa’, aggiudicandosi il titolo di pioniere di queste uve per la zona del Soave. Le uve che concorrono alla produzione dell’unico vino rosso aziendale, il Nuj, sono invece il Merlot ed il Cabernet.

    I Vigneti e la fattoria…

    Nella fattoria troviamo il “fruttaio”, ovvero il luogo dove vengono lasciate le uve per l’appassimento. Come potete vedere la tecnologia ai massimi livelli non manca, con la gestione elettronica per le aperture. Presente…

    …e passato!

    E poi in cantina…

    In cantina vengono utilizzate solo vasche di acciaio inox a temperature controllate. Mentre per l’affinamento si utilizzano botti da 1500 lt. non tostate per l’Alzari, e le classiche barriques per il Recioto di Soave Le Sponde.

    Dalla serie: Anche le guide contano…

    …così come gli amici! :wink:

    Prezzi per gli “avventori”…

    E ora, avviamoci alla degustazione…

    La produzione

    P.s.: il contenuto dei solfiti, ci viene comunicato dall’azienda, è da registrare intorno ai 30 mg/lt di “libera” per tutti i vini, mentre la “totale” è tra i 70 ed i 90 mg/lt per tutti i Soave, mentre per il Recioto, è tra i 120 ed i 140 mg/lt.

    Bicchiereeee!


    Soave Spumante Brut.
    -Tipologia vino: Spumante D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,0%
    -Vinificazione: del vino base in maniera tradizionale in vasche di acciaio inox.
    -Affinamento: Presa di spuma in autoclave con permanenza di sei mesi.
    -Prezzo in enoteca: Euro 11,00.
    -Zuccheri residui: 6,40 g./lt.

    Giudizio EC: 13,5/20.

    Il vino si presenta con un frutto esuberante, caldo, con qualche imprecisione di definizione aromatica. Mi piacerebbe cogliere però un frutto più vigoroso, più “verde” e più croccante. In bocca presenta un’ossatura fatta di grande freschezza, con un buon spessore al palato ma che viene mascherato in parte da una bollicina di buona finezza, ma un tantino esuberante. Molto gradevole infine la sensazione in chiusura data da un discreto equilibrio acidità-zuccheri.


    Soave Classico 2007.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,6%
    -Vinificazione: tradizionale in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: per alcuni mesi, a seconda delle annate, nelle vasche di fermentazione.
    -Prezzo in enoteca: Euro 10,00.

    Giudizio EC: 13,5+/20.

    Il Soave Classico di Coffele presenta come base un quadro olfattivo che si è fatto più preciso e più flessuoso rispetto alle versioni passate. In maniera più allargata, l’annata 2007, verrà ricordata per aver consegnato dei vini bianchi con frutti meno croccanti e più maturi e dotati di freschezze più contenute, cosa che possiamo riassumere anche in questo vino e nel Ca’ Visco di cui parleremo successivamente. L’olfatto chiude con una nota vegetale. La fase gustativa è caratterizzata da una costante sottile nell’approccio,  sorretta da una buona sapidità e la chiusura di note di frutta secca, tipiche della Garganega.


    Soave Classico Ca’ Visco 2007.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 75% Garganega e 25% Trebbiano di Soave.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,8%.
    -Vinificazione: separata per le due uve in maniera tradizionale, in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: sempre in vasche di acciaio inox, segue poi assemblaggio e sosta in bottiglia.
    -Prezzo in enoteca: Euro 15,00.

    Giudizio EC: 15,5+/20.

    Deciso ed imperioso lo stacco che lo differenzia dal suo “fratellino”.  Ok! La 2007 non avrà tra le mani lo stesso poker d’assi vincente che possedeva invece la 2005, ma per vincere la partita sul piano della piacevolezza, diciamo che tutto sommato, se gli diamo anche il tempo di maturare in bottiglia, la sua buona mano può ancora giocarsela e prevedere in futuro un rimodellamento del punteggio verso l’alto. Abbiamo una fase olfattiva di grande precisione aromatica, con quella nota salina e leggermente minerale che lo rendono rinfrescante. Anche la nota vegetale presente appare più pulita e meno fastidiosa del Soave Classico. Al palato troviamo un bello spessore sostenuta da una buona freschezza e con una nota sapida meno incisiva sempre rispetto al campione analizzato in precedenza.


    Soave Classico Alzari 2005.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega (di cui il 40% compie un appassimento di circa 40 gg.).
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 13,3%.
    -Vinificazione: tradizionale in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: 12 mesi in botti di rovere francese non tostate, dalla capienza di 1.500 lt.
    -Prezzo in enoteca: Euro 17,50.

    Giudizio EC: 15?/20.

    Premetto che non amo particolarmente questa tecnica che prevede (anche in minima parte) un previo appassimento delle uve, questo perchè molto prevedibilmente si ripercuote sul quadro olfattivo. Traducibili in aromi che spesso risultano troppo “maturi” e che estremizzano un frutto che risulterà alla fine un po’ “seduto”, privo di quello slancio che lo potrebbe rendere più piacevole. Motivo in più se poi, a tutto questo, aggiungiamo anche la maturazione in legno. Tornando nella fattispecie al nostro Alzari, levando questa premessa, scorgiamo un frutto dotato di grande ricchezza che spazia, con buona variabilità, dalla frutta a polpa gialla alla frutta esotica, con note rinfrescanti di lieve balsamico e di buona mineralità. Ha finalmente trovato anche quell’equilibrio frutto/legno che spesso aveva stonato in alcune versioni passate. In bocca possiede dei buoni muscoli, sostenuti da una grande freschezza. La parte interlocutoria legata al punteggio è quindi solo da ricercare nella premessa fatta sopra.


    Recioto di Soave Classico Le Sponde 2006.
    -Tipologia vino: Dolce D.O.C.G.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,0%
    -Appassimento: di circa sei mesi. I grappoli vengono appesi a delle reti nel fruttaio dell’azienda. Quotidianamente vengono controllati per togliere eventuali acini non perfetti.
    -Vinificazione: fermentazione in barriques.
    -Affinamento: 10/12 mesi in barriques in parte nuove ed in parte usate.
    -Zuccheri Residui: 134,5 g/l.
    -Prezzo in enoteca: Euro 22,00.

    Giudizio EC: 18/20. ALTISSIMO CETO.

    Non penso di dire delle fregnacce e di far torto a nessuno se asserisco che questo, tra i Recioto di Soave, al momento è il numero Uno. Di un gradino superiore rispetto anche alla notevole versione 2005. Prima di tutto per la grande pulizia aromatica che lascia scorgere ogni minima sfumatura delicata della sua complessita. Frutto maturo e non stucchevole, a contatto con l’aria sprigiona via via degli aromi di albicocca disidratata quasi di origine pantesca nella sua forma vinosa, fichi e datteri rinfrescati da noti di balsamico e di salvia. La frutta secca, presente in maniera più marcata in altri Recioti, qui viene esaltata in maniera più tenue e molto meno amara. In bocca l’imponenza degli zuccheri residui, non scade nella stucchevolezza grazie alla forza acida che sorregge anche la struttura, aumentando così lo slancio gustativo e la piacevolezza di beva. Un consiglio…non servitelo troppo freddo, altrimenti vi perderete ogni piccola sfumatura.

    Bottiglie personalizzate…

    Note  positive.
    -Il packaging, anche nella caratterizzazione stilistica delle etichette, in perfetta sintonia allo stile aziendale.

    -La crescita qualitativa, lenta ma costante, uniti al grande impegno fatto anche di energie profuse nel lavoro da parte di tutta la famiglia, votate sempre alla ricerca del meglio.

    Note negative, Dettagli.
    -Vorremmo trovare dei vini dotati di maggiore incisività, un filino più grassi, dove il frutto sia dotato di maggiore slancio e con delle note vegetali meno “verdi”, più fresche e con una maggiore vivezza stilistica, che sono tranquillamente alla loro portata di mano. Per chi ha la possibilità, prego, vedere il Ca’ Visco 2005…

    Conclusioni.
    -Un’azienda condotta con grande passione dove è possibile trovare lo slancio e la voglia di fare, con quell’esuberanza giovanile, data dai figli Alberto e Chiara, con un occhio rivolto al rigore della tradizione solcata da mamma Giovanna e papà Giuseppe. Una maggiore omologazione caratteriale sarebbe presto auspicabile in futuro per tutti i vini, per vedere assottigliarsi quel divario che esiste ora tra i vini “base” ed il Recioto di Soave, dove quest’ultimo si trova decisamente, per stile e vigore, su di un altro pianeta.

    Azienda Agricola Coffele
    Via Roma, 5
    37038 Soave (VR)
    Tel: 045.7680007
    Fax: 045 6198091
    Skype: vinicoffele
    e-mail : info@coffele.it
    web site: www.coffele.it

    Cin! Cin!

    Azienda visitata il 21 Maggio 2008.

    Suona davvero strano sentire parlare di questa Cantina come di un’azienda giovane, dinamica e che rientra tra le “giovani promesse”, poichè sono davvero poche, in Italia, quelle che possono vantare una storia altrettanto antica, come la Coffele di Soave, Cantina “su misura” e a conduzione familiare. Da sempre condotta con grande volontà, passione e alla ricerca delle migliori scelte qualitative per il consumatore finale, dalla Coffele’s Family. Semmai un giorno avrete l’occasione di sentire il “patron” Giuseppe Coffele narrare, con trasporto ed umiltà, la storia della sua famiglia, avrete in voi la medesima sensazione di incanto di quando i vostri nonni vi raccontavano la favola della Buona Notte.

    Tutto cominciò dalla famiglia Visco, viticoltori antesignani di questa zona, che già a metà del 1800, portavano le uve in questa cantina per dare luogo a quel vino che, originariamente, si chiamava Bianco Soave. Ma tutto questo non è frutto della immaginazione di una fiaba con Hansel & Gretel protagonisti, perchè dei documenti datati 1874, sono lì a testimoniare la loro reale presenza radicata sul territorio.
    Ultima discendente di questa famiglia è Giovanna Visco, moglie di Giuseppe Coffele. La loro prima grande passione è stato per entrambi l’insegnamento, fino al giorno che il richiamo per la terra si fece sempre più forte, complice il DNA di famiglia, e decisero di orientare tutte le loro capacità di istruzione, non più verso i loro (ex)alunni, ma alle barbatelle di Garganega.
    Correva quindi l’anno 1971 quando nasceva ufficialmente l’azienda Coffele.
    Da qualche anno, la fiaba si è arricchita di un nuovo capitolo, che vede i figli di Giovanna e Giuseppe, Chiara e Alberto, che continuano, con la medesima passione, il lavoro tracciato da mamma e papà.

    Come vi è già stato anticipato nelle precedenti Cartoline di VG, io quel giorno non ho potuto unirmi a loro per la visita alla cantina e quindi per la prima volta, mi trovo nella situazione di raccontarvi la sua storia dall’esterno. Anche se posso tranquillamente affermare che, il solo fatto di seguirla da numerosi anni, pur non avendola mai visitata, sia un buon presupposto per conoscerla profondamente.
    Fu un certo Silvano Formigli, in una degustazione di Selezione Fattorie di alcuni anni fa’, che mi presentò Chiara, anticipandomi serenamente e con convinzione, che aveva inserito la Coffele nel suo “pacchetto” di piccole aziende, in quanto credeva molto nei loro vini e che potevano essere tranquillamente considerati, delle New Entry del panorama qualitativo italiano. Da allora sono stati numerosi i passi migliorativi compiuti da questa azienda. Storia che si è fatta via via più interessante, non senza alcuni incidenti di percorso (vedi versioni passate di vini con legni abbastanza evidenti…). Incidenti dovuti solo a dei peccati di inesperienza, ma che ben presto sono stati modellati, sempre verso quella ricerca qualitativa già accennata in precedenza. Da allora il successo è cresciuto, trainato anche dalla “conquista” dei fatidici tre bicchieri, dove quest’ultimi sono stati visti più che altro nell’ottica del premio che è arrivato per ripagare i notevoli sforzi e gli enormi sacrifici fatti da questa famiglia. La quale, bisogna riconoscerlo, si trova in una zona, dalle mille risorse ma, non facile dal punto di vista commerciale.

    Abbiamo parlato di tre bicchieri e quindi abbiamo introdotto il nostro ripasso “Guidaiolo”:
    Duemilavini: La guida dei Ricci’s Boys assegna 4 grappoli al Soave Classico Alzari 2005, al Soave Classico Ca’ Visco 2006, al Nuj 2004 ed al Recioto di Soave Classico Le Sponde 2005.
    Espresso: La guida di Rizzari-Gentili assegna i 17.5/20 al Recioto di Soave “Le Sponde” 2005. 16/20 al Soave Classico Alzari 2005 e 15.5/20 al Soave Classico Ca’ Visco 2006.
    Gambero Rosso-Slow Food: dopo tre anni consecutivi Il Soave Classico Ca’ Visco 2006, non raggiunge l’ambìto traguardo dei tre bicchieri e si ferma a quota due bicchieri rossi così come il Soave Classico Alzari 2005 ed il Recioto di Soave Le Sponde 2005. A quota due bicchieri neri il Soave Classico 2006.

    Per raggiungere l’azienda è facilissimo basta uscire al casello di Soave, percorrendo la A4, e seguire le indicazioni per il centro storico, la parte ricettiva dell’azienda si trova dentro alle mura di Soave.

    Presentazione della Squadra:

    Chiara Coffele…l’anima commerciale.

    Alberto Coffele…l’anima enologica.

    Giuseppe Coffele, semplicemente…il boss.

    Se eravate abituati anche all’intervista video con il produttore, penso che questa volta rimarrete delusi visto che ho lasciato il compito a VG di raccogliere le testimonianze scritte con il testo delle mie domande classiche…

    Proprio un peccato non aver potuto raccogliere, attraverso il video, gli scorci “storici” della loro casa…

    INTERVISTA.

    EnoCentrico: “Prima di tutto…ti chiediamo cosa significa, per la vostra famiglia, trovarvi a Soave?”
    Chiara Coffele:
    “La famiglia di nostra madre, dalla quale abbiamo ereditato i vigneti, era una delle famiglie storiche del paese. Imbottigliavano vino di qualità già nel 1870, possediamo infatti alcune analisi chimiche eseguite sui vini di quelle annate che non hanno nulla da invidiare alle analisi che vengono effettuate sui vini ai giorni d’oggi. Abbiamo una bellissima etichetta di un loro Soave che si chiamava “Bianco Soave”, direi che non potremmo essere più “soavesi” di così!”

    E’ proprio così…

    EC: “Qual è secondo te la situazione attuale della denominazione e quali sono gli sbocchi per il futuro?”
    CC:
    “Quando ho iniziato a vendere il nostro vino, mi arrabbiavo tantissimo quando chi assaggiava i miei vini mi diceva “questo è troppo buono per essere un Soave”! Allora credevo di avere la forza di far cambiare l’opinione dei degustatori di tutto il mondo…adesso, dopo 7 anni, mi capita (ahimè…) di sentire ancora la stessa frase! Quando qualcuno assaggia una cosa che non gli piace, non la vuole più riassaggiare. Non c’è niente da fare. Cerchiamo quindi di far bere solo dei buoni Soave, per il bene di tutti!”
    EC:
    “Cosa vorresti trovare maggiormente caratterizzato nei vini di questa denominazione?”
    CC:
    “Il nome! Non sono d’accordo con i produttori che hanno deciso di togliere il nome Soave dall’etichetta, anche se capisco la loro frustrazione.”
    EC:
    “Ci sono delle sintonie/sinergie tra i produttori di qualità?”
    CC:
    “Per fortuna, molte. C’è un bellissimo rapporto soprattutto fra i giovani produttori, io sono stata promotrice di una serie di incontri proprio con la nuova generazione di vignaioli, in modo da poterci conoscere meglio e soprattutto discutere delle problematiche comuni. È stato molto utile, come si suol dire “mal comune, mezzo gaudio”!”
    EC:
    “Ci dici, qual è il tuo rapporto con il vino?”
    CC:
    “Mi sembri Joly, quando mi ha chiesto quale fosse il mio rapporto con la terra! A volte degusto, a volte bevo, da sola o in compagnia; comunque più che il rapporto con il vino, mi piace il rapporto con i vignaioli. Alcuni di loro (quelli veri, però!) sono dotati di una sensibilità decisamente superiore alla media delle altre persone.”
    EC:
    “Tu e tuo fratello Alberto siete stati condizionati a proseguire la tradizione di famiglia? Oppure siete stati liberi di scegliere la vostra strada?”
    CC:
    “Mio fratello non è stato condizionato dai nostri genitori, ma, direi, dal “sistema”… non è facile crescere una famiglia/azienda e fare finta di niente…ricordo ancora quando lo abbiamo accompagnato a San Michele all’Adige…io piangevo di nascosto nei sedili posteriori della macchina!
    Per quanto riguarda me, quando dovevo scegliere se e quale università frequentare, mia madre mi ha detto: “scegli qualcosa che ti piace, intanto…poi si vedrà”. Così ho deciso di studiare Lingue e Letterature Straniere a Bologna. Ho avuto la fortuna di condividere l’appartamento con dei ragazzi marchigiani con i quali abbiamo avuto degli scambi enogastronomici che poco avevano a che fare con la cena dello studente… da allora non ho mai smesso di parlare di vino, fino alla tesi (sono riuscita a fare una tesi sul vino pur essendomi laureata in Lingue, vedete voi!). il 9 luglio 2001 mi sono laureata, l’11 ero già in ufficio…”

    EC:
    “Pregi e difetti di tuo padre…”
    CC:
    “Difetti????” :roll:
    EC:
    “…e quelli di tuo fratello.”
    CC:
    “Pregi????” :D
    EC:
    “Quali sono gli obiettivi futuri dell’azienda? E quale impronta vorrà dare la nuova generazione a questa azienda?”
    CC:
    “Mio fratello si occupa dell’azienda da quando aveva 19 anni. Io da quando ne avevo 25. Adesso ne abbiamo rispettivamente 34 e 32…credo di poter dire che l’impronta l’abbiamo già data. Per quanto riguarda invece gli obiettivi futuri, quello per me più importante è di andare sempre d’accordo con mio fratello. Nostra nonna ce lo ha ripetuto fino a poco prima di lasciarci, credo fermamente che il futuro della nostra azienda dipenderà in gran parte da quello.”
    EC:
    “Ci credete nella biodinamica?”
    CC:
    “Crediamo nel rispetto della natura seguendo possibilmente dei principi scientifici al passo con i tempi, visto che il clima sta cambiando, e si deve saper stare al passo anche con quello.”
    EC:
    “Cosa significa per te fare un vino di “territorio”?”
    CC:
    “Per me significa valorizzare innanzitutto IL territorio. La soddisfazione più grande che ho è quando porto qualcuno in campagna che mi dice “ non avete nulla da invidiare alla Toscana”.”
    EC:
    “Nella vostra introduzione dite “il vino si fa’ prima di tutto in vigna”. Con quali princìpi si può arrivare?”
    CC:
    “Nostro padre ha dovuto gestire un patrimonio viticolo di 27 ettari quando insegnava Lettere alle Scuole Medie di Soave. Ci dice sempre che quando aveva un’ora “buca” andava in campagna a controllare i lavori di terrazzamento. Per 15 anni ha fatto “solo” quello. Il principio su cui si è fondato maggiormente è stato farsi aiutare da chi ne sapeva di più di lui: ha collaborato con l’Istituto Agrario di Conegliano, e adesso Castel Cerino è diventato, grazie a lui in primis, uno dei migliori Cru della zona classica del Soave. Quando iniziò i lavori negli anni ’80, tutto il paese gli diceva che sarebbe andato incontro ad una rovina, che era inutile insistere in un terreno così… Direi che ha fatto bene a proseguire con le sue idee iniziali!”
    EC:
    “Avete mai pensato di introdurre le botti grandi al posto delle barriques?”
    CC:
    “Il nostro Soave Classico “Alzari” non affina in barriques ma in botti grandi, da 1500 l. Questo per quanto riguarda il Soave “in legno”. Il Recioto “Le Sponde” fermenta e affina in barriques, ma solo per dieci mesi.”
    EC:
    “Se non esistesse la Garganega, su quale vitigno puntereste per fare un grande vino?”
    CC:
    “Beh….io sono “patita” di Pinot Noir…Alberto mi ha detto che lui lo pianterebbe, ma poi lo dovrei vinificare io…”
    EC:
    “Vi diamo la possibilità, per un momento, di partire da zero con un’azienda al di fuori della denominazione del Soave? Dove andreste?”
    CC:
    “Il mio sogno da sempre è di andare in Australia. Credo che abbandonerei l’Italia per andare là.”
    EC:
    “Esiste invece, un’azienda che vi piacerebbe condurre al di fuori della vostra?”
    CC:
    “Lavorerei volentieri per un’azienda che produce un vino che non mi piace…per vedere se sono una brava venditrice o meno!”
    EC:
    “Vi diamo anche la possibilità di mettere la vostra firma sul vino migliore che abbiate mai bevuto, quale scegliereste?”
    CC:
    “Rispondo, ma ne voglio 12 in omaggio!! Qualche anno fa un ristoratore norvegese, che era appena stato in Piemonte, mi ha portato una bottiglia di Barbaresco “Rio Sordo” 1996 dei Produttori del Barbaresco; non è sicuramente il vino migliore del mondo…certo è che la sensazione che mi ha dato è stata indescrivibile, talmente forte da farmi tenere la bottiglia accanto al computer e berne un sorso ogni giorno fino a quando non l’ho finita!”
    EC:
    “Domanda classica…Secondo te, sono gli stili dei vini che influiscono sulle valutazioni di una guida, oppure sono le guide che influenzano lo stile di un vino?”
    CC:
    “Risponderei solo dicendo che ci sono troppe guide. E basta.”
    EC:
    “Come influisce oggi il mondo mediatico e soprattutto quello di internet sul commercio del vino oggi?”
    CC:
    “Non credo molto alla vendita di vino on line, in quanto il cliente torna con piacere in azienda per comprare direttamente il vino, cosa che vale anche per gli stranieri…per quanto mi riguarda, internet al momento lo uso di più come strumento di approfondimento e ricerca su argomenti riguardanti il nostro settore!”
    EC:
    “Altra domanda classica…a parte le solite cose come la standardizzazione, cosa non sopporti dell’enologia di oggi?”
    CC:
    “L’artificiosità che si è creata intorno a questo mondo. Nessuno parla più di quanto sia dura seguire un vigneto, prima che il vino. Alzarsi la mattina presto, patire il freddo o il caldo, pregare perché non piova troppo o troppo poco, perché non grandini…bisogna saper gestire la vigna, prima che la cantina, poi il vino, poi le vendite…credo che ci siano pochi imprenditori a 360° come lo siamo noi vignaioli…eppure la gente si aspetta che siamo sempre sorridenti, pronti ad accogliere le visite, i giornalisti, gli importatori; che sappiamo parlare un italiano perfetto, oltre che ad un impeccabile inglese…il tutto magari il giorno dopo che una grandinata ti ha rovinato un anno (ma anche più) di lavoro!”
    EC:
    “Ultima domanda. Perché i lettori di Altissimo Ceto dovrebbero scegliere (e bere…) i vini Coffele? Cos’hanno di speciale? O di diverso?”
    CC:
    “Se i lettori non li apprezzassero, sarebbero di “Altissimo Ceto”???” :D

    La visita aziendale inizia come al solito dai vigneti che si trovano fuori dal comune di Soave, in località Castelcerino, ad una altitudine compresa tra i 200 ed i 320 mt s.l.m.

    Gli ettari totali sono 27 coltivati in un unico corpo. Il vitigno Garganega la fa’ da padrone coprendo l’85% della superfice totale. Il resto è diviso tra Trebbiano di Soave, ci sono viti di Chardonnay e Sauvignon che sono stati piantati da Giuseppe 30 anni fa’, aggiudicandosi il titolo di pioniere di queste uve per la zona del Soave. Le uve che concorrono alla produzione dell’unico vino rosso aziendale, il Nuj, sono invece il Merlot ed il Cabernet.

    I Vigneti e la fattoria…

    Nella fattoria troviamo il “fruttaio”, ovvero il luogo dove vengono lasciate le uve per l’appassimento. Come potete vedere la tecnologia ai massimi livelli non manca, con la gestione elettronica per le aperture. Presente…

    …e passato!

    E poi in cantina…

    In cantina vengono utilizzate solo vasche di acciaio inox a temperature controllate. Mentre per l’affinamento si utilizzano botti da 1500 lt. non tostate per l’Alzari, e le classiche barriques per il Recioto di Soave Le Sponde.

    Dalla serie: Anche le guide contano…

    …così come gli amici! :wink:

    Prezzi per gli “avventori”…

    E ora, avviamoci alla degustazione…

    La produzione

    P.s.: il contenuto dei solfiti, ci viene comunicato dall’azienda, è da registrare intorno ai 30 mg/lt di “libera” per tutti i vini, mentre la “totale” è tra i 70 ed i 90 mg/lt per tutti i Soave, mentre per il Recioto, è tra i 120 ed i 140 mg/lt.

    Bicchiereeee!


    Soave Spumante Brut.
    -Tipologia vino: Spumante D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,0%
    -Vinificazione: del vino base in maniera tradizionale in vasche di acciaio inox.
    -Affinamento: Presa di spuma in autoclave con permanenza di sei mesi.
    -Prezzo in enoteca: Euro 11,00.
    -Zuccheri residui: 6,40 g./lt.

    Giudizio EC: 13,5/20.

    Il vino si presenta con un frutto esuberante, caldo, con qualche imprecisione di definizione aromatica. Mi piacerebbe cogliere però un frutto più vigoroso, più “verde” e più croccante. In bocca presenta un’ossatura fatta di grande freschezza, con un buon spessore al palato ma che viene mascherato in parte da una bollicina di buona finezza, ma un tantino esuberante. Molto gradevole infine la sensazione in chiusura data da un discreto equilibrio acidità-zuccheri.


    Soave Classico 2007.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,6%
    -Vinificazione: tradizionale in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: per alcuni mesi, a seconda delle annate, nelle vasche di fermentazione.
    -Prezzo in enoteca: Euro 10,00.

    Giudizio EC: 13,5+/20.

    Il Soave Classico di Coffele presenta come base un quadro olfattivo che si è fatto più preciso e più flessuoso rispetto alle versioni passate. In maniera più allargata, l’annata 2007, verrà ricordata per aver consegnato dei vini bianchi con frutti meno croccanti e più maturi e dotati di freschezze più contenute, cosa che possiamo riassumere anche in questo vino e nel Ca’ Visco di cui parleremo successivamente. L’olfatto chiude con una nota vegetale. La fase gustativa è caratterizzata da una costante sottile nell’approccio,  sorretta da una buona sapidità e la chiusura di note di frutta secca, tipiche della Garganega.


    Soave Classico Ca’ Visco 2007.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 75% Garganega e 25% Trebbiano di Soave.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,8%.
    -Vinificazione: separata per le due uve in maniera tradizionale, in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: sempre in vasche di acciaio inox, segue poi assemblaggio e sosta in bottiglia.
    -Prezzo in enoteca: Euro 15,00.

    Giudizio EC: 15,5+/20.

    Deciso ed imperioso lo stacco che lo differenzia dal suo “fratellino”.  Ok! La 2007 non avrà tra le mani lo stesso poker d’assi vincente che possedeva invece la 2005, ma per vincere la partita sul piano della piacevolezza, diciamo che tutto sommato, se gli diamo anche il tempo di maturare in bottiglia, la sua buona mano può ancora giocarsela e prevedere in futuro un rimodellamento del punteggio verso l’alto. Abbiamo una fase olfattiva di grande precisione aromatica, con quella nota salina e leggermente minerale che lo rendono rinfrescante. Anche la nota vegetale presente appare più pulita e meno fastidiosa del Soave Classico. Al palato troviamo un bello spessore sostenuta da una buona freschezza e con una nota sapida meno incisiva sempre rispetto al campione analizzato in precedenza.


    Soave Classico Alzari 2005.
    -Tipologia vino: Bianco D.O.C.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega (di cui il 40% compie un appassimento di circa 40 gg.).
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 13,3%.
    -Vinificazione: tradizionale in vasche di acciaio inox a temperature controllate.
    -Affinamento: 12 mesi in botti di rovere francese non tostate, dalla capienza di 1.500 lt.
    -Prezzo in enoteca: Euro 17,50.

    Giudizio EC: 15?/20.

    Premetto che non amo particolarmente questa tecnica che prevede (anche in minima parte) un previo appassimento delle uve, questo perchè molto prevedibilmente si ripercuote sul quadro olfattivo. Traducibili in aromi che spesso risultano troppo “maturi” e che estremizzano un frutto che risulterà alla fine un po’ “seduto”, privo di quello slancio che lo potrebbe rendere più piacevole. Motivo in più se poi, a tutto questo, aggiungiamo anche la maturazione in legno. Tornando nella fattispecie al nostro Alzari, levando questa premessa, scorgiamo un frutto dotato di grande ricchezza che spazia, con buona variabilità, dalla frutta a polpa gialla alla frutta esotica, con note rinfrescanti di lieve balsamico e di buona mineralità. Ha finalmente trovato anche quell’equilibrio frutto/legno che spesso aveva stonato in alcune versioni passate. In bocca possiede dei buoni muscoli, sostenuti da una grande freschezza. La parte interlocutoria legata al punteggio è quindi solo da ricercare nella premessa fatta sopra.


    Recioto di Soave Classico Le Sponde 2006.
    -Tipologia vino: Dolce D.O.C.G.
    -Vitigni utilizzati: 100% Garganega.
    -Provenienza uve: Località Castelcerino di Soave nella zona classica.
    -Gradazione alcolica: 12,0%
    -Appassimento: di circa sei mesi. I grappoli vengono appesi a delle reti nel fruttaio dell’azienda. Quotidianamente vengono controllati per togliere eventuali acini non perfetti.
    -Vinificazione: fermentazione in barriques.
    -Affinamento: 10/12 mesi in barriques in parte nuove ed in parte usate.
    -Zuccheri Residui: 134,5 g/l.
    -Prezzo in enoteca: Euro 22,00.

    Giudizio EC: 18/20. ALTISSIMO CETO.

    Non penso di dire delle fregnacce e di far torto a nessuno se asserisco che questo, tra i Recioto di Soave, al momento è il numero Uno. Di un gradino superiore rispetto anche alla notevole versione 2005. Prima di tutto per la grande pulizia aromatica che lascia scorgere ogni minima sfumatura delicata della sua complessita. Frutto maturo e non stucchevole, a contatto con l’aria sprigiona via via degli aromi di albicocca disidratata quasi di origine pantesca nella sua forma vinosa, fichi e datteri rinfrescati da noti di balsamico e di salvia. La frutta secca, presente in maniera più marcata in altri Recioti, qui viene esaltata in maniera più tenue e molto meno amara. In bocca l’imponenza degli zuccheri residui, non scade nella stucchevolezza grazie alla forza acida che sorregge anche la struttura, aumentando così lo slancio gustativo e la piacevolezza di beva. Un consiglio…non servitelo troppo freddo, altrimenti vi perderete ogni piccola sfumatura.

    Bottiglie personalizzate…

    Note  positive.
    -Il packaging, anche nella caratterizzazione stilistica delle etichette, in perfetta sintonia allo stile aziendale.

    -La crescita qualitativa, lenta ma costante, uniti al grande impegno fatto anche di energie profuse nel lavoro da parte di tutta la famiglia, votate sempre alla ricerca del meglio.

    Note negative, Dettagli.
    -Vorremmo trovare dei vini dotati di maggiore incisività, un filino più grassi, dove il frutto sia dotato di maggiore slancio e con delle note vegetali meno “verdi”, più fresche e con una maggiore vivezza stilistica, che sono tranquillamente alla loro portata di mano. Per chi ha la possibilità, prego, vedere il Ca’ Visco 2005…

    Conclusioni.
    -Un’azienda condotta con grande passione dove è possibile trovare lo slancio e la voglia di fare, con quell’esuberanza giovanile, data dai figli Alberto e Chiara, con un occhio rivolto al rigore della tradizione solcata da mamma Giovanna e papà Giuseppe. Una maggiore omologazione caratteriale sarebbe presto auspicabile in futuro per tutti i vini, per vedere assottigliarsi quel divario che esiste ora tra i vini “base” ed il Recioto di Soave, dove quest’ultimo si trova decisamente, per stile e vigore, su di un altro pianeta.

    Azienda Agricola Coffele
    Via Roma, 5
    37038 Soave (VR)
    Tel: 045.7680007
    Fax: 045 6198091
    Skype: vinicoffele
    e-mail : info@coffele.it
    web site: www.coffele.it

    Cin! Cin!

    Ivano Antonini alias EnoCentrico

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    Ivano Antonini alias EnoCentrico

    ivano.antonini@altissimoceto.it

    Topics: Cantine&Vini, Degustazioni Vini | 3 Comments »

    3 Responses to “Az. Agr. COFFELE – Soave (VR).”

    1. Pino Says:
      novembre 6th, 2008 at 16:16

      Una delle migliori aziende del Soave, per qualità dei prodotti, unicità del vigneto (Castelcerino wow!!!!) e simpatia/accoglienza dei proprietari. Trovo il Ca’Visco una delle migliori espressioni del Soave in acciaio, mentre il Recioto non riesco a capire perché non sia ancora riuscito a beccarsi i tre bicchieri, o al gambero non piacciono i vini dolci oppure… boh.
      Bravi ragazzi continuate così.

    2. Cartoline dal XXXII Meeting di Altissimo Ceto - Miramonti L’Altro - Concesio (BS) - Chef Philippe Leveille | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      dicembre 11th, 2008 at 11:46

      [...] la parte dolce… Un Magnum Personalizzata Altissimo Ceto, del fantastico Recioto Le Sponde 2006 di Coffele!   Azienda Agricola Coffele – Via Roma, 5 37038 Soave (VR) Tel: 045.7680007 e-mail : [...]

    3. Cartoline dal XXXIV Meeting di Altissimo Ceto – Ristorante L’arco antico – Savona (SV) – Chef Flavio Costa | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      agosto 24th, 2010 at 14:57

      [...] Magnum Personalizzata Altissimo Ceto, del Soave Classico Ca’ Visco 2007 di Coffele! Azienda Agricola Coffele – Via Roma, 5 Soave 37038 (VR) Tel: 045.7680007 e-mail : [...]

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