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Ristorante GOLD – Dolce & Gabbana – Milano
By ViaggiatoreGourmet | febbraio 8, 2007
Provato a Pranzo Mercoledì 1 Febbraio 2007
Era l’ultimo giorno di Identità Golose a Milano e dopo il pranzo di Lunedì da Andrea Berton (Trussardi alla Scala) e Martedì da Carlo Cracco (Cracco-Peck) , in compagnia di un noto Chef dell’ hinterland Torinese e di un collega “blogger”, per il terzo pranzo decidiamo di “eludere” i consigli del circuito del fuori congresso… e spinti dalla curiosità e dal numeroso “chiacchiericcio” mediatico di queste ultime settimane decidiamo da “temerari” del gusto di “testare” il GOLD … di Domenico Dolce e Stefano Gabbana.
Del resto si è letto e se ne continua a leggere molto… Camilla Baresani , Davide Paolini , Stefano Bonilli.
Premetto che ad accoglierci troveremo Giacomo Gallina (Classe 54) Executive Chef del Gold, che ci accompagnerà in un tour interessante del Bistrot , sala Ristorante al piano superiore aperta solo la sera, bar, cucine, e si dimostrerà disponibile nel fornirci ogni informazione a riguardo.
Ci ha subito ben disposto quando alla mia domanda di rito… cosa ne pensa dell’articolo della signora Baresani, candidamente risponde “aveva ragione abbiamo sbagliato e me ne dispiace”.
Anche grazie a feedback spesso duri ma ben analitici in effetti si impara molto di più ad “aggiustare” qualche piatto , e risolvere qualche problematica .
A completare la squadra, il talentuoso Pasticcere Stefano Deiuri e il Direttore di sala Saverio Cognetti, a “governare” un gruppo nutrito di giovani convinti (forse anche troppo) e motivati.
Mise en place (Del Ristorante aperto solo la sera)
Cristalli Schott, posateria broggi da notare che è tutto a Brand “Gold” applicato.
Mise en place Bistrot (manca solo la tovaglia..)
Menù (in italiano e in inglese (+) )
Per l’ unica cucina tra Bistrot e Ristorante , due carte per una cinquantina di piatti… davvero un grande impegno sotto tutti i punti di vista considerato che sin dall’apertura il Ristorante/Bistrot “muove” tra pranzo e cena 280/300 coperti.
Al Bistrot
Insalata trevisana, indivia, spinacini e gorgonzola 9€
Paccheri al baccalà olive taggiasche e capperi 12€
Ravioli ripieni di carne e pere al burro tartufato 12€
Chitarre al cipollotto, pomodoro e peperoncino 10€
Crespelle agli asparagi e taleggio 10€
Risotto al cedro e martini dry 10€
Bufala , pomodoro e basilico 10€
Verdure alla griglia con scamorza 10€
Parmigiana di Melanzane 10€
Spada alla griglia con capperi, limone e pomodorini 18€
Tagliata di tonno al riso nero e salsa di soia dolce 18€
Finissima di salmone marinato con senape dolce 15€
Costolette di cerco con purea di mele e radicchio 18€
Ossobuco in gremolata alla Milanese 18€
Curry verde di pollo con riso profumato 12€
I dolci del Bistrot 8€
Healthy Menu (Piatti per fare attenzione alla linea…)
Bresaola olio e limone con insalata di carciofi 12€
Tofu scottato al sesamo e vegetali alla soia 8€
Spaghetti integrali Bio con pomodoro e zucchine 10€
Trancio di pesce al vapore in cartoccio d’erbe 15€
Frutta Fresca al piatto 8€
Al Ristorante
I Tartufi di Alba e Paolo Parisi…
Tajarin 25€
Risotto 29€
Casoncelli 29€
Uova “Paolo Parisi” 29€
Tartare di Carne Podolica 35€
Carpaccio con battuto di scorzone e lardo 35€
Antipasti
Baccalà , patate e tartufo nero 18€
Culatello e melone d’inverno 18€
Trio di marinati in tartare 18€
Carpaccio alto con nero pregiato e foie gras 18€
Tatin di carciofi e gelato al tartufo 16€
Terrina di anguilla , spinaci e peperoni 16€
Insalata di cicorie amare, agrumi e sogliola 15€
Burrata con battuto eoliano 16€
Primi Piatti
Pappardelle allo stufato d’agnello 17€
Agnolotti al castelmagno e tartufo nero 20€
spaghettoni ai broccoli , vongole e mandorle 18€
Risotto alle erbe e frutti di mare in rosso 20€
Rigatoni ai carciofi, pancetta e caprino 17€
Gnocchi di patate, gamberi e ragù di trevisana 19€
Zuppetta d’inverno 13€
Secondi Piatti
Orata al forno con fonduta di arance e mirto 20€
Merluzzo in cassoletta di verze 22€
Tonno scottato, finocchi e olio al nero 20€
Astice intero in crema di topinambur 35€
Controfiletto di manzo in carbonade rivisitata 24€
Lombatina ai carciofi, animelle e gorgonzola 22€
Costolette di agnello in crosta croccante 24€
Bottaggio di pollo al foie gras 20€
Dolci
Oro colato e cioccolato 20€
Tiramisù moderno 12€
Pavè di cioccolato e menta piperita 12€
Ricotta , cioccolato e Pistacchio in cialda 14€
Guazzetto di frutta e gelatina 12€
Rosso campari e vitamina C 14€
Coperto 7€
Foto tavolo e sala ristorante.
Carta dei vini;
Decisamente ampia, ma con ricarichi alle volte troppo importanti.
(16/20)
Dalla carta anche numerose proposte di servizio al bicchiere… trovate i costi indicati tra parentesi.
Vi cito solo qualche esempio per farvi capire prezzi e ricarichi.
Gavi di Gavi 2005 F.lli Borgogno (6€) 30€
Sauvignon 2005 Jermann (8€) 45€
Muller Thurgau 2005 Colterenzio (7€) 35€
SCYRI 2001 COS (14€) 60€
Barbera Cà di pian 2004 La Spinetta (12€) 55€
Barolo Viglione 2001 140€
Brunello Riserva 1999 Il Paradiso (22€) 100€
Sassicaia 2003 Tenuta San Guido 190€
Ornellaia 2001 320€
Poully – Fumè – Chateau de tracy 95€
Meursalt-Perrieres 2002 Louis Latour 120€
L’ermite 2002 M. Chapoutier 340€
Abbinamento Vini; (scegliamo al bicchiere)
Anche l’acqua porta il Brand Gold…
Pane
Unica tipologia con grissinoni… fornitore esterno.
Si parte!
Dal mare
Grandi materie prime , un piatto fresco e ricco in un assemblaggio classico.
(14/20)
Risotto al Cedro e Martini Dry con caviale iraniano asetra
Con il cedro a ripulire, grandissimo piatto, con la chicca del caviale a tutto gusto.
Ammetto che la chicca del Caviale ho paura che nel piatto in carta a (10€) non la trovate,
ma il buon Giacomo ha voluto “coccolarci” e noi abbiamo decisamente gradito ![]()
(15/20) + 1 per il Caviale…
Foto dettaglio Risotto.
Branzino.
Buon assemblaggio nell’insieme , cottura perfetta e grande qualità.
(15/20)
E terminiamo con un gran Dessert!
GoldBox! Oro colato e cioccolato.
A portarcelo direttamente il bravo Pasticcere Stefano Deiuri.
(16/20)
Eccovi il severissimo Massimo De Marco alias (Itadakimasu) , nel momento di gustarsi con soddisfazione il GoldBox..
Dopo questa foto non potrà più smentire di essere stato al Gold..
e verrà attaccato dai suoi amici “senatori” del gusto, perchè a prescindere…
gli appassionati… della cucina d’autore e dei ristoranti da 20-30 coperti,
spesso “snobbano” e valutano con incoerente pregiudizio questi locali da 300 coperti giorno… pretendendo in ogni caso dei piatti di cucina d’autore, curati ed assemblati in modo impeccabile.
Viceversa a mio parere sono ben altre le valutazioni da farsi in questi contesti e partire con inutili pregiudizi compreso il , “cosa volete che ne capiscano di Ristorazione D&G” non aiuta a valutare con coerenza ed equilibrio cucina e progetto nel suo complesso.
Poi ognuno di noi ha i suoi gusti e le proprie giuste preferenze in termini di tipologie di cucina e location di Ristoranti e fortunatamente l’offerta è molto ampia ed in grado di accontentare tutti i palati e tutte le tasche…
Un Caffè con cioccolatino ovviamente GOLD.
Il Conto;
Mediamente si spende…
Al Bistrot tra 25 e 45 €
Al Ristorante tra 65 e 95 €
Altra foto “scorcio” della sala Ristorante al piano superiore.
Note Positive;
Mi ha fatto una grande impressione Giacomo Gallina, davvero una persona umile, brillante, generosa. Uno Chef che non ama il palcoscenico… e che ha passato 20 anni tra le cucine di America e Asia. Ci spiega quanto sia vantaggioso muovere 300 coperti al giorno in una logica di approvvigionamento delle migliori materie prime, considerato che per fare un esempio se lui gestisce 7 tonni a settimana, e ne riscontra uno non ad un coerente livello qualitativo lo rimanda al fornitore che lo cambia, viceversa il piccolo ristorante che “muove” un tonno a settimana , spesso se lo deve tenere… a prescindere…
In foto Giacomo Gallina (Classe 54) Executive Chef del Gold
Viso pulito, mani da lavoratore.
Note Negative; Dettagli
L’ingresso davvero troppo “sfarzoso” incute un certo imbarazzo di fondo, a meno che non si sia abituati ad un tenore da Sceicco Arabo, in un certo senso ti fa sentire fuori posto… e come inizio non è proprio il massimo…
I ragazzi di sala troppo “convinti” , spesso sbrigativi, ritmo e velocità a scapito di rapporto e interazione con il cliente, ma anche questo da valutarsi in una logica della grande quantità di lavoro.
Il Coperto 7€ … ?!?!? acc…
Conclusioni;
300 coperti al giorno , possibilità di scelta su due carte, 50 piatti in totale.
Numeri importanti che consentono l’utilizzo di ottime materie prime di qualità, ma non consentono piatti dall’assemblaggio complicato e una cucina d’autore “spinta” cerebrale, in grado di portare forti emozioni al Gourmet appassionato.
E’ un modello ed un offerta di Ristorazione che non deve essere paragonata ai locali di ricerca da 35 coperti a servizio… come viceversa qualcuno vuole fare intendere.
E’ un locale dove potete trovare delle ottime materie prime in piatti classici, assemblati con orpelli semplici e considerato che tra brigata di sala e cucina ci sono tanti “giovanissimi” qualche errore e qualche impaccio sono da mettere in conto… , certamente il rapporto qualità/prezzo non aiuta, ma se siete alla ricerca di un Ristorante per un dopo teatro , come alternativa alla solita Pizza Milanese Notturna… questa è sicuramente un ottima alternativa oltre che forse l’unica disponibile ad un certo livello.
Ristorante/Bistrot GOLD
Piazza Risorgimento – 20129 Milano
Tel. 02.7577771
www.dolcegabbanagold.it
Topics: Backstage Eventi Enogastronomici | 22 Comments »
22 Responses to “Ristorante GOLD – Dolce & Gabbana – Milano”
Comments
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Locale Convenzionato "











febbraio 8th, 2007 at 12:44 PM
Quanto rumore per nulla…Gallina è un discepolo di Paracucchi: punto!Davide(Paolini)ha sempre un occhio di riguardo per gli extra-large:e fa bene!!!(sono troppo pochi e la frammentazione dell’offerta,come per le PMI,è eccessiva.Però il “viaggiatore g” fa notare che con questa ritorazione la gestione delle materie prime e il food cost sono meglio gestibili che nella…micro o piccola ristorazione.Dibattito aperto…
febbraio 8th, 2007 at 12:46 PM
Gentile VG,
come sl solito bella recnsione.Volevo segnalare l’esagerazione del prezzo del Sassicaia 2003 Tenuta San Guido.Infatti questa bottiglia(identici produttore ed annata)mi è stata regalata a natale..:-)..qualche giorno dopo ero nell’enoteca dove era stata presa la bottiglia e casualmente ho visto il prezzo del mio regalo:€…110.Quindi 80 in + al Gold?????!!!!!!..Un po’ esagerati,non pensi?
Un saluto
Ale
febbraio 8th, 2007 at 1:34 PM
ehi claudio
ti va alla grande con il caviale eh??
prima da Uliassi e adesso Gallina ti rifila un risottino con caviale aggiunto.
Quando usciamo una sera a cena insieme??
voice
febbraio 8th, 2007 at 2:33 PM
Semplicemente folle il ricarico sui vini.
Mi domando che senso abbia.., che i simpatici DeG vogliano rivolgersi ai Russi miliardari piuttosto che agli sceicchi?
Neanche nei blasonati tristellati Italici da 25/30 coperti ho visto questi prezzi.
Per quanto mi riguarda prendero’ altre direzioni.
saluti
Tatixs
febbraio 8th, 2007 at 6:19 PM
Ho dato un’occhiata veloce a questa recensione…ma scusa non posso proprio trattenere un commento immediato e d’impatto: tanto sfarzo e poca concretezza o essenza.
Mi spiego…la mise en place (in termini di tecnica e regola) è veramente pietosa, addirittura un coltello al contrario e forse mancano dei bicchieri… o ci sono o non ci sono (dalla foto si vedono i bicchieri per un coperto)…. e poi leggo 7€ il coperto? UTOPIA
Inoltre non sono d’accordo con il discorso dei tonni…è un discorso di comodo, chi l’ha detto che un ristorante piccolo con pochi coperti è obbligato tenere quello che arriva, sarebbe un lungo discorso e non voglio annoiare …..
Delusione
febbraio 8th, 2007 at 6:44 PM
Gentile “Delusione”,
Complimenti per l’occhio…
In effetti va detto che l’apparecchiatura della sala Ristorante chiusa a pranzo è stata “improvvisata” per un solo coperto… quindi nella foto del mio tavolo da quattro mancano volutamente gli altri bicchieri… Aldilà di questo dettaglio poi noi abbiamo pranzato nei tavoli di sotto.
In ogni caso il coperto a 7€ ha lasciato perplesso il sottoscritto quanto gli altri…e viene applicato solo al Ristorante la sera.
Riguardo il tonno , non faccio il Ristoratore e ho riportato quanto riferitomi, in ogni caso da sempre un maggiore potere negoziale con i propri fornitori, consente di ricevere dei “favori” più di altri, poi non dubito che ci siano fornitori seri e meno seri e quelli che considerano in egual modo piccoli e grandi clienti…
Un caro saluto.
VG.
febbraio 9th, 2007 at 11:26 AM
A proposito di ricarichi sui vini, puo’ interessarvi che a Londra pago 42 sterline per un Ronchedone Ca dei Frati che mi costa 11 sterline dal distributore UK (e credo circa 11 euri in Italia dal produttore).
I ricarichi in sala qui sono in generale intorno ai 3x- 4x anche su vini non ‘nobili’ come l’esempio sopra attesta. Forget Sassicaia.
Milano non e’ Londra, pero’ insomma vorrei dire a chi grida allo scandalo che tutto e’ relativo…Il costo di una cena va valutato nel suo complesso e non sui singoli items.
Ciao,
Man
febbraio 9th, 2007 at 1:56 PM
Caro Man, sei fuori strada, il vino in un ristorante e’ “quasi” un servizio che il ristoratore rende al cliente , il suo margine lo deve ricavare altrove….e’ ìmmorale applicare certi ricarichi (se lo fanno a Londra forse ci puo’ stare visto che in Inghilterra non hanno vigneti ma a Milano no)
E per quanto riguarda gli stilisti che fanno i ristoratori non ne sentivamo proprio il bisogno !
Ci ritroveremo con Pierangelini, Vissani e la Santini con i loro atelier di Moda ?! Ma per piacere , che ognuno faccia (bene) il proprio lavoro. E poi (e qui concludo) che cattivo gusto il lingotto d’oro all’entrata del Gold!
Saluti Tatixs
febbraio 9th, 2007 at 2:42 PM
No guarda, gentile Anonimo, non tiriamo in ballo la moralita’! La dimensione morale io la vedo nell’integrita’ dei prodotti, nella trasparenza verso il cliente, nei rapporti con il personale. Nei prezzi, no: un ristoratore per me puo’ anche caricare il 1000% su tutto e andare in Paradiso. Qui sulla terra, ci pensa il mercato. Se i prezzi nel complesso sono troppo alti, la gente non ci va, punto.
Io personalmente da Gold non ci andrei, per quel che posso vedere e’ troppo kitsch e intuisco che l’ambiente e’ l’opposto di quello che piace a me. Pero’ dal report di VG sembra un posto gestito professionalmente, i piatti sono belli, lo chef ha reagito a critiche legittime da gran signore (certi critici gastronomici dovrebbere imparare da lui…), e non mi importa nulla di chi lo gestisce: se sono bravi nel loro genere, buona fortuna a Gold!
febbraio 9th, 2007 at 5:18 PM
NON è TUTTO ORO CIò CHE BRILLA !!!
febbraio 10th, 2007 at 11:50 AM
E’ facile fare una recensione positiva quando si arriva in un locale annunciati, quando lo chef ti fa anche il regalino….! Caviale!!!!
Credo che ognuno ha il diritto di reinvestire i propri soldi come vuole e quindi mi sta bene che Dolce e Gabbana aprano un ristorante. A me fanno orrore e non mi avranno ne come cliente moda ne come cliente cibo.
febbraio 14th, 2007 at 3:34 PM
(G)old fashion:non è tutto oro e tutto nuovo ciò che brilla…
febbraio 20th, 2007 at 3:40 PM
VG sei arrivato tardi,a polemica già iniziata:quella tra il gastronauta Paolini e la Baresani sul Gold D&G:quanta bella pubblicità gratuita per i due
a-dorati stilisti:sfido che poi minacciano di non pubblicizzarsi più sul Sole24Ore di De Bortoli,con tutto lo spazio gratuito che gli stanno dando(anche Ricci su Striscia la Notizia in tivù…). Ma vadano tutti a…
marzo 21st, 2007 at 5:48 PM
(…)il vino in un ristorante e’ “quasi” un servizio che il ristoratore rende al cliente(…)
Lavoro nel settore e ti posso dire che quasi tutti i ristoratori del mondo i margini più alti li fanno con il vino.
Lo chef di un noto tristellato mi ha detto addirittura che loro col cibo vanno in pari (quaranta coperti, trentadue fra cuochi e camerieri) e il guadagno lo fanno col vino.
marzo 29th, 2007 at 9:21 AM
Ristorante terribile. I signori D&G dovrebbero lasciare la ristorazione a veri esperti – una lezione o due da Arrigo Cipriani gli farebbe bene.
maggio 9th, 2007 at 11:32 AM
ma io dico e possibile che si fanno dei commenti
maggio 23rd, 2007 at 11:50 AM
ciao,
vorrei proporre il mio curriculum al Gold per affiancare Gallina. Sapresti darmi un contatto?
Grazie
giugno 12th, 2007 at 8:55 PM
Quanto ve la menate!giudicate un ristorante da ben pochi dettagli ma ci si accorge subito che la maggior parte di voi,in particolare i piu’ critici ,ben poco conoscono della ristorazione collettiva e della qualita’ che deve essere garantita in questo genere di strutture,Vi consiglio prima di scrivere giudizi poco lusinghieri(non mi riferisco ai ricarichi) di ponderare bene le parole;quello che per voi e’ un hobby,per altri e’ lavoro,ricerca ,investimento.Cominciate ad imparare cosa si celi dietro la parola”cottura”ad esempio..chimicamente.fisicamente,denaturazioni di principi nutraceutici…
luglio 17th, 2007 at 11:23 AM
Caro Altissimo Ceto, mi occupo di giornalismo enogastronomico da anni, perciò mi permetto di sorridere un po’ alla vista del tuo blog. Lo trovo un po’ narcisistico(sebbene nel nostro ambiente, chi non lo è), nel senso che qui in realtà i vari ristoranti e i relativi chef diventano strumentali alla propria immagine di esperto gastronomo. Come dire: vedete, io vado nei migliori ristoranti, mangio alla cucina dei migliori chef… Tant’è vero che ti annunci pure quando ti appresti a recensire ora questo ora quel locale. Il “gastronauta”(consentimi la citazione di Paolini) va in incognito. Ad ogni modo, per tornare al “Gold” devo dire che non ho mangiato male: ma questo è tutto. Voglio dire che non mi sono capottata dalla bontà. Dignitoso, questo è il termine. Ad ogni modo, secondo me ci sono due enormi pecche nel servizio che andrebbero riviste, pena la classificazione del ristorante cone locale “da tamarri” e basta. La prima pecca è la mancanza di tovagliato nel Bistrot. Tu dirai: è la forza dell’estetica, altrimenti il piano del tavolo a specchio non renderebbe. Sì, ma le posate buttate a casaccio su di un piano che magari chissà quante mani sudaticce ha visto prima delle mie, dove le mettiamo? Ci sono molti sistemi carini ed “estetically correct”: sottopiatto, tovaglietta all’americana su misura fino all’appoggia-posate, in tono minimal chic. Secondo errore: il personale non è addestrato a servire il vino. Ho chiesto un calice di bianco. Mi è arrivato un ragazzo con una bottiglia subito infilata nel bicchiere senza dichiarare di quale vino si trattasse e se mi andasse bene. Morale: era un Gewurz Traminer alsaziano che con le mie pennette allo scorfano non stava affatto bene, data la sua alta aromaticità. Mi chiede allora cosa voglio. IUn Pinot o un Tocai, tanto per non scolvolgerli troppo e vedere che soa mi avrebbero proposto.Ecco che il baldo giovane arriva con un Gavi(?) che mi viene nuovamente versato nel bicchiere senza che io neanche possa assaggiarlo prima. Queste cialtronate a 75 euro al pasto sinceramente possono(e devono)essere evitate. Bene, ora che mi sono sfogata, ti saluto e ti auguro un po’ di modestia.
Baci e abbracci. Nonna Papera
dicembre 12th, 2007 at 11:16 AM
Visitato sabato 8 dicembre 2007. Ci presentiamo all’ingresso del locale (che per quanto mi riguarda non intimorisce affatto) alle ore 20.30: siamo due coppie e dopo aver conferito con l’addetto alle prenotazioni (Bistrot), veniamo abbandonati al nostro destino. Considerando la nostra iniziale diffidenza, non è male come inizio. A seguito delle nostre lamentele, arriva finalmente un ragazzo che, scusandosi, ci accompagna al nostro tavolo. L’ambiente non è male, pur con quella percentuale (variabile a seconda dei gusti personali) di kitch che contraddistingue lo stile dei due proprietari: le sedie sono molto comode, la disposizione funzionale, per 4 persone. Le luci non infastidiscono, pur non essendo soft, così come la musica di sottofondo: nel Bistrot manca la tovaglia, particolare che, igienicamente parlando, è gia’ stato evidenziato da altre recensioni. Ci sono alcuni tavoli vuoti, ma in breve tempo il locale sarà pieno. Ci consegnano il menu’: durante la consultazione compio un grave errore, lo abbandono per un attimo sul tavolo. Come un fulmine arriva un “cameriere” che, senza profferire parola, se ne impossessa correndo a portarlo ad altri avventori: incredibile. Non riporto i nostri commenti, ho gia’ detto che eravamo prevenuti. Altra lamentela, altre scuse e il menu’ mi viene riconsegnato. Alcuni camerieri sono effettivamente molto “convinti”, al limite della (spero involontaria) strafottenza (ma alla fine si riveleranno anche simpatici).
L’offerta delle portate e’ buona ed attraente.
La carta dei vini è sufficientemente ampia, anche se i ricarichi decisamente alti rispetto al resto. Scegliamo un Chianti Fonterutoli 2005 (45 Euro). La bottiglia viene presentata correttamente al tavolo, fatta assaggiare, e ripresentata ai commensali con professionalità (finalmente).
Scegliamo rispettivamente, come prima entre’:
Ravioli di zucca, Garganelli ai gamberi e due insalate miste. I piatti sono ben fatti e complessivamente niente male, considerando l’elevato numero di coperti (la cucina e’ la stessa sia per il ristorante che per il Bistrot).
Seconda portata: Pollo ai porcini, tagliata di tonno, pesce del giorno (per due). Un cameriere (responsabile di sala?) ci illustra con efficacia la composizione dei piatti. Anche in questo caso nulla da dire. Il locale inizia a piacerci sempre di più.
Sorpresa: nel bel mezzo della cena arrivano LORO. Domenico e Stefano sono in compagnia, circa otto persone, e prendono posto al tavolo a fianco. Si nota inevitabilmente una certa fibrillazione da parte del personale, che cerca di accogliere al meglio i “padroni” di casa. Mentre Stefano saluta a fatica i camerieri, sguardo di sufficienza e fisso nel vuoto, Domenico si dimostra nei loro confronti molto più disponibile ed alla mano.
Dessert: due dolci “GOLD” con foglia d’oro 24K (buoni, da provare, se non altro per la scenografia), due dolci della casa ed infine quattro caffè. Ci allontaniamo definitivamente soddisfatti ed alleggeriti di 245 euro (complessivi).
Conclusione: ebbene sì, ci siamo ravveduti. Non abbiamo mangiato affatto male, considerando la tipologia del ristorante, ovviamente. Forse hanno capito che le stroncature iniziali non erano del tutto infondate, e sono corsi ai ripari.
Il locale è decisamente gradevole, alla moda (si dice così), compreso il Lounge Bar e le sale annesse (i bagni meritano assolutamente una visita: sfarzosi, marmo e specchi a tono caldo ovunque, massima pulizia e monitor TV in ogni “stanza”). Per il guardaroba nulla è dovuto.
Marco
giugno 3rd, 2008 at 7:24 PM
Anche io ritengo che recensire un locale mentre lo chef ti aspetta sulla porta ti guida nel tour del locale e ti fa pure il regalino del caviale, peraltro non sul menù, non abbia alcun senso. Io ci sono stato 3 volte, 2 volte mangiato bene, la terza -recentemente – ho voluto provare la tanto vituperata cotoletta (vedi commento Baresani) ebbena la ns Camilla aveva perfettamente ragione, la cotoletta è stata un disastro e sembra contrariamente a quanto affermato dalla recensione non ci siano stati miglioramenti.
La cosa peggiore, pur tra altre note positive – è il sevizio troppo veloce e isterico, non fai in tempo a terminare una portata che già arriva quella successiva. Quanto ai prezzi a Milano c’è di peggio per locali e cucina decisamente inferiori.
luglio 4th, 2009 at 12:13 AM
[...] anni fa, per la recensione di una bistecca indigesta al Gold (questa sciccheria qua), tolsero la pubblicità al Sole 24 Ore ma son [...]