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Cartoline dal 133mo Meeting Amici Gourmet Ristorante Piccolo Lago – Lago di Mergozzo (VB) – Chef Marco Sacco
By ViaggiatoreGourmet | dicembre 8, 2011
Abituali cartoline dal Meeting con i nostri lettori al Piccolo Lago (versione estiva) … Stay tuned.
Archivio Storico Reportage:
-> Reportage del 24 giugno 2006
-> Reportage del 14 ottobre 2006
-> Reportage del 31 luglio 2008
-> Reportage del 10 dicembre 2010
-> Meeting del 7 dicembre 2011
-> Meeting del 23 maggio 2012
VG-TV – Contributo Interviste
Il borsino delle guide cartacee
Michelin assegna una due stelle e tre coperti 
Espresso assegna 16,5/20
(nel 2011 16)
Gambero Rosso assegna 86 e 49 alla cucina
(nel 2011 88 e 52)
La squadra
Lo staff di cucina
Chef: Marco Sacco (classe ‘65)
Sous chef: Danilo Bortolin (classe ‘81)
Chef de partie: Davide Larise (classe ‘80)
Chef de partie: Tetsouya Akay (classe ‘79)
Lo staff di sala
Carlo Sacco (classe ‘67)
Raffaella Marchetti (classe ‘66)
Sommelier: Sayaka Anzai (classe ‘72)
Commis: Omar Mastrazzo (classe ‘92)
Ci accoglie una massima di Brillat Savarin
“Il creatore, obbligando l’uomo a mangiare per vivere lo invita con l’appetito e lo ricompensa con il piacere.”
La sala e la mise en place
La veranda sul Lago di Mergozzo
Le braci sono già calde
Menu
Riportiamo, come sempre, i menu degustazione e quello alla carta.
Gran degustazione a sorpresa
Menu completo 140 € – Minimo per due persone – Abbinamento vini 80 €
Dall’acqua…
… alla tavola pescando nei laghi, nei fiumi e nel mare. Un’immersione gustativa di cinque portate più dessert
Menu completo 100 € – Abbinamento vini 50 €
I classici del Piccolo Lago
Menu di tre portate più formaggi e dessert, che propone solo prodotti tipici del nostro territorio
Menu completo 80 € – Abbinamento vini 50 €
Il menu alla carta
Antipasti
Hamburger di trota del Mergozzo 20-10
€ 30,00
Fritto d’acqua dolce
€ 30,00
Battuto di fassone, spuma di parmigiano Vacche Rosse balsamico dop
€ 30,00
Flan di bettelmatt Alpe Morasco, leggera mostarda di pere, salsa ai mirtilli di montagna speziati
€ 30,00
Torrone di fegato d’oca, fugascina e gelato alla lavanda
€ 30.00
Uovo in quattro consistenze, crema di topinambour, füsnitt
€ 30,00
Primi piatti
Tagliatelle di farina di farro, crema di agone e cipollotto, colatura di missultin
€ 25,00
Gnocchetti al nero, crema di sedano rapa, crudo di mare
€ 25,00
“Gli Aironi” riso carnaroli mantecato alla spugna di porcino, porcino trifolato e pere
€ 25,00
Tajarin classico piemontese, fondue di Bettelmatt Alpe Forno, polvere di porcino
€ 25,00
Prosciutto e melone in inverno, al plin
€ 25,00
Carbonara “au koque”
€ 25,00
Secondi
Scaloppa d’acqua dolce al vapore, zuppetta di ortica, piccole verdure
€ 36,00
Evoluzione della tecnica: anguilla dal fuoco al Roner
€ 36,00
Rombo arrostito alla brace di faggio, insalate cotte e salsa al limone candito
€ 36,00
Cipollone cotto al sale, bettelmatt Alpe Sangiatto fuso
€ 36,00
Bianco di faraona in farcia di salsiccia, marmellata di clementine, patata all’olio d’oliva
€ 36,00
Filetto di manzo, salsa di fegato d’oca, sbrisolona di polenta e pepe di Sichuan
€ 36,00
L’agnello: la costoletta e il cosciotto
€ 36,00
Costata tradizionale di razza piemontese cotta su brace di faggio
€ 70,00 (per 2 persone)
Dolci
La tradizionale tavolozza
€ 25,00
Tiramisù: passato, presente, futuro
€ 18,00
Insalatina di agrumi, sorbetto al frutto della passione, miele
€ 18,00
Consistenze di cioccolati
€ 18,00
Sfoglia, pere, cioccolato e spezie
€ 18,00
Zabajone al prosecco, fugascina di Mergozzo
€ 18,00
Sorbetti di frutta
€ 15,00
I fornitori
Carni Piemontesi: La Monferrina
Pesce: Zonca s.r.l. comm. ittico
Farine: Mulino Marino
Riso: Gli Aironi Risi&co
Olio extra vergine: Natali
Formaggi: produttori Ossolani, La Casera
Prodotti di qualità: Selecta
Caffè: Lavazza
Acqua: di Verbania per tutelare insieme l’ambiente
Carta dei vini [18/20] (dettaglio)
Tra le bollicine più rappresentative segnaliamo: Metodo Classico Blu Classico Az. Agr. Sanmarco; Brut Zero Rosé Valentino Pod. Rocche dei Manzoni; Champagne Blanc de Blancs Philippe Gonet. Tra i vini bianchi: Roero Arneis 2010 Nizza Silvano; Costa del Vento Vigneto di Timorasso 2003 Vigneti Massa; Ribolla Gialla Réserve 2004 Simčič. Tra i vini rossi: Langhe Nebbiolo 2008 Az. Agr. Marco e Vittorio Adriano; Barolo Cascina Massara 2004 Burlotto; Barbaresco Fausoni 1996 Sottimano. Tra i vini da dessert: Tokaji Nektar 1988 Monyok Pinceszet; Dietro l’Isola Passito di Pantelleria Salvino Gorgone. Curiosità: la bottiglia meno cara è Moscato d’Asti 2010 Sanmarco, quella più costosa è Richebourg Gran Cru Domaine de la Romanée-Conti.
Abbinamento Vini
Nei meeting utilizziamo i vini messi a disposizione dai nostri Partner.
Aperitivo in riva al Lago
Aperitivo e finger food: alborelle in agrodolce; flan di bettelmatt, leggera mostarda di pere, salsa ai mirtilli di montagna speziati; salumi della Val d’Ossola e formaggi tipici dell’Azienda Agricola Formazza.
Trento Doc Perlé 2005 – Ferrari
Brindisi inaugurale con il Blanc de Blancs di casa Ferrari. Lo chardonnay proviene dai migliori vigneti nel comune di Trento e fa almeno cinque anni di maturazione sui lieviti. Uno spumante di grande impatto, che ha come nota caratteristica, sia al naso sia in bocca, una piacevole sfumatura mandorlata.
Al centro dell’immagine Andreas Comploj della Alois Lageder e alla sua sinistra Marina Lazzarino delle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy.
Pesca live by Carlo Sacco
Marco ci chiama, è pronto in tavola
Il tavolo Amici Gourmet
L’esclusivo menu della giornata
Eccovelo trascritto:
Aperitivo di benvenuto
Asparagi al vapore, spuma di parmigiano, salsa all’uovo e burro d’alpe
Fritto d’acqua dolce
I tre colori della carota, straccetti di carne secca
La torta pasqualina su risotto carnaroli
Tagliatelle di farina di farro, crema di agone e cipollotto, colatura di “missultin”
Rombo arrostito alla brace di faggio, insalate cotte e salsa al limone candito
Filetto di manzo, salsa di fegato d’oca e pepe di Sichuan, sbrisolona di polenta
Predessert
Tiramisù: passato, presente, futuro
Caffè e piccola pasticceria
Pane [+++++]
Tipologie del pane: bianco aromatizzato; pane di segale; focaccia alle cipolle; grissini stirati all’olio d’oliva; crackers con semi di papavero bianco e nero. Tutto il pane viene servito sul piatto tipico di sasso (Beola) caldo e accompagnato dal burro dell’Alpe Veglia. Il forno usa farine biologiche di Mulino Marino e farine Petra con impasti a lievitazione naturale (biga).
Richiamino di aperitivo al tavolo
Champagne Grande Réserve – J. De Telmont
Una cuvée selezionata della masion J. de Telmont, situata nel paesino di Damery. All’interno troviamo in egual misura i tre vitigni classici: pinot noir, pinot meunier e chardonnay. È uno champagne ben costruito, dalla solida e avvenente architettura sensoriale. Importato in Italia da Longino e Cardenal
Ultimo aperitivo: battuta di fassone e zucchine trombetta sott’olio.
Tutti ai blocchi di partenza
Piattooo!
Asparagi al vapore, spuma di parmigiano, salsa all’uovo e burro d’alpe [17,5/20]
Riflettori puntati su questa particolare varietà d’asparago proveniente dal bosco Palli nel Monferrato. È visibilmente più lungo e dal sapore più amaro e molto più complesso, con nette sfumature balsamiche. La cottura al vapore è la più idonea per consegnarceli in tutta la loro integrità. In accompagnamento anche un soffice e spumoso insieme di uovo, parmigiano e burro d’alpeggio, che con la sua delicatezza ravvivata dal formaggio contrasta bene l’amaro dell’asparago, eccezionale anche da solo.
Se ci fosse qualche pignolo che non è convinto della qualità top della materia prima qui ci sono anche le carte!
La prima delle due chicche con cui Andreas ha deliziato i partecipanti
Chardonnay Löwengang 2007 – Tenutæ Lageder Alois Lageder
Lageder è senza dubbio uno delle perle vinicole più splendenti della Regione, non solo per l’esperienza secolare, ma anche per la lungimiranza e le idee di Alois, l’attuale proprietario. Con lui l’azienda è arrivata alla certificazione biodinamica e tutta la produzione è percorsa in modo olistico dalla sua filosofia. Tanti sforzi danno risultati manifesti nel bicchiere. Questo chardonnay in purezza, affinato un anno in barrique, ha la struttura di un grande bianco della Borgogna, con la spigliatezza e la fragranza di un vino altoatesino.
Langhe Doc Chardonnay Grésy 2000 – Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Grésy
Restiamo sullo chardonnay con questa interpretazione dei Marchesi di Grésy realizzata nei terreni del Barbaresco. Anche in questo caso la vinificazione prevede l’affinamento in barrique, ma di otto mesi. Sono passati una decina d’anni e questo vino ha raggiunto il suo clou evolutivo, con un naso dolce intramezzato da punte saline e una bocca vellutatissima, segnata da una decisa persistenza, che va di pari passo con quella della frittura.
Fritto d’acqua dolce [+++++]!
Due cose sono essenziali per la riuscita di un piatto simile: la qualità della frittura e quella del pesce. Poca roba verrebbe da pensare ed è proprio per questo che farne una che colpisce è ancora più difficile. Certo stare sulle sponde di un lago come quello di Mergozzo dà una mano non indifferente per il reperimento di materie prime eccezionali e l’indiscussa abilità di Marco fa il resto. Piccola chicca le due salsine di accompagnamento, maionese sifonata e salsa di soia, che richiama le posate suggerite per l’occasione.
Franciacorta Parosé Pas dosé Rosé 2005 – Il Mosnel
Gran bel prodotto questo rosé non dosato, quindi con un residuo zuccherino quasi impercettibile. Può vantare tratti più particolari rispetto agli altri spumanti Franciacorta, con una personalità più marcata e un attacco speziato. Composto dal 70% di pinot nero e dal restante di chardonnay, coltivati sulla collina di Monterotondo. Ennesima conferma per l’azienda Il Mosnel di Passirano, che tra l’altro si sta adoperando per fare la conversione al biologico.
I tre colori della carota, straccetti di carne secca [+++++]!
Sull’arancione della crema nulla di nuovo da spiegare, ma cosa c’entrano con la carota il bianco e il verde? Il primo è ottenuto da una schiuma fatta con il brodo di foglie dell’ortaggio, mentre il secondo è una purea realizzata a partire dall’estrazione della clorofilla del ciuffo. La carota non è mai stata così valorizzata, in tutte le sue parti, in tutti i suoi profumi e in tutto il suo gusto. In abbinamento troviamo per contrasto di consistenza e sapore gli straccetti di carne secca.
Pinot Noir Krafuss 2008 – Tenutæ Lageder Alois Lageder
Come per il Löwengang anche in questo caso le uve sono state coltivate in maniera biodinamica. Il cru Krafuss si trova giusto sopra la collina di Appiano, un terroir davvero eletto per il pinot nero. Dopo un anno di affinamento in barrique questo vino è pronto per regalare subito l’inconfondibile eleganza varietale, contraddistinta qui da piacevoli finiture speziate.
Il mitico Andreas!
La torta pasqualina su risotto Carnaroli [17/20]
La torta pasqualina è un piatto dal fascino familiare intramontabile, ma anche dalla sostanza bella sostenuta; ecco quindi una sua mereologia applicata a un risotto che per la sua cremosità è riduttivo definire all’onda, in cui le componenti della torta si sciolgono per poi ricombinarsi in bocca.
Nicola Tucci, enologo, era con noi al tavolo e ha voluto farci provare il frutto del suo lavoro
Manchuela Tintorera Doble Pasta 2008 – CienyPico
Quattro vignaioli, provenienti rispettivamente da Spagna, Italia, Bulgaria e Australia decidono di unire i loro caratteristici background per il progetto Cienypico, letteralmente cento e qualcosa. È così che si sono ritrovati nella Mancha per produrre questo vino, 100% Garnacha Tintorera affinata diciannove mesi in barrique. Naso molto coinvolgente, con la mora in risalto sugli altri frutti rossi e contorni officianali, seguiti in bocca da un frutto estremamente maturo che si dissolve nel finale cioccolatoso.
Tagliatelle di farina di farro, crema di agone e cipollotto, colatura di missultin [18/20]
Un primo sublime, che trasuda i sapori del lago. L’agone è infatti uno dei più buoni pesci lacustri del Nord Italia e qui è presente sia in una crema delicata di cipollotto che ne esalta il gusto saporito, sia come colatura che esprime al massimo la nota sapida; il missultin è infatti il nome tradizionale di questi pesci essiccati e aromatizzati con alloro, ma anche, in questo caso, con scorza d’arancia. Piatto perfetto che incarna al meglio la massima del locale: riprendere il passato, modellarlo nel presente, proiettarlo nel futuro.
La ricetta
Dosi per 10 persone
Tagliatelle
Ingredienti:
1,5 Kg semola
500 g farina di castagne
16 uova
Sale q.b.
Procedimento
Mischiare bene le farine e il sale, quindi impastare con le uova, lasciar riposare la pasta coperta con pellicola per almeno due ore in frigorifero. Aiutandosi con la macchina della pasta, tirare i fogli fino a uno spessore di 2 mm; formare le tagliatelle con lo strumento apposito. Formare dei nidi con le tagliatelle spolverare con farina di semola.
Colatura
Ingredienti:
15 g missultin a pezzi
5 g nero di seppia
700 g olio
Procedimento
Raffinare nel termomix a 80°C per 20 minuti e filtrare.
Salsa di missultin
Ingredienti:
100 g missultin
250 g cipollotti
150 g patate bollite
400 g brodo vegetale
15 g olio
Procedimento
Saltare cipollotti e missultin. Raffinare nel termomix con le patate e il brodo a 80°C per 7 minuti. Aggiungere l’olio e proseguire per 3 minuti.
Grissini
Ingredienti:
100 g farina per crackers
30 g acqua
15 g olio
5 g lievito di birra
Procedimento
Sciogliere il lievito nell’acqua, impastare col resto e far riposare una notte in frigorifero. Stendere fine con un matterello, ricavare delle strisce 1mmx25cm e cuocere a 180°C per 7 minuti. Lasciar seccare a forno spento mezz’ora circa.
Finitura
Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle con la crema. Stendere uno strato sottile di colatura sul piatto con un cucchiaio; porvi al centro il nido di pasta e cospargere polvere di scorza d’arancia; spolverare con un po’ di pepe la pasta e porvi al centro il grissino.
Langhe Rosso Doc Virtus 2004 – Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Grésy
Il nome latineggiante di questo vino si deve al fatto che i vigneti da cui proviene sorgono dove furono trovate le spoglie di Pertinace, il generale romano che ricoprì per breve tempo il diadema imperiale dopo la morte del più celebre Commodo. Si tratta di un uvaggio bilanciato di barbera e cabernet sauvignon (questo presente in dose minore) affinato per diciotto mesi in barrique. Un vino decisamente austero, con un naso caratteristico in cui si ritrova la nota gessosa del terreno, riverberata armonicamente anche in bocca. Degno compagno del rombo arrosto.
Rombo arrostito alla brace di faggio, insalate cotte e salsa al limone candito [17/20]
La cottura alla brace di faggio ha conferito al rombo una struttura possente, in nulla inferiore a una carne rossa. Un piatto di pesce straordinariamente fiero che grazie alla salsa di limone candito si sistema anche sul versante dell’acidità, presente come raffinato cammeo.
La ricetta
Dosi per quattro persone
Salsa al limone candito
Ingredienti
200 g limoni naturali dolci
100 g acqua
100 g zucchero
15 g senape
Olio d’oliva q.b.
Sale q.b.
Procedimento
Mettere a bollire i limoni nello sciroppo (acqua più zucchero) per 10 minuti e lasciarli riposare almeno un giorno nello sciroppo. Aprire i limoni e privarli dei semi. Frullare con olio, sale, senape e parte dello sciroppo fino alla consistenza desiderata.
Per il rombo
Ingredienti
4 filetti di rombo da 180-220 g
Sale
Procedimento
Arrostire i tranci di rombo sulla griglia, salare e finire la cottura in forno per circa 3/4 minuti. A cottura ultimata, aprire e ricavare due filetti con la pelle.
Insalata cotta
Ingredienti
8 foglie di lattuga
25 g radicchio di chioggia
12 punte di radicchio
8 foglie di insalata belga
150 g spinacino
Olio d’oliva q.b.
Aglio q.b.
Procedimento
Saltare velocemente le insalate nell’olio con lo spicchio d’aglio intero. Salare.
Altri ingredienti
20 g pomodoro candito
10 g olive taggiasche
10 g capperi sotto sale
Finitura
Posizionare tra i due filetti di rombo i pomodori canditi e le insalate cotte. Posizionare sul piatto il sandwich di rombo, fare dei cerchi circolari di salsa al limone candito e terminare a piacere con il resto delle verdure. Adagiare sul piatto anche il collagene del rombo precedentemente tagliato, guarnire con olio d’oliva e un cappero dissalato.
Il Barbaresco Docg Gaiun Martinenga 1999 Jéroboam dell’Azienda Martinenga delle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy… Il Marchese ha voluto rendere la giornata ancora più magica con questa sua chicca
impeccabile Carlo!
Barbaresco Docg Gaiun Azienda Agricola Martinenga 1999 Jéroboam – Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Grésy
Un barbaresco veramente superbo, con tutti i crismi della tipologia più uno charme suadente conferitogli da venti mesi di invecchiamento in barrique, ai quali seguono diciotto in bottiglia. Dopo una dozzina d’anni possiamo apprezzare in tutta la sua pienezza la grandiosità di un’annata memorabile per questo vino come il 1999. La cantina Marchesi di Grésy si conferma sicuramente tra i più capaci alfieri del barbaresco.
Filetto di manzo, salsa di fegato d’oca e pepe di Sichuan, sbrisolona di polenta [17,5/20]
Sensuale proposizione manzo col foie gras, declinato in questo caso come salsa, per dare tutto il gusto e non apportare neanche un minimo di pesantezza. Il profumo e la moderata piccantezza del pepe di Sichuan controbilancia nella maniera adeguata il leggero spostamento sul versante dolce. Una novità la polenta sottoforma di sbrisolona, che crea un piacevole stacco anche sul piano delle consistenze.
Dopo le due forme di Bettelmatt con stagionatura diversa degustate la volta precedente pensavamo fosse difficile per loro stupirci e invece ecco la mascarpa… la ricotta di Bettelmatt
Birra Artigianale 5.5 – Ronzani
Storico birrificio del bolognese, a Casalecchio di Reno, che concentra tutti gli sforzi per una solo tipologia di birra. Bassa fermentazione, bella secca e con un amaro deciso, che nel complesso la rende pericolosamente beverina.
Moscato d’Asti 2009 – G. D. Vajra
Non è tanto che Vajra produce questo moscato e per questo la sua bontà è ancora più sorprendente, soprattutto per la struttura e la profondità che esce ache dopo qualche anno sulle spalle.
Carpaccio di ananas, sorbetto al blue curaçao, zuppetta al cocco [+++++]
Tiramisù: passato, presente, futuro [18/20]
Un piatto simbolo del Piccolo Lago, che rappresenta la volontà di Marco di fare una cucina viva, debitrice della tradizione, ma rilanciata verso il futuro. Il passato è rappresentato dalla classica versione del tiramisù, con la crema di mascarpone e il savoiardo, il presente invece è un sorbetto di mascarpone con crème brûlée e una biscottino al cioccolato e infine, il futuro, è una sfera gelida al caffè rivestita da mascarpone e polvere d’oro. Gli ingredienti sono simili per tutti e tre i tempi, a cambiare sono le tecniche utilizzate, che modellano gli esiti con efficacia fruibile. Pura diacronia culinaria!
Coccole finali [+++++]
Tipologia della piccola pasticceria: amarene di Vignola sotto grappa di nebbiolo della distilleria Francoli; fugascina di Mergozzo prodotta da Al Vecchio Forno Pasticcere; gelatine al lampone; frutta secca al cioccolato.
Facce da Meeting
Anche oggi di munizioni oggi ne abbiamo scaricate!
Un omaggio per gli Amici Gourmet: la colomba tradizionale Tre Marie incartata a mano
Ci spostiamo in giardino per il taglio e degustazione della Colomba Magnifica da 3,5 kg sempre Tre Marie
Moscato passito Piemonte doc Muscatel Tardì 2007 – Batasiolo
Questo non è il classico moscato d’Asti, ma un vino che, come gli altri di Batasiolo, viene dal cuore delle Langhe, in questo caso dai vigneti di Serralunga. Questo moscato ha infatti sia per le vigne di provenienza sia per l’affinamento in legno, una struttura decisamente superiore e lo si apprezza molto con tre anni di invecchiamento. Ha certamente una marcia in più.
La selezione di distillati di giornata dei nostri Partner
L’affezionato gin tonic by Carlo Sacco
Vintage dry Gin – Blackwood’s Distillery
La prima sciabolata di Carlo Sacco
Il gran Finale con Magnum di Giulio Ferrari
Trento doc Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2000 – Cantine Ferrari
Eccoci al mito. In questa bottiglia Mauro Lunelli ha voluto sintetizzare tutta la storia e la grandezza dell’azienda, fondata all’inizio del XX secolo da Giulio Ferrari e condotta da quasi sessant’anni con incessante passione dalla famiglia Lunelli. Il vigneto è uno di quelli noti in tutta Italia: il cru Maso Pianizza. L’uva è una e in purezza: lo chardonnay. L’invecchiamento è categorico: una decade. La firma è inimitabile: Giulio Ferrari.
Interviste sulla giornata
Soffritto per il dopo meeting
Marco salta gli spaghetti…
Spaghettino “defaticante” aglio, olio e peperoncino…
… e Riserva del Fondatore
Brindisi crepuscolare: qualcuno poteva immaginare un finale migliore???
Commiato al lago
Cucina
Tra le più concrete e mature.
Servizio
Tra i più professionali, cortesi e attenti.
Conclusioni
Tappa imprescindibile, c’è poco da aggiungere.
Valutazioni: [* * * * *]
Cucina – Servizio – Location – Cantina – Coccole
Altissimo Ceto al Piccolo Lago e tutto il suo meraviglioso staff!
Viaggiatore Gourmet
Partner della centotrentatreesima edizione Meeting di Altissimo Ceto
Ristorante Piccolo Lago
28924 Verbania (VB)
Via Filippo Turati, 87
Tel. +39 0323 586792
Fax +39 0323 586791
Aperto tutte le sere da martedi a domenica, sabato e domenica anche a pranzo
E-mail: info@piccololago.it
Sito internet: www.piccololago.it
Visualizzazione ingrandita della mappa
I prossimi meeting di Altissimo Ceto:
Un ripasso… per chi non ha mai partecipato. Vengono organizzati (Per PRANZO ore 13:00 di un giorno infrasettimanale) per un numero di partecipanti tendenzialmente mai superiore a 15 (per avere un unico tavolo reale, e facilitare la conoscenza tra tutti i presenti). Si tratta di una mezza giornata APERTA ESCLUSIVAMENTE ai nostri lettori pi? fedeli che supportano concretamente il nostro progetto di Guida Gourmet indipendente, ovvero i TITOLARI della nostra CARD “Amici Gourmet”… Sei un appassionato Gourmet??? E non sei ancora TITOLARE della nostra ESCLUSIVA Card Amici Gourmet??? Cosa Aspetti! Clicca QUI per informazioni, per poi entrare in un mondo di infinite coccole ed attenzioni, con condizioni esclusive nei migliori ristoranti in Italia, per accedere a degustazioni esclusive nelle migliori Cantine e poter soggiornare a condizioni agevolate nelle migliori strutture di accoglienza (Hotel, Resort, Relais).
Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet - Network esclusivo di appassionati Gourmet.
Topics: Backstage Eventi Enogastronomici, Convenzionato Viaggiatore Gourmet, Eventi Enogastronomici, Recensioni Piemonte, Reportage Ristoranti, Verbania e provincia | 12 Comments »
12 Responses to “Cartoline dal 133mo Meeting Amici Gourmet Ristorante Piccolo Lago – Lago di Mergozzo (VB) – Chef Marco Sacco”
Comments
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Locale Convenzionato "


















dicembre 13th, 2011 at 07:44
Solo due cosette:
1°- Mr Sacco sta pescando le famose trote del Mergozzo?
3°- LA RICOTTA DI BETTELMATT volgarmente detta MASCARPA è veramente ottima. Peccato che la si trovi solo in un periodo molto limitato.
Bel reportage.Saluti
LAMAX61°
dicembre 13th, 2011 at 11:03
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dicembre 13th, 2011 at 13:15
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gennaio 23rd, 2012 at 09:21
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luglio 10th, 2012 at 10:25
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luglio 19th, 2012 at 12:29
[...] Piccolo Lago – Mergozzo (Verbania) (VB) – Chef Marco Sacco Ristorante Convivium Residenza Dolce Vita SPA Aquavitae – Ghiffa (VB) – Chef Roberto Barboni Ristorante La Stella – Domodossola (VB) – Chef Stefano Allegranza Hotel Ristorante La Sacca – Stresa (VB) – Patron Famiglia Pozzoni-Zacchera La Zucca – Arola (VB) – Chef Marinella Beltrami Ristorante Il Clandestino – Stresa (VB) – Chef Franco Marasco Novara Città [...]
febbraio 20th, 2013 at 13:14
[...] Piccolo Lago – Mergozzo (Verbania) (VB) – Chef Marco Sacco Ristorante La Stella – Domodossola (VB) – Chef Stefano Allegranza Osteria Grotto La Dispensa – Mergozzo (VB) – Chef/Patron Roberta Mirarchi Novara Città [...]
marzo 15th, 2013 at 13:03
[...] Piccolo Lago – Mergozzo (Verbania) (VB) – Chef Marco Sacco Ristorante La Stella – Domodossola (VB) – Chef Stefano Allegranza Osteria Grotto La Dispensa – Mergozzo (VB) – Chef/Patron Roberta Mirarchi Novara Città [...]