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Cartoline dal 111mo Meeting Amici Gourmet Ristorante Piccolo Lago – Verbania (VB) – Chef Marco Sacco
By ViaggiatoreGourmet | aprile 26, 2011
“Miglior Meeting Anno 2010!“. Così si sono espressi i Senatori Amici Gourmet a voto unanime. Come dargli torto visto che i Fratelli Sacco e il loro staff ci hanno regalato una giornata indimenticabile fatta di coccole, attenzioni continue, grande cucina senza dimenticare un servizio di altissimo livello con un approccio al cliente volutamente informale. Non vi resta che godervi l’abituale cronaca di giornata…
Archivio Storico Reportage:
-> Reportage del 24 giugno 2006
-> Reportage del 14 ottobre 2006
-> Reportage del 31 luglio 2008
-> Meeting del 4 maggio 2011
-> Meeting del 7 dicembre 2011
La Mission del Piccolo Lago racchiusa in una frase…
La cucina a vista con il suggestivo forno per il pane e la brace
Focaccia alle cipolle… Assolutamente da provare
Aperitivo di benvenuto in cucina
Brut millesimato 2005 – Ca’ del Bosco
Danilo Bortolin, l’ Executive Chef.
Prodotti tipici ossolani
Work in progress
Tempura di pesce e verdure
Altra chicca del Piccolo: il burro d’alpeggio
Utilizzando lo stesso principio dell’inerzia termica, al Piccolo Lago ci si rivolge alla natura per servire il burro ai tavoli. Raffreddati nel congelatore, i sassi del fiume Toce diventano piccoli piatti di portata.
Sala e mise en place
Il suggetivo tavolo Amici Gourmet nella veranda con vista sul Lago di Mergozzo circondato dalle Alpi innevate
Pane
Per offrire agli ospiti il piacere del profumo e del sapore del pane caldo, Marco e Carlo introducono la beola del pane. Si tratta di un piatto di beola (materiale di cui le valli ossolane sono ricche) realizzato da un artigiano locale. Sfruttando la qualità di inerte termico della pietra, questo supporto viene scaldato nel forno e utilizzato come “cestino del pane”.
Piattooo!
Hamburger di trota del Mergozzo 20-10
Soave Doc classico 2007 etichetta personalizzata AltissimoCeto – Coffele
Un nostro “Senatore” mostra con fierezza la sua Black Card limited edition, riservata ai 10 più Amici Gourmet più fedeli dell’anno
Torrone di fegato d’oca e d’anatra, fugascina e gelato alla lavanda
Pinot Gris 2002 Grand Cru Rangen Clois Saint-Théobald – Domaine Bernard Schoffit
Puro Rosé – Pinot Nero 60%, Ribolla 30%, Pinot grigio 10% - Movia distribuito in Italia da Velier
“Il puro è un metodo classico dove la rifermentazione in bottiglia viene fatta aggiungendo mosto fresco al vino base che ha completato l’invecchiamento in barriques dopo circa 4 anni; non vengono aggiunti né “liqueur de tirage” (sciroppo e lieviti selezionati) né “liqueur d’expedition”, perché non viene fatto nessun degorgement. Nella bottiglia sono presenti depositi che permettono al vino di migliorare e di continuare a evolvere. Il vino deve essere sempre caraffato ad una temperatura intorno agli 0° C così facendo si separa dal vino gran parte dei depositi contenenti ancora lieviti attivi (sur lie). Si effettua di fatto un degorgement davanti al cliente.” (Fonte Velier)
Gnocchetti al nero, crema di sedano rapa, crudo di mare
Parosé Franciacorta 2005 Pas dosé rosé Magnum – 70% pinot nero e 30% chardonnay - Il Mosnel
Pasta e fagioli, ricci di mare e baccalà
Bricco dei Cappuccini Barbera d’Asti superiore – Cascina Orsolina
Agnolotti, farcia di polenta taragna, civét di cinghiale, funghi e pere
Sayaka Anzai, brava e puntuale Sommelier resident.
50&50 Toscana rosso Igt - Capannelle (Sangiovese) & Avignonesi Merlot
Dum… plin
Cuvée Annamaria Clementi 2002 – Ca’ del Bosco
Continua… viaggio intorno al mondo: Cina
Ghemme Docg 2004 – Torraccia del Piantavigna
Evoluzione della tecnica: anguilla dal fuoco al roner
Barbaresco 2005 – Pio Cesare
Capriolo in doppia cottura: cacao e caffè
Brunello di Montalcino 2005 – Belpoggio
Due forme di Bettelmatt con diversa stagionatura tutte per noi… Che Spettacolo!
C’è chi lo assaggia come lo chef…
… e chi ne vorrebbe mangiare un quarto per volta
Moscato d’Asti 2009 – G.D. Vajra
La tradizionale tavolozza
Panettone Millesimum 10 Kg Tre Marie
Tagliooo!
La sequenza dei vini degustati
Coccole finali
Heavy Trinidad Rum 1982 Full Proof – Caroni distribuito in Italia da Velier
Caffè
Gin Tonic
Le card Amici Gourmet personalizzate Piccolo Lago
Viaggiatore Gourmet
Partner della centoundicesima edizione Meeting di Altissimo Ceto
Ristorante Piccolo Lago
28924 Verbania (VB)
Via Filippo Turati, 87
Tel. +39 0323 586792
Fax +39 0323 586791
Aperto tutte le sere da martedi a domenica, sabato e domenica anche a pranzo
E-mail: info@piccololago.it
Sito internet: www.piccololago.it
Visualizzazione ingrandita della mappa
I prossimi meeting di Altissimo Ceto:
Un ripasso… per chi non ha mai partecipato. Vengono organizzati (per PRANZO ore 13:00 di un giorno infrasettimanale) per un numero di partecipanti tendenzialmente mai superiore a 15 (per avere un unico tavolo reale e facilitare la conoscenza tra tutti i presenti). Si tratta di una mezza giornata APERTA ESCLUSIVAMENTE ai nostri lettori più fedeli che supportano concretamente il nostro progetto di Guida Gourmet indipendente, ovvero i TITOLARI della nostra CARD “Amici Gourmet”… Sei un appassionato Gourmet??? E non sei ancora TITOLARE della nostra ESCLUSIVA Card Amici Gourmet??? Cosa Aspetti? Clicca QUI per informazioni, per poi entrare in un mondo di infinite coccole e attenzioni, con condizioni esclusive nei migliori ristoranti in Italia, per accedere a degustazioni esclusive nelle migliori Cantine e poter soggiornare a condizioni agevolate nelle migliori strutture di accoglienza (Hotel, Resort, Relais).
Breaking News – Eventi Enogastronomici esclusivi. (Media Partner) Sponsored By Amici Gourmet - Network esclusivo di appassionati Gourmet.
Topics: Backstage Eventi Enogastronomici, Convenzionato Viaggiatore Gourmet, Degustazione prodotti d'eccellenza, Eventi Enogastronomici, Recensioni Piemonte, Reportage Ristoranti, Verbania e provincia | 10 Comments »
10 Responses to “Cartoline dal 111mo Meeting Amici Gourmet Ristorante Piccolo Lago – Verbania (VB) – Chef Marco Sacco”
Comments
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Locale Convenzionato "















aprile 30th, 2011 at 13:32
[...] Archivio storico reportage: -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Meeting del 10 Dicembre 2010 [...]
aprile 30th, 2011 at 13:34
[...] Archivio storico reportage: -> Reportage del 24 giugno 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Meeting del 10 Dicembre 2010 [...]
aprile 30th, 2011 at 13:34
[...] Archivio Storico Reportage: -> Reportage del 24 giugno 2006 -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Meeting del 10 Dicembre 2010 [...]
aprile 30th, 2011 at 19:25
Solo una curiosità. Trota del MERGOZZO? Del Toce ancora ancora, ma del Mergozzo……è difficile che ci restino le trote.
Grazie per eventuali spiegazioni.
LAMAX61°
P.S. Il lago di Mergozzo è un lago senza immissari ed emissari, fermo come si dice.
luglio 18th, 2011 at 13:56
Piccolo Lago: esperienza di crescita del gusto senza precedenti (domenica 17 luglio)
Quest’anno ho ricevuto come regalo di compleanno un invito a cena al Piccolo Lago.
L’idea e’ stata di Guido, mio futuro marito, ed io, che amo la buona cucina ma non ho mai avuto esperienza in un 2 stelle Michelin, ho trovato la cosa molto innovativa.
Veniamo alla serata: il locale e’ un insieme di passato, presente e futuro, con una sala calda ed accogliente, piena di legno, illuminata da lampade design ed al centro della sala la splendida cucina a vista dallo stile moderno e innovativo. Non e’ una cucina posticcia; dentro si possono vedere lo chef ed il suo staff alle prese con i piatti che poi assaggerai, come un palcoscenico in cui gli astanti del locale ammirano la preparazione dei piatti che poi degusteranno: delizia per gli occhi prima ancora che per il palato.
Dal nostro tavolo sulla veranda si ammira il lago, il giardino e in lontananza i monti; e’ una giornata piovosa, ma lo spettacolo e’ comunque fascinoso… anche gli scrosci di pioggia sui vetri della veranda o il rumore delle cascatelle dietro il locale contribuiscono al romanticismo della serata.
Cominciamo con un aperitivo (Chardonnay riserva millesimato, focaccina con prosciutto 36 mesi) e un appetizer anguria lime e astice… molto fresco.
La mia scelta cade sul menu’ degustazione” I classici del Piccolo Lago “: 3 portate, formaggi e dessert elaborati con prodotti tipici del territorio.
Flan di Bettelmatt, leggera mostarda di pere, salsa ai mirtilli di montagna speziati
Agnolotti, farcia di mascarpa e carciofi, sugo d’arrosto e animelle
Bianco di faraona in farcia di salsiccia, marmellata di clementini, patata all’olio d’oliva
Guido preferisce comporre un menu’ con primo di pesce e secondo di carne,
Flan di Bettelmatt, leggera mostarda di pere, salsa ai mirtilli di montagna speziati
Gnocchetti al nero, crema di sedano rapa, crudo di mare
Filetto di manzo, salsa di fegato d’oca e pepe di Sichuan, sbrisolona di polenta
La presentazione del pane, o meglio dei pani, e del burro mi colpisce; viene usata una pietra molto calda per i pani (semplice, aromatizzato, focaccia di cipolle, sfoglie ) che ne mantiene la fragranza per l’intera cena(geniale!) mentre il burro e’ servito su un..SASSO RAFFREDDATO!! Che dire, siamo proprio immersi nel territorio!
Comincio dal Flan: la pera con il flan risulta un abbinamento da urlo, la salsa ai mirtilli, leggermente acidula li lega definitivamente e nel finale la mostarda fa capolino ricordandoti che esiste… con un boccone ho gia’ fatto almeno 5 differenti passaggi di gusto… l’abilita’ di legare insieme sapori differenti in una magia di gusto e’ un dono di pochi, e Marco Sacco si dimostra estremamente dotato.
Siamo estasiati da questo inizio dirompente e pronti ad andare oltre.
Gli agnolotti hanno un ingrediente particolare, le animelle… ora io non sono una fan di interiora, ma il modo in cui sono state cucinate e l’abbinamento con il ripieno di mascarpa e il sugo d’arrosto mi fanno dimenticare questo dettaglio: o meglio, e’ proprio questo dettaglio che completa il piatto e lo distingue delle paste ripiene… e’ proprio il caso di dire che i dettagli sono importanti!
Guido si gusta i suoi gnocchetti; per il pasto abbiamo scelto una Gattinara 2004 davvero ottimo, ma la bravissima somelier gli ha riservato un bicchiere di Chardonnay bianco per accompagnare il pesce: ottimo consiglio. Anche questo piatto ha una cura dei dettagli, il crudo di mare ridotto a dadini e l’alga fritta ad accompagnare i gnocchetti, ma il successo e’ dovuto al sapore di mare che si otitene dall’insieme.
il mio percorso e’ a meta’ ma sono gia’ pienamente soddisfatta.
Arriva la faraona: saporita, decisa, non avevo mai mangiato la faraona e l’abbinamento con la salsiccia e’ un contrasto delizioso, ma la vera goduria e’ la marmellata di clementini, che sgrassa il piatto, e lo consegna alla gloria del palato. La patata e’ passata e legata con olio d’oliva, veramente tutto molto armonico.
Guardo Guido, che mi risponde estasiato dal suo filetto: la carne di fassona e la sua cottura sono pefette, ma e’ la sua unione con la salsa prima e la sbrisolona di polenta poi che portano il piatto all’eccellenza, un esperienza attraverso cui comprendi come ogni elemento compone il gusto e il sapore d’insieme che lo chef desiderava ottenere.
Siamo in fondo? Neanche a pensarci. Piatto di formaggi (che cedo per intero al mio compagno di viaggio per tenermi spazio per il dolce). La selezione di formaggi presentata da Carlo, fratello dello Chef e CEO del locale, rivela ancora una volta il legame con il territorio; partendo da 3 formaggi “assolutamente da provare”, Carlo ti guida nella scelta di altri formaggi a completare il tuo personale percorso degustativo.
Dopo aver “riposato”, le mie papille gustative sono pronte al gran finale: la tradizionale tavolozza!
Su una lastra di ardesia sono disposte una serie di leccornie con cui giocare; accompagnamento del piatto una SCATOLA DI CUCCHIAINI colorati per dal sfogo al concetto di tavolozza, con cui divertirsi ad assaggiare questo insieme di prelibatezze. E’ una sfida da parte dello chef a chi normalmente resiste alla tentazione del dolce finale ed un invito ai piu’ deboli a lasciarsi tentare da cioccolati, frutta, fugascina, meringa, bavarese e altro ancora. Il mio preferito: frutta con succo di arance ricoperta da crema al cioccolato bianco. Il preferito di Guido: crema al frutto della passione con fondo di fugascina sbriciolata.
Anche nel dessert, cio’ che piu’ colpisce dello chef, oltre alla bellisima presentazione e alla impeccabile preparazione, e’ la voglia di imprimere il proprio tocco reinterpretando i classici attraverso la propria filosofia e sensibilita’, creando nuovi gusti decisamente accattivanti.
Ci alziamo da tavola, dopo 2 chiacchiere finali con Carlo, “inebriati” di buon vino ma sopratutto da questo insieme di gusti, atmosfera, arte di servire a tavola, e luogo che e’ il Piccolo Lago.
Un grazie di cuore a Guido, che mi ha regalato una serata piacevolmente diversa dal solito ed emozionante, ed un grazie al Piccolo Lago.
settembre 16th, 2011 at 00:03
[...] Meeting con gli Amici Gourmet dell’anno 2010: Ristorante Piccolo Lago – Verbania Fondotoce - (Hall of Fame: 2009 Massimo [...]
dicembre 12th, 2011 at 11:35
[...] -> Reportage del 24 giugno 2006 -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Reportage del 10 Dicembre 2010 [...]
marzo 15th, 2012 at 15:05
[...] del 24 giugno 2006 -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Reportage del 10 Dicembre 2010 -> Reportage del 4 Maggio [...]
aprile 27th, 2012 at 16:53
[...] del 24 giugno 2006 -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Meeting del 10 dicembre 2010 -> Meeting del 4 maggio [...]
maggio 22nd, 2012 at 12:12
[...] del 24 giugno 2006 -> Reportage del 14 ottobre 2006 -> Reportage del 31 luglio 2008 -> Meeting del 10 dicembre 2010 -> Meeting del 4 maggio [...]