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    Book

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    ISBN: 8879288598
    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


    Ordina da I libri dell'Arancia

    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    Che cos'è la Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto e da chi è composto il panel di degustazione

    EDIZIONE 2012:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo Riserva

    VENETO

    -La Valpolicella

    -Soave

    -Breganze, IGT ed altre eccellenze regionali

    EDIZIONE 2010/2011:

    PIEMONTE

    -I Langhe Nebbiolo ed i Nebbiolo d'Alba

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo "top"

    -I Barolo Riserva

    -I Roero

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico

    -I Vini Bianchi (Prima parte)

    -I Vini Bianchi (Seconda parte)

    -I Vini Rossi

    -I Vini Dolci

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Le eccellenze regionali

    TOSCANA

    -I Rosso di Montalcino, Sant'Antimo ed i vini a IGT

    -I Brunello di Montalcino e le Riserve

    MARCHE

    -I Vini Bianchi

    -I Vini Rossi

    SICILIA

    -I Vini dell'Etna

    -Le eccellenze regionali

    EDIZIONE 2009/2010:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco.

    -I Barolo.

    -I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d'Alba.

    -I Langhe Rosso.

    -Le Barbere d'Alba.

    -Le Barbere d'Asti e altre Barbere.

    -I Roero.

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta.

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico.

    -I Vini Bianchi.

    -I Vini Rossi.

    -I Vini Dolci.

    VENETO

    -Soave.

    -I vini di Breganze, gli IGT ed altre eccellenze regionali.

    -La Valpolicella

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    -I Vini Rossi ed alcune "chicche" dolci.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Sangiovese di Romagna, Albana di Romagna passito e altre eccellenze.

    UMBRIA

    -Le eccellenze regionali.

    TOSCANA

    -Montalcino ed i suoi vini.

    -I Chianti Classico.

    -Le produzioni IGT del Chianti Classico ed alcune eccellenze di zone limitrofe.

    -Le eccellenze di Cortona e di Montepulciano.

    -Le eccellenze della "Costa" (prima parte): I vini bianchi, Bolgheri e Montecucco

    -Le eccellenze della "Costa" (seconda parte): Scansano, Val di Cornia e le produzioni ad I.G.T.

    MARCHE

    -Il vitigno Verdicchio nelle sue sfumature.

    -I Vini Rossi.

    ABRUZZO

    -I vini bianchi.

    -I Montepulciano d'Abruzzo

    CAMPANIA

    -I vini bianchi.

    -I vini rossi.

    SICILIA

    -I Vini bianchi e rossi dell'Etna.

    -I Vini bianchi e rossi della Sicilia.

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Cà di Cairè-Emanuele Rolfo

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Bruciata

    Cascina Ca' Rossa

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Cogno

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Michele Taliano

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Oddero

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Raineri Gianmatteo

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Rivetto

    Rizzi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Barone Pizzini

    Bellavista

    Berlucchi

    Ca' del Bosco

    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

    Ferghettina

    Gatti Enrico

    La Montina

    Le Marchesine

    Majolini

    Mirabella

    Il Mosnel

    Montedelma

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Togni-Rebaioli (Enrico Togni)

    Uberti

    Villa

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Allegrini

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Dal Forno Romano

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    Filippi

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    I Stefanini

    Le Battistelle

    Le Ragose

    Maculan

    Masari

    Montecariano

    Monte dall'Ora

    Nardello

    Novaia

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta L'Armonia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Tommaso Bussola

    Trabucchi d'Illasi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Balter

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Castelfeder

    Cesconi

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tiefenbrunner

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Drius

    Ermacora

    Giovanni Dri

    Grillo

    Jermann

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Calonga

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Paradiso

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    La Stoppa

    La Tosa

    Lusenti

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Terre della Pieve

    Torre Fornello

    Tre Monti

    Tre Re'

    Villa Bagnolo

    TOSCANA

    Agostina Pieri

    Amantis

    Antinori

    Avignonesi

    Baracchi

    Barone Ricasoli

    Bindella

    Biondi-Santi

    Boscarelli

    Brancaia

    Bulichella

    Caiarossa

    Ca' Marcanda

    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capanna

    Capannelle

    Caparzo

    Capua

    Carlo Gentili

    Casanova di Neri

    Case Basse-Gianfranco Soldera

    Castell'in Villa

    Castello dei Rampolla

    Castello del Terriccio

    Castello di Ama

    Castello di Cacchiano

    Castello di Fonterutoli

    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castel Pietraio

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

    Cinelli Colombini

    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Donna Olga

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Fuligni

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Le Macioche

    Le Potazzine-Gorelli

    Le Ragnaie

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Brizio-Roberto Bellini

    Podere Casanova

    Podere Il Palazzino

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Stella di Campalto

    Tenimenti Angelini

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

    Villa I Cipressi

    Villa S. Anna

    UMBRIA

    Adanti

    Antonelli San Marco

    Arnaldo Caprai

    Bocale di Valentini

    Cantina Novelli

    Casale Triocco

    Castello della Sala

    Castello delle Regine

    Castello di Corbara

    Cesarini Sartori

    Colpetrone

    Fattoria Colleallodole

    Goretti

    Lamborghini

    Lungarotti

    Perticaia

    Scacciadiavoli

    Tabarrini

    Terre de la Custodia

    MARCHE

    Allevi Maria Letizia

    Bisci

    Bucci

    Clara Marcelli

    Colonnara

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Moncaro

    Monteschiavo

    Moroder

    Oasi degli Angeli

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

    Umani Ronchi

    Vallerosa-Bonci

    Valter Mattoni

    Valturio

    Velenosi

    Vignamato

    ABRUZZO

    Anfra

    Barba

    Cataldi Madonna

    Collefrisio

    Fattoria La Valentina

    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

    Montori

    Nestore Bosco

    Pasetti

    Strappelli

    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

    Caggiano

    Colle di San Domenico

    Colli di Lapio

    Contrade di Taurasi

    De Conciliis

    Di Meo

    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

    Fratelli Urciuolo

    Guastaferro

    Marisa Cuomo

    Mastroberardino

    Montevetrano

    Qintodecimo

    Torricino

    Terredora

    Villa Diamante

    Villa Matilde

    Villa Raiano

    Viticoltori del Casavecchia

    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio del Cristo di Campobello

    Baglio di Pianetto

    Benanti

    Cottanera

    Donnafugata

    Duca di Salaparuta

    Feudo Maccari

    Feudo Principi di Butera

    Graci

    Gulfi

    Masseria del Feudo

    Miceli

    Morgante

    Occhipinti

    Palari

    Passopisciaro

    Planeta

    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

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    Castello di Monsanto – Barberino Val d’Elsa (FI)

    By EnoCentrico | settembre 5, 2010

    Articolo a cura di Ivano Antonini-EnoCentrico.

    Intervista Doppia Esclusiva (prima parte) – Fabrizio e Laura Bianchi – Castello di Monsanto

    I due attori protagonisti di questa nostra intervista doppia, sono Fabrizio e Laura Bianchi, rispettivamente padre e figlia, titolari di una delle più interessanti realtà storiche del Chianti Classico. A testimoniarlo sono le voci dei personaggi stessi in questione, la bellezza dei luoghi e dei vigneti che abbiamo fotografato, nonché un lungo “viaggio” tra 11 millesimi, di vini emozionanti che ci hanno visti magnifici interpreti di una storia che ci ha spinti fino al millesimo 1975. Tutti in splendida forma. Come lo è Fabrizio. Come lo è Laura. E come lo erano le nostre papille pronti a degustarli. E a questo appuntamento così importante, c’era tutto il VG team. Al gran completo.

    Intervista Doppia Esclusiva (seconda parte)-Fabrizio e Laura Bianchi-Castello di Monsanto

    Bastano queste prime foto a confermare il coraggio e la volontà di un mio conterraneo, il varesino Fabrizio Bianchi, quando nei primi anni ‘60 è stato spinto ad acquistare questa tenuta per passare i suoi momenti di vacanza e di riposo. Solo perché da queste magnifiche terrazze (così dice lui…) si vede San Gimignano? Noi crediamo di no. C’era sicuramente qualcosa di molto più profondo, più naturale e di più sentimentale. Prima di tutto l’innamoramento di questi luoghi che ti colpisce a prima vista. Poi un amore, ancora più profondo e maledettamente nascosto, verso il Sangiovese, quello un po’ rustico, quello sentimentalista nell’anima, quello comunicatore di un terroir. Quello vero. Quello con i tutti i pregi ed i difetti che possono generare le caratteristiche di un millesimo piuttosto che un altro o perché prodotti dalle mani ancora inesperte di una persona che nulla sapeva di vino prima d’ora e che con la cocciutaggine tipica di Fabrizio, non si è voluto sottoporre ad aiuti di enologi consulenti. Fabrizio non è solo un testardo, come simpaticamente viene definito da sua figlia Laura, ma è persona determinata. E mantenendo caratteri e stili un po’ all’ancienne, si volle dilettare su più fronti ed essere il precursore di molte scelte che viste oggi sembrerebbero più che logiche, ma che certamente all’epoca suscitarono non poche perplessità.

    Il 1962 è l’anno di partenza di questa grande avventura e si vendemmiò per la prima volta a Monsanto. Dal vigneto fotografato qui sotto, denominato Il Poggio, per via la sua particolare conformazione e per la sua posizione, fu fatta una raccolta selezionata e separata delle uve per destinarle ad una esclusiva vinificazione staccandola da tutto il resto. Il territorio del Chianti Classico vede quindi la nascita del primo “cru” della sua storia.

    Questo fatto non sembrerebbe accontentare completamente le volontà del “patron” che, nei sei anni successivi, si pose ancora domande sui vantaggi sull’utilità di impiegare le uve bianche nell’uvaggio del Chianti e chiedendosi se fosse ancora efficace ed obbligatorio, continuare a praticare il parziale appassimento delle uve, detto Governo alla Toscana, come voleva il buon Barone Ricasoli. Si partì dunque ad impiegare solo uve di Canaiolo e Colorino unitamente al principe Sangiovese e furono introdotte, anche in questo caso per la prima volta nel territorio, l’uso delle vasche inox per le fermentazioni a temperature controllate. Arriviamo così al millesimo 1974, che vide la nascita del primo vino aziendale ottenuto da uve di Sangiovese in purezza, provenienti dal Vigneto Scanni, e che orgogliamente porterà per sempre in etichetta il nome del suo “creatore”. Non solo. In quell’anno Fabrizio decise di piantare anche viti di Chardonnay nel vigneto Valdigallo, pronte a dare invece i suoi primi risultati a partire dal millesimo 1980.

    La superficie totale del possedimento raggiunge i 206 ettari in totale, dove 72 sono invece gli ettari dedicati alla vigna. Vigne piantate a 3.500 ceppi/ha per i vigneti più vecchi, mentre quelli impiantati recentemente hanno invece una densità di 6.600, tutti coltivati a cordone speronato o guyot. I terreni sono composti maggiormente da Galestro, mentre quelli sul versante sud e dove trova collocazione anche il vigneto Valdigallo sopra citato, sono composti invece da tufi.

    Passiamo allo scorcio di una parte dei vigneti più prestigiosi.

    Vigneto Novoli.

    Vigneti San Ruffignano e Terre Rosse.

    Vigneto Il Madonnino.

    Entriamo nella bellissima cantina, dove la parte più moderna è stata costruita nel 1981…

    L’introduzione delle vasche inox di fermentazione dalla forma tronco-conica si è avuta nel 1996 e Fabrizio ci confida che l’idea è stata “copiata” dai tini di fermentazione in legno di Bordeaux, ma aggiungendo il vantaggio di sfruttare i benefici delle temperature controllate. Tutte le fermentazioni alcoliche avvengono spontaneamente, quindi solo attraverso l’aiuto dei lieviti indigeni propri dell’uva.

    Le antiche cantine del Castello datano però 1740…

    Inutile dire che Fabrizio fu anche uno dei primi ad introdurre l’utilizzo delle barriques.

    Questa invece è una delle parti della cantina più rilevante se vista dal punto di vista delle emozioni. Nel 1986, tre uomini con a capo il noto Giotto Cicionesi (menzionato più volte nel video), Mario Secci e Romolo Bartalesi, iniziarono i lavori per la costruzione delle maestose e suggestive gallerie del Castello dove, oltre alle numerose barriques, trovano spazio anche i loculi, dove annualmente vengono riposte parte delle produzioni annuali, come bagaglio storico. Proprio per dare vita a degustazioni emozionanti per profondità di millesimi, come quella che avremo modo di raccontarvi in seguito.

    Anche a Monsanto possono testimoniarmi che il mio anno di nascita, non è considerato proprio un millesimo da ricordare…

    Molto meglio quello del nostro “boss”…

    C’è ancora qualche bottiglia, del primo anno di imbottigliamento.

    Tutti i nipotini di Fabrizio, hanno diritto ad un loro spazio “personale” dove potranno conservare le bottiglie con il loro anno di nascita…

    Ovviamente c’è qualcuno che dovrà ancora aspettare…

    Prima di terminare il nostro tour, vogliamo dare menzione ad un’altra persona che è entrata di diritto nelle preferenze personali per l’importanza del suo lavoro. Si tratta dell’enologo Andrea Giovannini, da diversi anni prestigioso collaboratore.

    Con questa nostra recensione e con l’intervista doppia ai protagonisti, magari non entreremo nella storia dei migliori ed influenti testimonial dell’azienda, così come lo è stato ad esempio Paul Newmann

    …ma almeno noi, i vini di Monsanto, li beviamo nei bicchieri! :-)

    Ed è quindi venuto il momento di procedere all’assaggio dei vini.

    Bicchiereeeeee!

    E’ il turno prima della degustazione verticale di tre annate di Chardonnay.

    Toscana IGT Chardonnay – Fabrizio Bianchi

    -Uvaggio: 100% Chardonnay
    -Vigneto: Valdigallo (3,5 ha) posizionato a 260 mt s.l.m., esposto a nord-est
    -Composizione del suolo: Tufi intercalati da leggere lische di argilla composte
    -Rese per ettaro: 60 q.li
    -Vinificazione: 50% in acciaio e 50% in barriques, assemblaggio dopo 6 mesi
    -Affinamento in bottiglia: 3 mesi prima della commercializzazione
    -Prima annata prodotta: 1980

    Le note di degustazione:

    16,5/20 – Toscana IGT Chardonnay Fabrizio Bianchi 2006

    Se dovessimo prendere ad esempio del potenziale ancora inespresso dello Chardonnay coltivato a Monsanto, quella targata 2006 è la migliore conferma a sostegno di questa tesi. Vigneto piantato nel 1974 e prima annata prodotta nel 1980. Ma con questa 2006, si mette in evidenza quanto di buono è stato fatto in passato e quanto invece ci sarà da lavorare ancora. Da un certo punto di vista, la volontà di passare ai tonneaux per la parziale fermentazione dei vini ed il successivo affinamento, rimpiazzando dunque di fatto le barriques, è stata una chiara presa di posizione ed indicatrice di un segnale, non tanto rivolto ad un suggerimento sempre più forte che viene dato oggi dal mercato, mirata alla ricerca di vini più da fruttivendolo che da falegname, ma da una maggiore volontà nel tendere l’orecchio a quanto è in grado di comunicare il vino. Percezione che nel caso delle uve raccolte proprio nel vigneto Valdigallo, imprime una complessità molto minuziosa nei contenuti ed in grado più di sussurrare che di urlare. Quindi l’uso di botti dalla capacità più grande, con la conseguente diminuzione della superficie a contatto con il legno, porterà grande vantaggio alle generazioni future. Ed imprimere anche maggiore grinta alla sapidità gustativa che si riscontra in maniera decisa e determinata in questa 2006.

    16-/20 – Toscana IGT Chardonnay Fabrizio Bianchi 2001

    Giallo dorato pieno con lampi paglierini e luminoso nelle rifrazioni, denota una buona consistenza della massa, con lo scorrere nel bicchiere. Il naso è centrato su un frutto denso, paffuto e sazio nel suo calore di espressione con note che virano molto sul carattere esotico. Attorno a questo ombelico, troviamo richiami con principio di evoluzione con note di caramella mou, funghi porcini e muschio. Questa 2001 ha fatto fermentazione ed affinamento per metà in acciaio e la parte restante nelle barriques dalle classiche dimensioni. La bocca fa da canale di sfogo del calore percepito al naso, imprimendo volume, morbidezza, dove l’acidità rimane un po’ frenata nell’allungo.

    16+++/20 – Toscana IGT Chardonnay Fabrizio Bianchi 1990

    Già dal colore traspare un carattere arzillo e vitale, attraverso le sfumature luminose che fanno breccia in un colore che esprime tutto il suo bagaglio di esperienza acquisito con la lunga sosta in bottiglia, come il pensionato che non manca mai l’appuntamento in palestra. Il naso non offre cedimenti strutturali od ossidativi, ma solo un profilo di grande ampiezza che marca la sua evoluzione ma non è arruginito nella sostanza. Sfumature di miele di castagno, timo, maggiorana e finocchietto selvatico. Bocca matura, avvolgente e morbida, ma scorrevole grazie ad un’acidità che se lo prende a braccetto e lo accompagna fino alla porta di uscita. Senza bisogno del bastone di sostegno.

    Ora il viaggio in otto annate di Sangiovese di Monsanto. Protagonisti della degustazione saranno la Riserva Il Poggio ed il Sangiovese Fabrizio Bianchi.

    Chianti Classico Riserva Il Poggio

    -Uvaggio: 90% Sangiovese, 10% di Canaiolo e Colorino
    -Vigneto: Il Poggio (5,0 ha) posizionato a 310 mt s.l.m.
    -Composizione del suolo: Galestro scistoso, composto da argille pietrificate e stratificate a filaretto, ricco di minerali
    -Rese per ettaro: 60/65 q.li
    -Vinificazione: in acciaio con macerazione di circa 25 gg.
    -Affinamento in legno: 18 mesi in barriques di primo e secondo passaggio
    -Affinamento in bottiglia: 12 mesi prima della commercializzazione
    -Prima annata prodotta: 1962

    Toscana IGT Sangiovese Fabrizio Bianchi

    -Uvaggio: 100% Sangiovese
    -Vigneto: Scanni (3,0 ha) posizionato a 300 mt s.l.m.
    -Composizione del suolo: Galestro scistoso, composto da argille pietrificate e stratificate a filaretto, ricco di minerali
    -Rese per ettaro: 60/65 q.li
    -Vinificazione: in acciaio con macerazione di circa 20 gg.
    -Affinamento in legno: 18 mesi in barriques di primo e secondo passaggio
    -Affinamento in bottiglia: 12 mesi prima della commercializzazione
    -Prima annata prodotta: 1974

    Le note di degustazione:

    18,5+/20 – Chianti Classico Riserva Il Poggio 2006

    Altissimo Ceto

    Il vino ha carattere, prestanza fisica, sostanza e dinamismo per entrare di diritto tra le migliori etichette aziendali di sempre, almeno per quanto riguarda la storia di questo cru. Quando si parla dei termini “vibrante” ed “emozionale” riferite al Sangiovese, ecco che il Poggio ‘06 può essere preso come termine di paragone. Il profilo olfattivo è sicuramente in divenire, ci vorrà del tempo ( e la pazienza…) prima di riuscire ad inquadrarlo e trovare un’armonia in questa “tela” dove ora predominano solo (?) le tinte forti. Già, perché entriamo nella fase del: “buono oggi, grande domani”. Ciliegia marasca diretta, esplosiva e tranciante in apertura di naso, pronta a lasciare il suo spazio alle note di speziatura piccante, liquirizia e foglie di tabacco, con una dose massiccia di balsamicità a dare energia e freschezza al tutto. Al palato esplode questo tannino esuberante da bambino irrequieto, che corre e scalcia su tutto il palato, ma senza dare mai l’impressione di disturbare troppo o nell’essere fuori luogo. Lungo nel gusto, chiude con la consueta eleganza e finezza delle migliori annate del Poggio.

    17/20 – Toscana IGT Fabrizio Bianchi 2001

    Un vino che mostra la sua statura. Generoso e affidabile nell’approccio, ma con sfumature aromatiche un po’ sfuocate che peccano quindi leggermente in definizione. Appare anche un po’ “diluito” se messo in relazione alle aspettative dell’annata. Tutto comunque nei termini del grande vino, categoria a cui appartiene di diritto, ma messo un po’ in ombra nel paragone con gli altri vini, in questo excursus storico. Carattere aromatico in piena evoluzione, con sentori che ricordano da vicino le erbe aromatiche e le note suadenti e un po’ terrose dei funghi porcini. Bocca con entrata larga e voluminosa, riscaldata da una sensazione pseudo-calorica che dona morbidezza e velluto, ma che fa fatica a trovare quel legame di complicità con la venatura acida, dove quest’ultima riesce ad uscire sul finale, impreziosendolo, con un carattere sapido/minerale di grande rilievo.

    18-/20 – Toscana IGT Fabrizio Bianchi 1999

    La prima sensazione è stata quella del dubbio che qualcuno mi avesse scambiato i bicchieri con il campione precedente, in quanto il carattere mostrato da questa versione 1999 è decisamente più “giovanile” di quella che l’ha preceduta. Un frutto che tende a dominare nelle sue tinte calde, decise ed intriganti. Perfettamente disegnato e messo a fuoco, è impeccabile anche sotto il punto di vista della pulizia e dell’armonia. Anche al palato mostra i segni caratteriali di un vino di grande godibilità e di facilità di beva, con un’acidità rinfrescante e determinante ai fini dell’equilibrio. Finale con quel tocco sapido/minerale che è uno dei timbri aziendali. Peccato per un finale un po’ asciutto del tannino che non gli ha permesso di cogliere il punteggio in pieno.

    18+/20 – Chianti Classico Riserva Il Poggio 1995

    Eccoci al vino che fa da spartiacque tra le due categorie di distinzione. La prima parte dove viene centrata sulla intensità, la spinta e la grinta giovanile e la seconda che mette in campo tutta la suadenza, la dolcezza ed il carattere più saggio, di un Sangiovese più attempato con gli anni. La ciliegia si è fatta “sotto spirito” e la speziatura con tratti più dolci e pronunciati, tesi a volgere un ruolo più di spicco all’interno della sceneggiatura. La complessità e la sostanza sono quelle del grande millesimo, molto vicino nell’articolazione e nella profondità al Poggio ‘06, ma con una grinta meno ferma e determinata. In bocca tende a scorrere per tutto il tempo, in maniera disinvolta, con una lunghezza molto fine e silenziosa nei modi, ma quasi interminabile.

    17,5/20 – Toscana IGT Fabrizio Bianchi 1988

    La versione 1988 del Fabrizio Bianchi è il classico alunno diligente, studioso, preparato e serioso che fa sempre il suo compitino nel migliore dei modi. Un vino che quindi non passa inosservato per la sua fluidità, sia nel corso della degustazione immediata che in quelle successive, dopo aver risolto i suoi problemi di debito con l’ossigeno. Decisamente ben fatto, profondo e portatore felice dei suoi anni. Se proprio vogliamo trovargli un difetto, gli manca un segnale di distinzione che lo facciano ricordare e che lascino un segno indelebile. Anche nella nostra memoria.

    17,5-/20 – Chianti Classico Riserva Il Poggio 1982

    Un vino che si mostra decisamente su due livelli con due velocità diverse. Il profilo olfattivo si presenta in perfetto abito da sera delle grandi occasioni, sfoggiando uno smoking di grande fascino ed eleganza, maniacale nell’esecuzione e con un carattere molto più  agile e sbarazzino di tanti altri vini del suo millesimo. Mentre è la gustativa a segnare un po’ il passo, tale da non trovare il pedale della frizione per ingranare la marcia e affondare la velocità. Il motore e la cilindrata ci sono, il confort ed il volume anche, mentre tende a zoppicare per una chiusura particolarmente asciugante del tannino e per un’acidità messa leggermente in secondo piano, non riuscendo a trovare la perfetta combinazione per imprimere un maggiore allungo.

    16,5/20 – Chianti Classico Riserva Il Poggio 1977

    Un vino che mostra un temperamento particolarmente sonnacchioso ed evoluto. Rimane sempre chiuso nel suo guscio, dove neanche l’ossigenazione riesce dare un trillo di sveglia. Molto compatto e solido, campeggia nel suo modo di essere un po’ riservato e non particolarmente espansivo, al fine di sentirsi un po’ fuori dal coro in questa carellata del carattere sangiovesizzante di Monsanto. Palato con un filo in più di dinamismo e con una chiusura che dona quel segnale positivo nella mente di chi è entrato in contatto con un questo vino. E meritevole di tutto il nostro rispetto e devozione per avere raggiunto la sua gloriosa e pregevole età.

    18,5/20 – Toscana IGT Fabrizio Bianchi 1975

    Altissimo Ceto

    Standing ovation per questo vino. Esce alla lunga, dopo aver assunto una massiccia dose di ossigeno, con precisione, determinazione e voglia di imporre la sua firma e mettere il punto esclamativo a coronamento di questa bellissima degustazione. Lo è  meritevole sicuramente il vino, ma è aiutato anche dal fatto di arrivare in fondo a questa bellissima e suggestiva degustazione di 11 annate di Monsanto. la sua ciliegina sulla nostra torta. Perdonatemi gli “interismi” ( ma la cosa è forzatamente un po’ voluta… ;-) ) non è passato inosservato e oggi lo porto ancora con me, nel mio cassetto della memoria, come il secondo goal di Milito in finale di Champion’s. Bello, emozionante, delizioso, determinante. Determinante così come lo è stato l’apporto di tutta la squadra. E la squadra in questo caso è raffigurata da una famiglia, da una azienda e da uno staff tecnico che lavora perfettamente in sintonia. Dove si può permettere anche il “lusso” di giocare e di estremizzare con vitigni internazionali, ma poi campeggia la vera anima che fa da spina dorsale, rappresentata dal carattere del Sangiovese. Sangiovese che viene trattato come un Re all’interno del suo Castello.

    Sì, proprio quel Castello che porta il nome di Monsanto!

    Recapiti:

    Castello di Monsanto
    Via Monsanto, 8
    50021 Barberino Val d’Elsa (FI)

    Tel: +39 055 805900
    Fax: +39 055 8059049
    Skype: -
    Sito Web: www.castellodimonsanto.it
    Indirizzo posta elettronica: monsanto@castellodimonsanto.it

    Visualizzazione Google Maps:

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    Un ringraziamento particolare a Francesco Guazzugli Marini, per il suo prezioso lavoro di coordinamento per la visita in cantina e l’organizzazione della degustazione dei vini.

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