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    HeadLine News: Radio Casseruola: Segnala il passaggio di Enrico Bartolini da Le Robine di Montescano al Devero Hotel di Cavenago Cambiago. Da Luglio 2010 Massimo Sola subentra a Bruno Barbieri come Executive Chef di Villa del Quar a Verona. Stay tuned... Redazione VG - Milano.
  • I RISULTATI degli Altissimo Ceto Awards 2009 ! Clicca Sotto


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    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


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    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Bellavista

    Ca' del Bosco

    Contadi Castaldi

    Gatti Enrico

    La Montina

    Majolini

    Il Mosnel

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Uberti

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Conte Loredan Gasparini

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    Le Ragose

    Maculan

    Nardello

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Trabucchi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Grillo

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Tre Monti

    Tre Re'

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    TOSCANA

    Abbadia Ardenga

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    Biondi-Santi

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    Bulichella

    Caiarossa

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    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capannelle

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    Castello del Terriccio

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    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

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    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Casanova

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

    Villa I Cipressi

    Villa S. Anna

    UMBRIA

    Adanti

    Antonelli San Marco

    Arnaldo Caprai

    Bocale di Valentini

    Cantina Novelli

    Casale Triocco

    Castello della Sala

    Castello delle Regine

    Cesarini Sartori

    Colpetrone

    Fattoria Colleallodole

    Goretti

    Lamborghini

    Lungarotti

    Perticaia

    Scacciadiavoli

    Tabarrini

    MARCHE

    Bisci

    Bucci

    Colonnara

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Monteschiavo

    Moroder

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

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    Vallerosa-Bonci

    Valturio

    Vignamato

    ABRUZZO

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    Barba

    Cataldi Madonna

    Collefrisio

    Fattoria La Valentina

    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

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    Pasetti

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    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

    Caggiano

    Colle di San Domenico

    Colli di Lapio

    Contrade di Taurasi

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    Di Meo

    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

    Marisa Cuomo

    Mastroberardino

    Montevetrano

    Qintodecimo

    Torricino

    Terredora

    Villa Diamante

    Villa Matilde

    Villa Raiano

    Viticoltori del Casavecchia

    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio di Pianetto

    Benanti

    Cottanera

    Donnafugata

    Feudo Maccari

    Graci

    Gulfi

    Miceli

    Morgante

    Occhipinti

    Passopisciaro

    Planeta

    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

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    Cartoline dalla presentazione delle Guide Espresso 2010 – Stazione Leopolda – Firenze (FI)

    By ViaggiatoreGourmet | ottobre 9, 2009

    I RISTORANTI D’ITALIA DE L’ESPRESSO 2010 – 32a edizione
    Sono 15 i ristoranti con “tre cappelli”. Al vertice, con 19,5/20 si confermano Vissani, Le Calandre e La Francescana. Al primo posto fra le regioni la Lombardia, seguita da Piemonte e Campania, in costante crescita. Nel 2009, “annus horribilis” per la ristorazione, si afferma definitivamente la generazione dei cuochi che incarnano la “nuova cucina italiana”, la cui identità è riassunta nel decalogo della Guida de L’espresso. Seguono… Le dieci “raccomandazioni” di Stefano Bonilli, Le Tavole della Birra, I panini d’autore, I premi, Il decalogo Per la “nuova cucina italiana”…

    I punteggi e i numeri

    Sono 15 quest’anno i ristoranti che ottengono i “tre cappelli”, cioè un punteggio compreso fra 18/20 e 19,5/20, nessuna nuova entrata e uno in meno rispetto all’anno scorso, in conseguenza della chiusura del Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini.

    Al vertice, con 19,5/20, si confermano Vissani di Baschi, Le Calandre (famiglia Alajmo) di Rubano e La Francescana (Massimo Bottura) di Modena.

    A 19/20 ancora l’Enoteca Pinchiorri di Firenze e La Pergola (Heinz Beck) del Rome Cavalieri di Roma.

    Sale a 18,5/20 Villa Crespi (Antonino Cannavacciuolo) di Orta San Giulio, che così si affianca a Dal Pescatore (Santini) di Canneto sull’Oglio, Cracco di Milano, Combal.Zero (Scabin) di Rivoli Torinese.

    Si confermano a 18/20 Il Canto della Certosa di Maggiano (Lopriore) di Siena, Uliassi di Senigallia, Duomo (Sultano) di Ragusa, Miramonti l’Altro (Piscini-Léveillé) di Concesio, Perbellini di Isola Rizza, Torre del Saracino (Esposito) di Vico Equense.

    Sono poi 57 i ristoranti con “due cappelli”, cioè con punteggio compreso fra 16,5/20 e 17,5/20 e 227 quelli con “un cappello”, con punteggio fra 15/20 e 16/20.

    Fra le regioni si conferma al primo posto la Lombardia, tuttavia molto statica e senza novità di rilievo, con 50 locali con almeno “un cappello”.

    Seguono, entrambe in forte e costante crescita il Piemonte con 26 e la Campania con 23. Quindi l’Emilia Romagna, stabile; il Lazio, in calo; la Toscana e la Liguria, in calo. E poi, nell’ordine, il Veneto, l’Alto Adige, le Marche, la Sicilia (che ha rallentato la crescita dagli ultimi anni), la Puglia e l’Abruzzo e Molise, il Trentino e la Sardegna, l’Umbria, la Calabria, la Val d’Aosta e la Basilicata

    In totale, sono schedati quasi 2.900 ristoranti, di cui 2.500 sono recensiti, con oltre 400 nuovi ingressi; sono evidenziati con il “salvadanaio” i locali nei quasi si può mangiare correttamente spendendo non più di 30 euro; sono segnalate 150 enoTavole, cioè luoghi dove il vino “comanda” sul cibo.

    Un capitolo a sé è dedicato alle “Tavole della Birra”, mentre per ogni regione è riportata la ricetta di un “panino d’autore” realizzato da un cuoco-top in collaborazione con Negroni.

    Sono inoltre evidenziati nelle relative schede i ristoranti che Riso Gallo ha selezionato per la propria Guida ai “risotti eccellenti”.

    La Guida contiene dieci recensioni anomale e senza voto, che si affiancano a quelle “regolamentari”: le ha scritte, scegliendo egli stesso i ristoranti, Stefano Bonilli, penna di riferimento della critica enogastronomica italiana, già direttore della Guida del Gambero Rosso.

    Facce da presentazione…

    Philippe Leveille / Andrea Berton

    Il Re dei Papillon… ;-)    – Toni Antonio Cuman

    Uliassi / Torretta

    Bloggers… ;-)

    I media professionisti…

    Ma anche i semplici appassionati…

    Chi sale, chi scende…

    E’ stato introdotto quest’anno come soglia d’accesso il punteggio 12/20 e di conseguenza molti punteggi sono stati riparametrati tendenzialmente verso il basso. Sono quindi molto numerosi i locali che troveranno un voto ridimensionato rispetto al passato, soprattutto nelle fasce basse.

    Molto pochi, viceversa, sono quelli il cui punteggio è aumentato.

    Per esempio, crescono

    da 18 a 18,5/20 Villa Crespi di Orta San Giulio

    da 17 a 17,5/20 La Madia di Licata

    da 16,5 a 17/20 Hotel Devero-La Lucanda di Cavenago Brianza

    Il Dolce Stil Novo di Venaria Reale

    Quattro Passi di Nerano

    Relais Blu di Nerano

    La Taverna del Capitano di Nerano

    entra a 17/20 Villa Contessa Rosa-Da Cesare di Serralunga d’Alba

    da 16 a 16,5/20 Al Sorriso di Soriso

    Guido di Pollenzo-Bra

    Il Pagliaccio di Roma

    Il Pellicano di Porto Ercole

    Joia di Milano

    La Barrique di Torino

    Relais San Maurizio di Santo Stefano Belbo

    da 15,5 a 16,5/20 Novecento di Meina

    Hotel Capri Palace L’Olivo di Anacapri

    …e scendono….

    da 17 a 16,5/20 Dolada di Pieve d’Alpago

    Il Rigoletto di Reggiolo

    Villa Serbelloni-Mistral di Bellagio

    da 16,5 a 16/20 Hotel Villa del Quar-Arquade di San Pietro in Cariano

    Il Desco di Verona

    Laite di Sappada

    da 16,5 a 15,5/20 L’Albereta-Gualtiero Marchesi di Erbusco

    da 16 a 15,5/20 Hotel Ciasa Salares-La Siriola di Badia

    Hotel Bauer-De Pisis di Venezia

    Ma.Ri.Na di Olgiate Olona

    Casa Grugno di Taormina

    I PREMI

    De Cecco per la Pasta dell’Anno: Arnolfo di Colle Val d’Elsa (Si)

    Domini Villae Lanata per il Pranzo dell’Anno: Villa Crespi di Orta San Giulio (No);

    Kettmeir per la Cantina dell’Anno: Antica Pesa di Roma;

    A Casa per il Maître dell’Anno: Francesco Mussinelli – Hotel Capri Palace- L’Olivo di Capri (Na);

    Duca di Salaparuta per il Sommelier dell’Anno: Hayashi Mototsugu - Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mn);

    Per il nostro “Moto” una troupe appositamente dal Giappone, e varie interviste.

    Cavit per il Giovane dell’Anno: Christian e Manuel Costardi – Hotel Cinzia – Ristorante Risotteria di Vercelli;

    Firriato per la Novità dell’Anno: Villa Contessa Rosa – Da Cesare di Serralunga d’Alba (Cn);

    Tenimenti Angelini per la Performance dell’Anno: Novecento di Meina (No);

    Rigoni di Asiago per la Pasticceria dell’Anno: Il Pagliaccio di Roma;

    Chichita per il miglior Dessert alla frutta: Al Caval di Torri del Benaco (Vr);

    Lavazza per il Caffè dell’Anno: La Locanda di Bu di Nusco (Av);

    Glenmorangie per la Selezione di Distillati: Il Cecchini di Pasiano di Pordenone (Pn);

    Guido Berlucchi per la Selezione di “bollicine”: Sadler di Milano;

    Eataly per la Qualità del Made in Italy: Osteria Numero Sette di Pianoro (Bo);

    Non solo Ristoranti… Presentate anche le eccellenze della Guida Vini 2010.

    Giovani emergenti…

    Contributo dall VG-TV – Azienda Agricola Monteraponi – Celine Papon Responsabile Commerciale – Dal nostro Archivio VG-TV Vinitaly
     

    Az. Agricola Monteraponi
    53017 Radda in Chianti – Siena
    Tel. 0577/738208 – 055/352601
    www.monteraponi.it  - mail@monteraponi.it

    E “vecchi” senatori…

    Guardare oltre il 2010…

    “Il 2009 sarà ricordato come annus horribilis anche dai ristoratori. E non è affatto detto che nel 2010 le cose cambieranno in meglio”, dice Enzo Vizzari, il direttore de Le Guide de L’espresso. “ Ed è condivisa la convinzione che nulla tornerà come prima: certi modelli e certe forme di ristorazione devono essere ripensati e adattati alla luce delle mutate condizioni, dei comportamenti e dei gusti del pubblico”, aggiunge Vizzari. “La domanda di qualità alta e costosa – sia per l’offerta gastronomica strettamente intesa, sia per tutto ciò che l’accompagna – si concentrerà verso un numero di locali ridotto rispetto al passato: le cattedrali del gusto e del lusso, quelle vere, continueranno a esistere ma per (relativamente) pochi, qualcuna chiuderà, molte dovranno cambiare formula. Anche la fascia medio-alta deve legittimare sul campo giorno per giorno le proprie ambizioni e pretese (prezzi) e le proprie prestazioni (qualità) nei confronti di un pubblico più attento nello spendere e più esigente nel distinguere il buono dal mediocre, l’autentico dal falso, l’originale dalla copia”, dice Vizzari. “Anche per la ristorazione, insomma, il 2010 si presenta come l’anno della resa dei conti e della svolta. All’insegna di poche certezze: la prima delle quali, banale banale, si riassume nell’imperativo di dare la miglior qualità possibile – in termini di cibo, di cantina, di servizio, di ambiente – al minor prezzo possibile”.

    Ma come si mangia nei ristoranti italiani al tempo della crisi?

    “In Italia oggi si può mangiare addirittura meglio di ieri nei locali buoni e ottimi, mentre si è accentuato il divario fra la fascia alta e quelle medio-bassa e bassa. Chi ha alle spalle capacità, esperienza, risorse umane ed economiche adeguate, non ha vita facile ma, moltiplicando l’impegno, mantiene la rotta; chi viceversa ha costruito anche apprezzabili imprese su fondamenta fragili o improvvisate, rischia di perdere il passo; chi, infine, ha sempre commisurato iniziative e obiettivi alle proprie effettive potenzialità stringe la cinghia ma procede sicuro per la propria strada”, sottolinea Vizzari.

    “Non sono questi i tempi più propizi per l’esplosione di clamorose novità, né per l’affermazione di talenti emergenti, né per l’apertura di nuove frontiere “creative”. Anzi. Semmai sono i valori sicuri (leggi i cuochi) che si confermano, dimostrando la solidità delle loro doti, mentre pagano dazio orecchianti e improvvisatori. E non sorprende che, guardando alle tendenze e agli stili di cucina, si avverta un ripensamento a proposito delle esasperazioni e delle provocazioni da parte di parecchi cuochi che si concedono ora una pausa per riflettere su ciò che si rischia di perdere quando si insegue “il nuovo a tutti i costi”. Come inevitabile è un ridimensionamento nella corsa esagerata al lusso e alla ridondanza negli ambienti, negli arredi, nelle stoviglie, nella dimensione delle cantine e delle carte dei vini”. Conclude Vizzari:

    “Conferma tutta la sua attualità il decalogo Per la “nuova cucina italiana”(allegato, n.d.r.), stilato dalla Guida tre anni fa e nel quale sono sintetizzate le peculiarità che fanno grande la cucina italiana contemporanea”.

     

     

    Le tendenze e le regioni

     

    Ancora, come ormai da molti anni, in provincia si mangia meglio che nelle grandi città; cresce il numero di locali tendenzialmente low cost con formule diverse, menu fissi, servizio essenziale; rallenta, ma di poco, la moda dei sushi e dei sashimi; cresce ancora la “voglia di trattoria”. Anche i grandi hanno sofferto e soffrono: con pochissime eccezioni, è soddisfatto chi a fine 2009 avrà fatto un 20 per cento in meno rispetto al 2008.

    Le regioni di grandi lunga più dinamiche sono il Piemonte e la Campania.

    In Piemonte negli ultimi cinque, sei anni è fortemente cresciuta la qualità media e crescono tuttora le tavole eccellenti, anche al di fuori della tradizionale area privilegiata delle Langhe: dal lago d’Orta sino alle pendici del Monviso, accanto ai valori sicuri e collaudati, emergono nuove realtà. Le punte sono il Combal.Zero di Davide Scabin e Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo.

    Ancora più vistosa è l’inarrestabile crescita del numero di locali di qualità in tutta la Campania e non solo nelle tradizionali zone turistiche.

    La Campania è la regione trainante della “nuova cucina italiana”, in Campania si realizza al massimo livello l’equilibrio virtuoso fra l’eccellenza e la varietà dei prodotti e la spinta innovativa dei giovani cuochi: nel cuore dell’Irpinia, nel Cilento, sulla costa fra Sorrento e Amalfi, con straordinaria concentrazione fra Vico Equense (primo fra tutti Gennaro Esposito della Torre del Saracino) e Massa Lubrense.

     

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    Ma quanto è buona la Gazzosa Lurisia ?   Semplice… [20/20]

    Concludiamo con il decalogo per la “nuova cucina italiana” di Enzo Vizzari

    Un decalogo per la “nuova cucina italiana” di Enzo Vizzari

    - La “tavola di qualità” è quella che crea e trasmette i piaceri della tavola attraverso una pluralità di fattori che concorrono a determinare la piacevolezza complessiva dell’esperienza gastronomica: primo fra tutti la bontà dei cibi, unita poi ai vini e alle bevande appropriati, alla gradevolezza e al comfort dell’ambiente, alla professionalità e alla cortesia del servizio.
    - Ristoranti, trattorie, osterie, con caratteristiche differenti e ciascuno nella propria categoria, possono tutti rappresentare altrettante “tavole di qualità”, in grado di soddisfare le propensioni di clienti con gusti, disponibilità economiche, aspettative e stati d’animo i più diversi.
    - Il requisito primo e irrinunciabile della “tavola di qualità” – al di fuori e al di sopra di ogni distinzione fra stili di cucina: tradizionale o innovativa, conservatrice o sperimentale, di locale grande e lussuoso o piccolo e informale – è che sia “buona e sana”. “Buona” perché salvaguarda ed esalta le peculiarità delle buone materie prime che la compongono. “Sana” perché i prodotti e le tecniche impiegati rispettano i principi basilari della salubrità alimentare.
    - Il patrimonio fondamentale della cucina italiana è l’eccellenza dei prodotti, veri e primi protagonisti di ogni piatto, alla cui massima valorizzazione il cuoco subordina le capacità e le tecnologie di cui dispone.
    - Il cuoco che vive il suo tempo è aperto, curioso, privo di pregiudizi nei confronti di prodotti che vengono da lontano e di tecniche innovative o estranee alla propria cultura, non teme di rielaborare, di fondere, di copiare con buonsenso e misura, sa cogliere il buono della globalizzazione, filtra criticamente il nuovo e il diverso attraverso il proprio bagaglio di conoscenze e di esperienze.
    - Tratto distintivo della “nuova cucina italiana”, e dei cuochi che la rappresentano, sono le radici ben salde nelle rispettive cucine regionali di riferimento, nei prodotti, nei sapori, nei gesti che le hanno caratterizzate nel tempo. Su queste radici è innestato l’impiego di prodotti, di tecniche e di strumenti offerti oggi dalla scienza applicata alla gastronomia, fermo restando l’obiettivo di realizzare una cucina di forte e precisa identità, moderna e italiana, nelle materie prime, nei sapori singoli e nelle loro combinazioni, nelle forme: insomma nell’anima.
    - La cosiddetta creatività acquista senso nel momento in cui consente di esaltare le qualità e le caratteristiche d’un prodotto o ne fa scoprire potenzialità inedite.
    - Ha scarso o nullo valore gastronomico l’impiego di strumenti, di prodotti, di applicazioni chimico-fisico-tecnologiche finalizzati soltanto alla trasformazione delle consistenze, delle forme, dei colori, quando cioè non comportino reali e significativi cambiamenti nel sapore dei cibi.
    - La cucina non è “gioco” anche se può divertire, non è “arte” anche se i piatti possono assumere forme studiate e armoniche, non è “scienza”, anche se nasce da regole e reazioni chimiche e fisiche: può essere fonte di emozioni e di piacere, fisico e mentale, indotti essenzialmente dai sensi del gusto, dell’olfatto e del tatto.
    - I cuochi non sono quindi geni né artisti né attori, bensì artigiani, più o meno valenti: aiutiamoli, tutti, a restare tali.

    I Ristoranti d’Italia de L’espresso 2010
    A cura di Enzo Vizzari

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