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  • LETTURE CONSIGLIATE


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 8879288598
    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


    Ordina da I libri dell'Arancia

    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    Che cos'è la Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto e da chi è composto il panel di degustazione

    EDIZIONE 2012:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo Riserva

    VENETO

    -La Valpolicella

    -Soave

    -Breganze, IGT ed altre eccellenze regionali

    EDIZIONE 2010/2011:

    PIEMONTE

    -I Langhe Nebbiolo ed i Nebbiolo d'Alba

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo "top"

    -I Barolo Riserva

    -I Roero

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico

    -I Vini Bianchi (Prima parte)

    -I Vini Bianchi (Seconda parte)

    -I Vini Rossi

    -I Vini Dolci

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Le eccellenze regionali

    TOSCANA

    -I Rosso di Montalcino, Sant'Antimo ed i vini a IGT

    -I Brunello di Montalcino e le Riserve

    MARCHE

    -I Vini Bianchi

    -I Vini Rossi

    SICILIA

    -I Vini dell'Etna

    -Le eccellenze regionali

    EDIZIONE 2009/2010:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco.

    -I Barolo.

    -I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d'Alba.

    -I Langhe Rosso.

    -Le Barbere d'Alba.

    -Le Barbere d'Asti e altre Barbere.

    -I Roero.

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta.

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico.

    -I Vini Bianchi.

    -I Vini Rossi.

    -I Vini Dolci.

    VENETO

    -Soave.

    -I vini di Breganze, gli IGT ed altre eccellenze regionali.

    -La Valpolicella

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    -I Vini Rossi ed alcune "chicche" dolci.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Sangiovese di Romagna, Albana di Romagna passito e altre eccellenze.

    UMBRIA

    -Le eccellenze regionali.

    TOSCANA

    -Montalcino ed i suoi vini.

    -I Chianti Classico.

    -Le produzioni IGT del Chianti Classico ed alcune eccellenze di zone limitrofe.

    -Le eccellenze di Cortona e di Montepulciano.

    -Le eccellenze della "Costa" (prima parte): I vini bianchi, Bolgheri e Montecucco

    -Le eccellenze della "Costa" (seconda parte): Scansano, Val di Cornia e le produzioni ad I.G.T.

    MARCHE

    -Il vitigno Verdicchio nelle sue sfumature.

    -I Vini Rossi.

    ABRUZZO

    -I vini bianchi.

    -I Montepulciano d'Abruzzo

    CAMPANIA

    -I vini bianchi.

    -I vini rossi.

    SICILIA

    -I Vini bianchi e rossi dell'Etna.

    -I Vini bianchi e rossi della Sicilia.

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Cà di Cairè-Emanuele Rolfo

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Bruciata

    Cascina Ca' Rossa

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Cogno

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Michele Taliano

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Oddero

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Raineri Gianmatteo

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Rivetto

    Rizzi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Barone Pizzini

    Bellavista

    Berlucchi

    Ca' del Bosco

    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

    Ferghettina

    Gatti Enrico

    La Montina

    Le Marchesine

    Majolini

    Mirabella

    Il Mosnel

    Montedelma

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Togni-Rebaioli (Enrico Togni)

    Uberti

    Villa

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Allegrini

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Dal Forno Romano

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    Filippi

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    I Stefanini

    Le Battistelle

    Le Ragose

    Maculan

    Masari

    Montecariano

    Monte dall'Ora

    Nardello

    Novaia

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta L'Armonia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Tommaso Bussola

    Trabucchi d'Illasi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Balter

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Castelfeder

    Cesconi

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tiefenbrunner

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Drius

    Ermacora

    Giovanni Dri

    Grillo

    Jermann

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Calonga

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Paradiso

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    La Stoppa

    La Tosa

    Lusenti

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Terre della Pieve

    Torre Fornello

    Tre Monti

    Tre Re'

    Villa Bagnolo

    TOSCANA

    Agostina Pieri

    Amantis

    Antinori

    Avignonesi

    Baracchi

    Barone Ricasoli

    Bindella

    Biondi-Santi

    Boscarelli

    Brancaia

    Bulichella

    Caiarossa

    Ca' Marcanda

    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capanna

    Capannelle

    Caparzo

    Capua

    Carlo Gentili

    Casanova di Neri

    Case Basse-Gianfranco Soldera

    Castell'in Villa

    Castello dei Rampolla

    Castello del Terriccio

    Castello di Ama

    Castello di Cacchiano

    Castello di Fonterutoli

    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castel Pietraio

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

    Cinelli Colombini

    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Donna Olga

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Fuligni

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Le Macioche

    Le Potazzine-Gorelli

    Le Ragnaie

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Brizio-Roberto Bellini

    Podere Casanova

    Podere Il Palazzino

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Stella di Campalto

    Tenimenti Angelini

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

    Villa I Cipressi

    Villa S. Anna

    UMBRIA

    Adanti

    Antonelli San Marco

    Arnaldo Caprai

    Bocale di Valentini

    Cantina Novelli

    Casale Triocco

    Castello della Sala

    Castello delle Regine

    Castello di Corbara

    Cesarini Sartori

    Colpetrone

    Fattoria Colleallodole

    Goretti

    Lamborghini

    Lungarotti

    Perticaia

    Scacciadiavoli

    Tabarrini

    Terre de la Custodia

    MARCHE

    Allevi Maria Letizia

    Bisci

    Bucci

    Clara Marcelli

    Colonnara

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Moncaro

    Monteschiavo

    Moroder

    Oasi degli Angeli

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

    Umani Ronchi

    Vallerosa-Bonci

    Valter Mattoni

    Valturio

    Velenosi

    Vignamato

    ABRUZZO

    Anfra

    Barba

    Cataldi Madonna

    Collefrisio

    Fattoria La Valentina

    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

    Montori

    Nestore Bosco

    Pasetti

    Strappelli

    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

    Caggiano

    Colle di San Domenico

    Colli di Lapio

    Contrade di Taurasi

    De Conciliis

    Di Meo

    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

    Fratelli Urciuolo

    Guastaferro

    Marisa Cuomo

    Mastroberardino

    Montevetrano

    Qintodecimo

    Torricino

    Terredora

    Villa Diamante

    Villa Matilde

    Villa Raiano

    Viticoltori del Casavecchia

    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio del Cristo di Campobello

    Baglio di Pianetto

    Benanti

    Cottanera

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    Duca di Salaparuta

    Feudo Maccari

    Feudo Principi di Butera

    Graci

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    Masseria del Feudo

    Miceli

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    Occhipinti

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    Passopisciaro

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    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

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    Guida Vini di Altissimo Ceto – Piemonte. I Barbaresco

    By EnoCentrico | luglio 16, 2009

    Articolo a cura di Ivano Antonini-EnoCentrico.
    Curatore Guida dei Vini e Referente regionale del Piemonte.

    Aggiornamento del 14 Luglio 2009.

    Essere on-line, significa che in qualsiasi momento puoi andare a ripescare una recensione che pensavi fosse già archiviata e ri-aggiornarla. Perchè questo? Perchè ci può essere un produttore (non uno qualsiasi…) che, anche se in ritardo sulla nostra programmazione, ha deciso di sottoporre i suoi vini alle nostre valutazioni. Quindi diamo il benvenuto ad Angelo Gaja, nella nostra Guida dei Vini on-line. Iniziamo a vedere come si è comportato il Barbaresco 2006 in anteprima e poi vi parleremo in seguito anche degli altri vini.

    Articolo del 20 Giugno 2009.

    Dopo la pubblicazione delle valutazioni dei Langhe Nebbiolo e i Nebbiolo d’Alba, inerenti alla nostra Guida dei Vini on-line dedicata alle sole eccellenze, continuiamo a parlare di questo nobile vitigno. Questa volta lo facciamo affrontando il racconto di una bellissima e prestigiosa degustazione e che ha visto come protagonista incontrastato: il Barbaresco. Lo abbiamo degustato nelle versioni 2006 e 2005.

    Per prima cosa una piccola legenda su come orientarsi nel post. Al primo punto troverete già la graduatoria finale. Graduatoria che è scaturita al termine delle nostre sessioni e che la vedrà limitata alla sola visualizzazione dei singoli punteggi. Tale elenco è suddiviso per annate, punteggio e, in caso di medesima valutazione, seguirà l’ordine alfabetico riferito ai produttori. In rosso sono segnalati i vini che hanno ricevuto il premio speciale, dato all’unanimità dal nostro panel, ovvero l’ Altissimo Ceto.
    Al secondo punto, sarà ripresa la medesima graduatoria, ma questa volta sarà integrata con la relativa foto dell’etichetta e le nostre note di degustazione. Ai nomi di ciascun produttore è “linkata” la propria scheda aziendale, dove potrete accedere a dati, recapiti e, a breve, alle categorie con i prezzi possibili in enoteca e le corrispondenti schede tecniche. Tutto questo al fine di avere tutte le informazioni relative al vino da voi prescelto.  Al terzo punto vengono inserite ogni volta, le considerazioni finali emerse e che sono state espresse, al termine di ogni sessione, sempre dal nostro panel.

    Non ci resta che augurarvi buona lettura…

    1)  LA GRADUATORIA:

    Annata 2006

    93/100 – Barbaresco Gaja
    92/100 – Barbaresco Santo Stefano Castello di Neive
    91/100 – Barbaresco Basarin Moccagatta
    91/100 – Barbaresco Palazzina Montaribaldi
    90/100 – Barbaresco Castello di Neive
    90/100 – Barbaresco Coste Rubìn Fontanafredda
    90/100 – Barbaresco Martinenga Marchesi di Grésy
    90/100 – Barbaresco Tulin Pelissero
    90/100 – Barbaresco Vigneto Brich Ronchi Albino Rocca
    90/100 – Barbaresco Vigneto Loreto Albino Rocca
    90/100 – Barbaresco Currà Sottimano
    89/100 – Barbaresco Santo Stefanetto Piero Busso
    89/100 – Barbaresco Vigne Erte Cigliuti
    89/100 – Barbaresco Montubert Icardi
    89/100 – Barbaresco Nubiola Pelissero
    89/100 – Barbaresco Vanotu Pelissero
    89/100 – Barbaresco Pajorè Sottimano
    89/100 – Barbaresco Albino Rocca
    88/100 – Barbaresco Serraboella Cigliuti
    88/100 – Barbaresco Starderi La Spinetta
    88/100 – Barbaresco Valeirano La Spinetta
    88/100 – Barbaresco Gallina Ugo Lequio
    88/100 – Barbaresco Bric Balin Moccagatta
    88/100 (?) – Barbaresco Cottà Sottimano
    88/100 – Barbaresco Fausoni Sottimano
    87/100 – Barbaresco Sorì Montaribaldi Montaribaldi
    87/100 – Barbaresco Gallina La Spinetta
    87/100 – Barbaresco Tettineive Scarpa
    86/100- Barbaresco Cole Moccagatta

    Annata 2005

    92/100 – Barbaresco Santo Stefano Casa Vinicola  Bruno Giacosa
    91/100 – Barbaresco Il Bricco Pio Cesare
    90/100 – Barbaresco Asili Az. Agr. Falletto
    90/100 – Barbaresco Pio Cesare
    89/100 – Barbaresco Martinenga Camp Gros Marchesi di Grésy
    89/100 – Barbaresco Martinenga Gaiun Marchesi di Grésy
    89/100 – Barbaresco Rombone Nada Fiorenzo
    89/100 – Barbaresco Manzola Nada Fiorenzo
    88/100 (?) – Barbaresco Rabajà Az. Agr. Falletto
    88/100 – Barbaresco Produttori del Barbaresco
    88/100 – Barbaresco Bric Turot Prunotto

    Annata 2004

    90/100 – Barbaresco Ricù Montaribaldi
    89/100 – Barbaresco Ris. S. Stefano Castello di Neive

    2) LE NOTE DI DEGUSTAZIONE

    Annata 2006

    93/100 – Barbaresco Gaja
    Altissimo Ceto.

    Vedo già volare gli avvoltoi sopra di noi che potrebbero accusarci di dimostrare sudditanza psicologica verso Monsù Gaja. Noi, di queste persone,  non ce ne curiamo e li invitiamo ad assaggiare il suo Barbaresco 2006, prima di parlare. Non solo dimostra di essere ancora una volta il Numero Uno (e non ci volevano di certo i seguaci di Viaggiatore Gourmet a dimostrarlo…), ma lo fa con una prova più che egregia, spiazzando anche i nostri  sensi, abituati anche ad altre prove superlative uscite in passato dal Civico 18 di Via Torino. Eppure questo 2006 ha messo d’accordo tutto il panel nell’assegnazione della sua più alta valutazione. Il bicchiere trasmette sensazioni traducibili, prima di tutto,  in una pulizia ed eleganza enologica superiore a tutti. Anche degli stessi Langhe Nebbiolo (ma questo sarà oggetto di altra degustazione). Tornando al “nostro” vino, possiede un frutto polposo, croccante ed incisivo, virato leggermente su delle tonalità speziate, a volte dolci a volte pungenti, di cannella, tabacco e cuoio. Con il passare dei secondi esce anche un mentolato che aggiunge articolazione olfattiva.  Al palato, entra in punta di piedi, quasi senza voler disturbare, salvo poi accorgerti di lui appena esso ha varcato la soglia di casa tua e come quasi fosse un ospite indesiderato, non riesci a liberarti facilemente. Ma, averne di scocciatori così! Poteva ambire a qualcosa in più se non fosse che, del suo “peso”  scorto in fase olfattiva, era più intrigante ed importante in questo momento.

    92/100 – Barbaresco Santo Stefano Castello di Neive

    Diciamocela tutta… Per produrre un Barbaresco da 92 punti, non bisogna per forza di cose fargli mettere su peso, oppure mandarlo a lezioni di body building in palestra. E’ sufficiente dargli sensibilità, eleganza, mineralità (caratteristica abbastanza ricorrente nei vini ottenuti da questo vigneto) e articolazione. Se a queste aggiungiamo: classe, un tocco di balsamico, una trama tannica di rilievo e dinamica… Il gioco è fatto!

    91/100 – Barbaresco Basarin Moccagatta

    Se prima della degustazione ci avessero detto che il Basarin dei fratelli Minuto, avrebbe staccato (non di poco…) gli altri due cru, gli avremmo sicuramente dato del pazzo. Aggiungiamo anche che, in passato, il sottoscritto non gli ha mai perdonato l’esuberanza boisè che ha sempre posseduto questo cru, se paragonato invece al Cole ed al Bric Balin. Bene, trovarlo così oggi… ci rincuora. Una doverosa premessa è d’obbligo, se vi dovesse capitare di assaggiare i tre cru in comparazione, sicuramente noterete che nel Basarin c’è meno polpa, ma soffermatevi sulla delicatezza e sull’equilibrio e capirete da dove sono giunte le nostre emozioni.

    91/100 – Barbaresco Palazzina Montaribaldi
    Altissimo Ceto

    Ecco un altro caso dove troviamo la “rivincita dei fratelli minori”. I tre centesimi di stacco dal Sorì Montaribaldi sono più che giustificati, in quanto il Palazzina esprime un frutto più incisivo, molta più eleganza (qui la decisione di dargli l’Altissimo Ceto), vivacità gustativa e articolazione del tannino. Bravi!

    90/100 – Barbaresco Castello di Neive

    Stesso timbro stilistico del Santo Stefano, ma con toni leggermente meno accentuati. In bocca sfodera ancora una volta, un corpo longilineo, un vestito di bella eleganza e un tannino deciso.

    90/100 – Barbaresco Coste Rubìn Fontanafredda

    Già da tempo si respira aria nuova in casa Fontanafredda e non ci riferiamo di certo ai cambiamenti societari, ma allo stile dei vini delle tenute. Infatti, per noi non è una sorpresa vedere il Coste Rubìn targato 2006, varcare il muro dei 90/100. Viene fatto, oltre modo, in maniera egregia, importante, mantenendosi sui binari dell’eleganza e della croccantezza del frutto.

    90/100 – Barbaresco Martinenga Marchesi di Grésy

    Vi avevamo promesso nel racconto inerente la degustazione dei Langhe Nebbiolo,  che vi avremmo parlato in maniera più ampia di questa Tenuta. E quale migliore occasione che farlo adesso parlando del loro Barbaresco “base”, che tanto “base” non è, visto che è ottenuto da uve provenienti da un singolo vigneto. Per prima cosa, i Barbaresco di Alberto di Grésy non colpiscono di certo per la loro spettacolarizzazione aromatica, tutt’altro. Sono sempre vini sottili che poggiano sul suo ”quadro” molto elegante, snello e slanciato. Il frutto appare sempre croccante con quel suo lato che vira sullo speziato, integrato e rinfrescato sempre da una nota balsamica e minerale. In bocca sono delicati, abbastanza rigidi e contenuti se degustati giovani, ma sempre di grande classe.

    90/100 – Barbaresco Tulin Pelissero

    Un Barbaresco di buona sostanza, nel quale è molto ridimensionato l’uso del legno rispetto al passato. Presenta meno polpa, ma maggiore vigoria rispetto al Vanotu e ciò gli ha permesso di passare la soglia dei 90 punti. Poteva ambire a qualcosa in più se non avesse avuto un tannino un po’ asciutto.

    90/100 – Barbaresco Vigneto Brich Ronchi Albino Rocca

    Alla fine il verdetto ha decretato un “pari merito” per quanto riguarda i due cru di Angelo Rocca. In una fase abbastanza contenuta a livello aromatico, buona la dinamicità al palato, con la consueta lunghezza sul finale. Da dimenticare in cantina…

    90/100 – Barbaresco Vigneto Loreto Albino Rocca

    Più esuberante, aromaticamente parlando, rispetto al fratellino. Al palato presenta la medesima vivacità e con un tannino meno “crudo”. Se dovete proprio fare un “infanticidio” e vorreste aprire un cru di Angelo Rocca oggi, stappate il Loreto.

    90/100 – Barbaresco Currà Sottimano
    Altissimo Ceto

    Se per il Langhe Nebbiolo di Rino e Andrea Sottimano, abbiamo asserito che ci saremmo aspettati di più, la stessa cosa non possiamo dire dei loro Barbaresco 2006. Di livello altissimo, sicuramente tra le migliori prove di sempre per questa cantina, tanto che ci togliamo il cappello davanti al loro Currà e gli diamo un meritatissimo: Altissimo Ceto. La motivazione parte già dal colore compatto e vivace, il naso è intrigante, ricco con un  bagaglio giocato molto sulla mineralità. Al palato lo troviamo potente e deciso, sostenuto da una buona freschezza e dalla sapidità in chiusura.

    89/100 – Barbaresco Santo Stefanetto Piero Busso

    Piero Busso ci ha mandato solo un cru perché ha voluto prolungare l’affinamento degli altri. Quindi abbiamo potuto inserire in degustazione, solo il Santo Stefanetto. Il naso è abbastanza contenuto, un equilibrio frutto-legno che per il momento gioca a favore del secondo elemento. In bocca è avvolgente, caldo, mantenendosi in piedi per la sua freschezza e per il tannino fine e ben integrato.

    89/100 – Barbaresco Vigne Erte Cigliuti
    Altissimo Ceto

    In un recente passato, si è asserito da più parti che il Vigne Erte soffriva la “concorrenza” del Serraboella e viveva come fosse la sua ombra. Con l’annata 2006 si assiste invece a una rivoluzione. Non solo riferita allo stacco dei due cru, ma anche per il timbro stilistico dato da Renato Cigliuti. Stile che spesso ci ha abituato a vini eleganti, ma ruvidi; intriganti, ma allo stesso tempo difficili da “leggere”, forse per via di quel taglio che ci piace definirlo “artigianale”. Nel caso del Vigne Erte, la versione 2006 sfodera potenza e classe, vitalità olfattiva e gustativa con un tannino deciso, ma non invadente. Non ha passato per poco  i 90/100, ma sicuramente da applausi…

    89/100 – Barbaresco Montubert Icardi

    Un Montubert sempre dotato di eleganza, pulizia, definizione aromatica e con un po’ più di spessore rispetto al passato. Legno ben integrato. Alla gustativa è avvolgente, lungo e con una trama tannica di buona integrazione, che riesce a donare equilibrio al vino.

    89/100 – Barbaresco Nubiola Pelissero

    In questo caso ci sentiamo di aprire una parentesi proprio parlando dei Barbaresco di Giorgio Pelissero, anche se lo facciamo alla luce della bella riuscita nella valutazione generale del suo Tulin, descritto in precedenza e del Nubiola adesso, che ripetto al fratello soffre un po’ il carico di note aromatiche un po’ troppo “dolci”. Tuttavia, tutti i vini sono piaciuti e le conseguenti valutazioni sono lì a dimostrarlo, nulla ci vieta però di auspicare in una maggiore caratterizzazione, nonché una maggiore “riconoscibilità” territoriale, che si avverte proprio quando questi vini sono sottoposti in degustazioni coperte in comparazione con altri vini della stessa denominazione.

    89/100 – Barbaresco Vanotu Pelissero

    Stesso discorso del Nubiola, dove aggiungiamo che il Vanotu è sicuramente su un altro piano, strutturalmente parlando, rispetto al Nubiola. Per questa ragione, questo vino avrebbe dovuto estrarre maggiore incisività ed eleganza.

    89/100 – Barbaresco Pajorè Sottimano

    Altra bella prova quando si parla dei Barbaresco targati 2006, di Rino e Andrea Sottimano. Il Pajorè di quest’annata possiede un frutto croccante, “dolce”, con un legno ben integrato. Al palato è quasi “cremoso”, avvolgente e con un tannino già ben espresso. Ha sfiorato per un nulla i 90/100.

    89/100 – Barbaresco Albino Rocca

    Di solito il Barbaresco “base” di Angelo Rocca non sfigura mai in mezzo ai cru di altri produttori e se vogliamo lavare i panni sporchi in casa loro, devo dire che, se valutato in gioventù, anche lo stacco dal Loreto e dal Brich Ronchi, non sembra poi così sorprendente. La cosa non ci dispiace affatto, proprio perché conosciamo la cura e la maestria che ci mette Angelo nella vinificazione di tutti i suoi vini.

    88/100 – Barbaresco Serraboella Cigliuti

    Abbiamo già ampiamente scritto nella descrizione del Vigne Erte. Non ci resta che constatare la maggior vicinanza al timbro stilistico classico di Renato Cigliuti nel Serraboella ‘06.

    88/100 – Barbaresco Starderi La Spinetta

    Vi chiederete sicuramente come mai i Barbaresco dei fratelli Rivetti non sono stati posizionati ai vertici. Bene, anche noi siamo rimasti sorpresi. Possiamo trovarne una ragione proprio per quanto riguarda un approccio stilistico dei vini, che è stato improntato nelle ultime annate. Diventa di più facile lettura, nel capire i motivi di questa virata, soprattutto per chi ha in mente ancora i ricordi di un Gallina ‘96 o piuttosto di uno Starderi ‘99. I vini oggi, sono tutt’altro che malvagi. Anzi, diremmo che sono enologicamente ben fatti e potrebbero in qualche modo essere ridimensionati a delle valutazioni meno severe. Questi vini però, secondo noi, hanno delle carte in regola per piacere ad un determinato pubblico. Più rivolto a chi ama tipologie di vino contraddistinte dalla “dolcezza” del frutto e dalla morbidezza. Purtroppo i dubbi escono quando, come nel nostro caso, queste valutazioni vengono fatte da un pubblico che del nebbiolo apprezza le spigolature e che è abituato ad assaggiarli spesso in comparazione con altri vini all’interno della medesima denominazione. Con il risultato che da questo emrgono non poche perplessità, sollevate dai componenti del nostro panel, in virtù di una poca riconoscibilità, non tanto legata al vitigno di origine, ma bensì alla loro caratterizzazione territoriale.

    88/100 – Barbaresco Valeirano La Spinetta

    Idem come sopra. Rispetto allo Starderi, ha dalla parte sua, una maggiore agilità del tannino.

    88/100 – Barbaresco Gallina Ugo Lequio

    Nel complesso una buona prova del Gallina di Ugo Lequio. Il vino è già esuberante nel quadro aromatico, croccante nel frutto, dolce con una giusta speziatura. In bocca è equilibrato. Sicuramente un vino da conservare, ma che non dispiace, se volete togliervi lo sfizio di stappare una bottiglia nel breve periodo. Poteva ambire a ben altro punteggio, se si fosse presentato con un boisè un po’ meno esuberante.

    88/100 – Barbaresco Bric Balin Moccagatta

    Dobbiamo quindi registrare un passaggio interlocutorio del Bric Balin di Moccagatta. Il quale, manca della sua consueta verve. Una prova molto più contenuta, un legno non particolarmente integrato e il palato che manca di quel consueto dinamismo del passato.

    88/100 (?) – Barbaresco Cottà Sottimano

    Un vino che ha fatto discutere a lungo i componenti del panel. Il Cottà ‘06 è un Barbaresco ben fatto, dotato di quella personalità che poteva lanciarlo oltre la soglia dei 90/100. I dubbi che hanno frenato le nostre emozioni (e che ci hanno fatto ridimensionare il punteggio) è da ricercare al palato, per via di una trama tannica un po’ rigida e in cerca di maggiore definizione. Per il momento ci riserviamo dunque di dare valutazioni definitive.

    88/100 – Barbaresco Fausoni Sottimano

    Il Fausoni è sempre il Barbaresco più sottile e delicato di questa Cantina. Fragile e dotato di un frutto friabile che vira su una nota speziata che lo rende il più facile nell’immediato, tra i vari cru aziendali. Al palato è equilibrato e armonioso, soprattutto se paragonato al Cottà.

    87/100 – Barbaresco Sorì Montaribaldi Montaribaldi

    Una distanza di non poco conto lo separa dal Palazzina. Motivata dal fatto che il Sorì Montaribaldi si è presentato con un naso meno deciso, meno elegante e meno intrigante, oltre a una nota vegetale scomoda. In bocca è più slegato e meno ricamato del fratello. Da registrare…

    87/100 – Barbaresco Tettineive Scarpa

    Un’altra azienda che sembra vivere una nuova vita. Il Tettineive mantiene quel tocco di Barbaresco classico, un po’ ruvido, longilineo, ma che sembra possedere maggiore vitalità. Tutto sommato una buona prova, un po’ ingenerosa nel punteggio se vogliamo, ma che comunque lascia ben sperare nel futuro. Anche di questo vino…

    87/100 – Barbaresco Gallina La Spinetta

    Il più rigido e il più chiuso dei cru di Barbaresco dei fratelli Rivetti. In questo momento sembra lasciare il passo allo Starderi e al Valeirano.

    86/100 – Barbaresco Cole Moccagatta

    Abbiamo dovuto stappare una bottiglia di riserva tanti erano i dubbi, ma purtroppo non è servita per ridare giustizia e merito al Cole dei fratelli Minuto. Appare in un periodo di forma involutiva, chiuso su se stesso e appare un po’ slegato. Da rivedere in futuro…

    Annata 2005

    92/100 – Barbaresco Santo Stefano Casa Vinicola Bruno Giacosa
    Altissimo Ceto

    Siamo pronti a scommettere che quella targata 2005 sia una delle migliori espressioni di sempre del Santo Stefano di Bruno Giacosa. Tanto da portarlo a vincere la volata al fotofinish sull’eterno rivale di sempre, ovvero quell’Asili, che quest’anno gareggiava sfoggiando però l’inconsueta etichetta bianca. Un Altissimo Ceto pieno, meritato, che rende giustizia al valore e al prestigio di questa casa.

    91/100 – Barbaresco Il Bricco Pio Cesare
    Altissimo Ceto

    Ci sentiamo di asserire che anche Il Bricco 2005 sia uno dei migliori mai prodotti da questa prestigiosa casa. Nella degustazione dei nebbioli, vi abbiamo anticipato che ne avremmo visto delle belle. Incominciamo dal Barbaresco cru, ottenuto da uve che provengono da una delle posizioni più belle della denominazione. Si presenta con un frutto incisivo e dinamico. Al palato è un vino che possiede stoffa, potenza e definizione. Lungo il finale.

    90/100 – Barbaresco Asili Az. Agr. Falletto

    Fino all’ultimo, i Giacosa,  sono stati indecisi se continuare nella consueta fase di affinamento per portarlo a vestire la famosa etichetta rossa. Invece si è optato per una scelta più radicale che alla fine è stata quella di imbottigliarlo e metterlo poi in commercio con l’etichetta bianca. Probabilmente questa scelta ha frenato le potenzialità di questo vino, ma capiamo la scelta dell’azienda che saggiamente ha preferito rispettare i consumatori abituati alla Riserva solo nelle grandi annate. Forse è stata anche questa caratteristica che ha portato a perdere la volata con il Santo Stefano. Pur riconoscendogli, tutto sommato, un valore ancora tutto da esprimere nel tempo.

    90/100 – Barbaresco Pio Cesare

    La stoffa e la struttura che lo dividono dal prestigioso cru, direbbero che la differenza non si dovrebbe riassumere in un solo punticino. Eppure il Barbaresco “base”, seppur molto più longilineo, esprime comunque classe e potenza che gli ha permesso di passare la soglia dei 90 punti.

    89/100 – Barbaresco Martinenga Camp Gros Marchesi di Grésy

    Ci siamo già dilungati a lungo nella descrizione sullo stile della Maison, in occasione del Barbaresco Martinenga 2006. A quanto detto aggiungiamo che, sia il Camp Gros che il Gaiun, di fronte ad annate un po’ difficili come la 2005, appaiono abbastanza “frenati” e bisognosi di più tempo di sosta in bottiglia o nel bicchiere per tirar fuori il carattere sapido/minerale che da sempre li ha contraddistinti.

    89/100 – Barbaresco Martinenga Gaiun Marchesi di Grésy

    Vedi sopra. Dalla sua parte, il Gaiun, possiede in questo momento un po’ più di dolcezza e una maggiore stabilità gustativa.

    89/100 – Barbaresco Rombone Nada Fiorenzo

    E’ tanta la stima che nutriamo nel lavoro quotidiano di Bruno Nada. Stima che è nata per la costanza e la bontà dei suoi prodotti nel corso degli anni. Il suo carattere lo potete ritrovare nei suoi vini. Dice che in annate così esce quella personalità un po’ fredda, un po’ riservata, che vi potrebbe dare quell’immagine di vigneron barbuto di Langa. Dopo averlo lasciato in cantina per alcuni anni crescerà la vostra simpatia e familiarità verso questi vini.

    89/100 – Barbaresco Manzola Nada Fiorenzo

    Il Manzola esprime lo stesso carattere del Rombone, anche se lo fa attraverso una personalità più femminile.

    88/100 (?) – Barbaresco Rabajà Az. Agr. Falletto

    Il Rabajà di Bruno Giacosa è da sempre il più lento a concedersi. Sfodera il consueto carattere ruvido e un po’ asciutto, che lo ha sempre contraddistinto e che lo fa soffrire nelle volate con l’Asili e il Santo Stefano. Per il momento salviamo con nome, riavviamo il sistema e lo terremo d’occhio in futuro in un’ipotetica corsa a tappe.

    88/100 – Barbaresco Produttori del Barbaresco

    Un solo Barbaresco presentato dai Produttori. Il “classico”, mentre ci dicono dall’azienda, che le riserve 2004 non potranno essere sottoposte in degustazione, in quanto già terminate. Ci “accontentiamo” e registriamo una prova, tutto sommato, egregia. Resta sui binari del classico Barbaresco tradizionale, con il plus di sfoggiare maggiore incisività e un frutto più polposo che in passato.

    88/100 – Barbaresco Bric Turot Prunotto

    Il Bric Turot di Prunotto ha sempre sofferto più di molti altri in queste tipologie di annata. Chiuso su se stesso, manca della consueta vivacità di annate più classiche e lo fa anche con un’espressione del tannino abbastanza irrigidita e austera.

    Annata 2004

    90/100 – Barbaresco Ricù Montaribaldi

    Annata che ha sicuramente dato dal punto di vista dell’immediatezza, dei quadri aromatici abbastanza espansivi. Stilisticamente parlando il Ricù sembra posizionarsi a metà strada tra il Palazzina e il Sorì Montaribaldi 2006. Da un lato conserva lo stile un po’ rustico del Sorì, mentre del Palazzina sfoggia la sua naturale vivacità espressiva. Al palato un vino equilibrato, docile e piacevole già da subito.

    89/100-Barbaresco Riserva S. Stefano Castello di Neive

    Per lungo tempo della degustazione si è posizionato oltre la soglia dei 90/100. Espressivo, dal quadro aromatico elegante e minerale, uno spessore più considerevole rispetto al Santo Stefano normale, ma queste peculiarità purtroppo non sono state adeguatamente accompagnate da altre come l’acidità e la trama tannica, che al momento si sono rivelate non particolarmente integrate.

    3) CONSIDERAZIONI FINALI

    Inutile ribadire ciò che è stato detto da più parti, cioè che l’annata 2006 sia da considerarsi una buona annata. Se diventerà anche grande, potrà dirlo soltanto il tempo. Da constatare vi è una omogenea piena maturità in tutti i vini. Non abbiamo trovato particolari cedimenti su frutti votati verso il cotto, nemmeno venature verdi o presenze di note vegetali che lasciavano presagire una raccolta anticipata delle uve. Tutti i vini, chi più chi meno a seconda degli stili, sono polposi, croccanti, dotati da una minore evoluzione verso la speziatura, cosa che invece si è notata di più nei 2005, oppure nella memoria di alcuni assaggi della 2004. Al palato sono slanciati, tannini ben in evidenza, con acidità rilevanti, ma non appuntite. Davvero tutto in regola per lasciare presagire uno sfondamento qualitativo. Eppure ci troviamo nella situazione di doverci vincolare, proprio in virtù dei punteggi, a emozioni lasciate lì, a metà bicchiere… Non vorremmo passare per gli eterni insoddisfatti, anche perché bisognerebbe aspettare anche i vini dei produttori che quest’anno hanno presentato i 2005, ma che purtroppo ci fanno nutrire alcune perplessità. Dubbi che sono più legati a dei continui, ma abbastanza rallentati, progressi stilistici. Non ci piace ritornare sui continui bla bla bla riferiti ai dibattiti vino/legno. Resta il fatto che in maniera più generale, abbiamo appurato che l’annata ha lasciato il suo timbro, ma spesso la mano dell’uomo ha cercato di metterci del suo, senza dare troppo ascolto a quello che invece l’uva voleva comunicare. Con il risultato di avere vini con alcune ”slegature” nel concept finale, vuoi per la marcata “manipolazione” della trama tannica di alcuni per ottenere per forze di cose quella morbidezza immediata, vuoi per inseguire il mito della “perfezione”, dimenticando che molte leggende del passato sono nate proprio perché erano fornite di alcuni “difetti” che le rendevano terribilmente grandi. Possiamo dire quindi che ci sono piaciute molto di più alcune sfumature sottili, esili e un po’ asciutte di alcuni 2005 assaggiati. In conclusione, nulla ci vieta di pensare che possiamo archiviare positivamente l’annata 2006, ma troviamo più di una ragione nel ritenere che la 2005 sia stata sottovalutata. Il Nebbiolo avrà ancora molto da dire a riguardo. Lo saprete alla prossima puntata…

    Hanno partecipato alle sessioni di degustazione, i componenti del panel di assaggio del portale Web Viaggiatore Gourmet-Altissimo Ceto.

    Di seguito, potete trovare gli altri post inerenti la nostra Guida dei Vini on-line:

    Piemonte. Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d’Alba.

    Articolo redatto da:

    Ivano Antonini-EnoCentrico.
    Curatore Guida dei Vini e Referente regionale del Piemonte

    ivano.antonini@altissimoceto.it

    Un particolare ringraziamento per la loro disponibilità, allo staff del:

    RE CARLO Cafè
    21100 Varese (VA)
    Piazza Motta, 8
    Tel. 0332.242056
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