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  • LETTURE CONSIGLIATE


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 8879288598
    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


    Ordina da I libri dell'Arancia

    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    Che cos'è la Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto e da chi è composto il panel di degustazione

    EDIZIONE 2012:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo Riserva

    VENETO

    -La Valpolicella

    -Soave

    -Breganze, IGT ed altre eccellenze regionali

    EDIZIONE 2010/2011:

    PIEMONTE

    -I Langhe Nebbiolo ed i Nebbiolo d'Alba

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo "top"

    -I Barolo Riserva

    -I Roero

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico

    -I Vini Bianchi (Prima parte)

    -I Vini Bianchi (Seconda parte)

    -I Vini Rossi

    -I Vini Dolci

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Le eccellenze regionali

    TOSCANA

    -I Rosso di Montalcino, Sant'Antimo ed i vini a IGT

    -I Brunello di Montalcino e le Riserve

    MARCHE

    -I Vini Bianchi

    -I Vini Rossi

    SICILIA

    -I Vini dell'Etna

    -Le eccellenze regionali

    EDIZIONE 2009/2010:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco.

    -I Barolo.

    -I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d'Alba.

    -I Langhe Rosso.

    -Le Barbere d'Alba.

    -Le Barbere d'Asti e altre Barbere.

    -I Roero.

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta.

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico.

    -I Vini Bianchi.

    -I Vini Rossi.

    -I Vini Dolci.

    VENETO

    -Soave.

    -I vini di Breganze, gli IGT ed altre eccellenze regionali.

    -La Valpolicella

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    -I Vini Rossi ed alcune "chicche" dolci.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Sangiovese di Romagna, Albana di Romagna passito e altre eccellenze.

    UMBRIA

    -Le eccellenze regionali.

    TOSCANA

    -Montalcino ed i suoi vini.

    -I Chianti Classico.

    -Le produzioni IGT del Chianti Classico ed alcune eccellenze di zone limitrofe.

    -Le eccellenze di Cortona e di Montepulciano.

    -Le eccellenze della "Costa" (prima parte): I vini bianchi, Bolgheri e Montecucco

    -Le eccellenze della "Costa" (seconda parte): Scansano, Val di Cornia e le produzioni ad I.G.T.

    MARCHE

    -Il vitigno Verdicchio nelle sue sfumature.

    -I Vini Rossi.

    ABRUZZO

    -I vini bianchi.

    -I Montepulciano d'Abruzzo

    CAMPANIA

    -I vini bianchi.

    -I vini rossi.

    SICILIA

    -I Vini bianchi e rossi dell'Etna.

    -I Vini bianchi e rossi della Sicilia.

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Cà di Cairè-Emanuele Rolfo

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Bruciata

    Cascina Ca' Rossa

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Cogno

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Michele Taliano

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Oddero

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Raineri Gianmatteo

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Rivetto

    Rizzi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Barone Pizzini

    Bellavista

    Berlucchi

    Ca' del Bosco

    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

    Ferghettina

    Gatti Enrico

    La Montina

    Le Marchesine

    Majolini

    Mirabella

    Il Mosnel

    Montedelma

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Togni-Rebaioli (Enrico Togni)

    Uberti

    Villa

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Allegrini

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Dal Forno Romano

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    Filippi

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    I Stefanini

    Le Battistelle

    Le Ragose

    Maculan

    Masari

    Montecariano

    Monte dall'Ora

    Nardello

    Novaia

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta L'Armonia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Tommaso Bussola

    Trabucchi d'Illasi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Balter

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Castelfeder

    Cesconi

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tiefenbrunner

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Drius

    Ermacora

    Giovanni Dri

    Grillo

    Jermann

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Calonga

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Paradiso

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    La Stoppa

    La Tosa

    Lusenti

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Terre della Pieve

    Torre Fornello

    Tre Monti

    Tre Re'

    Villa Bagnolo

    TOSCANA

    Agostina Pieri

    Amantis

    Antinori

    Avignonesi

    Baracchi

    Barone Ricasoli

    Bindella

    Biondi-Santi

    Boscarelli

    Brancaia

    Bulichella

    Caiarossa

    Ca' Marcanda

    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capanna

    Capannelle

    Caparzo

    Capua

    Carlo Gentili

    Casanova di Neri

    Case Basse-Gianfranco Soldera

    Castell'in Villa

    Castello dei Rampolla

    Castello del Terriccio

    Castello di Ama

    Castello di Cacchiano

    Castello di Fonterutoli

    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castel Pietraio

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

    Cinelli Colombini

    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Donna Olga

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Fuligni

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Le Macioche

    Le Potazzine-Gorelli

    Le Ragnaie

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Brizio-Roberto Bellini

    Podere Casanova

    Podere Il Palazzino

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Stella di Campalto

    Tenimenti Angelini

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

    Villa I Cipressi

    Villa S. Anna

    UMBRIA

    Adanti

    Antonelli San Marco

    Arnaldo Caprai

    Bocale di Valentini

    Cantina Novelli

    Casale Triocco

    Castello della Sala

    Castello delle Regine

    Castello di Corbara

    Cesarini Sartori

    Colpetrone

    Fattoria Colleallodole

    Goretti

    Lamborghini

    Lungarotti

    Perticaia

    Scacciadiavoli

    Tabarrini

    Terre de la Custodia

    MARCHE

    Allevi Maria Letizia

    Bisci

    Bucci

    Clara Marcelli

    Colonnara

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

    Fazi Battaglia

    Garofoli

    Lanari

    Moncaro

    Monteschiavo

    Moroder

    Oasi degli Angeli

    Santa Barbara

    Sartarelli

    Silvano Strologo

    Umani Ronchi

    Vallerosa-Bonci

    Valter Mattoni

    Valturio

    Velenosi

    Vignamato

    ABRUZZO

    Anfra

    Barba

    Cataldi Madonna

    Collefrisio

    Fattoria La Valentina

    Emidio Pepe

    Illuminati

    Lepore

    Masciarelli

    Montori

    Nestore Bosco

    Pasetti

    Strappelli

    Torre dei Beati

    Valentini

    Zaccagnini

    BASILICATA

    Eleano

    Terra dei Re

    CAMPANIA

    Benito Ferrara

    Caggiano

    Colle di San Domenico

    Colli di Lapio

    Contrade di Taurasi

    De Conciliis

    Di Meo

    Donna Chiara

    Feudi di San Gregorio

    Fratelli Urciuolo

    Guastaferro

    Marisa Cuomo

    Mastroberardino

    Montevetrano

    Qintodecimo

    Torricino

    Terredora

    Villa Diamante

    Villa Matilde

    Villa Raiano

    Viticoltori del Casavecchia

    CALABRIA

    Cantine Viola

    SICILIA

    Baglio del Cristo di Campobello

    Baglio di Pianetto

    Benanti

    Cottanera

    Donnafugata

    Duca di Salaparuta

    Feudo Maccari

    Feudo Principi di Butera

    Graci

    Gulfi

    Masseria del Feudo

    Miceli

    Morgante

    Occhipinti

    Palari

    Passopisciaro

    Planeta

    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

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    Guida Vini di Altissimo Ceto – Lombardia. I Franciacorta

    By EnoCentrico | luglio 2, 2009

    Articolo a cura di Luisito Perazzo
    Referente regionale per la Lombardia, il Trentino Alto-Adige e il Friuli Venezia-Giulia.

    Introduzione di Ivano Antonini.

    A partire da questo articolo, prendono voce anche i vari componenti della commissione di assaggio della Tasting Commission di Altissimo Ceto. Ogni referente regionale sarà incaricato a redigere l’articolo inerente le degustazioni delle proprie regioni. Resta da precisare il fatto che le valutazioni e le note di degustazione affidate a ogni singolo vino, non saranno da reputare al titolare dell’articolo in questione, ma saranno sempre e comunque il risultato prodotto da tutta la squadra.

    A loro vanno gli auguri personali di buon lavoro e…benvenuti a bordo!

    Continuano le nostre degustazioni inerenti la nostra Guida dei Vini on-line dedicata alle sole eccellenze. Questa volta tocca alla Franciacorta e le sue “magiche” bollicine. Cosa ne è scaturito? Seguiteci…

    Per prima cosa una piccola legenda su come orientarsi. Al primo punto troverete la graduatoria finale, limitata ai soli punteggi, che è scaturita al termine delle nostre sessioni. Tale graduatoria è suddivisa per tipologie di produzione, punteggio e, in caso di medesima valutazione, per ordine alfabetico riferito ai produttori. Una precisazione riguarda le Cuvèe aziendali che noi abbiamo chiamato: I Franciacorta nelle espressioni delle Cuvèe più prestigiose. Questi Franciacorta rappresentano per ogni singola azienda le cuvèe che hanno sostato , più di altre, maggiormente sui lieviti. Quindi, anziché inserirle nelle loro tipologie di produzione di riferimento, abbiamo preferito degustarle a parte. Come al solito , abbiamo segnalato con il colore rosso, i vini che hanno ricevuto il premio speciale, dato all’unanimità dal nostro panel, ovvero l’ Altissimo Ceto. Infine, per coerenza al taglio e all’impronta che abbiamo dato alla nostra Guida, ovvero nel dedicarci alle sole eccellenze, abbiamo preferito non dedicarci alla degustazione delle Cuvèe “base” aziendali, vuoi anche per una volontà, da  parte delle Cantine, di mantenere un certo standard qualitativo e  aziendale,  sui loro Brut non millesimati, anche con il passare delle annate.

    Al secondo punto, sarà ripresa la medesima graduatoria e questa volta verrà integrata con relativa foto all’etichetta e le note di degustazione. Ai nomi di ciascun produttore è “linkata” la propria scheda aziendale, per accedere facilmente a dati, recapiti e, a breve, alle categorie con i prezzi possibili in enoteca e le corrispondenti schede tecniche. Tutto questo al fine di avere il massimo delle informazioni relative al vostro vino interessato. Al terzo punto vengono inserite ogni volta, le considerazioni finali emerse e che sono state espresse sempre dal nostro panel, al termine di ogni sessione.

    Non ci resta che augurarvi buona lettura…

    1) LA GRADUATORIA:

    I Franciacorta Non Dosati

    90/100 – Franciacorta Pas Operè Bellavista 2003
    90/100 – Franciacorta Dosage Zerò Ca’ del Bosco 2004
    88/100 – Franciacorta Pas Dosè Il Mosnel n.m.
    87/100 – Franciacorta Nature Gatti Enrico n.m.
    86/100 – Franciacorta Zero Contadi Castaldi 2005

    I Franciacorta Extra-Brut

    90/100 – Franciacorta Extra Brut Ricci Curbastro 2005
    88/100 – Franciacorta Extra Brut La Montina n.m.
    87/100 – Franciacorta Extra Brut Francesco I° Uberti n.m.
    86/100 – Franciacorta Extra Brut Ricci Curbastro 2002

    I Franciacorta Satèn

    91/100 – Franciacorta Satèn Ca’ del Bosco 2004
    90/100 – Franciacorta Satèn Bellavista n.m.
    89/100 – Franciacorta Satèn Contadi Castaldi 2005
    89/100 – Franciacorta Satèn Il Mosnel 2005
    89/100 – Franciacorta Satèn Magnificentia Uberti n.m.
    88/100 – Franciacorta Satèn Gatti Enrico 2005
    88/100 – Franciacorta Satèn Monte Rossa n.m.
    88/100 – Franciacorta Satèn Quadra 2005
    87/100 – Franciacorta Satèn Ricci Curbastro 2003
    87/100 – Franciacorta Satèn Ronco Calino n.m.
    86/100 – Franciacorta Satèn La Montina n.m.
    86/100 – Franciacorta Satèn Montenisa 2003

    I Franciacorta Rosè

    89/100 – Franciacorta Brut Rosè Monte Rossa n.m.
    88/100 – Franciacorta Brut Rosè Bellavista 2005
    88/100 – Franciacorta Demi Sec Rosè La Montina n.m.
    87/100 – Franciacorta Parosè Il Mosnel 2005
    87/100 – Franciacorta Brut Rosè Montenisa n.m.
    87/100 – Franciacorta Brut Rosè Radijan Ronco Calino n.m.
    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Contadi Castaldi 2005
    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Ricci Curbastro n.m.
    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Uberti n.m.
    84/100 – Franciacorta Brut Rosè Quadra n.m.

    I Franciacorta Brut Millesimati

    89/100 – Franciacorta Brut Gran Cuvée Bellavista 2005
    89/100 – Franciacorta Brut Cà del Bosco 2004
    89/100 – Franciacorta Brut La Montina 2004
    89/100 – Franciacorta Extra Brut Comarì del Salem Uberti 2004
    88/100 – Franciacorta Brut Cuvée 15 Quadra 2005
    87/100 – Franciacorta Brut P.R. Monte Rossa n.m.
    86/100 (?) – Franciacorta Brut Ronco Calino 2004

    I Franciacorta nelle espressioni delle Cuvèe più prestigiose

    90/100 – Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti Bellavista 2002
    89/100 – Franciacorta Brut Anna Maria Clementi Ca’ del Bosco 2002
    89/100 – Franciacorta Non Dosato Sublimis Uberti 2002
    88/100 – Franciacorta Brut Sel. Emanuela Barboglio Il Mosnel 2005
    87/100 – Franciacorta Satèn Soul Contadi Castaldi 2001
    87/100 – Franciacorta Brut Contessa Maggi Montenisa 2001
    87/100 – Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto Ricci Curbastro 2003

    2) LE NOTE DI DEGUSTAZIONE

    I Franciacorta Non Dosati

    90/100 – Franciacorta Pas Operè Bellavista 2003

    Sembra tutto scontato quando si scopre la mano e lo stile di quest’azienda franciacortina di riferimento, tanto che la versione presentata del Pas Operè non lascia spazio a interpretazioni ondivaghe. Un vino sicuro e diretto, dal colore verdeggiante, il profilo floreale e la bocca che rivela un perfetto bilanciamento con una stuzzicante salinità. Da bere e da apprezzare!

    90/100 – Franciacorta Dosage Zerò Ca’ del Bosco 2004
    Altissimo Ceto

    Siamo alle solite… possono cambiare tipologie, stili, mode,  ma alla fine, anche in una degustazione alla cieca ti accorgi che se Ca’ del Bosco (e possiamo affermare anche Bellavista) ha reso grande la Franciacorta, un motivo ci sarà. E ti accorgi anche di quanto il tuo bicchiere finisca piacevolmente subito. A tutto questo aggiungiamo pure i motivi relativi a questo millesimo che sono dettati da uno splendido colore dorato luminoso e accattivante, da un impianto naso-bocca che esprime notevole fruttosità e una freschezza sempre corteggiata da un profilo caldo e avvolgente. Non impiega molto a conquistarti!

    88/100 – Franciacorta Pas Dosè Il Mosnel n.m.

    Certamente non rappresenta la tipologia di vino aziendale che stacca tutti e se ne va… ma la cuvèe non dosata di Lucia e Giulio Barzanò ha espresso una coerenza sensoriale di ottimo livello. Perlage fine e persistente, ma soprattutto un’articolazione aromatica che incrocia frutta tropicale, pepe bianco, note floreali e di erbe aromatiche con un centro-bocca morbido, agile e mai banale.

    87/100 – Franciacorta Nature Gatti Enrico n.m.

    Un vino che si è sviluppato per metà! Prima si è offerto con una corona molto fine e una profumazione variegata di frutta gialla e frutta secca con tocchi minerali. Poi si manifesta con un ingresso altrettanto dotato, ma con inferiore dinamismo che non rende giustizia alle premesse iniziali. Resta comunque un invito di una piccola azienda che già ha dato molto al territorio franciacortino, ma dalle grandi prospettive future!

    86/100 – Franciacorta Zero Contadi Castaldi 2005

    Contadi Castaldi? Sorella minore o senza portafoglio? Sappiamo benissimo che questa realtà di Adro respira della propria aria e impone un suo stile, ma la gente l’ha spesso vista come l’azienda che vive sotto l’ala dell’azienda più prestigiosa di Vittorio Moretti.  Noi non ci lasciamo influenzare da questo e indipendentemente da collocazioni tecnico-produttive, qui si tratta di uno “Zero” certamente ben riuscito con uno stile che esprime finezza, florealità e toni agrumati. Lo sviluppo è fresco, lineare e piacevolmente tipologico, senza risultare banale. Voci dicono che dal prossimo millesimo (così come le altre cuvèe di Contadi) dovrebbe acquistare anche maggior grinta. Alla prossima puntata allora…

    I Franciacorta Extra-Brut

    90/100 – Franciacorta Extra Brut Ricci Curbastro 2005

    Se in principio sembrava che lo sviluppo qualitativo di questa azienda, ruotasse tutta intorno al Satèn, oggi possiamo dire che l’attuale gamma dei vini aziendali, si eleva per eleganza e sofficità. Non da meno è questo extra-brut targato 2005, dove la carbonica fa capolino dalla veste giallo dorato e punta su “grandissime” bollicine. Il naso è gioviale e fragrante, ma poi è lo sviluppo di bocca a segnare il passo. Fresco, agrumato, minerale. Spinge e allunga. Molto bello!

    88/100 – Franciacorta Extra Brut La Montina n.m.

    Realtà vitivinicola in continuo divenire per lo sviluppo qualitativo. Caratteristiche dettate non solo dal rigore aziendale, ma dalle ottime capacità, date dall’ambiente pedoclimatico in cui vive. L’extra-brut dei fratelli Bozza fa tutto per bene, con un’ampiezza aromatica che si apre a ventaglio divertendo: ananas, mela e salvia. La bocca è sapida, fresca e di peso.

    87/100 – Franciacorta Extra Brut Francesco I° Uberti n.m.

    Certamente è la versione di bollicine del Francesco I°, che “soffre” la maggior concorrenza nei confronti della versione omonima del cru aziendale. E’ altrettanto vero che nelle versioni non millesimate c’è proprio la volontà di lasciarle “intatte” e integre,  con aromaticità aperte e definite e l’assaggio che gioca sulla bevibilità e morbidezza di fondo. Noi, che siamo degli eterni insoddisfatti, sappiamo che gli Uberti sarebbero però capaci di conferirgli quel tocco di personalità in più.

    86/100 – Franciacorta Extra Brut Ricci Curbastro 2002

    Se vogliamo parlare di stile e di coerenza produttiva, tali caratteristiche sono da ricercare proprio nel timbro che viene imposto ai suoi vini da questa azienda di Capriolo. Da ricercare sia nel quadro aromatico aperto e immediato, sia nella sua distensione gustativa sottile e delicata, ma senza concedersi a grandi avvolgenze o esplosioni. In più crediamo che quest’ampiezza soffra, e non di poco, la complessità abbastanza limitata data dalle difficoltà dell’ annata.

    I Franciacorta Satèn

    91/100 – Franciacorta Satèn Ca’ del Bosco 2004

    Altissimo Ceto

    E’ stato insolitamente timido l’esordio che ha avuto nella nostra degustazione il Satèn della Cà del Bosco. Inizialmente  ha vissuto un breve periodo di staticità nel bicchiere, prima di concedersi una buona boccata di ossigeno per poi ripartire a fondo. Ci ha dato l’impressione della fuoriserie ferma al semaforo, con il rombo del motore che non riesce a sprigionare la sua potenza, poco prima che il semaforo diventi verde. Dopo? Via libera a un frutto maturo, ma croccante, ricamato da un accenno di speziatura gradevole, ma non evoluta. Nello sviluppo al palato possiede il dinamismo di una Smart in un circuito cittadino, prima di chiudere in un finale fatto di classe ed eleganza.

    90/100 – Franciacorta Satèn Bellavista n.m.

    Per fare 90 non bisogna per forza impressionare o far paura… bastano tante piccole e durevoli bollicine che percorrono un bicchiere. Se esiste uno stile Bellavista è proprio nello sviluppo del perlage di qualsiasi sua cuvèe, come delle piccole ballerine che danzano in una melodia, riassumendo in sintesi tutta l’eleganza di questa casa, dando poi l’anticipo a quanto ci aspetteremo all’olfatto, possibilmente veicolando aromi di frutta esotica in pezzi, fiori e quant’altro. Il gusto si offre secco ma morbido, caldo ma fresco, equilibrato ma progressivo, e poi senz’altro minerale. Basta così…

    89/100 – Franciacorta Satèn Contadi Castaldi 2005

    Dicevamo delle promesse e dello sviluppo sempre in divenire che esprimono i vini della tenuta. Parlando del Satèn di Contadi però possiamo tranquillamente asserire, che è dalla versione 2001 che non ritrovavamo un frutto così ben disegnato, fatto di lampi agrumati e toni più croccanti rispetto al recente passato. La trama è fresca, longilinea,  con uno sviluppo schietto, incisivo e invitante.

    89/100 – Franciacorta Satèn Il Mosnel 2005

    Tra le migliori espressioni di sempre è questa 2005 del Satèn dei Barzanò. Possiede un leit motiv più snello e dinamico, dove quelle classiche note calde, dolci, burrose e vanigliate date dal legno, sembrano appartenere al passato e che spesso impedivano la sua piacevolezza, non tanto nello sviluppo del singolo bicchiere, ma nella progressione di beva della bottiglia. Espressività aromatica fatta anche da note di sambuco e di mimosa. Di alto profilo la struttura di bocca con perfetto bilanciamento degli elementi e toni minerali che esauriscono l’analisi. Da applausi!

    89/100 – Franciacorta Satèn Magnificentia Uberti n.m.

    Sempre in splendida forma il Magnificentia di Uberti. Forse l’etichetta qualitativa più regolare di questa casa, anche con il passare delle sboccature. Bicchiere che colpisce già alla vista per la sua veste dorata e carica luminosa, moto ascensionale persistente e maturità del frutto, che possiamo leggere così:  frutta gialla, caramella mou e miele d’acacia. Ingresso al palato con tonalità calde, pieno e morbido con sensazioni polpose e rotonde.

    88/100 – Franciacorta Satèn Enrico Gatti 2005

    Versione alquanto singolare del Satèn di casa Gatti, dove esprime un naso dolce di crema chantilly e articolato con sensazioni di papaya e litchi.  Approccio palatale che risulta sferico e appagante seppur sostenuto da una limitata vena acida, che ne compromette l’allungo.

    88/100 – Franciacorta Satèn Monte Rossa n.m.

    La produzione vinicola di Monte Rossa pone l’accento su una costanza che coniuga potenza e abilità di beva, completezza dei profili e dinamicità sensoriali. Caratteristiche che la pongono di diritto nel rango delle eccellenze franciacortine. Il Satèn degustato manifesta la fisionomia e la fisiologia di quanto detto per la sua apertura olfattiva, con inserimenti di lime e zenzero e per agilità di bocca supportata da una spuma cremosa e un finale piacevole.

    88/100 – Franciacorta Satèn Quadra 2005

    Nuova realtà franciacortina che avanza e si fa spazio grazie a una convincente e prestigiosa conduzione tecnica. Un vino che ha raccolto unanimi consensi all’interno del panel sfoderando una performance originale dal punto di vista aromatico con note di fragoline di bosco, ananas grigliata e salvia e con uno stile di piacevole suadenza nello sviluppo con contrappunti fruttati e minerali.

    87/100 – Franciacorta Satèn Ricci Curbastro 2003

    Se l’entusiasmo ci ha assalito quando abbiamo degustato l’Extra-brut di Ricci Curbastro, lo stesso non è avvenuto nell’approccio per la versione “satinata”. Beninteso nulla di grave, anzi ad averne di calici con un timbro di profumi che si slancia in effusioni vanigliate, di pepe rosa e pesca bianca e che accarezza le papille con soffice sapidità rilanciando una beva fresca e leggera. Pertanto il “peso” gli fa perdere terreno nello slancio, dove sembra soffrire il calore dell’annata.

    87/100 – Franciacorta Satèn Ronco Calino n.m.

    Il Satèn di Paolo Radici è sempre una garanzia. Anche se il punteggio può sembrare riduttivo e ingeneroso, è un vino che offre uno spettro aromatico che ricorda il confetto, la mandorla tostata e degli sfondi agrumati. Caratteristiche che ritroviamo al gusto, resa più croccante da una spuma minuta e presente. Il finale esalta una sottigliezza della trama, che risulta però un po’ amarognola.

    86/100 – Franciacorta Satèn La Montina n.m.

    Versione della denominazione forse tra le meno felici e convincenti tra quelle proposte da questa casa, motivo in più se volessimo paragonare questa tipologia rispetto alle precedenti versioni. Non certo penalizzata per il suo orientamento olfattivo che paventa note fruttate e floreali, quanto per una dimensione che appare fine, ma che risulta statica e priva di appoggi solidi per valutarne in maniera più importante la sua progressione.

    86/100 – Franciacorta Satèn Montenisa 2003

    Il progetto Antinori nella Franciacorta non sembra ancora trovare spunti stellari, almeno in questa sessione di degustazione. Si sa, l’attesa per i grandi e immediati risultati, è sempre proporzionale al blasone di chi li ha messi in campo.  Il bicchiere in esame rivendica un profilo fresco, con accenni tostati e sfumature di mela gialla e un centro-bocca che poco si rinnova accusando una leggera maturazione del frutto, che frena lo sviluppo gustativo.

    I Franciacorta Rosè

    89/100 – Franciacorta Brut Rosè Monte Rossa n.m.

    Grande riuscita per il rosè di Emanuele Rabotti che si fregia di una veste accesa con carica carbonica diffusa e uniforme, con una caudalie di fiori e frutti a reggere la paletta dei profumi, cosi come la fermata sulla gustativa che si arricchisce di seducente cremosità e finisce con suggestioni di fragola e timo. Bravi!

    88/100 – Franciacorta Brut Rosè Bellavista 2005

    Rosa tenue luminoso e brillante, lascia il posto con grande velocità, alla gradevolezza aromatica che si dipanano e si rincorrono netti e precisi. L’assaggio si posiziona con grazia e gentilezza, rivelando un tono morbido, snello e slanciato.

    88/100 – Franciacorta Demi Sec Rosè La Montina n.m.

    Bellissima prova per il Demi Sec della Montina. Bicchiere vestito di rosato opaco con varietà delle note odorose che si presentano con evoluzione delle componenti e una superficie di gusto quasi dolce.  Svela un carattere morbido e fruttato, intenso, di giusta freschezza e con un grandissimo equilibrio acidità-zuccheri.

    87/100 – Franciacorta Parosè Il Mosnel 2005

    Se il 2005 ha rappresentato per i Barzanò una delle migliori prove per quanto riguarda il Satèn, altrettanto non possiamo dire per il Parosè, che ci è parso esprimersi in maniera meno marcata. Vino che evoca scie luminose e un bouquet che si fonde con elementi speziati e frutta rossa in successione. La bocca si dispone e si rilassa, progredisce con un corredo sapido-aromatico, ma è penalizzato sul finale in cui le percezioni tendono a essere nervose e un po’ amaricanti.

    87/100-Franciacorta Brut Rosè Montenisa n.m.

    Sicuramente l’etichetta più “solida” di questa casa. Tonalità estratta e convincente con file di carbonica attente e ordinate che aiutano nell’analisi aromatica un profilo di evoluzione in cui le note di spezie dolci e poi piccanti appaiono e scompaiono per poi definire un timbro maturo che si replica all’assaggio pur dimostrando una presa fresca e di media lunghezza.

    87/100 – Franciacorta Brut Rosè Radijan Ronco Calino n.m.

    Un Franciacorta che colpisce per il suo bel colore salmone con lungo, fine e fitto perlage a cui segue un complemento di aromi che suggerisce fragoline, mirtilli e mentolo. Gustativa che favorisce un ingresso morbido e viscoso e che si profila con tocchi minerali e sapidità integrata. Tutto sommato un bel prodotto, ma che in passate edizioni si esprimeva con tonalità rosate più tenui e un finale di bocca meno stucchevole.

    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Contadi Castaldi 2005

    Rosa chiaretto con un campo aromatico che regala elementi di mora e di noce moscata, chiari e limpidi, ma che lamenta una fase olfattiva di chiusura fatta da una lieve carenza di pulizia. Al palato si presta con una disposizione in centro-bocca che incide per una dimensione tannica alquanto singolare e poco prevedibile per questa tipologia,  con una mancanza di fluidità generale.

    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Ricci Curbastro n.m.

    Si diceva di vini “marcati” e “timbrati” in fase olfattiva dei Franciacorta di Ricci Curbastro e si conferma l’espressione anche per la versione rosata. Tant’è che pur non sciorinando una prestazione maiuscola, presenta un colore buccia di cipolla con un’articolazione aromatica che richiama accenni di iris e di rosa bulgara e una statura di bocca che si distingue per linearità e un indice di freschezza mai fine a se stesso.

    86/100 – Franciacorta Brut Rosè Uberti n.m.

    Dispiace constatare che nel momento in cui elaboriamo i dati scaturiti dalle sessioni di degustazione, prendiamo atto di un periodo di transizione per lo sviluppo di questa tipologia. Tuttavia  anche per una tra le più prestigiose case di Erbusco si conferma questa tendenza, anche se il Rosè di Uberti si presenta come un’etichetta semplice, sottile, lineare, ma che non si concede oltre, osando quel tantino che vorremmo trovare in una bollicina rosè di questa casa. Vino chiaretto che offre note di fragoline e geranio, dall’impronta fresco-sapida con un riscontro gradevolmente fruttato ed elegante sul finale.

    84/100 – Franciacorta Brut Rosè Quadra n.m.

    Se alcune cuvèe sono risultate maggiormente esaltanti rispetto a quella in questione, si deve certamente a un diverso utilizzo delle uve al fine di differenziare l’estrazione delle caratteristiche intrinseche delle stesse, per produrre sì un metodo classico, ma nella tipologia “rosè”. Vino rosato con poca vivacità nelle sfumature, buona corona della spuma, naso mai definito con aromaticità comune e base gustativa semplice e abbastanza corta. Etichetta per noi da rivedere in futuro.

    I Franciacorta Brut Millesimati

    89/100 – Franciacorta Brut Gran Cuvée Bellavista

    Rappresenta un vino in pieno spirito Bellavista, dritto e diretto. Bello e luminoso il colore e il perlage, ammaliante il primo naso e poi l’apertura aromatica in grande assolo.  Lungo, verticale, ma anche curvilineo lo sviluppo gustativo. Complesso, fresco e di buon carattere, che sfiora di un nulla la soglia dei 90 punti.

    89/100 – Franciacorta Brut Cà del Bosco 2004

    Da registrare un’ennesima ottima prova dei millesimati proposti da Ca’ del Bosco.  Anche nel brut millesimato leggiamo:  aspetto oro-verde, con bollicine scintillanti, e poi un quadro olfattivo centrato su un frutto croccante, che lascia spazio a cannella e arancia candita. In bocca si allunga su una posizione stabile, distesa e mai appagata. Un vino “facile”, sia da bere in quantità generose, che da ricordare.

    89/100 – Franciacorta Brut La Montina 2004

    Altissimo Ceto

    Lo avevamo detto che le promesse di questa cantina di Monticelli Brusati aveva sempre qualcosa di buono da regalare. Ebbene sì, abbiamo davanti un vino che riesce a variegare su se stesso, divertendo il panel dei degustatori con un bouquet che racchiude mimose e margherite, pesca e pompelmo, miele e biscotto. Si beve e si gusta con una proporzione coesa e dinamica, con una scia finale che ripete e rimbalza le note. Chiarissimo!

    89/100 – Franciacorta Extra-Brut Comarì del Salem Uberti 2004

    Abbiamo pensato a lungo prima di decidere dove collocarlo nella nostra degustazione. Alla fine abbiamo pensato che, visto che nel portafoglio Uberti manca un millesimato di questa tipologia, ci è parso più giusto di collocarlo quì. La versione passata del 2003 Comarì aveva sofferto non poco le tonalità dell’annata, infatti nel bicchiere di questa 2004 già il colore veste sempre del suo usuale oro carico, ma con maggiore vivacità e luminosità. Naso sempre bello polposo di frutta gialla cotta, variegata a un legno più integrato. Bocca un po’ rigida in questo momento che richiederà sicuramente tempo in bottiglia per “farsi” e magari anche nell’ottica di rivedere il punteggio, con la possibilità di varcare la soglia dei 90/100. Cosa che ora non ci sentiamo di dare.

    88/100 – Franciacorta Brut Quvée 15 Quadra 2005

    Non ce la sentiamo di osannare la prova della Quvèe 15, tanto meno di denigrarla, però confessiamo che ci saremmo aspettati “un’altra partita”, nella direzione dei buoni propositi intrapresi da Quadra. Un vino esuberante all’istante con colore carico e sviluppo integro delle bollicine. Un attacco che strega la descrizione con frutta gialla, mela golden e sfumature di pan tostato. Al palato caldo e potente, dotato però di un rapporto ridotto, di buona intensità, ma limitato nella spinta. Promessa o premessa per i prossimi millesimi?

    87/100 – Franciacorta Brut P.R. Monte Rossa n.m.

    Abbiamo voluto inserire, per le sue caratteristiche e per le sue pretese, il P.R. di Monte Rossa in questa tipologia anche se non è un millesimato. Vino che seduce per note di pesca bianca e pompelmo con suggestioni di ginestra e pan grigliato. Ingresso gustoso, agile e orientato verso linee sapide e minerali. La polpa non è il suo forte, ma non se ne preoccupa. Piacevole!

    86/100 (?) – Franciacorta Brut Ronco Calino 2004

    Colorazione vivida con spuma sottile. Aroma pieno e polposo di fiori di camomilla, mentre l’apertura segnala crema di mandarino e tocchi fruttati. Il profilo è affilato, ma non adeguatamente misurato e pur evocando una generosa struttura, chiude in una cornice dura e poco sincronizzata. Passo falso oppure ha solo bisogno di tempo?

    I Franciacorta nelle espressioni delle Cuvèe più prestigiose

    90/100 – Franciacorta Extra Brut Vittorio Moretti Bellavista 2002

    Altissimo Ceto

    Una prova tutto sommato superlativa della Vittorio Moretti anche se frenata nella sua consueta verve, forse per l’annata di riferimento. Nulla ci vieta però di affidare il nostro giudizio dell’Altissimo Ceto a una delle cuvèe che più incarna uno stile, concedeteci il termine, transalpino, pur conservando l’impronta della prestigiosa casa data dalla magica mano di Mattia Vezzola. Molto buona la danza delle bollicine. Al naso abbiamo un ventaglio fatto di noci, nocciole, biscotto, bergamotto, zenzero, stracciatella, rinfrescato da note di limone candito e scorza d’arancia. Al palato, massa e velocità, sviluppo in altezza e lunghezza. Unica nota negativa? Il punteggio. Avrebbe ambito a qualcosa in più se avesse avuto una veste data dal legno, meno sfoggiante.

    89/100 – Franciacorta Brut Anna Maria Clementi Ca’ del Bosco 2002

    Altra performance per l’ “Annamaria” che si vede più paragonata a se stessa, dove viene un po’ penalizzata nel punteggio, forse perché viene dopo un 2001 strabiliante.  Tuttavia gli elementi comuni derivano da una mirabile profumazione che in questo frangente sceglie un’evoluzione più accentuata del ventaglio se paragonata alla versione precedente, degustata nel medesimo periodo.  Possiede una forma palatale ampia e assoluta che differisce non tanto per il rigore, ma quanto per il ridimensionamento generale e le riproposizioni del finale di bocca.

    89/100 – Franciacorta Non Dosato Sublimis Uberti 2002

    Cosa dire di un vino che fino a poco tempo fa non esisteva ancora e che oggi si impone con destrezza e avvolgenza? Semplicemente che i grandi vini nascono e si sviluppano grazie a cure scrupolose del vigneto, a un terroir di alta vocazione, delle competenze specifiche e tanta voglia di far bene. Ecco Sublimis 2002!

    88/100 – Franciacorta Brut Sel. Emanuela Barboglio Il Mosnel 2005

    “La” selezione di famiglia appare verdolino con una notevole progressione di bollicine che lasciano la base del calice a un attacco immediato di salvia e muschio, con un ritmo che viene scandito da note di mughetto e gelsomino e un assaggio che palesa eleganza e armonia, definito da un binomio acido-sapido che prolunga la forma con chiusura vellutata e minerale. Echeggiante!

    87/100 – Franciacorta Satèn Soul Contadi Castaldi 2001

    Crediamo che il Soul non abbia ancora capito cosa vorrà fare da grande. Al momento abbiamo un satèn millesimato che si ispira con una trama rigida e lineare con dei limiti di sfericità e marcature di rilievo. Con veste oro antico con suggestioni di pane al forno, ginestra e papaya. Contributo al palato di buona finezza, slanciato e misurato. Tutto questo per dire che se dovesse rappresentarsi come una versione più marcata e più progressista nello sviluppo, rispetto al Satèn “base”, beh… allora possiamo dire che dovrà frequentare gli studi, ancora per molti anni.

    87/100 – Franciacorta Brut Contessa Maggi Montenisa 2001

    Vino che ha espresso un debutto invitante ricavato dalle ottime sensazioni del perlage fine e persistente, da note odorose che richiamano glicine e fiori d’arancio con incroci di frutta esotica. Piano gustativo morbido, ma privo di spunti e di simmetria.

    87/100 – Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto Ricci Curbastro 2003

    Ne abbiamo già parlato in maniera già esauriente dei profili e delle strutture dei vini che caratterizzano questa realtà della Franciacorta. Quindi non vogliamo aggiungere nient’altro (o quasi). Gualberto non dosato 2003 interpreta identità e varietà dello stile Maison, però ci piacerebbe che potesse assumere, compatibilmente con la qualità delle uve (e quindi dell’annata), maggior “carattere” e profondità sensoriale in futuro, visto l’importanza del nome della cuvèe e soprattutto la certezza di poterlo raggiungere.

    3) CONSIDERAZIONI FINALI

    La Franciacorta la puoi prendere da dove vuoi. Dall’alto o dal basso. Da destra o da sinistra. Puoi provare anche a rovesciarla come un calzino, ma  alla fine i risultati ti diranno che, almeno per quanto riguarda le cuvèe più importanti, ci saranno solo due aziende al comando ed è anche facile intuire quali siano. Poi abbiamo un discreto numero di aziende di ottimo livello. Per esempio una su tutte è Uberti, azienda molto valida e splendidamente condotta, ma che a nostro modo di vedere, per essere perfetta, dovrebbe acquistare la medesima personalità dimostrata nei suoi vini più importanti, anche nella linea Francesco I°. Il Mosnel, egregiamente condotta dai fratelli Lucia e Giulio Barzanò,  dovrebbe garantirci maggiore omogeneità nelle cuvèe proposte. Monte Rossa del bravo Emanuele Rabotti, il cui giudizio generale lasciamo in sospeso, visto che nella nostra degustazione mancava proprio il Cabochon. E così via per le altre aziende. Comprese anche quelle che, per svariati motivi, non ci hanno inviato i campioni. Ma quello che conta maggiormente è che si ha la sensazione di assistere a una fase di evoluzione delle diverse cuvèe degustate, con il risultato anche di trovarsi con inadeguate integrazioni delle componenti analitiche acidità/alcol e con delle differenziali importanti tra espressioni aromatiche (spesso e volentieri ampie e collaudate) e sinergia del gusto.

    Altra considerazione è da dedicare per le cuvèe rosate, che mediamente non superano l’ostacolo del nostro apprezzamento generale, vuoi per mancanza di tradizione (e non ci limitiamo al solito e scontato linguaggio  che parla di vini nati o modificati in virtù di una moda che vivono oggi i prodotti di questa tipologia) per una cuvèe di livello, vuoi per le maggiori difficoltà oggettive nell’elaborazione della cuvèe stessa, per dare un prodotto in equilibrio tra le varie componenti, ma che cerchino di riflettere al tempo stesso lo stile aziendale.

    In ultimo una notazione sulle annate. Per farlo in maniera più completa possibile, ci appoggiamo anche alle nostre esperienze di degustazioni passate, prima che iniziasse a prendere vita la nostra Guida on-line.

    Si assiste a una 2005 che quasi nella totalità sfodera tanta mineralità e una proposizione tipicamente floreale e agrumata. La 2004 riceve la palma d’oro per aver presentato vini polposi, ma con peso e croccantezza. La 2003 ha inevitabilmente subito un’accelerazione della maturità delle uve con conseguenti tostature, aromi più caldi e acidità “al limite”. Mentre la 2002, pur penalizzata da un andamento climatico umido, tuttavia è riuscita a consegnare delle vendemmie speciali ed egregie, nelle microzone più consone e soprattutto nelle espressioni delle cuvèe poco o non dosate.

    NON ABBIAMO POTUTO DEGUSTARE…

    Scorrendo le schede aziendali potreste trovare delle mancanze in questo articolo. Quindi ci troviamo con aziende come Majolini e Guido Berlucchi, le quali inizialmente ci avevano dato il loro consenso, ma poi, nonostante le nostre sollecitudini nella richiesta di invio dei campioni, le loro cuvèe non sono giunte in tempo al fine di poter essere messe in una degustazione comparata a bottiglie coperte.

    Hanno partecipato alle sessioni di degustazione, i componenti del panel di assaggio del portale Web Viaggiatore Gourmet-Altissimo Ceto.

    Di seguito, potete trovare gli altri post inerenti la nostra Guida dei Vini on-line:

    Piemonte

    -Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d’Alba.

    -I Barbaresco.

    Articolo redatto da:

    Luisito Perazzo.

    Referente regionale per la Lombardia, il Trentino Alto-Adige ed il Friuli Venezia-Giulia.

    Un particolare ringraziamento per la loro disponibilità, allo staff del:

    RE CARLO Cafè
    21100 Varese (VA)
    Piazza Motta, 8
    Tel. 0332.242056
    Fax 0332.238006

    La Guida dei Vini on-line by Altissimo Ceto. Dedicata alle sole eccellenze. Sponsored By Amici Gourmet – Network esclusivo di appassionati Gourmet.

    Sei un appassionato Gourmet? Un addetto ai lavori? Un semplice nostro affezionato lettore? E non sei ancora titolare della Nostra Card esclusiva Viaggiatore Gourmet? Sostieni anche tu la nostra Guida Online Indipendente dedicata alle eccellenze e in cambio ricevi coccole e privilegi. Scopri come… QUI. Ti aspettiamo!

    Topics: Guida dei Vini, Lombardia | 4 Comments »

    4 Responses to “Guida Vini di Altissimo Ceto – Lombardia. I Franciacorta”

    1. gac73 Says:
      luglio 6th, 2009 at 16:54

      SCUSATE…SCUSATE…SCUSATE.
      MI SON FORSE PERSO QUALCOSA…
      MA UN PICCOLO O GROSSOLANO RIFERIMENTO Q/P, A MIO PARER SAREBBE UTILE, SPECIALMENTE A NOI RISTORATORI…
      …CI AVVANZEREBBERO LE CLASSICHE TELEFONATE AI FORNITORI…
      …E PER GL’ALTRI UTENTI, SAREBBE COMUNQUE UN INFORMAZIONE IN PIU’.
      FATTO 30, PERCHE’ NON FARE 31?
      GRAZIE COMUNQUE PER IL LAVORO SVOLTO.
      P.S.: UN PO’ VI INVIDIO, SPECIALMENTE CON QUESTO CALDO… BERE TUTTE QUELLA BOLLICINE FRESCHE… CHE SANA INVIDIA.

    2. EnoCentrico Says:
      luglio 6th, 2009 at 17:08

      Gentile Gac73,
      così come successo per la degustazione dei Langhe Nebbiolo, che quella per i Barbaresco, a breve ogni singolo vino verrà inserito nella sua scheda aziendale di riferimento. Nella scheda potrai trovare tutte le informazioni che ti servono:
      Dati azienali, recapiti, categorie di prezzo in enoteca ed eventualmente il link alla scheda tecnica del vino. Quest’ultimo però è possibile solo in presenza di un sito internet aziendale fornito delle note tecniche dei vini prodotti.

      Un caro saluto,
      Ivano Antonini-EnoCentrico.

    3. Pinocchio Says:
      luglio 13th, 2009 at 14:11

      Selezione classica, ben fatta complimenti, se posso permettermi un po’ scontata, ci sono i soliti nomi, dal costo bottiglia impegnativo, qualche suggerimento qualità prezzo sarebbe stato ben accolto.
      Sottolineo solo l’inspiegabile assenza, tra i classici griffati, di un’etichetta che a mio modesto parere è la migliore interpretazione attuale del Franciacorta: Villa.
      Ciao a tutti e buon lavoro.
      Alberto Tonello

    4. EnoCentrico Says:
      luglio 17th, 2009 at 20:36

      Gentilissimo Alberto,
      prima di tutto ti chiedo scusa se la mia risposta arriva solo ora, ma è stata una settimana impegnativa.
      Ti ringrazio per i complimenti e per aver espresso un tuo pensiero in merito, ben accetto e che mi permette di poter dare delle risposte ai tuoi dubbi. E non solo a te.
      Cominciamo con il dire che Villa è un buon produttore, ma non è di certo un nome nuovo che gravita nel panorama franciacortino. I prodotti sono buoni e ci sarebbe piaciuto poterli inserire in una degustazione alla cieca con “i grossi nomi scontati” che tu hai menzionato. Per ovvi motivi non l’abbiamo potuto fare, e alla luce dei nostri assaggi, i soliti nomi dettano ancora legge per il peso qualitativo che hanno. Indipendentemente dal prezzo. Ci siamo sempre astenuti dal dare giudizi su quel famoso rapporto qualità-prezzo che in molti parlano. Questo perchè non crediamo che esista un vero e proprio parametro, una sorta di asticella da posizionare ad una soglia di prezzo di acquisto in enoteca dove poter esprimere delle valutazioni “up and down” in base alla qualità dei vini proposti. Che non dimentichiamo, sono sempre opinabili. In un prezzo stabilito dal produttore, subentrono sempre mille variabili. Non ultimo il fatto che aziende come Ca’ del Bosco e Bellavista SONO la storia della Franciacorta, così come Margaux o Latour lo sono ad esempio per Bordeaux. E quindi bisogna tenere conto di questo, quando si paga una bottiglia. Noi ci limitiamo a fare il nostro lavoro. Giudichiamo solo i vini. Pensiamo già, con la nostra Guida, di dare al nostro lettore, un numero elevato di informazioni. Quest’ultimo sarà in grado da solo di fare le proprie valutazioni, in base alla descrizione dei vini e alle categorie di prezzo fornite nelle schede aziendali. Uno dei nostri “plus” pensiamo che siano le nostre note di degustazioni, che non si limitano soltanto a dire se quel vino sa di rosa piuttosto che di mirtillo, ma mettiamo al servizio del lettore, la nostra esperienza, nell’esprimere valutazioni descrittive, in funzione al rapporto dello stile del produttore e quello dell’annata. Dando anche delle precise indicazioni, attraverso le conclusioni, quello che secondo noi sono le caratteristiche emerse nella sessione di assaggio e che riguardano la tipologia presa in esame. Cosa che, mi permetto di dire, non fa nessun’altra guida. Da non sottovalutare neanche il fatto, che le nostre sessioni vengono svolte “per denominazione” e non “per azienda”, perchè riteniamo che sia il miglior modo per valutare i vini, cioè mettendoli in confronto con altri della stessa denominazione. Tornando al succo del tuo commento, noi, a Villa (così come a pochi altri produttori che non figurano in questo post) abbiamo mandato la richiesta di invio dei campioni. Questo perchè la reputavamo (e la reputiamo) un’azienda da “eccellenze enologiche”, quindi con le carte in regola per essere inserita nella nostra Guida. Non ci hanno risposto e non hanno mandato i campioni. I soliti nomi sì. Pazienza, sarà per il prossimo anno…

      E come disse VG…Stay tuned!

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