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    Azelia

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    Cascina Val del Prete

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    Comm. G.B. Burlotto

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    Torre del Saracino – Vico Equense (NA) – Chef Gennaro Esposito

    By MdM | giugno 9, 2009

    C’è voluta una lunga gestazione per la recensione della Torre del Saracino. Questi sono i giorni i cui ricorre la “Festa di Vico“, ormai uno dei più importanti eventi del panorama gastronomico italiano che riunisce buona parte degli chef, i produttori e i giornalisti del settore per una informale tre giorni da passare tra Vico e la penisola sorrentina. Noi facciamo la nostra parte pubblicando uno dei reportage più richiesti dai nostri lettori. Già, perché forse nessun cuoco italiano riesce come Gennarino Esposito a infiammare il pubblico, trascinato dal suo physique du role di prototipo del cuocone bonaccione partenopeo e che lui asseconda con la sua cucina, vetrina di tutto il bello e buono che viene dal territorio e dal mare campano. I punteggi stratosferici sulle guide lo collocano tra le migliori cucine della penisola; le due stelle Michelin sono state salutate dagli spettatori del gastro-show come un atto dovuto, nonostante la location (vabbè il mare e vabbè i lavori appena terminati, ma lì fuori c’è una mezza favela) non sia proprio in linea col disciplinare estetico della rossa, per quel che riguarda le assegnazioni bistellate più recenti: sarà il personaggio, ma è innegabile che Gennarino Esposito sia percepito dall’opinione pubblica come il baluardo della mediterraneità, intesa come immediata palatabilità del territorio nel piatto, sincerità nel racconto delle materie prime, elevazione delle preparazioni più semplici allo stesso rango dei capisaldi della cucina internazionale. Tutte cose non pervenute per buona parte della nostra esperienza. Parlandone con lo chef, la sua posizione è candida e condivisibile al 100%. Physique o non physique, guaglione o non guaglione, lui si riserva tutto il diritto di fare la sua ricerca, che lui propone con orgoglio. Ragionamenti su questo se ne potrebbero fare all’infinito e l’intro è già fin troppo lunga. Ma ve lo avevamo anticipato: ci abbiamo dovuto ragionare parecchio…  Del resto dietro lo physique si “nasconde”  un fine stratega dal cervello finissimo che in pochi anni ha ottenuto tutto quello che esattamente si era prefissato o meglio manca solo la terza stella e poi ci siamo… Basterà ??!

    Le guide cartacee
    Michelin assegna due stelle – tre forchette e coltello
    Espresso
    assegna 18/20
    Gambero Rosso
    assegna 95 – cucina 66
    Touring Club assegna due medaglie e quattro forchette
    Veronelli assegna tre stelle

    La sala

    Mise en place

    L’arcangelo l’olio degli angeli – Azienda agricola Russo

    Menù

    Riportiamo i menù degustazione.

    Proposta di Salvatore

    Centrifugato di asparagi selvatici, borragine, ostriche e ricci di mare

    Patata schiacciata con calamaretti, pesto di olive verdi e colatura di alici

    Fusilli con ragù di cernia e salsa di limone agrodolce

    Spigola con fave fresche e secche, olio alle alici e pomodoro confit

    Zeppola di coniglio al miele di rosmarino e salsa agrodolce di pomodoro

    Caprese con salsa di mandarino, gelato allo yogurt profumato di lavanda

    € 100,00 a persona

    Proposta di Ciro

    Passata di piselli, gnocchi di ricotta, seppie, raviolino al limone e pomodoro candito

    Paccheri con bracioletta di trippa di baccalà e carciofi arrostiti

    San Pietro al pan brioche con salsa di asparagi e mozzarella di bufala

    Selezione di formaggi

    Mela annurca al profumo di agrumi

    € 80,00 a persona

    Carta dei vini [17/20]

    Giovanni Piezzo (1963) sommelier da tre anni della Torre del Saracino si occupa di questa cantina.

    Abbinamento Vini

    Pane [+++++]

    Aperitivo

    Vin Mousseux Hic sine sulfure spuma- Gérard Schueller et Fils

    Piattooo!

    Risotto al nero di seppia mantecato con la conserva di pomodoro e zafferano [15/20]

    Con salsa di fegato di seppia e cedro candito. Ovviamente non si parte col risotto, ma intanto che marciava per un altro tavolo ci è scappato un assaggino ;-)

    Fiuggi… prima variazione sul tema.

    Scarola maritata con colatura di alici e salsa di pomodorini secchi [13,5/20]

    Il piatto che ha dato il via alle riflessioni contorte. La struttura è apparentemente semplice, degli involtini di spada “imbuttunati” di scarola, a cui dei pomodori secchi e della colatura di alici non può certo fare male. E’ il lavoro sul vegetale che ci ha un po’ confusi, l’uso della clorofilla di una miriade di verdure (le famose verdure dell’orto degli Esposito) non ci ha lasciato sul palato niente di comprensibile, e chi ne ha pagato le conseguenze è stato il pesce.

    Zuppa d’aglio novello, lasagnetta di grano arso, anguilla affumicata e schiacciata di patata [14/20]

    Ok, qui tutto è inquadrato. Il tipico sapore tostato del grano arso, il fumo dell’anguilla, aglio e patate.

    Crudo e cotto di vitello di boves e tonno pinna gialla: crudo di tonno, crudo di manzo, cotto di tonno e cotto di manzo [13,5/20]

    Una piccola degustazione di vitello e tonno crudi e cotti. Nessun abbinamento, nessun intervento da parte dello chef.

    Zuppa di piselli, gnocco di ricotta, raviolo di pomodoro e limone candito e seppia cotta a bassa temperatura [14,5/20]

    Un piatto con la firma di Gennaro marchiata a fuoco sopra. Slegato ma fresco e pulito.

    Tagliatelle con broccoli, calamaretti e ricci di mare [15/20]

    Goloso, personale, sapido, brillante. Eppure mi rifiuto di credere che uno chef così debba sottostare alla regoletta dei tre elementi per realizzare un piatto bene a fuoco.

    Greco di tufo Pietra rosa – Cantina Di Prisco

    Ravioli ripieni di cavolfiore e pecorino con salsa di vongole e aglio croccante [14/20]

    Minestra di pasta mista di Gragnano con crostacei e piccoli pesci di scoglio [16,5/20]

    Eccolo qui, il piatto di pasta secca dell’anno. Non c’è niente da fare, nella cottura della mischiata di Gerardo di Nola la mano campana viene sempre fuori. Verrebbe da fare il bis e il tris e Gennaro lo sa, quindi razione sempre doppia!

    Ricciola con brodo di baccelli di piselli, lattuga scottata, emulsione di cotica di prosciutto d’Osvaldo [14/20]

    Gennarino mette in mostra la sua profonda conoscenza della cucina classica, mixando due guarnizioni dei piselli, quella alla francese (con la lattuga) e quella alla fiorentina (con pancetta, qui in versione più gourmet).

    Camarato – Aglianico 80%, Piedirosso 20% – Fattoria Villa Matilde

    Variazione di maiale nero casertano. Piatto 1

    Variazione di maiale nero casertano. Piatto 2: guancia, costoletta fritta, spalla cotta a bassa temperatura, lingua [13,5/20]

    Soufflé ghiacciato al limone [+++++]

    Passito di Pantelleria 2003 Nikà – Case di pietra

    Mousse di ricotta e ciliegie [15/20]

    Babà con crema e fragoline [17/20]

    Sempre incredibilmente pazzesco il babà di Gennarino.

    Carrello dei cioccolati dal 60% al 100% [+++++]

    Una splendida idea e una selezione accurata.

    Caffè e coccole finali [+++++]

    Cannoli siciliani, baci di dama, meringhe, pasta di mandorle e crostatine alla frutta.

    [Note by ViaggiatoreGourmet]

    Note Positive

    Bel locale, cuocone a tutto territorio con ambizioni assolutistiche, va detto che però sanno anche ascoltare e “inquadrare”, difficile pertanto uscire insoddisfatti.

    Note Negative

    Quando arrivi da Gennarino, hai l’aspettativa di emozionarti davanti al piatto dei migliori paccheri con ragù napoletano del mondo. Del resto questa è l’idea che ti fai seguendo le performance del Cuocone nostro oltreconfine ad esempio. Invece finisci nel “solito” ristorante assolutamente slegato dal contesto, se non per le materie prime, che in ogni caso oramai trovi di egual livello anche a Milano, il solito che propone l’ennesima cucina tecnica, sofisticata, millimetrica, buona e bella, ma se faccio 1.000 KM per andare a Vico Equense da Gourmet Padano con il palato annoiato  perdonate non voglio trovare ne un Cracco, uno Scabin, un Bottura, sto andando a cercare altro…   A domanda Gennarino risponde… mbè se volevate i paccheri con il ragù ve li facevamo pure. Ah… vabbè. La prossima volta ci appenderemo un cartello con scritto “Cercasi semplici Emozioni a sintonizzare il territorio”.  Ad ogni modo Gennarì capisciammè questa NON è polemica è nà critica che vuole essere costruttiva da Ggente che gira tanto ma tanto assai e che ogni tanto vorrebbe fermarsi tra mille coccole ed emozioni senza avere la sensazione pure a Vico di trovarsi in centro a Milano…

    Dettagli

    Zero cartelli, zero indicazioni per arrivare a meno di non seguire per la Pizzeria … Torre del Saracino.

    Conclusioni

    Bravo Gennarino, conosce il sistema e invece di subirlo lo “governa”, geniale l’idea del super evento PR che fa da salottino sciccoso a tutta spiaggia, mare e “volemosSe BbBene“. E come direbbe il nostro mitTico Paolone.  Buon Tutto!

     

    Un’occhiata alla cucina a fine servizio.

    Viaggiatore Gourmet

     

    Ristorante Torre del Saracino
    80069 Vico Equense (NA)
    Via Torretta, 9
    Tel. 0818028555
    Fax 0818028555
    Chiuso la domenica sera e il lunedì.
    E-mail: info@torredelsaracino.it
    Sito internet
    www.torredelsaracino.it

    Topics: Napoli e Provincia, Recensioni Campania, Reportage Ristoranti | 12 Comments »

    12 Responses to “Torre del Saracino – Vico Equense (NA) – Chef Gennaro Esposito”

    1. andrea Says:
      giugno 10th, 2009 at 2:15 AM

      minchia che segatona… poche emozioni mi sembra di capire…

    2. Buauro Says:
      giugno 10th, 2009 at 8:47 AM

      La mia visita risale ormai ad un annetto fa intorno al ponte del primo maggio (qualche mese prima che il Gambero 2009 lo portasse al top della classifica), ma mi trovo anch’io a quotare impressioni contrastanti. Ricordo distintamente una fantastica apertura con la “Zuppa di taralli di Agerola, pesce azzurro e conserva di pomodoro”: tutt’oggi uno dei migliori antipasti che mi sia capitato di mangiare. Purtroppo gli altri due piatti non sono stati assolutamente all’altezza… il “Risotto al nero di seppia mantecato con la conserva di pomodoro e zafferano” mi ha lasciato piuttosto indifferente e il dessert al cioccolato (non ricordo purtroppo nome/composizione) era alquanto “pesante” (per non dire stucchevole). Allungando la forchetta nei piatti della mia ospite ho potuto assaggiare un guazzetto di polipetti (ottima materia prima, ma come si diceva sopra: “niente di che”), e il caldo-freddo di tonno e vitello che invece ho apprezzato. Mah… che dire? Da riverificare con un secondo passaggio.

    3. axxx Says:
      giugno 10th, 2009 at 11:48 AM

      finalmente una recensione come dovrebbe essere e non un elenco di fotografie e piatti.

    4. andrea Says:
      giugno 10th, 2009 at 2:23 PM

      ahh Vg, devi ancora dirmi i tuoi 3 chef preferiti…

    5. doson Says:
      giugno 10th, 2009 at 4:34 PM

      Ooooh finalmente una vera recensione, bravi!!!

    6. bosano Says:
      giugno 10th, 2009 at 9:46 PM

      condivido in pieno tutta la recensione!! Sono stato alla Torre del Saracino il 14 maggio, a cena. Il solo piatto che ricordo, la pasta secca etc. non faceva parte del munù richiesto. Ero andato carico di aspettative ma la mia delusione è stata direttamente proporzionale alle grandi attese. Buon ristorante ma, amio avviso, non merita i punteggi stratosferici che le guide gli attribuiscono….non valeva il viaggio.Peccato!

    7. nicolalisanti Says:
      giugno 16th, 2009 at 6:02 PM

      è il secondo bistellato che bacchetti(se ricordo bene anche Perbellini) e lo fai con sicura personalità e accuratezza.Un solo appunto metodologico:devi giudicare i piatti solo per quello che sono e non per quello che ti aspetti in relazione alla latitudine.Estendendo il concetto io se vado da Cracco a due passi dal Duomo di Milano dovrei aspettarmi il miglior risotto alla Milanese e il miglior Panettone ,o se vado da Bottura a Modena dovrei aspettarmi il miglior gnocco fritto e meravigliose Tigelle.Ognuno in base al suo estro(stiamo sempre parlando di grandi artisti) cucina quello che sente poi il piatto parlerà per lui.
      Un caro saluto

    8. diego60 Says:
      giugno 28th, 2009 at 12:09 AM

      io perso che ristoranti che hanno una grande fama come questo devono regalare sensazioni importanti io ho mangiato tre volte da gennarino e vi dirò lo trovato quasi banale ricordo un dessert con le castagne,il risotto con fichi secchi ecc. ed altri piatti che non mi hanno lasciato nessuna sensazione concordo con vuggi forse è troppo sopravvalutato.diego

    9. salcoz Says:
      agosto 29th, 2009 at 5:17 PM

      Riscontro con moderazione l’accusa di “cracchismo on the beach” perchè il risotto, se buono, mi tenta anche nella Mittel Europa e poi pensa a quanti dimoramo nei pressi: sempre condannati alle vongole! Il fascino del Terroir ha un limite enorme: perchè in Campania non si puà spalmare fois gras almeno ogni tanto? Per la Favela al contorno sono preoccupato assai, ma atteso che non c’è sempre Feudi che ti opziona l’intera collina, penso altrettanto male del debordante arredo che ritrovo spesso dai migliori chef, insensibili al design e pur sempre residenti nella terra del made in Italy.

    10. Presentazione Guida Gambero Rosso 2010 e Cena di Gala Tre Forchette – Roma Città del Gusto | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      ottobre 26th, 2009 at 12:59 PM

      [...] dell’Hotel Manzi Terme – Casamicciola Terme Isola di Ischia (NA) – Chef Nino Di Costanzo Torre del Saracino – Vico Equense (NA) – Chef Gennaro Esposito Ristorante Osteria Nonna Rosa – Vico Equense (NA) – Chef Giuseppe Guida Provincia di [...]

    11. Cartoline dalla conferenza stampa di presentazione di Identità Golose 2010 – Milano – Dal 31 Gennaio al 2 Febbraio | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      gennaio 27th, 2010 at 11:11 AM

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    12. Sei Chef e Nove Stelle per Haiti – 23 Marzo – Palazzo del ghiaccio -Milano | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      marzo 9th, 2010 at 8:19 AM

      [...] Equense (NA) – Chef Danilo Di Vuolo Taverna Estia – Brusciano (NA) – Chef Francesco Sposito Torre del Saracino – Vico Equense (NA) – Chef Gennaro Esposito Ristorante Osteria Nonna Rosa – Vico Equense (NA) – Chef Giuseppe Guida Provincia di [...]

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