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Nicola Cavallaro Ristorante al San Cristoforo – Milano (MI) – Chef Nicola Cavallaro
By NdM | gennaio 15, 2009
NB Lo chef Nicola Cavallaro ha ceduto l’attività, quindi questo reportage è da intendersi come memoria storica.
In foto Lo chef/patron Nicola Cavallaro, lo troviamo decisamente in forma diventare papà aiuta a trovare equilibrio, rigore, organizzazione.
Contributo Video; “Vuggì intervista lo Chef Nicola Cavallaro”
Si parla di storia e percorso, i Maestri, ristorazione Milanese, Chef Preferiti, Guide Gastronomiche…
Lo chef/patron che ha rilevato due anni fa l’Ape Piera sta costruendo intorno a sé un locale che, oltre al nome rispecchi completamente la sua cucina e la sua personalità, certamente per la piazza di Milano e senza alle spalle degli investitori, un percorso lungo e ricco di insidie, ma Nicola oltre alla testa dura ha le spalle grosse e sa aspettare con pazienza e fiducia anche i riconoscimenti delle guide principali…Michelin in primis. Sa essere innovativo con le sue contaminazioni orientali quando esegue piatti di pesce, ma ritorna tradizionale quando si occupa delle pietanze di terra. Dedica altresì molto tempo alla selezione delle materie prime e il suo locale è arredato con semplicità e gusto.
Uno “scorcio” del Naviglio proprio in fronte all’ingresso.
Archivio Storico Reportage:
-> Reportage del 26 Settembre 2006
-> Reportage sulla pizza di Nicola Cavallaro
Le guide cartacee
Michelin Due Forchettine
Espresso 14,5 /20
Gambero Rosso 78 (Cucina 55)
Touring Club Lo inserisce per la prima volta, assegnandogli due forchettine
Veronelli Assegna 86/100 punti
Guida Critica Golosa Massobrio Assegna il faccino radioso, commovente, 10 e lode
Le Squadra
Nicola Cavallaro Chef/Patron, Sous Chef Dario Palminteri, in sala il bravo Emanuele Carnicelli.
Mise en place
Classica ed essenziale, con il grissinone (un classico di Nicola) a spizzicare la candida tovaglia.
Menù
Vi riportiamo il menù completo per l’inverno 2008/2009
TRADIZIONE
I crudi al naturale
Scampi € 4.50 l’uno
Gamberi Rossi € 3.50 l’uno
Ostriche fines de claire label rouge € 3.50
Ostrica Belon du Belon 00 € 4.50
Grand Plateau € 65.00
4 belon, 4 fines de claire, 4 scampi, 6 gamberi, cevice di capesante, sgombro
e capasanta cruda, uova di salmone balik
Mini Plateau € 38.00
2 belon, 2 fines de claire, 2 scampi, 3 gamberi, cevice di capesante,
carpaccio di spada, uova di salmone balik € 39,00
Antipasti € 13.00
Terrina di bollito con cremoso di salsa peverada e germogli
Selezione di salumi artigianali
Pasta e… € 13.00
I tortellini in brodo di cappone di Nonna Elena
Spaghetti Senatore Cappelli con aglio, olio Pianogrillo e selezione di peperoncini
Il guanciale l’uovo e il pecorino: “La Carbonara”
Pesce e Carne € 18.00
Quaglia ripiena, polenta bianca e suo tocio.
Seppia e carciofo (interpretazione)
Dolci € 8.00
I scream: selezione di sorbetti di nostra produzione
Tiramisu
Quarantacinque
Terrina di bollito con cremoso di salsa peverada e germogli
I tortellini in brodo di cappone di Nonna Elena
Quaglia ripiena come a casa, polenta bianca e el so tocio
Tiramisù
INNOVAZIONE
I crudi € 18.00
Gambero rosso insalata frizzante di finocchio arancia e balik
Finti ravioli di capesante ripieni di ricci di mare e caramellati. Zuppa di miso
Scampo su zuppetta di melone bianco e cetriolo, ricotta e pepe verde
Sgombro crudo, leggermente affumicato. Zenzero e Tamari
Selezione dei 4 crudi € 23.00
Antipasti € 15.00
Polpetta di baccalà mantecato su zuppetta di ceci marmellata speziata di pomodoro
Creme brulee al parmigiano reggiano e prosciutto crudo di Montagnana (PD)
Pasta e… € 15.00
Ravioli di coda alla vaccinara con pomodoro confit e salsa di ricci di mare
Gnocchi di lenticchie al ragù di gallinella di mare e guanciale croccante
Rigatoni giganti con gamberi rossi lingua di vitello e tartufo
Carne e Pesce € 22.00
Battuta di fassona piemontese uovo di quaglia, chips di manioca, pere e pepe verde
Guanciale di vitello morbido e croccante, speck, zucca e caffè
Sgombro, rucola, liquirizia, sedano rapa
Capesante, gallinella, bok choy e peperoncino
Dolci € 10.00
Chocolate obsession: (marquise all’amaretto, gelato alla nutella e mousse sale di maldon, mousse pistacchio e aranciabon bon al caffè, shot al rum)
Coni di phyllo ripieni di ricotta montata con nocciole, cioccolato e arancia
Crème brûlée x 3: cocco, zafferano, zenzero
Sessantacinque
Gambero rosso insalata frizzante di finocchio arancia e balik
Finti ravioli di capesante ripieni di ricci di mare e caramellati. Zuppa di miso
Gnocchi di lenticchie al ragù di gallinella di mare e guanciale croccante
Sgombro, rucola, liquirizia, sedano rapa
Crème brûlée x 3: cocco, zafferano, zenzero
Carta dei vini [16,5/20]
Vi “linkiamo” la carta vini in formato .pdf
Abbinamento Vini
Si opta per il servizio al calice
Pane [+++++]
Pane alla cipolla, al pomodoro, al burro, al sesamo e del pane cotto a legna (l’unico non prodotto dalla casa). Grissini lunghi. Sono riscontrabili miglioramenti, basta dare un’occhiata… infatti grazie al nostro archivio immagini, vi mostriamo la presentazione del Pane nella visita 2006
26/09/2006
Aperitivo
Si parte con il botto. Subito una gradita bollicina. Riserva del fondatore Giulio Ferrari 1999 (100% Chardonnay) – Cantine Ferrari.
In accompagnamento “due olive” e un assaggino di olio nel Taste-Huile Alessi by Pianogrillo.
Olio extravergine Pianogrillo particella 34.
e … Olio extravergine Ca’ Rainene prodotto dall’azienda agricola Ca’ Rainene di Paolo Bonomelli (Lago di garda, varietà Casaliva).
Piattooo!
Alice del mar Cantabrico con del burro di affioramento della Normandia e crostino di pane cafone [+++++]
Un entreé sfizioso, un bel sintonizzare mano e carattere dello Chef.
Gambero rosso crudo proveniente da Mazzara del Vallo con sale al tea verde [+++++]
Ottima selezione della materia prima, di cui abbiamo constatato anche la freschezza.
Moscato del Veneto 2007 dry Sirio – Società agricola Vignalta
Finto raviolo di capesante ripieno di ricci di mare e caramellato, germogli di crescione. Mela verde, mozzarella di bufala, gambero rosso, olive di Gaeta [15/20]
Grande il connubio tra le capesante caramellate e i ricci di mare. Bella trovata e buona esecuzione per il finto raviolo. Per quanto riguarda il secondo assaggio si riscontra un’ottima realizzazione e una grande fusion di sapori tanto diversi al palato.
Roncús bianco Vecchie Vigne 2004 – Azienda agricola Roncús
Peperone piquillo ripieno di baccalà mantecato con chip di polenta [14,5/20]
Ci è stato servito tiepido, forse un po’ più caldo sarebbe stato meglio.
Gnocchi di lenticchie con ragu di gallinella, pomodoro confit e e guanciale croccante [16/20]
Un piatto che ci ha sorpreso, perché inaspettato. Una portata che si rifà a un piatto della tradizione meridionale come la pasta e lenticchie, ma che ci stuzzica ancora di più per l’uso degli gnocchi. Gradevole il guanciale croccante e quel piccantino riscontrabile al palato.
Oltrepò Pavese Bonarda Doc Possessione di Vergombera 2005 – Azienda agricola Bruno Verdi
I tortellini in brodo di cappone di Nonna Elena [15/20]
Un po’ di parmigiano grattato…
Un classico, che non si rifiuta mai.
Spaghetti Senatore Cappelli con aglio, olio Pianogrillo e selezione di peperoncini [17/20]
Il piatto che da Nicola Cavallaro proprio non può mancare. Tutte le volte è una vera goduria. Ottima pasta e perfetta l’esecuzione.
Pinot nero Alto Adige 2006 – Tenuta Kränzel
Costola di bue brasata sull’osso con un letto di polenta di Storo e gremolada [14,5/20]
Piatto “RuStEgO” La carne viene cotta per 36 ore e forse… sono troppe.
Colli Euganei rosso 1997 (75% merlot, 25% sauvignon) – Società agricola Vignalta
Zuppa di agrumi con il suo sorbetto [14,5/20]
Un dessert al suo debutto… ancora da “registrare”.
Chocolate obsession: gelato alla nutella e mousse sale di maldon, shot al rum, mousse di cioccolato, marquise all’amaretto con pane alle mandorle, mousse di cioccolato al cardamomo con grissino [15,5/20]
Una valida declinazione sul cioccolato.
Coccole Finali [+++++]
Sensibili migliorie anche per la piccola pasticceria.
Archivio immagini, di seguito la presentazione delle coccole nella visita precedente
26/09/2006
Caffè di Gianni Frasi [+++++]
Note Positive
Il talento di Nicola Cavallaro è cristallino ed anche in quest’occasione ce ne ha dato un “assaggio”. Ottime materie prime e buona esecuzione. Un netto miglioramento del servizio in sala. Va sottolineato che durante la nostra visita nel locale c’erano una ventina di clienti, difficili da trovare a pranzo in altri ristoranti di questo livello. Interessanti la carta vini e le proposte per le colazioni di lavoro.
Note Negative
Nulla da segnalare.
Dettagli
Da registrare purtroppo, vista l’ottima performance giornaliera, una tovaglia bucherellata sul tavolino di servizio. Un bicchiere e un piatto sbeccati… dettagli, dettagli Nicola…
Conclusioni
Nicola Cavallaro prosegue con applicazione sulla strada che ha intrapreso tre anni fa, i miglioramenti ci sono e si vedono, ma ha bisogno, come lui stesso ammette, ancora di tempo per migliorarsi considerato che trattasi di un vero One Man Company. Per ottenere i consensi unanimi della critica deve solo porre più attenzione al servizio di sala, anche se molto è già stato fatto e la scelta del nuovo maître ne è la prova. In particolare deve concentrarsi sui dettagli, perché molte volte è sulle piccole cose e sui piccoli “insignificanti” dettagli che ci si gioca una stella e un anno di duro lavoro e grandi sacrifici.
“Dimenticavo” se vi è venuta “voglia” di Cavallaro … noi
Martedì 24 Febbraio 2009 – Ore 12:30 abbiamo organizzato un Meeting dei nostri lettori come da Calendario. Se volete farci compagnia siete i benvenuti, ma scrivete a eventi@altissimoceto.it per riservare subito il vostro posto. Grazie.
Nicola Cavallaro Ristorante al San Cristoforo
20143 Milano (MI)
Via Lodovico il Moro, 11
Tel. 02.89126060
Chiuso sabato a pranzo e domenica
E-mail : info@nicolacavallaro.it
Sito www.nicolacavallaro.it
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by (NdM) Nicola Di Maso
NB Lo chef Nicola Cavallaro ha ceduto l’attività, quindi questo reportage è da intendersi come memoria storica.
Topics: Convenzionato Viaggiatore Gourmet, Milano e provincia, Recensioni Lombardia, Reportage Ristoranti | 21 Comments »
21 Responses to “Nicola Cavallaro Ristorante al San Cristoforo – Milano (MI) – Chef Nicola Cavallaro”
Comments
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Locale Convenzionato "














gennaio 16th, 2009 at 15:24
Mah! a me ha lasciato un pò perplesso. Ci sono andato con alte aspettative e ne sono uscito un pò deluso. Una grande nota di merito per i crudi ed in particolare le ostriche. Più modesto il resto dei piatti, compresa la senatore cappelli tanto magnificata qui sopra. Insomma non mi aveva molto impressionato anche se, nello scenario milanese, rimane un discreto indirizzo.
gennaio 16th, 2009 at 23:19
Andare al ristorante con alte aspettative fa spesso correre il rischio di uscirne delusi, succede. Come succede che tutte le sere non siano uguali. Se fossimo perfetti saremo forse anche un pò più ricchi e magari più sereni. Il tempo la voglia e anche l’aiuto di clienti che con la loro critica, meglio se costruttiva, potranno aiutarci di certo. Ecco perchè non arrivano i riconoscimenti Cladio te lo dicevo. Siamo un ristorante discreto, buono per me. Ma non ottimo. : ) Dettagli….
gennaio 17th, 2009 at 09:05
[...] Nicola Cavallaro Ristorante al San Cristoforo – Milano (MI) – Chef Nicola Cavallaro [...]
gennaio 17th, 2009 at 10:17
I scream…. starebbe per gelato?
Ci vuole fantasia…
gennaio 17th, 2009 at 15:22
yes
gennaio 17th, 2009 at 15:28
a quanto pare la citazione ti dice poco. http://www.youtube.com/watch?v=7rK3s_BP9kE
gennaio 17th, 2009 at 16:15
Grazie per la risposta, almeno so che non è un erroro comunque mi sembra completamente fuori luogo.
gennaio 17th, 2009 at 16:15
errore
gennaio 19th, 2009 at 11:31
Buongiorno Nicola Cavallaro. Fa piacere vedere la sua risposta. E’ vero, quando si va in un ristorante con alte aspettative si può rimanere un pò delusi. Mi è capitato varie volte in “grandi” ristoranti. Ad es. da Santin, da Tano per non dire di Bocuse! Credo che il suo punto di forza sia la scelta (splendida e certamente sapiente) della materia prima e del crudo in particolare. Poi è vero, ogni sera è un discorso a parte. Anche dal mio mito Aimo che visito con una discreta frequenza, la pasta è diversa ogni volta… Quello che volevo segnalarle è che la sua senatore Cappelli l’ho trovata troppo salata per cui poco risaltava la miscela di peperoncini peraltro ottima. La mia “critica” voleva essere costruttiva e spero che tale le sia sembrata. Cambi il frigorifero dei vini (ha l’aspetto di quelli che si trovano nelle pizzerie) nella sala perchè stona con il buon gusto della’arredamento e delle scelte cromatiche. Comunque passerò a ritrovarla!
gennaio 30th, 2009 at 00:00
[...] Nicola Cavallaro Ristorante al San Cristoforo – Milano (MI) – Chef Nicola Cavallaro [...]
febbraio 4th, 2009 at 11:49
Alla fine ieri sera (3/2/2009) sono riuscito a collaudare il locale. La qualità del servizio fa subito intendere che ci si trova in un locale che punta in alto (unico peccato veniale è il fatto che mi è stato chiesto almeno 10 volte durante la serata “tutto bene?”… Per il mio gusto un paio sono sufficenti
). Molto a tono anche l’ambiente, anche se concordo con micsea che la vetrinetta dei vini in vista stona un po’.
. A parere personale é un piatto riuscito dove la forte nota piccante non và a coprire il sapore dei peperoncini e dell’olio, anche se la pasta avrebbe avuto bisogno di un 30 secondi di cottura in piu’. Conto per 2 sui 160€ comprensivo di 6 ostriche, degustazione di crudi, 2 primi, 1 secondo, 1 caffè + franciacorta brut Uberti (che ha inciso per circa 60€). Sicuramente un locale consigliabile che meriterebbe un paio di punticini in piu’ sulle guide nostrane.
Note positive anche dalla cucina. Oltre ad una buona selezione di ostriche mi sono lanciato sulla degustazione dei crudi: eccellente il finto raviolo di cappesante con ricci di mare e molto buono lo scampo su zuppetta di melone bianco… un peccato invece che il gambero rosso (peraltro di eccellente qualità) risultasse un po’ troppo in secondo piano rispetto al finocchio che vi era accostato. Buone impressioni anche dai gnocchi di lenticchie al ragù di gallinella di mare e guanciale croccante, e molto positiva anche l’interpretazione della seppia con guanciale e carciofi. Visto quanto se ne è parlato qui e in altri posti (l’Espresso li definisce “Troppo Cremosi” mentre il buon Vuggi’ li osanna) era inevitabile anche l’assaggio dei famosi/famigerati spaghetti aglio e oglio
aprile 27th, 2009 at 23:22
Premetto: non sono un vero intenditore culinario: mi piace mangiare bene e apprezzo chi, in ogni mestiere, punta alla qualità e alla ricerca.
Sono stato da Nicola Cavallaro venerdì scorso e per me è stata un’eccellente esperienza.
Chiaramente non ho trovato tutti i piatti allo stesso livello, ma comunque:
-antipasto creme brulee al parmigiano e prosciutto crudo: eccellente, sono rimasto veramente colpito dai sapori decisi e dall’esecuzione
-spaghetti aglio e olio, di cui tanto si è letto: per me eccezionali, sicuramente i migliori che ho mai mangiato (e sono un amante del genere)
-filetto di angus: buona esecuzione, ma nessuno stimolo particolare, diciamo per me un po’ sottotono. Probabilmente è colpa mia, avrei dovuto scegliere qualcosa di differente e più creativo, ma non vado pazzo per il pesce -che da Cavallaro spopola- e mal me ne incoglie
-dolci di buon livello , anche se non ‘col botto’(assaggiato chocolate passion e creme brulee assortite)
Il servizio mi è molto piaciuto: il maitre garbatissimo e il cameriere forse esageratamente amichevole (credo che una coppia giovane e alla mano come la nostra stimoli qualche simpatia in più del normale), ma comunque mai esagerato. Apprezzo molto una certa cortesia informale, che mette gli avventori a proprio agio.
Il vino al calice ci è sempre stato ben consigliato.
E comunque, ragazzi: 85 euro a testa, gustando cibo di ottimo livello, in abbondanza e con vino al calice. L’ultima volta da Aimo e Nadia non vi dico neanche quanto ho speso, e la differenza qualitativa tra i due ristoranti non è senz’altro direttamente proporzionale alla differenza di conto.
P.S. l’ambiente mi piace abbastanza (in questo per esempio il confronto con Aimo è impietoso per quest’ultimo), ma è un vero peccato che il progetto architettonico di DAP Studio (architetti di qualità eccellente) sia stato stravolto: uno chef che ambisce alla qualità e apprezza la ricerca, non dovrebbe chiamare un imbianchino che prende un pennello verde e distrugge uno spazio che era all’altezza del cibo che si gusta.
maggio 13th, 2009 at 22:45
Siamo un ristorante discreto, buono per me, ma non ottimo.
Hai ragione Nicola (scusami se mi permetto di darti del tu), ho mangiato stasera nel tuo ristorante, mi ripeto rispetto a post precedenti:materie prime ottime, a tratti strepitose (ricci anche se leggermente ricorrenti nel menù), creatività non esibita e classe (il gambero e petto d’oca sembrava creato da Ciccio Sultano dopo una passeggiata a Mortara, anche se il personale dovrebbe avvisare della piccantezza notevole della salsa alle mele, che a me non ha disturbato ma siamo il lombardia non in calabria e non è per tutti i palati), il finto raviolo di cappasanta uliassico (che per me è una lode sperticata), e non lo dico per ricondurre la tua cucina ad altre, ma per onorare il tuo talento.
però però..il gambero rosso nascosto dietro una fetta troppo spessa di mela? e da essa mortificato, la fragola troppo matura.chocolate obsession troppo virante verso un amaro eccessivo, il vitello tonnato troppo asciutto nel complesso.queste le piccole pecche di una cucina che però definirei buona, non discreta, e con possibilità future di eccellenza.
Ma le note veramente dolenti sono altrove.
Nessuno chiede se vogliamo un aperitivo. E vabbè.
Magari non è proprio previsto. bicchiere sbeccato. E vabbè. Capita, me ne accorgo quando il vino è versato e non dico nulla. Il personale con 8 coperti in sala porta uno dei 2 vini in ritardo rispetto al piatto, oltre alla già lamentata da qualcun altro pletora dei “tutto bene?”.Non è previsto predessert, che a questo livello fa veramente specie, sommato alla piccola pasticceria un po’ misera e alle porzioni! Non sono certo un frequentatore di mcdonald e di trattorie da tanto al chilo ma se ordino antipasto (per giunta una degustazione) primo e dolce ambirei che il mio appetito (normale giuro) venisse soddisfatto senza ricorrere all’abuso del pane e dei grissini (peraltro di ottima fattura. Non mi era mai capitato in locali stellati o che perlomeno ambissero ad esserlo!E qui passo alla nota successiva: la considerazione di Nicola con cui ho aperto questo post: l’idea è che questo ristorante si sia rassegnato a non poter essere qualcosa di più, che ci si accontenti di portare a casa il compitino, e giuro io tutte queste considerazioni volevo riferirle a te Nicola, le avevo in canna mentre scendevo le scale, poi ci siam salutati, ma i nostri sguardi non si sono incrociati e non ho avuto lo spunto, e questo post non vuole essere uno sputtanamento ma, davvero, la segnalazione di pecche rimediabilissime, benchè numerose e presenti da molto tempo a quanto pare.
Ps..se fai arrivare un piatto extra ai vicini di tavolo che sono amici è cattiva politica non farlo arrivare anche al mio tavolo che ha le posate da 15 minuti ma nessun piatto, un’altra piccola cosa che mi ha lasciato male, piccole attenzioni che non ci son state rivolte nonostante all’ingresso io sia entrato salutandoti come “chef”, segnale che in genere viene colto come segno d’apertura alla comunicazione.
Grazie per l’attenzione
maggio 18th, 2009 at 16:41
Io sono tornato da Nicola Cavallaro perchè comunque rimane un posto che merita. Anche il mio ritorno ha confermato le impressioni contrastanti che avevo riscontrato: da una parte grandissime materie e dall’altra qualche non convincente come un coniglio cotto a bassa temperatura molto secco e poco gustoso.
Concordo con quanto afferma Azazel sul fatto che si ha l’impressione che Nicola Cavallaro si sia quasi rassegnato a non arrivare ai massimi livelli. Ciò sarebbe un peccato perchè non gli manca la classe ne le idee. Questo mio post, per quel che può valere, vuole rappresentare uno stimolo ad andare avanti sulla via delle’eccellenza. Grazie comunque a Nicola che tornerò senza dubbio a trovare.
maggio 26th, 2009 at 22:21
Grazie alla descrizione su questo e altri blog, in occasione di un viaggio a Milano ho provato la cucina dello Chef Cavallaro, con mia moglie. Pranzo eccellente: materie prime eccezionali per una cucina di gran livello. Ottimo anche il servizio, che non ha mai esagerato con i “tutto bene” di cui avevo letto…
La Chocolate Obsession per un patito come me è un tripudio.
Un punto minori: sinceramente toglierei le piantine finte dai tavoli!!
Un oasi di gran cucina a Milano senza scomodare gli intoccabili (per me ) Luoghi e Cracchi.
un piccolo ps (off topic) un po’ polemico sulla struttura di questo blog di altissimo ceto: mi mancano moltissimo le recensioni. La sensazione è quella della ricerca di soci, piu’ che di condivisione di esperienze di cucina a livello eccelso. in un altro post, VG tra l’altro parlava del fatto di avere la tessera come lasciapassare per un trattamento “migliore”. Ecco, queste son cose che personalmente non apprezzo, pur nella coscenza che si tratta di uno dei blog di avventure enogastronomiche migliori in Italia!!
luglio 7th, 2009 at 12:19
Sono stato proprio ieri sera da Nicola. Cena splendida. Due piccole pecche, a mio parere:
1) mi risulta difficile capire coem un ottimo ristorante si perda sui 2.5 euro di coperto
2) paccheri, calamaro ripieno e fassone spettacolari
complimenti per gli abbinamenti con i vini (ottima malvasia del friuli)
ciao e alla prossima
settembre 24th, 2009 at 09:12
ciao a tutti,
sono stata ieri sera a cena da Nicola,come sempre non sono stata delusa,ottimi Spaghetti Senatore Cappelli con aglio, olio Pianogrillo e selezione di peperoncini,assolutamenti perfetti.
La degustazione del pesce azzurro un’esperienza paradisiaca per il gusto!
Ottimo il servizio,presente ma discreto!
uniche 2 pecche
il mobile della cantina dei vini
il colore delle pareti!
Complimenti per l’altissima qualità dei cibi preparati!
A presto
ottobre 24th, 2009 at 20:24
Ho mangiato in questo locale a fine luglio.
I piatti che ho provato erano ben riusciti, ma, devo dire, che dopo aver preso il primo avrei voluto riordinare lo stesso piatto: buonissimo ma ci voleva il microscopio per vederlo… davvero era un fondo di piatto. D’accordo un primo scarso( fa molto stile e porta al secondo) però non esageriamo! Mica è regalato!
settembre 23rd, 2010 at 07:31
Eccoci, sono tornato ieri sera(22sett 2010) a cenare da Cavallaro. Vorrei dire di aver mangiato male, ma non posso! Alcuni piatti erano molto buoni, altri buoni ma non esilaranti. TUTTAVIA, NON CI TORNERO’ PIU’. Perché? I prezzi rispetto a quelli indicati su questo sito ( che erano vecchi) sono aumentati di circa il 50%!!! Il primo innovazione è passato a 22 euro… ma va bene, può anche starci dentro. Quello che però non posso accettare è che ti diano l’elemosina nei piatti, le proporzioni sono OFFENSIVE, una vera presa in giro. Ora, avendo l’esperienza pregressa(vedi precendente commento) mi sono tutelato ordinando ” me lo faccia abbondante” e mi sono ritrovato il solito piatto invisibile. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che quella era la versione abbondante e che quella normale era la metà! Ora mi chiedo: Ma se pago 22 euro per un primo potrò averlo delle dimensioni che voglio? (nei limiti di quello che è logico presentare). Se lo chiedo abbondante, lo voglio abbondante! E siccome lo pago abbondante me lo devono dare abbondante! Signori, 22 euro per un primo sono un sacco di soldi non vi fate prendere in giro da questi nuovi chef che vi vogliono far credere che quantità e qualità siano inversamente proporzionali… non è così! Ad ogni modo, sintetizzando, tanto il punto è stato ampiamente chiarito: 2 primi, 1 antipasto, 2 dolci 90 euro tondi tondi. So acqua(1 bott) e niente vino o caffè o altro. Qualità presente, ma proporzioni offensive, prezzi alti( in un anno +50%). Un atro che vuole arricchirsi sugli sprovveduti ( e ce ne sono tanti, peccato che molti non sono presenti su questa “guida”… se no ne avrei da scrivere di cose:-)
ottobre 9th, 2010 at 17:48
Gentile netjver non voglio entrare nel merito di come si gestisca un’attività commerciale di ristorazione con 10 dipendenti, di certo le entrate sono quelle che permettono di pagare tutto e tutti. Voglio solo dirle che dietro un piatto innovazione c’è lavoro tanto lavoro. La porzione dei tortelli d’astice da lei presa era di 8 pezzi mi ricordo ancora. Quindi circa il 40 per cento in più di quelli che diamo usualmente. Lei l’ha pagato per normale e le è stato dato abbondante. Un astice costa circa 20 euro al chilo e ha circa il 60% di scarto. I prezzi erano nel menu da lei consultato. Liberissimo di non prendere nessun piatto e andare via se tanto si sentiva offeso dalla cifra scritta sul menù. Non mi sembra comunque di essere fuori dalla linea di nessun ristorante ne in città ne fuori del nostro livello. E mai mi permetterei di pensare che un mio cliente sia uno sprovveduto.
Nicola Cavallaro
febbraio 9th, 2011 at 12:03
Sono stato ieri per un lunch, ho preso il menu´da 35 euro:Insalata di puntarellecon crostini e alice(1) di Sciacca,Tagliolini al nero di seppia con riccio di mare,peperoncino e sedano di Verona,spuma di yogurt con mango.
Mi sono alzato da tavola affamato,porzioni microscopiche soprattutto i tagliolini (una forchettata).Probabilmente avrei potuto scegliere di meglio anche se la qualita´era accettabile (i tagliolini veramente buoni)ma con 35 euro si puo´dare di piu´e meglio (almeno un secondo piatto).
I Tagliolini erano quasi freddi !