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    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 8879288598
    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


    Book

    Ordina da IBS Italia

    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


    Ordina da I libri dell'Arancia

    Titolo:Bagoss e il Bagolino
    Autore:Saverio Paffumi


  • Indice delle Recensioni della Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    Che cos'è la Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto e da chi è composto il panel di degustazione

    EDIZIONE 2012:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo Riserva

    VENETO

    -La Valpolicella

    -Soave

    -Breganze, IGT ed altre eccellenze regionali

    EDIZIONE 2010/2011:

    PIEMONTE

    -I Langhe Nebbiolo ed i Nebbiolo d'Alba

    -I Barbaresco

    -I Barolo "classici"

    -I Barolo "top"

    -I Barolo Riserva

    -I Roero

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico

    -I Vini Bianchi (Prima parte)

    -I Vini Bianchi (Seconda parte)

    -I Vini Rossi

    -I Vini Dolci

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Le eccellenze regionali

    TOSCANA

    -I Rosso di Montalcino, Sant'Antimo ed i vini a IGT

    -I Brunello di Montalcino e le Riserve

    MARCHE

    -I Vini Bianchi

    -I Vini Rossi

    SICILIA

    -I Vini dell'Etna

    -Le eccellenze regionali

    EDIZIONE 2009/2010:

    PIEMONTE

    -I Barbaresco.

    -I Barolo.

    -I Langhe Nebbiolo e Nebbiolo d'Alba.

    -I Langhe Rosso.

    -Le Barbere d'Alba.

    -Le Barbere d'Asti e altre Barbere.

    -I Roero.

    LOMBARDIA

    -I Franciacorta.

    TRENTINO ALTO-ADIGE

    -Le "bollicine" metodo classico.

    -I Vini Bianchi.

    -I Vini Rossi.

    -I Vini Dolci.

    VENETO

    -Soave.

    -I vini di Breganze, gli IGT ed altre eccellenze regionali.

    -La Valpolicella

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - prima parte.

    -I Vini Bianchi del Friuli V.G. - seconda parte.

    -I Vini Rossi ed alcune "chicche" dolci.

    EMILIA-ROMAGNA

    -Sangiovese di Romagna, Albana di Romagna passito e altre eccellenze.

    UMBRIA

    -Le eccellenze regionali.

    TOSCANA

    -Montalcino ed i suoi vini.

    -I Chianti Classico.

    -Le produzioni IGT del Chianti Classico ed alcune eccellenze di zone limitrofe.

    -Le eccellenze di Cortona e di Montepulciano.

    -Le eccellenze della "Costa" (prima parte): I vini bianchi, Bolgheri e Montecucco

    -Le eccellenze della "Costa" (seconda parte): Scansano, Val di Cornia e le produzioni ad I.G.T.

    MARCHE

    -Il vitigno Verdicchio nelle sue sfumature.

    -I Vini Rossi.

    ABRUZZO

    -I vini bianchi.

    -I Montepulciano d'Abruzzo

    CAMPANIA

    -I vini bianchi.

    -I vini rossi.

    SICILIA

    -I Vini bianchi e rossi dell'Etna.

    -I Vini bianchi e rossi della Sicilia.

  • Indice Geografico e link delle Cantine aderenti alla Guida dei Vini on-line di Altissimo Ceto

    PIEMONTE

    Albino Rocca

    Antica Casa Vinicola Scarpa

    Azelia

    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

    Bruna Grimaldi

    Cà di Cairè-Emanuele Rolfo

    Casa Vinicola Bruno Giacosa ed Az. Agr. Falletto

    Cascina Bruciata

    Cascina Ca' Rossa

    Cascina Nuova-Elio Altare

    Cascina Val del Prete

    Castello di Neive

    Cogno

    Comm. G.B. Burlotto

    Conterno-Fantino

    Conterno Giacomo

    Coppo

    Corino

    Damilano

    Deltetto

    Domenico Clerico

    Edoardo Sobrino

    Elio Perrone

    Enzo Boglietti

    E. Pira & Figli - Chiara Boschis

    Eraldo Viberti

    Ettore Germano

    Flavio Roddolo

    F.lli Cigliuti

    Fontanafredda

    Gagliasso

    Gaja

    G.D. Vajra

    Giacomo Grimaldi

    Giacomo Vico

    Gianni Gagliardo

    Icardi

    Josetta Saffirio

    La Spinetta

    Luciano Sandrone

    Luigi Baudana

    Malabaila

    Malvirà

    Manzone

    Marchesi Alfieri

    Mascarello Giuseppe e figlio

    Massolino

    Matteo Correggia

    Mauro Veglio

    Merenda con corvi

    Michele Taliano

    Moccagatta

    Montaribaldi

    Monti

    Nada Fiorenzo

    Negro Angelo

    Oddero

    Parusso

    Pelissero

    Pescaja

    Piero Busso

    Pio Cesare

    Podere Rocche dei Manzoni

    Poderi A. Bertelli

    Poderi Aldo Conterno

    Poderi Luigi Einaudi

    Principiano Ferdinando

    Produttori del Barbaresco

    Prunotto

    Raineri Gianmatteo

    Roberto Voerzio

    Rinaldi

    Rivetto

    Rizzi

    Schiavenza

    Sottimano

    Tenuta Rocca

    Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy

    Ugo Lequio

    Vietti

    Villa Giada

    LOMBARDIA

    Barone Pizzini

    Bellavista

    Berlucchi

    Ca' del Bosco

    Camossi

    Cascina San Pietro

    Cavalleri

    Colline della Stella

    Contadi Castaldi

    Ferghettina

    Gatti Enrico

    La Montina

    Le Marchesine

    Majolini

    Mirabella

    Il Mosnel

    Montedelma

    Montenisa

    Monte Rossa

    Quadra

    Ricci Curbastro

    Ronco Calino

    Togni-Rebaioli (Enrico Togni)

    Uberti

    Villa

    VENETO

    Accordini Stefano

    Aldegheri

    Allegrini

    Anselmi

    Bertani

    Brigaldara

    Ca' Rugate

    Castellani Michele & Figli

    Coffele

    Dal Forno Romano

    David Sterza

    Fabiano

    Fasoli Gino

    Filippi

    F.lli Tedeschi

    Gini

    Inama

    I Stefanini

    Le Battistelle

    Le Ragose

    Maculan

    Masari

    Montecariano

    Monte dall'Ora

    Nardello

    Novaia

    Pieropan

    Portinari

    Prà

    Roccolo Grassi

    Sandro de Bruno

    Serafini & Vidotto

    Speri Viticoltori

    Tamellini

    Tenuta Bastia

    Tenuta L'Armonia

    Tenuta Sant'Antonio

    T.E.S.S.A.R.I.

    Tommaso Bussola

    Trabucchi d'Illasi

    Vigneto Due Santi

    Zenato

    Zymé

    TRENTINO-ALTO ADIGE

    Abbazia di Novacella

    Alois Lageder

    Arunda

    Balter

    Baron di Pauli

    Cantina di San Michele Appiano

    Cantina di Terlano

    Cantina Produttori di Bolzano

    Castelfeder

    Cesconi

    Dorigati

    Elena Walch

    Endrizzi

    Ferrari

    Foradori

    Franz Haas

    Hofstatter

    Letrari

    Lunelli

    Kurtatsch - Cortaccia

    Manincor

    Nals-Margreid

    Peter Dipoli

    Peter Sölva & Söhne

    Pojer & Sandri

    Strasserhof

    Tenuta San Leonardo

    Tiefenbrunner

    Tramin

    Weingut Niklas

    FRIULI VENEZIA-GIULIA

    Borgo del Tiglio

    Borgo San Daniele

    Castello di Spessa

    Colle Duga

    Colmello di Grotta

    Drius

    Ermacora

    Giovanni Dri

    Grillo

    Jermann

    La Viarte

    Le Vigne di Zamo'

    Lis Neris

    Livio Felluga

    Livon

    Marco Felluga

    Picech

    Renato Keber

    Roberto Scubla

    Rocca Bernarda

    Ronchi di Manzano

    Ronco dei Tassi

    Ronco del Gelso

    Russiz Superiore

    Schiopetto

    Toros

    Tenuta di Blasig

    Venica & Venica

    Vigna del Lauro

    Villa Russiz

    Volpe Pasini

    Zuani

    EMILIA-ROMAGNA

    Calonga

    Casetto dei Mandorli

    Castelluccio

    Drei Donà-Tenuta La Palazza

    Fattoria Paradiso

    Fattoria Zerbina

    Ferrucci

    La Stoppa

    La Tosa

    Lusenti

    Giovanna Madonia

    Poderi Morini

    Rontana

    San Patrignano

    Tenuta La Viola

    Terre della Pieve

    Torre Fornello

    Tre Monti

    Tre Re'

    Villa Bagnolo

    TOSCANA

    Agostina Pieri

    Amantis

    Antinori

    Avignonesi

    Baracchi

    Barone Ricasoli

    Bindella

    Biondi-Santi

    Boscarelli

    Brancaia

    Bulichella

    Caiarossa

    Ca' Marcanda

    Canalicchio di Sopra

    Canneto

    Capanna

    Capannelle

    Caparzo

    Capua

    Carlo Gentili

    Casanova di Neri

    Case Basse-Gianfranco Soldera

    Castell'in Villa

    Castello dei Rampolla

    Castello del Terriccio

    Castello di Ama

    Castello di Cacchiano

    Castello di Fonterutoli

    Castello di Gabbiano

    Castello di Querceto

    Castello di Volpaia

    Castello Monsanto

    Castel Pietraio

    Castelvecchio

    Castiglion del Bosco

    Cecchi

    Cinelli Colombini

    Col d'Orcia

    Colle Massari-Grattamacco

    Cupano

    Dei

    Donna Olga

    Duemani

    Enrico Fossi

    Fanti-San Filippo

    Fattoria Ambra

    Fattoria Casa Sola

    Fattoria La Torre

    Fattoria Le Pupille

    Fattoria Lornano

    Fattoria Poggio di Sotto

    Fattoria San Giusto a Rentennano

    Felsina

    Fontodi

    Fuligni

    Giuliano Tiberi

    Godiolo

    Gualdo del Re

    I Balzini

    Icario

    Il Borro

    Il Marroneto

    Il Paradiso di Manfredi

    Isole e Olena

    La Cerbaiola-Giulio Salvioni

    La Gerla

    Lanciola

    La Porta di Vertine

    La Rasina

    Le Macioche

    Le Potazzine-Gorelli

    Le Ragnaie

    Lisini

    Lornano

    Mastrojanni

    Michele Satta

    Monteraponi

    Montevertine

    Moris

    Nittardi

    Ormanni

    Petra

    Petrolo

    Pieve di Santa Restituta

    Podere Brizio-Roberto Bellini

    Podere Casanova

    Podere Il Palazzino

    Podere Sapaio

    Poggio Antico

    Poggio Argentiera

    Poggio Mandorlo

    Poggio Salvi

    Poggio Scalette

    Poliziano

    Prelius-Castelprile

    Querciabella

    Rignana

    Rocca di Montegrossi

    Ruffino

    San Fabiano Calcinaia

    Salustri

    Sanguineto

    Serpaia

    Scopone

    Stella di Campalto

    Tenimenti Angelini

    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

    Tenuta degli Dei

    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

    Tenute Folonari

    Tenute Silvio Nardi

    Tolaini

    Varramista

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    UMBRIA

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    Duca di Salaparuta

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    Gulfi

    Masseria del Feudo

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    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

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    L’Altissimo Ceto in giro per vigne insieme a Roberto Voerzio.

    By EnoCentrico | settembre 25, 2008

    VG-TV.

    Visita fatta il 20 Agosto 2008.

    Ricordate??? Lo scorso mese di Aprile abbiamo reso visita a quel vulcanico personaggio di Roberto Voerzio. Bene, ci eravamo congedati da lui (e da voi…) con la promessa di ritornare a riprendere, con la nostra telecamera, un momento considerato importante per ogni produttore che si rispetti: Il periodo dei diradamenti. Prima di addentrarci nel racconto, volevo approffitare di questo spazio per ringraziare Roberto, per la sua enorme disponibilità a dedicarci parte del suo tempo prezioso e per avere temporeggiato fino al 20 Agosto, lasciando in sopseso del lavoro in alcuni filari, proprio per aspettare le nostre riprese.

    Se avete già visto il video di apertura, già avrete captato qualche informazione sul tema centrale di questa recensione, ma se invece non lo avete ancora fatto, allora seguiteci…

    Che cosa sono i diradamenti e a cosa servono? Banalizzando, in linea generale, il grande lavoro che c’è alle spalle e l’enorme sacrificio economico per seguire la strada della qualità, possiamo sintetizzare, in pochissime parole, che consiste nell’operazione di ridurre in maniera drastica e severa il numero di grappoli di ogni singola vite, in vista di un arricchimento di sostanze benefiche apportate dalla pianta nell’ultima fase della maturazione, ai grappoli che sono sopravvissuti al taglio delle forbici. Uve ricche di sostanze che potranno mettere nelle condizioni, da parte del produttore, di fare il “grande vino”.

    Partiamo con il nostro viaggio dal Vigneto Cerreto adiacente all’azienda, coltivato a Barbera, con un sesto d’impianto composto da viti ravvicinate ma meno fitto rispetto a quello che vedremo poi. Qui, il nostro Roberto, produce quella che lui simpaticamente chiamerà nel fuori onda: ”la Barbera più economica” (averne…). Motivo principale è data dalla composizione del terreno, meno ricco in sostanze benefiche, rispetto al Pozzo dell’Annunziata e con un’esposizione meno “solare”. Risultato, i filari sono stati tenuti più larghi proprio per permettere un maggiore irraggiamento.

    Via con il filmato…

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Cerreto.

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    Ci spostiamo ora nella frazione Annunziata del comune di La Morra e più precisamente nel Vigneto Pozzo dell’Annunziata, anch’esso coltivato a Barbera. Da questo vigneto, Roberto, ricava le uve che andranno a produrre la sua famosa Barbera d’Alba prodotta solo in magnum. Prima però, facciamo un ripasso di come lo avevamo lasciato ad Aprile.

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Pozzo dell’Annunziata (Aprile 2008).

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    Lo scopo di aver creato un vigneto con una densità di impianto che raggiunge le 8.000 piante per ettaro, consiste nel tenere le viti ravvicinate in maniera tale che ciascun apparato radicale, entrando in “competizione” con quello a fianco, tenda a spingersi in profondità, alla ricerca del nutrimento migliore per il fabbisogno di ciascuna pianta.  In questo vigneto, come per gli altri, Roberto ci ha spiegato che i diradamenti vengono fatti in due fasi. Con la prima si ha il compito di lasciare solo cinque grappoli sul tralcio. Tralcio che a gennaio era stato potato a cinque gemme (mentre per il Nebbiolo ne vengono lasciate sette). Nel secondo passaggio, che spesso coincide con il periodo dell’invaiatura (ovvero quando l’acino incomincia a cambiare colore), i grappoli vengono privati, nel caso dei vigneti di Voerzio, della parte centrale e quella inferiore, lasciando quindi solo le tre alettine superiori.

    Via con il filmato…

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Pozzo dell’Annunziata (agosto 2008).

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    Nella seconda parte del filmato, viene ripetuta l’operazione, ma riprendiamo ad una distanza più ravvicinata e Roberto ci racconta come ci si comporta diversamente quando di fronte abbiamo dei grappoli compatti oppure se sono spargoli.

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Pozzo dell’Annunziata-2a parte.

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    In questo vigneto facciamo anche la conoscenza di Dino, mitico personaggio, instancabile, che da tantissimi anni lavora a fianco di Voerzio e ne custodisce i segreti di ogni vigneto. Inevitabile la battuta da parte degli altri operai: “Dino stappa un Cro…che ci sono quelli di Altissimo Ceto!” :D

    Il trasferimento prevede ora di spostarsi nelle vigne coltivate a Nebbiolo. Incominciando dal Vigneto Rocche dell’Annunziata, che si trova anch’esso nella frazione omonima. Una delle particolarità di questa vigna è, contrariamente di quello che troviamo in vigneti come La Serra, Cerequio, Capalot, Brunate, lo sviluppo dei filari che sono posizionati lungo il crinale della collina.

    Il terreno del Rocche (per gli amici…) ci rivela Voerzio ha una composizione di elementi che, rispetto ad altri vigneti di La Morra, da’ come risultato finale un vino dotato di grande materia colorante, grande aromaticità ma (aggiungo io…) con meno profondità rispetto a Brunate e Cerequio, e con un tannino che sempre rispetto a questi, parte, a parità di annata, più minuto e più vellutato.

    Il filmato è quello che avete trovato in apertura del post.

    Le vigne di Roberto Voerzio-Rocche dell’Annunziata.

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    Traslochiamo in direzione Vigneto Cerequio. Esso viene considerato tra i più grandi vigneti di Langa, da questo vigneto frazionato in numerose parcelle con diversi proprietari, sono spesso uscite bottiglie leggendarie (e non solo dalla cantina di Voerzio…), vini dotati di grandi profondità, sicuramente tra i più longevi di quelli del comune di La Morra, con caratteristiche molto simili a quelli di Serralunga, con aromi balsamici acquisiti in fase di invecchiamento nel lungo periodo, acidità più appuntite e tannini più difficili da domare rispetto a quelli delle Rocche. Visto che scherzosamente vengo ripreso da Roberto, perchè sembra che abbia vita più facile muovendomi tra decanter e cavatappi, anzichè tra filari e forbici, ecco che mi propongo per compiere questa operazione. Vi rassicuro dicendo che è stata fatta solo su una pianta, altrimenti Voerzio avrebbe corso, sul serio, il rischio di compromettere il risultato finale in previsione del Barolo Cerequio 2008. :wink:

    Via con il filmato…

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Cerequio.

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui. EC: “Roberto, non vedo cosa ci sia da ridere???” :wink:

    Ultimo vigneto del nostro pomeriggio, ma non di certo in ordine di importanza, è il Capalot. Vigneto coltivato a Nebbiolo da Barolo, con un’età media dei vigneti che supera i 50 anni.

    Lo spessore, la profodità e la struttura dei vini prodotti a partire dalle uve quì prodotte, è sicuramente da individuare nella qualità che se ne ricava dalle vigne vecchie. Fermo restando alla qualità indiscussa della composizione del terreno e della sua lavorazione.

    Via con il filmato…

    Le vigne di Roberto Voerzio-Vigneto Capalot.

    Se non riuscite a visualizzare il filmato, cliccate qui.

    A questo punto, terminati i lavori di diradamento, solo una “persona” può intercedere sulla buona tenuta delle condizioni climatiche da qui fino alla vendemmia.

    Roberto, che dici? Gli facciamo una telefonata??? :D

    Ritorniamo in Cantina, perchè ci è venuta sete…

    …e fame!

    Bicchiereeeee!

    Tralascio questa volta le schede tecniche, che sono state ampiamente descritte nella recensione di Aprile.


    Barolo Sarmassa 2004

    Giudizio EC: 19,5/20-ALTISSIMO CETO

    Ed io che credevo di aver trovato nel Rocche dell’Annunziata Torriglione la punta di diamante di Casa Voerzio in questa annata! Che sciocco! Avevo tirato le somme senza aver fatto i conti che all’appello mi mancava il Sarmassa. Si presenta già al colore con una grandissima vivacità e luminosità sintomo di un vino in forma strepitosa e che, credo, consegnerà la 2004 ai posteri, con all’attivo un’omogeneità qualitativa su tutti i vini (anche se ci manca ancora, sul mio taccuino, l’assaggio del vecchie Viti di Capalot e delle Brunate…), tra la più alta di sempre. Probabilmente anche della ottima 2001. Presenta una precisione stilistica cristallina, profondità aromatica e con una grande armonia con il legno. Una nota aromatica su tutte, che lo differenzia dagli altri cru, è data da questa ciliegia polposa, dolce e croccante. Il Sarmassa è l’unico vigneto di Voerzio, insieme ad una parte del Cerequio, a trovarsi nel comune di Barolo, caratteristica che la si ritrova al palato attraverso una maggiore austerità del tannino, agilità da grande annata, che lo rendono inconfondibile rispetto ai suoi fratellini nati a La Morra. Grandissima freschezza a sostenere un calore passionale ed avvolgente al palato. Chiusura in grande stile, pulizia ed eleganza. Un Mike Tyson con l’eleganza di Charlize Theron.


    Barolo Cerequio 2000

    Giudizio EC: 18/20

    Non me ne vorrà Voerzio se, nella mia personale classifica tra le sue annate, la calda 2000, la colloco un gradino sotto alla ‘99, alla ‘01, alla ‘97 che presentava molte caratteristiche in comune, oppure anche alla “torrida” ‘03 (!!!). Intendiamoci, i vini sono grandi, hanno vigore, articolazione, profondità ma è sulle sfumature (veramente) sottili dell’eleganza e dell’equilibrio con il legno che perdono la battaglia. Severità di giudizio che nasce solo dal fatto che da lui si vuole sempre il meglio e che sia più facile trovare dei difetti quando si è abituati alla perfezione. Motivo in più se davanti hai un’etichetta di uno dei produttori che più stimi, per la volontà e l’impegno che ci mette ogni giorno nel suo lavoro. Tornando al nostro Cerequio, lo troviamo perfettamente in coerenza con il DNA, pur evidenziando le caratteristiche introdotte prima, di questo cru. Vigore, foga, anima ed un quadro aromatico sorprendentemente esuberante già al primo contatto con l’aria. Al palato grande avvolgenza e la solita articolazione del tannino del Cerequio.


    Barolo La Serra 1992

    Giudizio EC: 17,5+/20

    Accettiamo la sfida di Voerzio che ci ha voluto proporre attraverso due cru di annate considerate “minori”. In quegli anni già si conosceva l’idea del Barolo da parte di questo produttore (a parte il sottoscritto, visto che entrava a far parte del Mondo del Vino proprio nell’anno di uscita di questo vino e che manco sapeva chi fosse Roberto Voerzio. Beata ignoranza!) e anche in queste annate, la sua idea prendeva sempre di più forma. Si può dire che anche grazie alle difficoltà incontrate in annate complicate, nel periodo compreso tra la ‘90 e la ‘95, sono servite a Roberto per crescere in esperienza e capire che l’importanza di seguire il vigneto durante tutto l’arco dell’anno di fa’ mettere dalla parte della ragione. Il risultato è un vino che non si presenta per niente diluito, nè tanto meno alleggerito. Certo non avrà lo spessore di annate più importanti, ma ha tutte le carte in regola per “stare in piedi” con grande rispetto.


    Barolo Brunate 1991

    Giudizio EC: 17,5?/20

    Forse per via della scarsa tenuta del tappo che questo Brunate ‘91 si presenta molto più fiacco del La Serra ‘92, più di quanto si possa accettare in due vini nate entrambri da annate difficili, il cui divario sia frazionato di un solo anno. Perciò con il beneficio di inventario, lasciamo il punto interrogativo al fianco del giudizio, evitiamo di logorarci sul perchè o il percome di questo, e godiamoci il nostro bel bicchiere, di Brunate ‘91. E’ pur sempre un vino da 17,5/20 con 17 anni alle spalle…  O no???

    Conclusioni.

    La nostra parte conclusiva di oggi è la sintesi di una lunga chiacchierata, fatta durante la degustazione dei vini, dove abbiamo portato alla luce a Voerzio un recente dibattito circa le dicerie di un suo ripensamento e quindi un possibile ritorno, da parte sua, all’utilizzo della botte grande. Questo in sintesi il suo pensiero:

    (In modifica…)

    Ma poi, ve lo immaginate voi, Ferran Adrià alle prese con un Brasato al Barolo???

    P.s.: Prossima tappa in cantina? Per le vendemmie…

    Cin! Cin!

    Ivano Antonini alias EnoCentrico

    ivano.antonini@altissimoceto.it

    Topics: Cantine&Vini, Degustazioni Vini | 3 Comments »

    3 Responses to “L’Altissimo Ceto in giro per vigne insieme a Roberto Voerzio.”

    1. GianV Says:
      settembre 28th, 2008 at 20:31

      Molto bello questo servizio.
      Avrei uan curiosità da poco esperto, NB: di certo non tesa a fare i conti in tasca al Sig. Voerzio.

      La questione è questa: supponendo di avere un terreno con N vigne e coltivandolo senza diradamento si otterrebbero X litri d’uva di qualità normale, venduti ad un prezzo P. A quel punto il fatturato sarà X*P.
      Con la scelta del diradamento chiaramente ci sarà una produzione YP…
      Ma a questo punto tendenzialmente Y*P2 sarà maggiore, minore od uguale di X*P?
      Ovvero…la decisione di puntare all’eccellenza comporta maggiori guadagni o è una scelta legata alla volontà di puntare ad una parte del mercato, magari anche a partà di utili? Ad esempio potrei pensare che la nicchia di mercato dei vini costosi sia magari più stabile.

      Spero non sia una domanda banale. Grazie.

    2. GianV Says:
      settembre 28th, 2008 at 20:34

      Errata corrige:

      Con la scelta del diradamento chiaramente ci sarà una produzione Y minore di X e un prezzo P2 maggiore di P.

    3. EnoCentrico Says:
      settembre 29th, 2008 at 11:55

      Gentile GianV,
      non è assolutamente una domanda banale! E’ vero! Se vogliamo sintetizzare, il prezzo di vendita di un Barolo ottenuto da uve provenienti da una vigna diradata sarà maggiore di quello ottenuto con parziale (non tutti diradano con gli estremismi di Voerzio…) o senza diradamento.
      Ma poi il discorso non è solamente legato ad una questione di prezzi e troverai la risposta riguardandoti il video del Pozzo dell’Annunziata di Aprile, dove è stata proprio fatta questa domanda: “Come si arriva ai prezzi di Voerzio?”
      Per concludere, i vini di Voerzio sono rivolti all’eccellenza (e quindi alla produzione di nicchia, quelli che per dirla con parole sue “stanno in cima alla piramide”) e possono tranquillamente “sfidare” in degustazioni alla cieca, tantissimi vini blasonati che vengono prodotti in giro per il Mondo e che arrivano a costare anche 3 o 4 volte in più di quelli di Voerzio.

      Un caro saluto,
      EC

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