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    Domenico Clerico

    Deltetto

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    Az.Agr. Uberti-Erbusco (BS)

    By EnoCentrico | novembre 16, 2007


    Azienda visitata il 4 settembre 2007.

    La si raggiunge percorrendo l’Autostrada A4 Milano-Venezia, uscire a Rovato e proseguire per Erbusco, infine seguire le indicazioni per l’azienda e si arriva in Via Fermi al numero civico 2, ingresso della Maison Uberti.
    Ho detto Maison in quanto varcata la soglia del cancello, abbiamo già come l’impressione di non entrare in una cantina produttrice metodo classico qualsiasi, ma bensì aleggia su di noi la sensazione di entrare in una classica casa privata, dove suoni il campanello, aspetti che i cordiali e disponibili padroni di casa di ricevano, ti mostrino la loro casa e ti accorgi, parlando con loro, come siano veramente entusiasti del loro lavoro di contadini e che alla fine, quello che ti offriranno in assaggio non è altro che il loro migliore “vino della casa”, perchè “frutto della nostra terra e lavorato con le nostre mani”.
    Così sono gli Uberti, ovvero calorosi patrons e campioni di cordialità.

    Dimenticavo…il solito ripasso “guidaiolo” con i giudizi delle edizioni 2008:
    A.I.S.: 5 grappoli al Sublimis ‘01, 4 grappoli al Comarì del Salem ‘02 e al Magnificentia.
    Espresso: Eccellenza al Magnificentia.
    Gambero Rosso: 3 bicchieri al Comarì del Salem, 2 bicchieri rossi al Sublimis ‘01.

    Agostino ed Eleonora Uberti sono gli eredi di una dinastia che ha iniziato la sua storia nel lontano 1793. All’epoca in questa cantina entravano uve provenienti dagli allora sei ettari di vigna ed uscivano vini che erano destinati solamente al consumo della trattoria di famiglia.
    Più di duecento anni di storia sono passati, ma quando la svolta? Quando questa casa si è affacciata all’esterno cominciando la sua vita di Azienda Agricola e in poco tempo è diventata famosa in Italia e nel Mondo?
    La si ha avuta quando Agostino abbandonò gli studi di geometra e con la moglie Eleonora entrarono a pieno titolo nella conduzione in cantina.
    L’ingresso di Agostino in azienda, nel 1980, coincise pure con l’inizio della storia vitivinicola franciacortina e il suo corso degli eventi coincise con la medesima evoluzione qualitativa dei vini prodotti da questa terra.
    Oggi la maison Uberti conta al suo attivo 24 ettari tra quelli di prioprietà e quelli in affitto per una produzione, che i francesi chiamerebbero “vin de garage” e che si aggira intorno alle 160.000 bottiglie annue.
    Iniziamo come al solito la nostra visita visitando i vigneti e con il Sig. Agostino, raggiungiamo quindi la vigna Comarì del Salem.

    Si fà presto a fare il giro, in quanto questo vigneto è grande (o sarebbe meglio dire piccolo?) solo un ettaro e mezzo.
    Notiamo come il sig. Agostino, muovendosi tra i filari, sia orgoglioso e consapevole che da quando ha mosso i suoi primi passi in cantina, da questa vigna a portato a casa, pardon in cantina, delle uve che hanno dato origine dei metodo classico che sono entrate di diritto nella storia di questa regione.
    Come mai questo nome particolare?“-chiedo io.
    Il nome Salem significa terra della pace ed è quello riportato sulle mappe catastali del comune di Erbusco, mentre Comarì“-continua Agostino, notando anche come dai suoi occhi traspare un filo di commozione- “era il nome che davamo alla nostra comare. Questa signora era la levatrice del paese ed era la proprietaria di questa vigna prima di essere acquistata da mio nonno“.
    Questa vigna è da anni monitorata, grazie alle micro-vinificazioni, per poter individuare quelle che sono le viti migliori e per poi utilizzare quest’ultime, come “genitori” di quelle che verranno utilizzate per il re-impianto.

    In foto un particolare della vigna Comarì del Salem.
    Per visualizzare altre foto, potete cliccare qui, e qui.

    Nei vigneti non vengono assolutamente utilizzati fertilizzanti chimici ma solo concime organico, i filari sono lasciati inerbiti e i trattamenti si limitano al rame e lo zolfo.

    Bene, non ci resta che tornare in cantina…

    …entriamo.


    Da Uberti, la raccolta dell’uva viene fatta ritardata rispetto a molte altre realtà della zona, in quanto cercano con questo, di ottenere dei vini base che esprimano un carattere olfattivo e gustativo più marcato. Dopo la cernita, i grappoli raggiungono la pressa e le prime fermentazioni sono micro-vinificazioni delle singole parcelle.
    Per le fermentazioni dei vini base sono usate sia vasche in acciaio inox termoregolamentate, tini in legno di rovere, barriques e botti grandi in rapporto alla tipologia dei vini prodotti e a seconda della diversa natura della provenienza delle uve.
    Vengono usate dosi di solforosa bassissime e macro-filtrazioni per impoverire il prodotto il meno possibile.

    A coadiuvare la regia della vinificazione del sig. Agostino, fin dall’inizio c’è l’enologo Cesare Ferrari, mentre, da qualche anno è entrata a far parte del team la figlia Silvia, diplomata in Viticoltura ed Enologia all’Università di Milano.

    Proprio lei sarà la nostra “vittima” nell’intervista di rito per capire meglio la filosofia aziendale, nonchè i progetti futuri e i gusti del produttore:
    EnoCentrico: “Suo padre ci ha riferito che ha maturato delle esperienze professionali importanti. Quali?”
    Silvia Uberti: “Prima di tutto inizierei con il dirvi che ho seguito un ciclo di vinificazione da Anselme Selosse…”
    EC: “…scusi se la interrompo subito, ma ne vorrei approffittare, com’è Anselme Selosse in persona?”
    SU: “E’ una persona splendida, di grande cultura e con una passione quasi morbosa con la vigna. Mi sono trovata subito in sintonia in quanto la sua mission è identica alla nostra, ovvero quella di produrre vini che siano sempre più espressione del territorio.”
    EC: “Questa la sento dire spesso!!! Posso dire che vi seguo da diversi anni è questo in parte è vero, ma come pensate di riuscirci se in più aggiungiamo il fatto che i metodo classico subiscono più di una trasformazione durante il loro processo di produzione e che i vini hanno anche il bagaglio aromatico terziario dato dai lieviti?”
    SU: “Noi vogliamo che i nostri Franciacorta siano i più puri possibili, dicevamo che le vendemmie sono ritardate e i nostri vini di punta sono dei cru a tutti gli effetti, dosiamo solforose a dosi bassissime, mentre per quanto riguarda l’ultima fase, con la liqueur d’éxpedition, non vogliamo che essa aggiunga o copra alcuna sfumatura proveniente dall’uva di partenza. Non ultimo stiamo facendo delle prove sui dei Franciacorta Nature ottenuti da una sola fermentazione!”
    EC: “Come scusi?????” :roll:
    SU: “Sono vini (notare foto sopra) ottenuti da uve provenienti da singole vigne. La prima fermentazione è innescata dai soli lieviti indigeni, facciamo dei controlli durante questa operazione e quando vediamo che nel mosto che si sta’ trasformando in vino, rimane una percentuale di zuccheri da sviluppare la pressione carbonica, viene messo in bottiglia in modo da intrappolare la carbonica. Facendo così saltiamo l’assemblaggio delle cuvée e la seconda fermentazione. Ma ripeto sono solo delle prove, tanto è vero che il primo anno abbiamo avuto uno spumante con nove atmosfere di pressione!”
    EC: “Quindi una bomba!!! E adesso?”
    SU: “La seconda prova dovremmo verificarlo a giorni con il degorgement.”
    EC: “Parlavamo delle sue esperienze, in quali cantine è stata in Italia?”
    SU: “In Toscana da Poliziano, in Friuli alle Vigne di Zamò e in Sicilia dagli amici di Barone di Villagrande dove ricordo una magnifica vendemmia a Salina.”
    EC: “Ma sono tutte aziende che non hanno nulla a che fare con la spumantizzazione???”
    SU: “E’ vero! Infatti se escludiamo la mia parentesi da Selosse, le altre esperienze fatte in Italia le ho volute fare per assimilirare più nozioni riguardanti la produzione di vini fermi per raggiungere quello che è il mio ideale epresso prima e cioè il raggiungimento di vini che siano espressione di una vigna.”

    Bene ed ora all’assaggio!

    Da Azelia ho “saltato” il salame e credo che, per motivi professionali, anche stavolta mi toccherà tralasciare questa bellissima coppa!

    Durante la degustazione rivolgiamo ancora qualche domanda, anche di tipo personale…

    EC: “La scelta di proseguire l’attività di famiglia è stata forzata dai suoi genitori?”
    SU: “No assolutamente! I miei genitori avrebbero gradito che una, tra me e mia sorella, continuasse la tradizione generazionale, ma questo senza generare grandi pressioni su di noi. Pensi che ancora prima di iscrivermi all’università dissi più volte a mio padre che non era nelle mie intenzioni di fare questo lavoro. Sono una grande amante degli animali ed il mio sogno era quello di diventare un giorno una veterinaria. Ora ci troviamo qui tutte e due, io in cantina ad aiutare mio padre e mia sorella a seguire la parte amministrativa con mia madre.”
    EC: “Quali sono per voi le aziende di riferimento della Franciacorta e quale tra queste vi piacerebbe condurre se non esistesse la vostra?”
    SU: “Quella che sentiamo più vicino per entità possiamo dire Cavalleri. Ovviamente le aziende di riferimento rimangono Bellavista e Cà del Bosco.”
    EC: “Che cosa amano bere gli Uberti al di fuori della Franciacorta?”
    SU: “Senza fare torto a nessuno e tantomeno alle aziende dove ho svolto il mio tirocinio, a me piacciono tantissimo i vini di Piero Palmucci (Poggio di Sotto a Montalcino ndr) in quanto trasmettono delle sensazioni legate al territorio che anche me piacerebbe trasmettere con i nostri vini. Mentre se fosse qui mia sorella direbbe subito Cantina di Terlano!”
    EC: “Com’è suddiviso il vostro mercato?”
    SU: “Noi siamo un’azienda piccola è vendiamo quasi tutto il nostro prodotto nel nord-centro Italia. All’estero non abbiamo, ma questo per scelta nostra, nessun importatore esclusivo, in quanto preferiamo un contatto diretto con i nostri clienti. Abbiamo un cliente storico che è un’enoteca-ristorante vicino a Berna, in Svizzera. Lavora con noi da 25 anni ed è il nostro migliore ambasciatore dei nostri vini al di fuori del territorio italiano. Recentemente abbiamo dato vini a due clienti in Giappone.”
    EC: “I primi vini che andremo assaggiare sono chiamati Francesco I°. Come mai questo nome?”
    SU: “E’ il nome del re francese del primo 500 ed è stato un simbolo della politica di interscambi tra l’Italia e la Francia, anche se questa ha assunto la forma dell’occupazione armata. Diciamo che i francesi hanno insegnato all’epoca, ai nostri contadini, come realizzare vini più semplici e anche più longevi invece di quelli duri e difficilmente conservabili prodotti fino ad allora, dando nuovo slancio e maggior fasto al commercio locale.”

    In foto la Uberti’s Family. Agostino, Elena e la figlia Silvia.

    Si parte!


    Francesco I° Brut
    -Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 75% Chardonnay, 15% Pinot Bianco 10% Pinot Nero.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche situate in Franciacorta.
    -Gradazione alcolica: 13%
    -vinificazione: acciaio
    -affinamento: 30 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 8 gr./lt.
    -contenuto solfiti: 12 mg./lt di libera e 49 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 17,00 Euro

    Giudizio EC 15,5/20

    Il primo vino è già indicatore di quanto detto sopra. Il colore è giallo paglierino vivace e brillante. La grana delle bollicine è di buona finezza, queste salgono lentamente in superficie formando una leggera e soffice schiuma, già molto invitante all’assaggio.
    Il frutto percepito all’olfatto è in perfetto equilibrio con i sentori fragranti dati dal lievito. Mentre in bocca si percepisce un leggero eccesso di alcolicità, ma perfettamente sostenuta da una buona spalla acida. La chiusura ha una perfetta armonia struttura-carbonica.
    Questo dovuto, per quanto detto prima, che le “bollicine” targate Uberti sono frutto di vinificazione di uve con un buon indice di maturazione, quindi se da un lato troviamo sentori legati più ad un vino fermo che ad uno spumante, in bocca abbiamo delle alcolicità più elevate rispetto ad altri franciacorta ma questo senza perdere in freschezza.


    Francesco I° Extra Brut
    Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 75% Chardonnay, 15% Pinot Bianco 10% Pinot Nero.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche situate in Franciacorta
    -Gradazione alcolica: 13%
    -vinificazione: acciaio
    -affinamento: 30 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 4 gr./lt.
    -contenuto solfiti: 11 mg./lt di libera e 48 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 17,00 Euro

    Giudizio EC 15,5(-)/20

    C’è una differenza sostanziale tra la linea Francesco I° ed i cru e questo non solo dovuto alla provenienza delle uve oppure nella struttura, ma lo troverete anche nello stile. La Francesco I° è campione in equilibrio e fragranza aromatica mentre per la voce grinta ed espressione vi rimando a più tardi. Anche questo Extra Brut è tecnicamente ben fatto, forse anche fin troppo eccessivo sul piano dell’eleganza, con un frutto delicato in armonia alle note lievitate mentre in bocca si esprime in maniera più sottile (come vi ho detto per il “peso” si prega passare più tardi alle voci “cru”).
    Il segno meno tra parentesi è dato che in questo prodotto, rispetto al Brut, l’ago della bilancia è spostato più a favore delle note dure, accentuato in più anche da una nota sapida marcata e dall’ovvia quasi assenza di zuccheri riduttori.
    Un Franciacorta che necessita di compagnia a tavola per essere apprezzato al meglio.
    E quindi…ecco l’abbinamento.

    Capesante dorate al burro di cacao, nocciole tostate, ananas , e decorazione di limone candito essiccato.
    Ristorante Officina-Cucina c/o I Monaci Sotto Le Stelle-Brescia (BS)
    Un piatto che quasi oserei definire “esotico”, con la tendenza dolce in primo piano data soprattutto dall’ingrediente principale, ovvero le Capesante. A queste ci aggiungiamo un pizzico di tendenza amarognola data dalle nocciole ed una sfumatura di aromaticità se prendiamo tutto l’insieme degli ingredienti, compreso il limone essicato. In più consideriamo che di solito è un piatto di apertura e quindi perchè non abbinarlo ad una bollicina? L’importante che questa sia di grande freschezza, buona complessità aromatica e che con il suo basso tenore di zuccheri residui aiutino a lasciare il vostro palato come nuovo.


    Francesco I° Rosè
    Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 80% Chardonnay, 20% Pinot Nero.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche situate in Franciacorta.
    -Gradazione alcolica: 13%
    -vinificazione: acciaio
    -affinamento: 30 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 7,5 gr./lt
    -contenuto solfiti: 13 mg./lt di libera e 52 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 17,00 Euro

    Giudizio EC 15,5(+)/20

    Il Rosé è il più espressivo, nella linea Francesco I°, per quanto riguarda il carattere. Un frutto vivo e fresco non sovrastante e in perfetto equilibrio anche nello sviluppo del quadro aromatico portato dall’ossigenazione.
    I Rosé con le “bolle” in genere, hanno fatto dei passi qualitativi molto importanti negli ultimi anni. Già dal colore si sono spogliati da quella buccia di cipolla, indossando vesti dal colore più vivo e con tonalità via via più marcate. Al naso le note simil-ossidative del passato hanno lasciato il posto a sentori di fragola più accentuata quasi al limite della ciliegia. In bocca hanno invece acquistato più volume e una freschezza più morbida e supportata come nel caso di questo rosé, da una nota minerale.


    Satèn Magnificentia
    -Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 100% Chardonnay.
    -Provenienza uve: Vigneto Salem in Erbusco.
    -Gradazione alcolica: 13%
    -vinificazione: parte in acciaio e parte in barriques di rovere.
    -affinamento: 30 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 7,5 gr./lt
    -contenuto solfiti: 9 mg./lt di libera e 45 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 25,00 Euro

    Giudizio EC 17/20

    Ancora una bella prova di questo Magnificentia all’altezza del nome Uberti. Un Satèn che ormai da anni è un punto di riferimento di questa denominazione.
    La particolarità è data dalla vinificazione del vino base in parte in barriques ed in parte in acciaio, delle sole uve provenienti dalle vigne più vecchie del vigneto del Comarì.
    Giallo paglierino brillante di media tonalità, al naso una “crema pasticcera” arricchita dalle note di lievito in presenza delicata quasi in sordina. In bocca prima lo troverete leggermente scontroso, ma poi ci metterà poco tempo per entrare in confidenza con voi.
    Il Magnificentia è l’etichetta di casa Uberti che più si conferma per regolarità qualitativa, anche se lo rapportiamo ad altri Satèn.


    Comarì del Salem 2002
    Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 80% Chardonnay, 20% Pinot Bianco.
    -Provenienza uve: Vigneto Comarì del Salem in Erbusco
    -Gradazione alcolica: 13,5%
    -vinificazione: parte in acciaio e parte in botti di rovere.
    -affinamento: 48 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 4 gr./lt
    -contenuto solfiti: 8 mg./lt di libera e 45 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 30,00 Euro

    Giudizio EC 17,5/20-ALTISSIMO CETO!

    Devo confessare che ho avuto più di una sorpresa, in positivo, assaggiando i millesimati 2002 della Franciacorta, e confermo la mia impressione anche riguardo a questo Comarì.
    Il Comarì del Salem rappresenta a tutt’oggi l’etichetta di punta dell’azienda Uberti, questo per un fatto di storia, di legame affettivo dei patrons verso questa vigna e per un fatto di rarità per via di questa caratteristica, nel panorama franciacortino.
    Tuttavia sarei pronto a scommettere che, se da un lato il Comarì ci regalerà nel tempo ancora emozioni, presto sarà affiancato e superato nell’apice aziendale dal Sublimis, considerando che quanto affermato è solo sulla base valutativa delle due annate fin qui prodotte.
    In questo bicchiere troverete tonicità e brillantezza, sempre rapportato all’annata, ma senza quello spessore che avete trovato nel 2001 o nel 1999. Ciò non toglie che anche in questa annata gli Uberti ci abbiano “regalato” comunque un vino da Altissimo Ceto.
    Abbinamento.

    Uova leggermente caramellate con consommé d’asparagi,tartufo nero e aria di parmigiano.
    Ristorante Sempione 42-Milano (MI).
    Personalmente mi intrigano le prove di abbinamenti ai piatti dove si gioca a trovare l’equilibrio con ingredienti così diversi. Tuttavia resta una rivisitazione del piatto che mi faceva mia mamma e che mangiavo da piccolo, ovvero gli asparagi con l’uovo all’occhio di bue e la spolverata di parmigiano. Peccato che allora non potevo ancora bere vino! Comunque la delicatezza è alla base di questa ricetta ed è la stessa che ritroviamo poi nel Comarì, a se a queste ci aggiungiamo le note di complessità del vino che ben bilanciano l’aroma del tartufo, il gioco è fatto!


    Sublimis 2001
    Tipologia Vino: Franciacorta d.o.c.g.
    -Vitigni utilizzati: 100% Chardonnay.
    -Provenienza uve: Località Calino nel comune di Cazzago San Martino.
    -Gradazione alcolica: 13,5%
    -vinificazione: totalmente in botti da 32 hl.
    -affinamento: 60 mesi circa
    -zuccheri riduttori: 1,5 gr./lt
    -contenuto solfiti: 5 mg./lt di libera e 39 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 33,00 Euro

    Giudizio EC 18,5/20-ALTISSIMO CETO!

    Appena versato nel bicchiere ed effettuato il primo approccio mi è venuto l’istinto di accostare il bicchiere, continuare la conversazione e fare rewind sui vini degustati in precedenza. Questo perché, memore dell’annata 2000, ho riscontrato il difficile fascino che esprime il Sublimis al suo fruitore a bottiglia appena aperta, per via della sua chiusura ed il suo carattere spigoloso iniziale.
    Un consiglio quindi per poter apprezzare il Sublimis nel massimo delle sue potenzialità:
    Prima di tutto conservare la bottiglia in cantina, nelle condizioni ideali per l’invecchiamento, per almeno un anno dalla sua sboccatura (il 2000 incomincia ad essere pronto da bere ora!). Prima di stapparlo mettete una caraffa dal collo stretto in frigorifero e al momento della stappatura mettete la caraffa inclinata in un secchiello pieno di ghiaccio ed effettuare la “scaraffatura” molto lentamente per limitare la dispersione di carbonica. Godetevelo nei bicchieri ampi, versandolo un poco alla volta, per evitare il surriscaldamento e facendo attenzione che il bicchiere non sia mai vuoto, questo per favorirne l’ossigenazione.
    Avrete così un vino con le bollicine tra i più espressivi del territorio di Franciacorta e molto vicino al vino ideale di Silvia Uberti, in bocca si esprime con peso e volume sempre restando sui binari dell’eleganza e della finezza.
    Abbinamento.

    Risotto “oro e zafferano”.
    Ristorante Gualtiero Marchesi-Erbusco (BS).
    Ogni tanto noi sommeliers, come tanti chef del resto, abbiamo quella lampadina dell’abbinamento che si accende immediatamente al momento dell’assaggio di un vino. Quel giorno in cantina mi è venuto subito di accostare, purtroppo solo mentalmente, uno dei prodotti nuovi della Franciacorta ed accostarlo ad un piatto della tradizione del “maestro”. Da Marchesi ci sono stato a mangiare tre volte e non ho mai avuto la fortuna di provare il suo risotto “oro e zafferano” e quindi mi sono fatto raccontare da VG le sensazioni che ha gli aveva regalato quel piatto quando lo ha provato e così le ho potute facilmente accostare all’incisività e alla personalità del Sublimis, aggiungendo come ciliegina sulla torta, la grande eleganza di entrambi i protagonisti.


    Curtefranca bianco 2006
    -Tipologia vino: Terre di Franciacorta d.o.c..
    -Vitigno utilizzato:80% Chardonnay, 20% Pinot Bianco.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche della Franciacorta.
    -Gradazione alcolica: 12%.
    -vinificazione: acciaio.
    -affinamento: acciaio.
    -contenuto solfiti: 13 mg./lt di libera e 55 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 9,00 Euro.

    Giudizio EC 13,5/20

    Vino giocato sul frutto e la freschezza, tecnicamente ben fatto ma non cercate ciccia, complessità e carattere.

    Maria de’ Medici 2004
    -Tipologia vino: Terre di Franciacorta d.o.c..
    -Vitigno utilizzato:100% Chardonnay.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche della Franciacorta.
    -Gradazione alcolica: 12,5%.
    -vinificazione: acciaio.
    -affinamento: acciaio e botti grandi.
    -contenuto solfiti: 13 mg./lt di libera e 50 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 15,00 Euro.

    Giudizio EC 15/20

    A memoria credo la ’04 sia la migliore espressione di abbinamento carattere ed eleganza. Noterete comunque sempre, come timbro di fabbrica, la delicatezza e la fragranza aromatica. Quindi niente frutto “caldo” e profumi esotici, ma come “plus” una piacevole nota sapida integrata nell’acidità.


    Curtefranca rosso 2005
    -Tipologia vino: Terre di Franciacorta d.o.c..
    -Vitigno utilizzato: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Nebbiolo, Barbera.
    -Provenienza uve: Diverse unità pedo-climatiche della Franciacorta.
    -Gradazione alcolica: 12,5%.
    -vinificazione: acciaio.
    -affinamento: 12 mesi in botti grandi.
    -contenuto solfiti: 15 mg./lt di libera e 55 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 9,00 Euro.

    Giudizio EC 13,5/20

    Stesso discorso del Curtefranca bianco ma con un frutto caratterizzato da una nota erbacea.


    Rosso dei Frati Priori (annata 2002)
    -Tipologia vino: vino da tavola.
    -Vitigno utilizzato: 100% Cabernet Sauvignon.
    -Provenienza uve: Vigneto Salem in Erbusco.
    -Gradazione alcolica: 13%.
    -vinificazione: acciaio.
    -affinamento: in barriques.
    -contenuto solfiti: 15 mg./lt di libera e 52 mg./lt di totale
    -prezzo in enoteca: 20,00 Euro.

    Giudizio EC 15(-)/20

    Chiudiamo con il rosso di punta dell’Azienda. Anche nel Frati Priori si cerca di dare un timbro territoriale del Cabernet Sauvignon. Tra parentesi è indicata l’annata in quanto, essendo per categoria, un Vino da Tavola l’indicazione è celata nella contro-etichetta. Certo l’annata non è stata d’aiuto in questa ricercatezza e quindi se al naso abbiamo frutto integro ed eleganza, al gusto la freschezza non è di giusto sostegno alla sensazione pseudocalorica data dall’alcol, buona la finezza del tannino e la chiusura.

    Note positive
    -Il Packaging è in piena coerenza con lo stile aziendale, nelle retro-etichette sono riportate l’anno di sboccatura sulla linea Francesco I° ed anche il mese per quanto riguarda i millesimati.
    -Dei vini così piacevoli a cui aggiungiamo delle dosi basse di solforosa aiutano a bere senza limiti, quindi, se siete fuori casa, portatevi dietro l’alcol tester!
    -La continua ricercatezza e sperimentazione per cercare di migliorarsi annata dopo annata, unite dalla verve portata dalla giovane età di Silvia.

    Note negative
    -Preferiremmo che l’azienda, ma questo si potrebbe dire di altre realtà, puntasse sempre di più i suoi sforzi di ricerca e di miglioramento sulle bollicine a discapito dei vini fermi.

    Conclusioni
    La maison Uberti, come già scritto, è da anni un punto di riferimento qualitativo per la Franciacorta. Personalmente ho trovato negli ultimi due-tre anni un cambio di marcia traducibile in vini con peculiarità piu marcate ed espressioni caratterizzanti sia sul piano olfattivo sia sul “peso” gustativo.
    L’augurio ovviamente di tutti noi è di continuare su questa strada e regalarci ancora vini da Altissimo Ceto!

    (Cheeese!) :D

    Altissimo Ceto! per la famiglia Uberti.

    Cin! Cin!

    Ivano Antonini alias EnoCentrico.
    ivano.antonini@altissimoceto.it

    P.S.: Nella foto di gruppo, come avrete notato, manca la figlia Silvia, in quanto “fuggita” per svolgere anche il suo lavoro di giovane mamma. Ma manda il suo caloroso saluto a tutti i nostri lettori.


    Azienda Agricola Uberti G. & G.A.
    Località Salem
    Via E. Fermi,2
    25030 Erbusco (BS)
    Tel: 030/7267476
    Fax: 030/7760455

    e-mail: info@ubertivini.it

    sito: http://www.ubertivini.it/

    Topics: Cantine&Vini | 3 Comments »

    3 Responses to “Az.Agr. Uberti-Erbusco (BS)”

    1. chefalfio42 Says:
      novembre 16th, 2007 at 17:06

      Bel’ abbinamento uovo uberti
      grazie
      andrea

    2. barbo67 Says:
      novembre 17th, 2007 at 15:19

      Bellissimo. Purtroppo dalle mie parti (prov.di Modena) bevono soltanto Bellavista. Per me e’ la migliore azienda Franciacortina e questa intervista me lo ha confermato. Complimenti

    3. gac73 Says:
      aprile 20th, 2009 at 16:08

      CANTINA VISITATA QUALCHE ANNO FA’ CON UBERTI DI MONDOVI’,NI SONO RIMASTI IMPRESSI NELLA MEMORIA PROPRIO COME VOI LI AVETE DESCRITTI.
      PERSONE FAVOLOSE!

    Comments

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