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    Titolo: Il perfezionista. Vita e morte di un grande chef
    Autore: Chelminski Rudolph


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    ISBN: 9788836543274
    Titolo: La mia cucina pop. L'arte di caramellare i sogni.
    Autore: Oldani Davide


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    ISBN: 9788836543274
    Titolo: Cuoco andata e ritorno. Viaggi , sogni , ricette di un uomo che voleva cucinare
    Autore: Oldani Davide


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    Borgogno

    Braida

    Bricco Giubellini

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    Deltetto

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    Tenuta Argentiera

    Tenuta Belguardo

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    Tenuta dell'Ornellaia

    Tenuta di Ghizzano

    Tenuta di Trinoro

    Tenuta di Sesta

    Tenuta La Badiola

    Tenuta PoggioVerrano

    Tenuta San Guido

    Tenuta Sette Ponti

    Tenuta Vecchie Terre di Montefili

    Tenuta Villa Rosa

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    Tenute Silvio Nardi

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    Varramista

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    Fattoria Coroncino

    Fattoria Coroncino

    Fattoria Dezi

    Fattoria Laila

    Fattoria La Monacesca

    Fattoria Le Terrazze

    Fattoria San Lorenzo

    Fattoria Serra San Martino

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    Garofoli

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    Masseria del Feudo

    Miceli

    Morgante

    Occhipinti

    Palari

    Passopisciaro

    Planeta

    Sallier de La Tour

    Tasca d'Almerita

    Tenuta delle Terre Nere

    Vini Biondi

  • « TERZA Edizione Forum Meeting di Altissimo Ceto – Quattro Mori – Chef Massimo Sola | Home | Le stelle del Piemonte a New York 14-25 Maggio »

    Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo bassi, Riccardo Monco

    By ViaggiatoreGourmet | maggio 10, 2007

    Provato a Pranzo Venerdì 20 Aprile 2007

    Archivio storico reportage:
    -> Meeting del 23 maggio 2009
    -> Meeting del 17 aprile 2010
    -> Meeting del 14 maggio 2011
    -> Meeting dell’8 giugno 2012

    Quando nella cantina di Pinchiorri indubbiamente tra le prime 4 al mondo e per completezza (Italia/Francia/Resto del Mondo) probabilmente tra le prime due… il Sommelier mi ha presentato Giorgio Pinchiorri, l’emozione del cliente appassionato alla sua prima visita era evidente. Il Patron appena ascoltato il mio nome mi dice… “Sig. Sacco era ora che passasse a trovare anche noi… nel mio imbarazzo generale ho avuto l’ennesima conferma che il mio viaggio goloso è solo all’inizio…

    Ad attendermi il Direttore Alessandro Tomberli affiancato da Alessandro Giani , per un servizio seguito dal Sommelier Luigi Pila e dal cameriere Stefano Rizzi (29 anni) da soli 6 mesi in casa Pinchiorri davvero bravo e preparato.

    Al mio arrivo un primo “tour” in cantina, ma anche in cucina (modernissima e decisamente attrezzata) dove mi vengono presentati i Primi Chef Italo bassi e Riccardo Monco.

    Annie Feolde verrà a salutarmi nel corso del percorso di degustazione , quasi a scusarsi del fatto che ero l’unico ospite presente per pranzo, ho replicato che purtroppo è la norma in quasi tutti gli “stellati” che oramai frequento quotidianamente.

    Uno scorcio della sala, da Pinchiorri le sale sono bellissime e numerose tanto da consentire a tavoli di 6 e 8 persone di avere un proprio spazio dedicato, in modo che l’inevitabile “chiacchiericcio” non sia di disturbo per gli altri ospiti.

    Per le guide, Michelin assegna le prestigiose 3 Stelle, Gambero Rosso 92 (Cucina 51) , espresso (19/20)

    Mise en place

    Rigorosa e di classe.

    In tavola troviamo subito del riso soffiato giallo allo zafferano e del riso venere.

    Carta dei Vini, Carta delle Acque, Menù.

    Menù

    Io come sempre mi lascerò guidare in un percorso più ampio… a mano libera.

    Dalla carta…

    Sono disponibili due percorsi Degustazione;

    I nostri assaggi dalla carta

    Coda di rospo farcita di fegato grasso con lenticchie di Castelluccio e crema di zucchine

    Astice gratinato alle spezie con insalata di Quinoa allo zenzero e yogurt

    Doppi ravioli farciti di burrata e di faraona, salsa di Parmigiano Reggiano e sugo d’arrosto

    Carrè d’agnello farcito di lardo di Colonnata con topinambur e salsa al rafano

    Fonduta di Taleggio con spumoso alle mandorle

    Mousse di limone con nastri di zucca marinati e croccanti, mandorle e polvere di caffè

    225€ a persona vini esclusi

    I nostri classici secondo stagione (che sarà la traccia del mio percorso)

    Fegato grasso cotto sotto sale e marinato nel caffè con confettura di zucca gialla

    Zuppa di pesce allo zafferano con capesanta grigliata e vongole al vino bianco e prezzemolo

    Filetto di sogliola fritto con purea di patate di cetica allo scalogno e salvia all’acciuga

    Spaghetti alla chitarra con vellutata di carciofi, calamaretti al vino bianco e lamelle di bottarga di muggine

    Agnolotti di pappa ala pomodoro, con spuma di basilico e salsa di pecorino toscano

    Nocette di capriolo al sesamo con scorzanera e cioccolato

    Petto di piccione grigliato e marinato , con polenta al cavolo nero e la coscia candita con scalogno in agrodolce.

    Pere al frutto della passione con meringa di liquirizia, gelato allo yogurt miele d’abete e salsa al cioccolato bianco

    225€ a persona vini esclusi

    I piatti di questo menù possono essere ordinati a porzione intera 95€

    La Carta

    Gli Antipasti

    Uovo in camicia croccante allo zafferano vellutata di broccoli , briciole di pane tostato 90€

    Gamberoni imperiali dorati, con baccalà mantecato all’olio extravergine d’oliva e ceci 110€

    Astice gratinato alle spezie con insalata di Quinoa allo zenzero e yogurt 120€

    Scaloppa di fegato grasso con panino alla cipolla di Certaldo, misticanza di crescione e crema di avocado 110€

    I Primi

    Tagliatelle farcite di carciofi alla maggiorana con code di scampi rosolate e capperi caramellati 95€

    Risotto come un “Cacciucco” 80€

    Doppi ravioli farciti di burrata e di faraona , salsa al Parmigiano Reggiano , sugo d’arrosto e timo 80€

    Gnocchi di patate con ricotta e spinaci, lingua di vitello stufato, radicchio rosso Trevigiano e nocciole 70€

    I Pesci

    Filetti di triglie con pane alle erbe , cardi all’aglio e salsa di melanzane affumicate 95€

    Orata cotta in casseruola con carciofi, asparagi e pomodori seccati 95€

    Coda di rospo farcita di fegato grasso con lenticchie di Castelluccio e crema di zucchine 110€

    Scampi alla plancia, con indivia brasata , arancio e pistacchi al sale 110€

    Le Carni

    Filetto di manzo alla griglia con crema di pane all’acciuga cipollotti e patate 95€

    Piccione in crosta di pane con fagioli bianchi e crostini alla toscana 90€

    Petto d’anatra alle spezie con purea di sedano rapa, fagottini con le cosce e datteri 90€

    Carrè d’agnello farcito di lardo di Colonnata con topinambur e salsa al rafano 95€

    I Formaggi dal carrello 25€

    Carta dei vini;

    (S.V.)

    Non manca nulla.

    Siamo decisamente a fondo scala.

    Solo una foto della immensa cantina, la zona riservata ai grandi formati, un vero e proprio luogo di culto dove vengono conservate delle produzioni UNICHE, di quello che madre natura e la sapiente mano artigiana dell’uomo sono riuscite a produrre per portare emozioni VERE spesso irripetibili , che non hanno prezzo.

    Abbinamento Vini; (scelgo di farmi accompagnare al bicchiere)

    Anche in questo caso sono disponibili una serie di percorsi di degustazione al calice abbinati ai piatti si parte da 175€ fino a 1.800 € e chiaramente oltre… (prezzi per persona)

    Nel mio percorso personalizzato avremo;

    Champagne Pommery Louise 1998

    Richiari Podere Poggio Scalette Alta Valle della Greve 2003

    Meursault Clos de la barre 2003 Domain des Comtes Lafon

    Gracia 1999 Saint-Emilion Grand Cru

    Musigny D.Laurent Nuits-St-Georges 1995

    Gaja Barbaresco Costa Russi 1997

    Chateau D’Yquem 1999

    Va specificato che da Pinchiorri non viene applicato un costo X calice… il “rabbocco” è libero.

    Pane

    Grissino al malto d’orzo

    Pane con finocchio e parmigiano

    Panino aromatizzato con del cavolo nero

    Focaccia con le melanzane

    Tutto di ottima fattura presentato individualmente (come da Vissani) e abbinato ai vari piatti.

    Si parte!

    Crema di pomodoro fredda alla base, la schiuma bianca è un emulsione dell’acqua del Pomodoro , dadolata di cetriolo fresco e pane tostato al basilico.

    (+++)

    Insalata di asparagi con uova di caviale , triglia aromatizzata con pane tostato alle erbe.

    (+++)

    Una grande doppietta…

    Fegato grasso cotto sotto sale e marinato nel caffè con confettura di zucca gialla

    Scaloppa di fegato grasso con un panino alla cipolla rossa di Certaldo, la stessa cipolla stufata, crema di avocado e insalata di crescione.

    (18/20)

    Zuppa di pesce allo zafferano con cappasanta grigliata e vongole al vino bianco e prezzemolo, la schiuma è un emulsione dell’acqua delle vongole.

    (18/20)

    Filetto di sogliola fritto con purea di patate di Cetica e mele, marmellata di scalogno , e due foglie di salvia e acciuga

    (17,5/20)

    Tagliatelle farcite con una crema di carciofi aromatizzata alla maggiorana, code di scampi rosolate, capperi caramellati, olio al pomodoro

    (18/20)

    Risotto come un “Cacciucco”

    “Fusion” tra un risotto di pesce e la zuppa di Cacciucco alla Livornese , accompagnato con delle tegole aromatizzate con olio

    Indubbiamente il mio Risotto dell’anno, per un esplosione di emozioni al palato.

    (19/20)

    Doppi ravioli farciti di burrata e di faraona , crema di Parmigiano Reggiano , il fondo della Faraona e per aromatizzare le foglioline di timo

    Un piatto davvero esemplare ma decisamente troppo “ricco” e impegnativo considerata la porzione degustazione.

    (17,5/20)

    Nocetta di capriolo al sesamo con purea di scorzanera, salsa al cioccolato, crema di castagne

    (18/20)

    Petto di piccione grigliato e marinato , con polenta al cavolo nero e la coscia candita con scalogno in agrodolce.

    (18/20)

    Fonduta di Taleggio con spumoso alle mandorle

    Piacevolissimo intermezzo.

    (18/20)

    in foto il carrello dei formaggi, solo fotografato per la completezza del Reportage.

    Pre-dessert

    “Il prato”

    Yogurt greco naturale, coperto da una gelatina all’arancia e una alla menta , granella di biscotto al thè verde, pallina di gelato basilico e menta, alberello di cioccolata e fiori.

    Geniale!

    (19/20)

    Pere al frutto della passione con meringa di liquirizia, gelato allo yogurt miele d’abete e salsa al cioccolato bianco

    (18/20)

    Pina Colada, una palla che assomiglia ad un cocco, preparata con cocco, ananas e rhum, con alla base una polvere ghiacciata di cocco. A fianco ananas con la sua acqua e una emulsione sempre di ananas.

    Sorbetto ghiacciato alla fragola, una insalata di fragole, biscotto al caffè , gelato al cardamomo, salsa di finto caviale/caffè (semi di basilico trattati).

    Un percorso unico , decisamente Intrigante!

    (19/20)

    Un ottimo caffè con le coccole finali.

    Il Conto;

    Ci si diverte a partire da 400€ a persona.

    es:

    Menù degustazione 225€

    Degustazione vini abbinata 175€

    Note Positive;

    La cucina che parte da grandi materie prime è fatta di tecnica, capacità, umiltà (merce rara in un momento di euforia degli Chef Mediatici) e vero talento.

    Il servizio è perfetto , mai troppo ingessato, svolto da personale preparato e ottimamente selezionato.

    Dal 2004 L’Enoteca è anche Albergo, facente parte della prestigiosa catena Relais & Chateaux.

    La nuova “Pasticcera” Loretta Fanella under 30 ex Cracco Peck ex Bullì è davvero brava e dotata di uno straordinario talento.

    Note Negative; Dettagli

    Ho segnalato un paio di bicchieri che sapevano di “freschino/uovo” il Sommelier mi ha confessato che provenivano in effetti dal medesimo armadio.

    Altro foto dettaglio della sala.

    Conclusioni;

    Indubbiamente l’enoteca Pinchiorri è la sintesi del RISTORANTE Perfetto, internazionale e di classe che ci rappresenta al meglio nei confronti dei tanti ospiti stranieri di passaggio a Firenze.

    Accoglienza, regia, governo, centralità del cliente, professionalità, grandi materie prime, cantina, tecnica/mestiere/talento in cucina. Siamo all’eccellenza assoluta per ogni sezione, la cura maniacale per ogni dettaglio. Il Ristorante numero UNO in Italia e quando intendo RISTORANTE lo intendo nel suo insieme.

    Certamente quando si va da Pinchiorri è come quando si decide di acquistare una Ferrari o uno Yacht Prestigioso, l’ultima cosa che devi guardare è il prezzo. NON entrate da Pinchiorri con un idea di Budget , entrate , rilassatevi, fatevi coccolare , affidatevi , pensate solo a godervi al Massimo un momento unico spesso irripetibile. Quando dopo un mese guarderete l’estratto conto della carta di credito, ripenserete al momento da veri Principi che avete trascorso tra mille coccole e piccole attenzioni e capirete che le emozioni quelle forti, quelle VERE non hanno prezzo, e ricorderete solo quanto eravate felici in quel momento.

    Altissimo Ceto per tutta la squadra Pinchiorri!

    Enoteca Pinchiorri

    via Ghibellina, 87

    50122 Firenze (Firenze)

    Tel. +39 055 242777

    ristorante@enotecapinchiorri.com

    www.enotecapinchiorri.com

    Chiuso Domenica, Lunedì, Martedì e Mercoledì a pranzo.

    Topics: Backstage Eventi Enogastronomici | 26 Comments »

    26 Responses to “Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo bassi, Riccardo Monco”

    1. Benny Says:
      maggio 10th, 2007 at 22:05

      Caro Claudio, attendevo da tempo (come Giorgio Pinchiorri) che tu visitassi questo Tempio della ristorazione mondiale. Attraverso i tuo occhi e le tue parole ho intrapreso un viaggio multimediale all’intero di un laboratorio d’arte come uno dei tanti che caratterizzavano gli angoli della Firenze Rinascimentale. Allora mi sarebbe piaciuto essere Leonardo, oggi Pinchiorri. Ed a proposito di botteghe d’arte la pasticcera mi sembra un talento sbalorditivo. Grazie Claudio per l’ennesima emozione, spero un giorno di poter provare Pinchiorri di persona.

    2. Barbo67 Says:
      maggio 11th, 2007 at 09:16

      Complimenti e basta sia a Pinchiorri che alle tue recensioni. Sono stato da Beck l’anno scorso, leggendo questa rece mi e’ venuta voglia di tornarci…..Claudio, posso mettere nella mia newsletter il link del tuo sito? Grazie Massimo
      massimo.barbolini@fastwebnet.it

    3. Andrea Says:
      maggio 11th, 2007 at 12:53

      Complimenti… anche io attendevo molto questa tua visita… il 3 stelle piu famoso d’italia nel mondo mi incuriosiva troppo…
      ora aspetto la pergola e don alfonso.
      andrea

    4. Man-Woman Says:
      maggio 11th, 2007 at 17:32

      Fatti i meritatissimi complimenti all’inimitabile VG che come sempre ci rende partecipi di queste esperienze gastronomiche come nessun altro fa, vorrei fare un commento meno scontato.

      Sono colpito dal ‘dettaglio’ dei bicchieri che sapevano di uovo. VG secondo me e’ troppo buono e generoso.

      In un locale con questi prezzi, che viene paragonato da un lettore nientedimeno che ad un’opera rinascimentale (ehm), il metro di giudizio e’ la perfezione. Se sento due stecche ad un concerto non lo considero un concerto perfetto.

      Di piu’: non mi sembra perfezione accertarsi dello stato dei calici prima del servizio, ma normalissima preparazione (se non sbaglio c’era piu’ personale in sala che clienti). Io penso che per 225 euro si debbano pretendere controlli certosini. E che queste cose succedano quando si ha UN cliente UNO, e’ un segnale che altre e forse peggiori ne succederanno quando c’e’ un minimo di pressione (e a giudicare da alcune reviews internazionali a volte ne succedono…).

      Collegandomi a dibattiti svoltisi altrove sulla ristorazione in Italia, su perche’ nelle classifiche internazionali risulti cosi’ penalizzata (perche’ questo nostro ‘Tempio della ristorazione mondiale’ risulta 41esimo, e in calo, nella classifica di Restaurant Magazine?), ricordiamoci anche di ‘dettagli’ come questi. Noto infine che Gordon Ramsey, 3 stelle Michelin, a Royal Hospital Road, nella citta’ piu’ cara del mondo (Londra), fa pagare il menu degustazione ‘Prestige’ sterline 110 = euro 161…Anche chi non esita a spendere 600 euro per un Sassicaia certe domande se le pone, se non altro per un punto di principio.

      Scusate per la stonatura nel coro.

    5. mangiafuoco Says:
      maggio 11th, 2007 at 21:42

      Bella rece Claudio e belle foto (come sempre d’altronde.

      Un solo commento ai piatti, indimenticabili a quanto sento: non ti sembra di vedere uno squilibrio fra la quantità di cibo delle portate ? i primi piatti e il foie-gras mi sembrano porzioni intere più che piatti da degustazione e questo potrebbe portare stomaci meno allenati del tuo :-) ) ad avere problemi con i formaggi o il dessert.

      Spero poi che la frase di Giorgio Pinchiorri “Sig. Sacco era ora che passava a trovare anche noi…” tu abbia sbagliato a trascriverla perchè, come sai, la frase esatta è “…che passasse a trovare anche noi…” W la grammatica !

      Claudio, ma veramente visiti stellati quotidianamente ? oppure era un modo di dire ? di questo passo farai concorrenza al Raspelli dei tempi d’oro.

      Ciao e buon lavoro
      Bollicine

    6. fedege Says:
      maggio 12th, 2007 at 10:28

      grande claudio….però secondo me spendere 400 euro per mangiare è troppo…..dalla cassinetta di lugagnani(antica osteria del ponte)ho speso 170 euro mangiando alla grande….troppo forte ezio santin….

    7. Anonymous Says:
      maggio 13th, 2007 at 16:12

      Dato che vado abbastanza sovente a Firenze sono stato già 7 volte all’Enoteca (2 a pranzo e 5 a cena), l’ultima delle quali lo scorso gennaio.
      Che dire?
      L’accoglienza è superlativa. Il servizio è straordinario e perfetto (ricordo in particolare un giovane cameriere spagnolo – a mio avviso, per come si rapporta ai clienti, il miglior cameriere in cui mi sia imbattutto – ed una cameriera torinese). L’ambiente è elegante e piacevole (nulla di più, però). L’atmosfera che si vive è immamcabilmente quelle delle grandi occasioni, sempre coinvolgente e di elevatissimo tono : in questo senso, il semplice stazionare da Pinchiorri è, di per sè (cibo e vini esclusi), un evento ed è come immergersi in una dimensione del tutto particolare che si trova solo in pochi altri ristoranti (tanto per rendervi l’idea di quel che voglio dire, se andate da “Al Soriso” dopo esser stati da Pinchiorri, vi sembrerà di esser finiti un una bettolaccia delle peggiori in mezzo ad un “patron” ed a degli sguatteri senza arte nè parte.) La disponibilità del personale a far visitare la cantina e la cucina è totale ed impagabile. La cantina è stratosferica (ma i ricarichi sono pesantissimi e spesso ingiustificabili). Quanto al cibo, non si mangia di certo male, per carità. Ma, tenuto conto dei prezzi – che diventano vertiginosi se si ordina alla carta (se avete un appetito normale spenderete, senza vini, minimo minimo 500 euro a testa) – non è così eccelsa come qualcuno sostiene. E’ buona, certo, ma nulla di più. E molto raramente uno si trova di fronte un piatto indimenticabile. Le porzioni poi son ben diverse da alcune di qurelle fotografare da VG. La pasticceria mi sembra inoltre il suo anelo più debole, voltya com’è a stupire con delle combinazioni strane più che ad appagare i palati (ed in almeno due occasionbi sia io che il mio commensale di turno abbiamo avanzato parte dei desserts, perchè non ci piacevano). Inoltre non si presta nessuna attenzione alla qualità dell’olio d’oliva che si impiega (in un luogo del genere è inammissibile che manchi l’olio Manni) nè si fa menzione alcuna di prodotti biologici. In conclusione,se vogliamo stare in Italia, a mio parere, si mangia molto meglio a “La Pergola”.

    8. Anonymous Says:
      maggio 13th, 2007 at 17:17

      Quando dico che, da Pinchiorri, l’ambiente è “elegante e piacevole, ma nulla di più” mi riferisco non tanto al fatto che, se si ha la sforuna di cenare ad uno dei tavoli del soppalco, magari non vi sentirete proprio a vostro agio, ma ad un problema (l’arredamento dei ristoranti di lusso) che, per quel che ne so, nessuna affronta mai nel modo dovuto. Quasi sempre i ristoranti più prestigiosi sono arredati in maniera banale (non parliamo poi delle salette an gute i cui spesso vi confinano). Forse l’unico ristorante in cui la concezione degli spazi e dell’arredamento concezione è stata studiata e realizata con cura è il “Four Seasons” di New York. Nel suo genere anche “Taillevent” non è male, senz’altro meglio di Pinchiorri. E meglio di Pinchiorri è pure “La Pergola” (probabilmente grazie ad un ambiente unico, pertanto più arioso, e ad una vista senza equivalenti).
      PS Per BENNY: come puoi paragonare Leonardo a Pinchiorri e l’arte rinascimentale alla cucina odierna? Devi messerti bevuto il cervello.
      Mi firmo: billythekid

    9. Benny Says:
      maggio 14th, 2007 at 00:46

      Caro Claudio, scusami se utilizzo uno spazio così importante per replicare a chi mi accusa di essermi bevuto il cervello dimostrando un virile coraggio nel firmarsi… billythekid. A questo “bandito”, così come all’incerto ( quantomeno nel nome) man-woman replico che ho paragonato la cucina di Pinchiorri a l’arte delle botteghe rinascimentali fiorentine perché in entrambi i luoghi di questa Terra baciata da passione e cultura, ogni energia mentale, ogni azione, ogni momento di vita lavorativa era ed è finalizzato a raggiungere la massima qualità estetica. Senza questa tensione che giornalmente si respirava nelle botteghe dove lavoravano Leonardo & c. non sarebbero stati raggiunti i vertici del Rinascimento. Così da Pinchiorri, novello Verrocchio, crescono i Leonardo di oggi come Loretta Fanella. Il suo prato è un’opera d’arte che s’impone agli occhi di chiunque. Qualcuno sostiene che si paga troppo, come se conoscesse i conti di Pinchiorri; qualche altro che a quel prezzo si dovrebbe essere perfetti (costa così poco la perfezione?). Come se la perfezione fosse di questo mondo, come se non sapessimo quel genio di Leonardo quanto fosse imperfetto, basti pensare all’infinità di opere incompiute, o a quelle distrutte a causa di tecniche ancora sperimentali. C’è anche chi delega agli altri il proprio giudizio: Restaurant Magazine ha relegato Pinchiorri al 41° posto ed è calante… sembra un bollettino della Santa Inquisizione! Caro Claudio, mi piace lo stile delle tue recensioni perché volto in prevalenza a trovare quanto di bello e di prezioso producono questi nostri piccoli ma grandi Direttori di bottega che ogni giorno inventano qualcosa di nuovo e di buono. Continua così e grazie.

    10. Man-Woman Says:
      maggio 14th, 2007 at 10:37

      Una sola precisazione: il mio riferimento al giudizio del Restaurant Magazine si riferiva ad un ‘dibattito’ recente sul fatto che nel giudizio internazionale la ristorazione (non solo cucina) italiana non trovi il riscontro che a molti sembra meritare. Penso io stesso che la classifica del Magazine lasci perplessi (Hakkasan?? River Cafe’???), pero’ trascurare dettagli di servizio di sala importanti in uno dei locali piu’ cari che abbiamo non ci mette in buona luce. Chiaramente il cliente italiano e’ meno severo di quello internazionale per quel che riguarda il servizio.

    11. billythe kid Says:
      maggio 15th, 2007 at 09:31

      Chiedo scusa per impiegare questo spazo per una sorta di diatriba personale ma vorrei dire a “benny” che se già paragonare un artista ad un cuoco è una bestemmia colossale, paragonare poi Leonardo ad un ristoratore è follia pura, oltre che indegna ruffianeria.
      Per quanto concerne la collocazione internazionale di Pinchiorri (in ambito italiano quanto a classe solo “La Pergola” è al suo livello, quanto a cucina, a parer mio, si mangia meglio sia, ribadisco, da “La Pergola” che dal “Gambero Rosso”, e forse pure “Dal Pescatore; personalmente detesto l’imbelle, finta e pompoosamente barocca cucina di Vissani e trovo francamente mediocre quella de “Le Calandre”), mi sembra che, a livello di professionalità (accoglienza, servizio, tono, ecc.) Pinchiorri sia in assoluto ai massimi livelli raggiungibili dato che non si può essere trattati meglio di quanto avviene da lui. In termini culinari credo che invece ci siano alcuni ristoranti in cui, a gusto mio, si mangia meglio(The French Laundry, Chez Panisse, Pierre Gagnaire, El Bulli, La Maison de Marc Veyrat, Philippe Rochat, per citarne alcuni). Ovviamente il mio è un parere soggettivo. Devo anche aggiungere che, secondo me, ci sono ristoranti celebratissimi e quotatissimi che io invece ritengo decisamente inferiori a Pinchiorri. Per citarne uno, il decantatissimo “The Fat Duck”, paragonato al’Enoteca, quanto ad ambiente sembra una stalla, e quanto a cucina un Autogrill ai cui fornelli imperversa un punk perennemente impasticcato.

    12. Benny Says:
      maggio 15th, 2007 at 23:07

      Caro Claudio, scusami se approfitto nuovamente del tuo spazio, non tanto per replicare a billythe kid ( che mi virgoletta come se Benny non fosse il mio nome), ma per riproporre la mia precedente riflessione con argomentazioni più esplicite. Il “bandito” sostiene che io “bestemmio” perché paragono un cuoco ad un artista. Ma andiamo per ordine: non ho paragonato un cuoco ad un artista, almeno non esattamente. Con il termine artista infatti si suole definire chi interpreta una delle belle arti (la musica, la poesia, la scultura, ecc..) ed in questa eccelle. Ma quando ho paragonato il giovane pittore Leonardo a bottega dal Verrocchio nella Firenze rinascimentale, alla giovane pasticcera Fanella a bottega dal Pinchiorri nella Firenze di oggi, non pensavo di bestemmiare. Infatti il cuoco ha in comune con il pittore o con lo scultore molte peculiarità: lavorano manualmente (anche se non disdegnano i “ferri” del mestiere, quali pennelli, scalpelli, coppini e coltelli), scelgono personalmente le materie prime ( i colori, il marmo, il drangoncello…) e soprattutto ognuna delle loro opere è frutto esclusivamente della propria creatività. Un mix di talento naturale, istruzione, cultura ed esperienza. Ed è proprio la misura di questa creatività che distingue il pittore dall’imbianchino, lo scultore dal falegname, lo chef tristellato dall’operatore del fastfood. Forse mi si potrà eccepire che ancora non viene tributata ad una pietanza, come il prato della Fanella, la stessa dignità artistica riconosciuta ad un quadro o ad una scultura. Ciò deriva dalla circostanza che ancora non sono state gettate le linee che cosentano una critica ragionata ed oggettiva delle pietanze, al fine di ottenere un’estetica anche per le scienze gastronomiche (che nel frattempo hanno gia ottenuto da molte Università italiane un corso di laurea autonomo). In quanto poi l’essere stato giudicato indegno ruffiano per aver sostenuto le idee che finora ho espresso mi sembra un giudizio esagerato e gratuito che giustifico soltanto perché di questi tempi si pensa che soltanto la critica negativa ed aggressiva possa essere degna d’interesse.

    13. billythekid Says:
      maggio 18th, 2007 at 13:25

      PER BENNY

      Non è che voglio essere negativo per partito preso.
      Semplicemente penso che un locale dove puoi spendere cifre astronomiche per una bottiglia di vino (spesso, oltretutto, gravata da dei ricarichi fantasmagorici e, ribadisco, ingiustificabili) deve essere, quanto ad ambiente, come minimo perfetto).
      Ora, a mio modestissimo parere, l’Enoteca non è di certo un brutto posto, ma neppure quel luogo da sogno che alcuni immaginano (in sostanza sembra, quanto ad arredamento, una banale ed anonima casa borghese di seconda classe e con parecchie pretese).
      Per quanto riguarda la cucina, credo che sei fai pagare sei scampi centoventi euro – e se, alla carta, applichi, per delle porzioni per di più non certo pantagrueliche!, dei prezzi che partono in media dagli 80 euro (ma che molto spesso sono ben più alti)-, devi essere in grado di offrire del cibo fantastico, cosa che, secondo me, quello di Pinchiorri proprio non è.

    14. Anonymous Says:
      maggio 23rd, 2007 at 14:38

      prendo spunto dalla tua recensione all’Enoteca Pinchiorri..ma è possibile che a Firenze e addirittura in Toscana, sia stato solo qui?

    15. SUMMER22 Says:
      maggio 27th, 2007 at 22:32

      Ciao claudio.Complimenti per il tuo sito e le fantastiche emozioni che ci fai vivere.Ora che hai provato il TOP del Mondo(Pinchiorri)quale sarà la tua prossima tappa??Andrea.

    16. SUMMER22 Says:
      luglio 9th, 2007 at 23:34

      grande Claudio

    17. Anonymous Says:
      settembre 1st, 2007 at 14:05

      Bonjour,

      Je trouve votre site très bien fait, il me plaît beaucoup.
      On a rarement la possibilité de voir des photos des plats proposés à la carte.
      Je connais certains des restaurants que vous proposez et tous sont des vrais restaurants de cuisine Italienne.
      Mais PINCHIORRI c’est la fin de la cuisine Italienne……..L’Italie est un pays ou il y a la chance d’avoir encore des produits du terroir qui ont un goût exceptionnel. une simple tomate une mozarella et c’est bien meilleur que ce que n’importe quelle nouvelle cuisine.
      A la fin les plats Italien à la mode nouvelle cuisine trop compliquée, détruit ces saveurs de l’Italie et c’est vraiment dommage.
      CONCERNANT PINCHIORRI C’EST BON POUR LES TOURISTES AMERICAINS ET ETRANGERS, C’EST DU VOL, ET JUSTE POUR POUVOIR DIRE JE SUIS ALLE CHEZ PINCHIORRI EN MARS 2007.
      Le sommelier voulait me vendre du vin français, dans l’assiette, j’avais l’impression d’être chez une très mauvaise copie de Rochat à Crissier ou Crischi à Cossonay. Le client n’est même pas mis à l’aise l’endroit est guindé et coincé. C’est la pire expérience de ma vie et depuis 25 ans je vais régulièrement dans le monde entier dans ce genre de restaurant. Mais en Italie dans le pays ou l’on mange le mieux au Monde, cela n’a aucun sens.
      Enoteca di canale OUI PINCHIORRI NON.
      Grazie e mi scusi ma il mio Italiano non mi permette di scrivere.
      Dominique

    18. Cartoline dal Congresso di Identità Golose 2008 #3 e 4# - Milano | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      febbraio 1st, 2008 at 10:07

      [...] Laghi Provincia di Rimini; Vicolo S. Lucia – Carducci 76 (RN) – Chef Stefano Ciotti TOSCANA ; ENOTECA Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco Ristorante ARNOLFO – Colle di Val d’Elsa (SI) – Chef Gaetano Trovato Rece by MdM MARCHE ; [...]

    19. Ristorante MAGNOLIA dell’Hotel Lord Byron - Forte dei Marmi (LU) - Chef Andrea Mattei | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      aprile 30th, 2008 at 07:19

      [...] [...]

    20. Cartoline dalla presentazione delle Guide Espresso 2009 - Vini & Ristoranti - Firenze | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      ottobre 9th, 2008 at 12:24

      [...] [...]

    21. gac73 Says:
      maggio 11th, 2009 at 21:49

      VG ha scritto:Note Negative; Dettagli
      Ho segnalato un paio di bicchieri che sapevano di “freschino/uovo” il Sommelier mi ha confessato che provenivano in effetti dal medesimo armadio.
      Il mio commento: a questi livelli succede che i bicchieri non ben asciugati vengono riposti nell’armadio?
      Non arrivo dalla scuola alberghiera e neanche dalla scuola dei sommelier, ma ho imparato che i bicchieri vanno asciugati, magari lasciati a testa in su (così che evapori l’eventuale condensa) e poi riposti nell’armadio, a testa in giù, su di una graticola o su dei tovaglioli di stoffa grossolana che permetta l’aria di passare.
      Comunque questo non c’entra col il livello di cucina che sicuramente è l’enoteca Pinchiorri, peccato che non son mai riusciuto ad andarci a mangiare, neanche con il meeting organizzato da VG.
      Spero che si ripeterà, il meeting.
      saluti

    22. Cartoline Anteprima del Salviatino, il nuovo 5 stelle lusso di Firenze dal primo Luglio 2009 | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      giugno 12th, 2009 at 11:27

      [...] Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco Provincia di Firenze [...]

    23. Cartoline dal 134mo Meeting di Altissimo Ceto – Enoteca Pinchiorri – Firenze – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      luglio 26th, 2011 at 09:38

      [...] Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco Provincia di Firenze [...]

    24. Cartoline dall’83mo Meeting di Altissimo Ceto – Enoteca Pinchiorri – Firenze – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      luglio 27th, 2011 at 17:39

      [...] Firenze – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) su Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo bassi, Riccardo Moncoazazel su Ristorante Anteprima – Chiuduno (BG) – Chef Daniel FacenAdG su Ristorante [...]

    25. Cartoline dal XLIX Meeting di Altissimo Ceto – Enoteca Pinchiorri – Firenze – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      luglio 27th, 2011 at 17:41

      [...] Firenze – Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) su Enoteca Pinchiorri – Firenze (FI) – Chef Italo bassi, Riccardo MoncoCartoline dal 134mo Meeting di Altissimo Ceto – Enoteca Pinchiorri – Firenze – Chef Italo [...]

    26. Cartoline dal 223mo Meeting VG @ Ristorante Enoteca Pinchiorri – Firenze – Patron Giorgio Pinchiorri e Annie Féolde, Chef Italo Bassi e Riccardo Monco | Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto! ;-) Says:
      dicembre 11th, 2012 at 15:25

      [...] Reportage del 20 aprile 2007 -> Meeting del 23 maggio 2009 -> Meeting del 17 aprile 2010 -> Meeting del 14 maggio [...]

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